domenica 21 giugno 2015

FUCILATEMI !


 Più volte sono stato rimproverato di essere ingestibile, sbordante, senza freni; in sintesi, poco diplomatico. Lo so.
Spesso ho provato a mordermi il labbro, ma ho avvertito due dolori: quello fisico, per l'appunto, e quello stomachevole causato dallo sforzo di digerire l'indigeribile. ...
E siccome non sono né masochista e neppure baggiano, non sarò mai disposto a sotterrare ciò che reputo sciocco, sommario, fatuo, sbrigativo, vanesio e superficiale.
Qualcuno sa dirmi che significato dare alla locuzione "Io sto con il Papa", spaparazzata, sorriso sarcastico e sardonico, da chi ricopre per lo più una carica istituzionale?
Il Papa non è una squadra di calcio. Non è una questione di tifo. Qui c'è una situazione di emergenza da gestire. E non mi risulta che il Papa si sia sbracciato perché ci fossero accozzaglie umane, tipo mandrie di bisonti, nelle stazioni, sugli scogli, nei giardini pubblici; non mi risulta che il Papa si sia schierato a favore delle ostrogotiche invasioni delle nostre città, e neppure che abbia mai detto di aiutare in ogni modo il Figliol prodigo che arriva e di ignorare il Figliol prodigo che qui vive.
Ci sono lavoro, territorialità, abitabilità, risorse sufficienti? C'è il vitello grasso da ammazzare e spartire?
E ancora, siamo veramente certi che sia tutto e solo una questione di 'rifugiato', di 'chi fugge dalla guerra', di 'perseguitato', o forse siamo anche di fronte ad un tentativo di invasione occupante finalizzato alla creazione di uno status, che Oriana Fallaci chiamò Eurabia ?
Del pericolo islamista non si parla più. Eppure...
Ve lo immaginate un attentato alla Basilica di S. Pietro?
Ora, nella malaugurante ipotetica possibilità di un simile accadimento, il Papa e tutte le cicali parlanti da che parte si schiereranno?
Saranno per la morte di cento mortali o per le ceneri di opere immortali?
Provino a risolvere... e squittiscano di meno.
Se non sono capaci, vadano a casa.
E ora... fucilatemi!
(20 giugno 2015)

Da Sincope Pensante

IMPEGNO CIVILE

 Pronti e via. Seppur con il cielo coperto da nubi, ha inizio la stagione estiva.
Nell’avvicinarmi ai punti vendita dei prodotti alimentari ho riscontrato una impressionante valanga di persone, per non parlare delle doppie file di auto sulle strade e nei posteggi.
Buon segno per le prospettive e i desideri di chi opera nel settore turistico, alberghiero, di ristorazione e commercio, ai quali Risveglio Albense auspica tutto il bene possibile.
Alle varie Associazioni che operano sul territorio, all’Amministrazione nel suo insieme rivolgiamo l’invito di riporre le armi e di mettere da parte i contrasti del recente passato e di sprecare le restanti energie nell’offrire un’accoglienza degna di essere ricordata soltanto per le cose positive.
Non bisogna accogliere nelle beghe personali, ma occorre sanare la piaga dei contrasti, arginare le difficoltà che possono presentarsi durante la stagione - e mi riferisco all’inquinamento delle acque, all’erosione della spiaggia – sui quali fare fronte comune, di condivisione e corresponsabilità, senza star lì sempre a rinfacciarsi le colpe, che spettano a tutti noi, del presente e del passato, senza tralasciare i Comuni vicini e lontani verso l’interno, o il colore della sinistra, del centro o di destra.
Ne discuteremo tra noi più in là, quando non ci sarà questa che speriamo sia una vera invasione di ospiti, sia essi bagnanti che amanti del passeggio, del riposo o del divertimento.
Nemmeno si può pretendere di estirpare col tintinnìo delle manette o la lama lucente del machete la rogna dei vu’ cumprà accampati sul lungomare nella vendita di cianfrusaglie a ridosso della passeggiata. Non lo pretende il buon senso e nemmeno il cuore del sottoscritto. So bene che possono dar fastidio a molti villeggianti e a tantissimi albensi. Li comprendo. Così come è complesso capire chi cerca di campare al confine dell’illegalità non avendo altre possibilità.
Personalmente avrei preferito concedergli uno spazio tutto loro, per esempio, su un tratto limitato di parcheggio o su una rotonda, così come avvenuto nel recente passato con i mercanti russi, sul confine di Tortoreto.
Più difficile trattare con delicatezza chi invece trova rifugio nella sala d’attesa della stazione ferroviaria, nel sottopasso o nella vicina latrina, ma bisogna farsi largo nella folla imprevista degli extracomunitari che lì bivaccano, ridare ordine con la sorveglianza, ripulire dove qualcuno defeca in assenza di servizi, ma non con la stessa rassegnazione o permessivismo con cui non si punisce chi lascia sporcizia al seguito di creature canine.
“De visu”: con i vostri occhi venite a controllare i marciapiedi di Via Roma. Li percorro ogni giorno. “Docet”: lì si insegna anche a come non comportarsi da persone civili. E non vedo differenza di comportamento, di cortesia, di rispetto. E quindi la si smetta di credere che sia così enorme la diversità etnica, di dire e sparlare di differenze culturali e civili abissali, di gridare “al lupo! al lupo nero!” al lupo misero e affamato, quando il “lupus in fabula”, il vero lupo che divora e fa strage di rispetto e legalità lo trovi in casa, e sovente anche rispettato o in certi casi temuto.
Potrei fare i nomi o postare le foto, come prova. Ma preferisco per il momento tacere e tenerle tutte per me. Sempre per non strillare o fare come solito una crociata per risanare una città che ha bisogno di impegno civile, di equilibrio e di tanta comprensione.
Pur sapendo che certi figli di puta’ non si curano con le carezze e che la cultura civile non si esporta e non fiorisce nei cuori umani se non gli si indica la strada della convinzione e del percorso più decoroso e del buonsenso. zac

