sabato 30 maggio 2015

RUMORS POPULI

Ancora non si sa nulla della nuova creatura nata in casa pidiellina, si conosce solo il nome, “movimento per Alba”, ma di animazione in giro se ne vede ben poco e di segni programmatici per Alba nemmeno a parlarne.
Si vocifera che tra pochi giorni si alzerà il sipario.
Ci sta lavorando zitto zitto da mesi ormai, nel riserbo più totale il gran capo Rasicci, affiancato ultimamente da due supporter estratti dalla ruota del lotto del circolo PdL di Alba Adriatica. Si parla di una lista nuova di zecca, non un partito per carità.
In tempi di grillismo quella parola è un tabù.
Immagino già il disappunto di un aiutante di campo che già dal nominativo sopporta poco il vento autunnale che porta via le foglie ormai inutili, che prima ingialliscono e poi cadono al suolo. Ancora non viene svelato a noi gente profana l´arma segreta del Candidato a Sindaco per risalire la china di un destino ormai segnato: una lista di società civile, nemmeno un politico candidato, giovani e laureati.
Tutti gli altri nel cestone dei rifiuti. E tutti zitti e buoni col compito solo di votare.
Si dice ne abbia in privato già selezionati alcuni, in gran parte laureati, ma anche giovani presi dal vivaio del PdL e professionisti, li ha incontrati uno a uno pescando anche nel campo avverso, dove secondo rumors populi sta facendo man bassa. In tempi ristretti a capo della macchina chiamerà una vecchia volpe, un personaggio ultra-collaudato nell´organizzazione di eventi politici e di marketing elettorale.
E del Pdl con i suoi 500 iscritti ? Del centrodestra con le sue derive associative ?
Pare abbia prevalso l´idea bizzarra di metterlo fuori gioco attraverso un attendismo esasperato e disarmante sino alla scadenza dei termini e pertanto rendere alfine inoffensive le troppe correnti, le troppe «vecchie facce», le troppe aspirazioni da dover soddisfare.
In sostanza prenderle per il culo e renderle qualcosa di simile a degli imbecilli.
Una sorta di "bad company", con la quale comunque non tagliare i ponti.
Anzi. Tenere buoni quella parte più aggressiva, aprire spiragli concilianti con quella più morbida e lanciare proposte accattivanti e seducenti al cosiddetto ventre molle del bisogno sociale.
Cose assurde e improponibili...non solo per noi.
E siccome siamo stati definiti aggressivi e di cattiva compagnia, di togliere il disturbo non se ne parla proprio, non avendo obbligo di rispetto come invece è stato imposto al Vice-presidente della già defunta provincia di Teramo.
E per non definirci morbidi e compiacenti abbiamo da tempo messo sulle spalle il feretro del defunto circolo del PdL albense e abbiamo tolto il disturbo e issato in alto i vessilli di “Risveglio albense” per rappresentare una visione della politica più reale e veritiera a dispetto di una veduta miope per fare il “pastore” di un ovile vuoto e il “padre/padrone” con una presenza troppo ingombrante per riunire il popolo del centrodestra e ricostruire una casa comune.
E infine, per provare a riconquistare il voto dei tanti elettori del centrodestra che non vi hanno votato quattro anni fa o sono rimasti a casa,
- lanciare segnali attraenti e promettenti annacquando dissensi e malumori
- mettere sullo scaffale del negozio elettorale più prodotti per pubblici diversi come quello del rubare galline nel pollaio nemico
- forse anche “avvelenare i pozzi” di chi non ci pensa affatto a sbaraccare il campo, mettendo in giro voci senza senso e oltremodo irrisorie,
si è destinati al fallimento e a cementare un convincimento da tanti percepito che convinca il Commissario di un PdL che non c’è più a rassegnarsi a stare in panchina.
Forse così riusciremo a convincere la cittadinanza albense a ricostruire una unità di consensi e di non essere destinati ad una nuova sconfitta la prossima primavera. zac

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