UNA STORIA MODERNA

Alla vigilia dell'euromoneta, un'anziana signora vantava un risparmio di 50milioni di lire. Non tantissimo, si dirà, ma la donna percepiva anche una discreta pensione: un milione-seicentomila lire. Invero, a tal proposito, con l'integrazione della dovuta reversibilità, la somma avrebbe dovuto essere un tantino superiore: due milioni-quattrocentomila lire; ma le fu detto che non avrebbe potuto superare il tetto dei 18milioni annui.
Tale cosa non riuscì mai a digerirla; non era una babbea, sapeva bene che 18milioni taluni li portavano a casa in un solo mese.
Ma tant'è.
In quello stesso periodo, una confezione di pasta De Cecco, ossia mezzo chilo, costava 1.400 lire. (Lo si prenda come esempio di raffronto).
Con l'adozione della nuova moneta, i 50milioni dell'anziana, per effetto del cambio, divennero poco più di 25mila euro, mentre la pensione di poco superiore agli 800 euro.
Dopo solo pochi anni, però, il costo della vita raddoppiò; gli interessi sui depositi, una quisquiglia; il potere d'acquisto si dimezzò; ...e la famosa pasta De Cecco balzò a 1,30 euro per confezione.
Così, con i famosi 50milioni di lire, risparmio di una vita, un tempo
potenzialmente quasi sufficienti per l'acquisto di un monolocale, la nostra nonnina avrebbe potuto comprare a malapena un piccolo garage; e il milione-seicentomila lire della pensione di una volta, a fatica bastante per arrivare a fine mese.
Come dire: giri l'angolo e incontri la povertà.
Ma non s'era parlato di un maggiore benessere ? Non s'erano previsti vantaggi economici, stratosferiche migliorìe ? Non s'era farfugliato, i sorrisi ammiccanti, che raggiungere il paese delle meraviglie non sarebbe stata più un'utopia ?
E come mai coloro che gridarono Al lupo!, coloro che sospettarono e intravvidero l'imbroglio, i lucidi perplessi analisti, furono isolati, imbavagliati, ridotti al silenzio ?...
Ricordo, a tal proposito, le argomentazioni in negativo circa l'operazione lira-euro di un docente del Politecnico di Torino (del quale mi sfugge il nome e me ne scuso, ma non sarebbe impresa impossibile se solo si guardasse nell'archivio del quotidiano), il quale dalle pagine del Giornale di Milano, tra l'altro, scriveva: "La Francia e la Germania faranno dell' Italia un sol boccone".
Si sbagliava ?...
E dunque, alla resa dei conti, è stato come aver subìto e continuare a subire le cause di una guerra. E come in tutte le guerre, a pagare sono sempre i soliti noti. (C'è notizia che i banchieri, per es., abbiano mai percepito meno mensilità all'anno ?)
Attenzione, però. La storia ci racconta che quasi sempre i responsabili di una guerra facciano una brutta fine.
Quella signora, ora, non c'è più. Ma se le maledizioni (urlate all'indirizzo dei poteri forti, degli intellettuali del cazzo, di gran parte della stampa e degli insipienti burattini, manovrati e manovratori, che hanno portato a questo cataclisma) trovassero bersaglio, ne sono certo, dormirebbe il vero sonno dei giusti.
Era mia madre.
(13 giugno 2015, insieme antico giorno del suo onomastico e compleanno)
Da Sincope Pensante

LA PERIZIA....... UNA QUALITA' DA INCORNICIARE !

Non ci piacciono gli agguati. Si prepari dunque il Consigliere CIAPANNA (Delegato ai Lavori Pubblici). Tenga a portata di mano i suoi faldoni relativi agli interventi edilizi nelle scuole. Abbiamo molto da chiedergli e tanto da denunciare all'opinione pubblica.
A presto !

Ci ha pensato e molto bene il Consigliere Falò, a fare quello che avevamo intenzione di fare e a porre le domande giuste al consigliere delegato Ciapanna. Ora aspettiamo che la stessa ci chiarisca tutta la vicenda compreso ovviamente l'opportunità di affidare all'Ing. Foschi le relative progettazioni, dimenticando che essendo lo stesso nominato in precedenza perito incaricato di valutare la stabilità degli immobili scolastici, dovevasi effettuarsi una doverosa controperizia, per evitare conflitti di interesse, facilmente ipotizzabili. Comunque BRAVO il Consigliere Falò !

https://www.youtube.com/watch?v=RNadKYa_7F4&feature=share

CHE FINE HA FATTO IL PAVONE ?

Abbiamo notizie del suo voleggiare, sospinto dal GHIBLI (per carità, non ci riferiamo al modello della Maserati) ma all'omonimo vento caldo proveniente dai deserti della Libia.
Con estremo rammarico le sue uscite accalorate ci mancano, le sue stilettate pungenti nei confronti della sua creatura ammnistrativa scarseggiano come l'acqua in piena calura.
Amoreggia, così ci dicono, con il diabolico CICARI' e talvolta con il capo di casa dei Fratelli d'Italia, qualcosa di certo bolle in pentola e sicuramente dopo una lunga cottura, vedremo sfornare un rinnovato papocchio, se non identico, quasi simile a quello sfornatoci solo due anni fa.
Dimenticando le sue responsabilità genitoriali, come creatore dell'attuale amministrazione, quasi sicuramente sarà impegnato in una nuova procreazione di un altrettanto nuovo modello politico, che imbastito e circondato da leccornie porchettare, vorrà nuovamente somministrare ai cittadini poco attenti.
Il mondo però va inesorabilmente avanti e le sue creature umane crescono e sviluppano una maggiore accortezza. Saranno in pochi a rimanere affascinati dal roteare delle sua coda, saranno pochissimi i rivoluzionari progressisti disposti a seguire ad occhi chiusi, il despota solitario del rinnovato Partito Democratico e non ci sarà nessuno al seguito dell'italica famiglia priva di padre e di madre e quindi senza figli e logicamente senza fratelli.
Per favore evitateci di rincorrere le vostre follie ideologiche
e riposate in pace ! nm

L' INVASIONE (a Giorgio e a Piero)

Sollecitato da un amico (Stefano), certamente non mi sottraggo....
Si tratta di una tematica molto complessa, e ciascuna posizione merita una giusta considerazione, tipo quella che si deve a chi crede o a chi non crede, a chi crede con riserva o a chi non sente il bisogno di porsi tale problema.
Tenterò una sinossi esaustiva.
Giorgio, geloso custode dell'identità nazionale (lingua, tradizione, cultura, suolo, inclinazione creativa), conclama una forma di verità incontrovertibile.
Già P.P. Pasolini, siamo negli anni sessanta, per ragioni diverse certamente (ce l'aveva con l'industrializzazione in corso) lamentava la scomparsa delle tradizioni contadine, la morte delle identità regionali, l'omologazione delle disuguaglianze territoriali: "L' Italia contadina e paleoindustriale è crollata, si è disfatta, non c'è più, e al suo posto c'è un vuoto che aspetta probabilmente di essere colmata da una completa borghesizzazione", diceva; e ancora: "La vera tradizione umanista (...) viene distrutta dalla nuova cultura di massa e dal nuovo rapporto che la tecnologia ha istituito (...) fra prodotto e consumo".
Gli effetti dell' industrializzazione di cui parlava il poeta, sono molto simili a quelli partoriti dalla globalizzazione: tutto per tutti (sic!), tutti ovunque. E tale polverizzazione della società in tante forme diverse comporterà o una arrendevole e rassegnata apatìa, oppure, in un futuro prossimo, un pericoloso razzismo potenziato in intensità e in frequenza.
C'è anche da dire però, (e mi aggancio all' amico Piero), che un pezzo di mondo, si legga Africa, per centinaia e centinaia di anni, da parte di tutti, ha conosciuto esclusivamente ingiustizie e sfruttamento. Le enormi risorse naturali hanno di fatto avvantaggiato solo una ristretta élite; alla massa, briciole.
E per ragioni ignote, ma di certo colpose, non si è mai addivenuto ad una vera industrializzazione (Pasolini docet), come invece la Cina, l' India, la Corea...
Chi ha avuto paura dell' Africa? Il potere visibile e personale o quello pressante, meno visibile e personale, ma pur sempre schiacciante? (vero Sarkozy?)
E l' ONU? Dov'è andato, dove sta l' ONU?
Questo è quanto. E che Dio ce la mandi buona.
(17 giugno 2015)

Da Sincope Pensante

L' INVASIONE (a Giorgio e a Piero) (seconda parte)

Quanto precedentemente detto, non cancella la rabbia....
L' incapacità del governo centrale è impantanata nella pozzanghera della abulìa e, in taluni casi, del diniego dei partners europei.
Non si riesce a tirar fuori un ragno dal buco.
Ciò malgrado parlano parlano parlano... Parlano tutti. Di accoglienza, di solidarietà, del Papa, della vita eterna, del paradiso, dell'obulo di faresaica memoria: "O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo" (Luca 18, 11-12).
Non per il desiderio di affratellare gli interessi con l'acqua santa, ma è palese verità che chi presume di essere nel giusto finisce sempre per disprezzare gli altri, di più coloro che la pensano in modo diverso.
Si tratta di un vizioso sentire ormai radicato.
Ma questo continuo scrutare l'orizzonte distoglie colpevolmente lo sguardo dalla piaga sociale, forse ormai insanabile, che ha partorito sempre più cittadini di seconda qualità.
Vorremmo delle risposte.
Vorremmo consapevolmente sapere da quali menti e in quale sede sia stato varato questo insano progetto;
Vorremmo consapevolmente sapere perchè il cosiddetto laicismo statale si è fatto, insieme, buonismo e menefreghismo;
Vorremmo consapevolmente sapere come si farà a sfamare cento se il pane è bastante per due;
Vorremmo consapevolmente sapere quando e come finirà il fenomeno del 'recinto' (campi, tendopoli, centri, baraccopoli, marciapiedi);
Vorremmo consapevolmente sapere ancora cos'è con precisione la condizione umana politica e sociale in cui si è costretti a vivere, quasi come da un cataclisma naturale;
Vorremmo consapevolmente sapere cos'è e come si definisce veramente questo nuovo tipo di potere che ha prodotto questo sfasciume livellato, degradante, volgare, maleodorante;
Vorremmo delle risposte...
E' facile dire "Io sto con il Papa". Ma con il popolo, quello territoriale e quello disgraziato in movimento, chi ci sta?
Vorrei finire citando ancora una volta P.P. Pasolini: "Se la consapevole volontà di sapere dei cittadini italiani non ha la forza di costringere il potere ad autocriticarsi e a smascherarsi (...) ciò significa che il nostro è un ben diverso paese: anzi, diciamo pure, un paese miserabile".
(18 giugno 2015)

Da Sincope Pensante

@all’amico Giorgio Morganti

 Premetto di aver letto più volte il post di Giorgio sull’importanza delle frontiere e di aver condiviso i molteplici fattori su cui poggia le fondamenta l’identità di ogni Nazione. La lingua, le Tradizioni (e con esse gli usi e costumi), e infine, ma certo non per ultimo, il binomio inscindibile del Sangue e del Suolo portano legna da ardere a difesa delle frontiere, all’identità di un popolo, alle diversità di razza, all’alterità etnica, per indicare la differenza tra due entità, anzi, con il termine latino “alter”, per significare persino l’opposto a identità.
Non occorre certo che porti come esempio ciò che succede in medio oriente tra il popolo ebreo e quello palestinese, tra la cultura ebraica e quella islamica, tra il braccio atomico e il dito sul tasto “on” e quello flaccido e con risibili e limitate possibilità. E, se tutti conosciamo le vicissitudini dei due popoli, sia dai libri di storia che dalle sacre scritture, non possiamo nascondere chi sia l’aggredito e chi l’invasore, chi occupa nuovi terreni e chi li difende come può, chi si volge a la Mecca per pregare Allah contro i miscredenti e chi sul muro piange un Dio che li ha condannati alla diaspora.
E mi scuso se non torno subito in occidente, sui terreni europei, per trovare chi provoca oggi fratture insanabili tra ospiti e ospitanti, ma per il momento apro una finestra sulla Torre di Babele delle invasioni nel terzo mondo da parte degli Stati europei, cosiddetti civilizzati, talmente cristiani e paladini della libertà da infliggere a quei esseri viventi chiamati “selvaggi” sofferenze talmente barbare da sconvolgere l’animo di Michel De Montaigne nel vedere e assistere a “quella spaventosa ricaduta dell'umanesimo nella bestialità, a uno di quegli eccessi sporadici di follia che prendono a volte l'umanità (...)”.
Mi fermo qui, ma potrei aprire il quaderno dei ricordi del papà per raccontare la mattanza procurata da tre mitragliatrici poste sulle alture etiopiche o la libertà d’impiego dei gas asfissianti concessa dal generale Graziani prima della presa della capitale Addis Abeba. Poca cosa i progetti di costruzione di edifici urbani, quartieri nuovi, strade, acquedotti…in confronto alle crudeltà degli aggressivi invasori, in questo caso di noi italiani, senza parlare dei francesi, dei spagnoli, degli olandesi, e come no, degli odiati inglesi, invasori di un quarto del globo terrestre.
Cosa voglio dire ? Dico che questa non è una favola inventata ma la STORIA.
Dire che noi ricordiamo sempre le atrocità e le ingiustizie commesse nei nostri confronti, dimenticando sempre quelle che noi abbiamo inflitto agli altri, non mi basta a giustificare il disagio che si prova nei confronti degli “altri”.
Ci sono periodi nella storia in cui gli avvenimenti e le circostanze pongono gli uomini di fronte ad una scelta. Questa decisione, di valore civile ed etico, oltre che religioso, porta a distinguere sempre tra ciò che è bene e ciò che è male, tra un comportamento che, seppur ingiusto, è condiviso dalla maggioranza e quello che, andando contro corrente, considera invece la verità più rilevante e importante della propria vita.
Se la memoria storica, pertanto, è affidata alla sensibilità di chi non si adagia comodamente nell’ “andare oltre”, ma si sofferma a indagare sul passato, sulle nostre vite, sulle nostre azioni, mettendosi nei panni degli altri, assaporando i disagi altrui, provando a vivere nelle stesse condizioni, renderemo almeno quel pizzico di verità e di giustizia a chi della ricerca di un futuro più umano ha fatto un motivo di vita.
Nonostante questi ultimi non debbano essere additati come nostri fratelli, forse ci rende la coscienza più serena se le loro aspirazioni restano celate, sottaciute e quindi dimenticate ?
Affidare il problema a questo governo di paraculi sa di presa in giro. Invece è la risposta al problema che mi tormenta. zac

L'IMPORTANZA DELLE FRONTIERE

I buonisti paciafondai di oggi, privi in molti casi d'intelletto, cultura e soprattutto voglia di ragionare, ignorano le ragioni st...orico-sociali che hanno spinto tutti i popoli a sorvegliare i propri confini. Il confine di uno Stato è la linea immaginaria che lo divide da un altro Stato. Questa linea ha il compito di preservare l'Identità Nazionale. Da cosa è composta l'Identità Nazionale? Molteplici sono i fattori atti a comporla, uno più rilevante di un altro. Il primo, forse uno dei più importanti è la lingua, ad esempio. Sin dai tempi della Torre di Babele, la lingua ha rappresentato il carattere distintivo tra un popolo e l'altro. Da sola, la lingua però non è sufficiente a delineare l'identità di gruppo di un popolo . Ecco quindi che, oltre la lingua, entrano in ballo altri fattori. Le Tradizioni, per esempio, sono di fondamentale importanza per l'identità di una stirpe. Non esiste popolo che non ne abbia, unitamente a usi e costumi. Sicuramente ci sono tanti altri fattori che contraddistinguono una data etnia, ma senza dubbio tutti questi scompaiono di fronte a un binomio inscindibile e immutabile, che li surclassa tutti: il binomio Sangue e Suolo. il primo identifica le caratteristiche di un Popolo attraverso il sangue e quindi la razza. La negazione delle razze è un'invenzione dell'ebreo internazionale, che tenta di appiattire la società in senso orizzontale. La creatività italiana, per esempio, è una caratteristica nostra. L'inclinazione degli asiatici a certi tipi di tecnologie, dell'indiano, del tedesco, del francese. Le attitudini degli Aborigeni, dei Bantu, etc.. Le razze esistono eccome. Loro ci
vogliono però tutti uguali quindi, per poterci sfruttare sotto tutti i punti di vista e per farci perdere a ognuno le proprie caratteristiche. Infatti se osservate i nostri giovani, vi accorgerete che sono prodotti con lo stampo, tutti uguali, omologati. Stesso linguaggio, stesso vestiario, modi di fare etc. E questo oramai in
tutti i paesi che compongono il cosiddetto occidente. Gli autori di questo delitto sanno bene che, una volta perse le varie identità nazionali, i popoli mescolati tra loro diventano più deboli e facilmente manipolabili. Infatti questo incentivo al meticciato non rafforza affatto il senso della comunità, bensì lo distrugge. Questo
succede perché a siffatto miscuglio non segue giammai una politica di incitamento all'abbandono delle proprie tradizioni a vantaggio di quelle del paese ospitante, ma tutto il contrario. E allora accade che gente di ogni provenienza, benché residente in un paese da anni, non parli una parola della lingua locale. Accade a volte che la differenza abissale tra le diverse culture provochi delle fratture insanabili tra ospiti e ospitanti. D'altronde chi è disposto a barattare i propri valori per abbracciare quelli di un popolo estraneo? L'utopia che siamo tutti uguali è una menzogna diffusa ad arte per distruggere quel poco di coesione che ancora esiste all'interno delle Nazioni. I popoli mischiati non sentono quella solidarietà data dalla comunanza di lingua, tradizioni e cultura. Non sentono neppure, fatto fondamentale per i burattinai ebrei, il bisogno di coalizzarsi e rovesciare con la forza questo stato di cose. Un albero che non ha terra in cui affondare le proprie radici muore. Il Suolo quindi, è sempre e comunque frutto del Sangue versato. Non esiste infatti fazzoletto di terra di ogni Nazione che non sia stato bagnato col Sangue degli Eroi morti per il Sacro Suolo della propria Patria. Da tutto ciò si evince l'importanza fondamentale della salvaguardia dei propri confini conquistati col sacrificio e mutevoli senz'altro, ma sempre a causa di guerre. Fino a qualche decennio fa, infatti, veniva insegnato che alla violazione dei confini, la polizia di frontiera, giustamente e sacrosantamente, sparava a vista. Ricordo le vicende, per esempio, dei nostri pescatori che s'inoltravano, a volte, oltre le acque territoriali dell'allora Jugoslavia. Venivano presi a mitragliate che non raramente provocavano anche dei morti.
Chi si sognava di protestare? I confini vanno difesi a costo della propria stessa vita, questo ci insegnavano. Un Governo ha il sacro dovere di difendere l'integrità della propria Comunità. Ancor oggi, senza che alcuno provi scandalo, certe tv trasmettono dagli aeroporti dell'Australia e del Canada, che ci danno lezioni su come si salvaguardano i propri confini. In quei paesi non passano neppure le semente, figuriamoci le persone. Oggi l'Italia è diventata un colabrodo. Le frontiere non esistono più e il nostro paese viene violentato ogni giorno che passa. A migliaia entrano senza lo straccio di un documento. Tra qualche mese ne diventeranno centinaia di migliaia e tra qualche anno milioni. Di gente realmente disagiata ce n'è ben poca. Il resto sono clandestini che verrebbero respinti senza indugio da qualsiasi Paese degno di essere chiamato tale. Tutto questo fa parte di un disegno più ampio che si chiama "terzomondializzazione dell'Italia". Già, terzomondializzazione perché i flussi provengono proprio dal Terzo Mondo. Ciò significa quindi importazione di culture a noi estranee e in molti casi secoli dietro la nostra. E' ridicolo vedere tutti questi buonisti farsi paladini di persone che non ricambiano queste premure. Non le ricambiano perché ci considerano dei degenerati. Non le ricambiano perché da loro la vita umana vale meno di zero ed è normale, per esempio, tagliare una mano con la seghetta a legno a chi ruba. Non le ricambiano perché non macelliamo le nostre bestie alla loro maniera. Non le ricambiano perché mangiamo carne di maiale. Non le ricambiano perché beviamo alcol. Non le ricambiano perché ci considerano dei buoni a nulla che facciamo parlare le nostre donne. Non le ricambiano perché siamo infedeli. Non le ricambiano perché al mare consentiamo alle nostre donne di andarci in topless. Non le ricambiano, in sostanza, perché ci ritengono degli esseri inferiori alla stregua di cani e soprattutto dei coglioni (su questo però hanno ragione). Vedete quanta differenza c'è tra varie culture e vari popoli? Ecco che allora si pone un dilemma che voglio girare ai miei amici tolleranti e altruisti, di mentalità aperta: in un lontano futuro si può auspicare il superamento dei confini e delle identità nazionali? Se la risposta è sì, sotto quale super governo? Con quali regole? Le nostre? Le loro? Facciamo qualche commissione per stabilirle? Oppure ci si auspica l'anarchia totale dove ognuno fa quello che vuole? Sono convinto che i fautori di questa falsa integrazione non si siano mai posti questi dilemmi se non quello del "siamo tutti fratelli" e del "vogliamoci bene". Le identità nazionali, a mio avviso, non dovrebbero scomparire né ora né mai, perché queste sono fondamentali per lo sviluppo dell'umanità. Il valore aggiunto sta proprio nella diversità. Siamo diversi l'uno dall'altro perché Dio c'ha creati così. Insieme, nella nostra diversità, dovremmo mirare al bene comune, statuendo i Valori fondamentali che ogni Popolo dovrebbe possedere. Lo scopo invece del Nuovo Ordine Mondiale è disgregare tali Valori e coloro che difendono questo stato di cose sono loro complici.

post di Giorgio Morganti.

lunedì 15 giugno 2015

SOLO ZAVORRA

E’ vero: la destra è scomparsa. La vera, autentica destra non esiste più.
E’ rimasta solo la zavorra.
Non basta aver cancellato il braccio teso, distrutto le colonne e i monumenti ornati con i fasci. Non basta aver preso le mazze per abbattere sui muri il nome del Duce e sui libri le parole del Vate. Non basta aver ucciso i miti di Corneliu Codreanu, di Julius Evola, di Friedrich Nietzsche, di Ezra Pound…
Non vi è bastato. ...
Avete spento la fiamma tricolore di Almirante e l’entusiasmo di una intera generazione. Avete riempito Alleanza Nazionale con i Fini e i Matteoli, con i Poli Bortone e i Publio Fiori, i Fisichella e i Birindelli, gli Storace e i Gasparri.
Non si ricordano riforme targate An e in ogni caso nulla che rechi il segno di una destra sociale o nazionale, tradizionale o meritocratica. Un'occasione perduta. Dopo la fiamma non c’è rimasto niente, neppure la cenere...
E forse non vi è bastato distruggere tutto, perché la rovina è dentro di voi, la rovina siete voi.
Oggi la destra è questa: Chi va con la Meloni e chi resta con Berlusconi. Chi vira con la destra di Storace e chi posa le chiappe vicino all’Angiolino Alfano. Chi briga con la Destra Sociale di Isabella, chi col Fli di Granata e Bocchino, e c’è pure chi va a rimorchio dei radicali e tenta di rientrare tra i Mille per l’Italia.
Dalla diaspora sociale siamo passati alla diaspora politica. La destra è questa.
E’ la battaglia per la sopravvivenza, piena di colpi bassi, proibiti. L’opportuna convenienza è la lupa che allatta i gemelli famelici e instilla la morte dentro di loro, è il fratricidio, è il rito quotidiano ed eterno del trasformismo politico.
Condividere l'auspicio di una rinascita della destra è improbabile, da parte mia direi impossibile. Ed è anche grottesco, lo riconosco, pur perso nell’immenso desiderio di tornare nella terra d’origine della Fiamma, sì certo anche col doppiopetto.
Non importa se sopravvivo mostrando le foto sgualcite del tempo che fu o marcando i post a tal punto da tirarmi dietro una scia di insulti terribili.
La città che viviamo è questa, smisurata di gallinacci, infoltita di opportunisti… T’aggiri per le strade e ogni tanto vedi sui tavoli queste porchette gigantesche, orizzontali, abbrustolite, con l’occhio ancora vivo che ti guarda e ammalia…
Che serve incazzarsi se è lo stomaco che conta, non gli ingredienti, se poi questo avviene ogni 5 anni e con codesta zavorra tutto finisce a porchetta e vino ? zac

L'ESERCITO PIU' COSTOSO AL MONDO !

43 Soldati 8 Generali, questa al momento è la situazione dell'apparato dipendenti del nostro Comune. Questo è il risultato dell'ultima manipolazione chiamata VARIANTE ALLA PIANTA ORGANICA, effettuata dai nostri mitici amministratori.
Ma dopo il danno come di consueto, arriva la beffa.
I due nuovi funzionari che presto arriveranno, come di consueto arrivano da lontano e questa volta anche da fuori regione e che pur dotati di un semplice diploma di scuola superiore, andranno a ricoprire i ruoli riservati ai laureati.
Da sempre abbiamo sostenuto che le risorse economiche insieme a quelle occupazionali, devono essere ripartite tra coloro che vivono nella nostra città e alla quale devolvono tasse e tributi. Ma manco per il cazzo !
Nel caso specifico, oltre a sottolineare che in rapporto al numero esiguo dei dipendenti in busta paga, aumentare in dismisura il numero dei capi sezione o meglio dei funzionari o meglio ancora dei Generali, ci appare esoso e un tantino inopportuno.
E' pur vero che i bandi vengono scritti e proposti dalla Segreteria Comunale e seguono le direttive di legge, ma è pur vero anzi verissimo che l'amministrazione comunale è tenuta a dare le direttive politiche e anche le opportune indicazioni. Bastava per esempio consigliare al Segretario Comunale (anche esso proveniente da lontano), di formulare e quindi indire una SELEZIONE VERTICALE INTERNA, atta a riconoscere un avanzamento ai nostri GEOMETRI INTERNI, che erano e sono dotati di diplomi di scuola superiore, identici a quelli detenuti dalle Signore in arrivo.
Ci pare brutto che l'Assessore al personale, avvezzo a vedere anche con l'endoscopio, non si sia accorto dell'esistenza di consentite alternative.
Evidentemente chi si è reso conto di non essere profeta in patria, continua a navigare senza rotta e senza ciambella, verso il distacco totale dalla comunità.

I MANOVALI SONO AL LAVORO.

Cemento, sabbia e brecciolino e si riparte con il rimpasto.
Oramai è più di un anno che con ritualità cinica, si parla di rimpastare la giunta e riparte il TOTOASSESSORE.
I manovali impastano a più non possono, ma alla fine il capomastro, rinvia la gettata.
Lo capiamo bene, non si fida delle strutture portanti e teme che il castello (oramai di carta) possa crollare.
Stiano quindi serene la Ciapanna e la Di Addezio, le loro forse legittime aspirazioni, per il momento riprendono posto nel cassetto dei sogni. Il soldato di VENTURA insieme ai suoi gattini, riprendono a respirare senza ansie alcune. Si tranquillizzi pure AMBRA la solita candidata allo sfratto e riponga ancora i suoi bagagli in soffitto. Un solito falso allarme oseremo definire il solito e ripetuto cancan che serve per aumentare il chiacchiericchio, utile e studiato per tirare a campare.
Il rimpasto quello tosto unitamente ad una bella gettata, saranno effettuati dagli albensi per dimenticarvi.

DIO Salvi Andrea....... e lasci perdere la regina........!

Confesso non senza rammarico condito da stupore, che dall'amico Andrea certe esternazioni, non me le aspettavo. Il tentativo in corso di screditarci spifferando in giro che siamo alla frutta, non più credibili e fatalmente isolati, partorisce purtroppo il conosciuto effetto boomerang. Evidentemente le omelie farneticanti dell'eremita di Santa Scolastica lanciate nell'etere e nell'aria come se fossero semi, qualche germoglio produce. Abbiamo già chiarito in un precedente post, che la diffusione della nostra creatura (Risveglio Albense) va oltre ogni rosea aspettativa diffusionale e il suo impatto mediatico gode di ottima salute.
Basterebbe caro Andrea, notificarti che da lunedì 8 giugno ad oggi giovedì 11, la copertura dei nostri post ha raggiunto il numero considerevole di 1.284 lettori e commentatori. Dato questo e da solo, idoneo a farti cambiare valutazioni e impedirti di scendere al centro di un circoletto di pettegoli di borgata. Oltre all'Amministrazione di cui fai parte e a qualche quotidiano locale, avere una visibilità come quella a noi riservata è senza alcun dubbio come una ciliegina sulla torta. Se poi la torta non l'avete mai impastata e fatta, nessuno vi può consentire, di vomitare sopra a quella degli altri.
Spero da buon pasticcere di averti chiarito la cosa, come spero e molto affettuosamente di non doverti mai invitare a: "Farti le torte tue". (Nino)

Così tanto per sapere...

Questo articolo, preso da "il Fatto Teramano", uno dei blog più letti dai web-nauti, riflette un pensiero, condiviso da molteplici cittadini, sulla manifestazione dell'AIR SHOW tenutasi sul lungomare tra Alba e Tortoreto e sulla conclusione tragica dell'evento.
Colgo l'occasione per inviare al Sindaco e alla maggioranza le seguenti domande:
- Se l'areo, anziché sull'acqua, fosse caduto sulla spiaggia, e maledettamente sulla testa dei spettatori, chi avrebbe risarcito i danni... procurati ?
- Questi fantomatici, e forse neppure ingaggiati e senza spese, cinque "Amici di Sassuolo" erano assicurati per eventuali danni a terzi ?
- E a quanto ammontava il tetto assicurativo ?
Così tanto per sapere se conviene tenerci alla larga da altri eventi del genere, così maldestramente organizzati.

http://www.ilfattoteramano.com/…/ma-gli-spettacoli-di-volo…/

SAPPIA L'ESPERTO IN CAPPONI CHE.................

Risveglio Albense non è una associazione pro-famiglia, non è un contenitore dove riversarci sofferenze personali e tanto meno la bile che trasuda da fegati sofferenti. E' semplicemente una presenza informativa costante, certamente critica quando serve ma che ha solo l'interesse di informare i cittadini albensi, di quanto accade sulle loro teste.
Non nascondiamo le nostre idee, le nostre vedute politiche-amministrative e non abbiamo nessun cappio al collo. Non siamo rimasti soli e neppure isolati, come dice l'esperto in gallinacei, che senza dubbio non conosce i meccanismi di facebook, evidentemente trascura o non conosce che la nostra presenza all'interno dello stesso si articola in PAGINA.
Questa connotazione, ci permette al contrario di una normale presenza, di verificare con matematica certezza, il numero esatto degli amici che leggono i nostri post. Sono tantissimi gli amici che ci seguono e si informano. A noi basta solo questo dato.
Alla faccia dei capponi e del loro allevatore.
( N. 511 lettori. Dato odierno 9.06.2015 dalle ore 09,00 alle ore 17,00)

sabato 13 giugno 2015

UN PASSO AVANTI...

Siamo tutti oramai adulti e vaccinati per comprendere quasi interamente con raziocinio il mondo che ci circonda, ed abbiamo pertanto acquisito una tale esperienza di vita, una tale conoscenza della realtà socio-politica albense da salvaguardare il nostro pensiero da un negativo lavaggio mentale e porci nelle condizioni di oltrepassare un sistema politico ripiegato in un totalitarismo rovesciato, rivolto verso l’interno, verso chi è più consapevole e responsabile, più capace ed impegnato, più attento e moderno.

Questa nuova creatura del totalitarismo dal volto mite si basa non sulla mobilitazione, ma sulla smobilitazione della base elettorale più giovane, quella dalle prospettive nuove e dalle idee temerarie, quella che meglio rappresenta il nuovo mondo e i suoi bisogni, quella più avanti, più innovativa, più rivoluzionaria e riformatrice.

Non una prospettiva futura, non un nuovo percorso, non una sola nuova idea ci potrà venire pertanto da questa classe dirigente che non sa cosa fare, se non indurre i cittadini all’indifferenza e spingerli ad assistere più che a partecipare alla vita politica, se non costringere la base più fertile del PdL a rimanere in casa e a non esporsi più di tanto.

Questo incontro nasce con l'idea di svegliare più gente possibile e renderla cosciente della realtà della nostra comunità che vive dentro un mondo programmato e centralizzato su un gruppo d’élite, che dall'alto manovra come una marionetta i fili delle nostre vite per disegnare un'agenda da loro custodita secondo fini personali ed interessi di casta.

Tutti noi indirettamente siamo coinvolti e viviamo nella preoccupazione e nell'insoddisfazione, e di sicuro condividiamo questo vuoto e questa impotenza davanti a questo volere, a questa dittatura mascherata e costruita sotto i nostri occhi mentre tutti noi siamo impegnati ad odiarci, invidiarci, lamentarci, essere avidi ed egoisti e quindi rinchiusi dentro una gabbia costruita con il nostro tacito consenso.

Spero che questa occasione possa farci almeno pensare e riflettere.
E ritrovare serenità e passione per un progetto unitario e civile.
Post del 19 aprile 2011

martedì 9 giugno 2015

IL VEGGENTE DEMENTE.

Ci risiamo, il solito lanciatore di pietre che nasconde la mano e si tuffa nello stagno per ripescarle, dall'eremo di Santa Scolastica tuona : " Risveglio Albense ci è cascato ".
Pensambò, il nostro unico e sovradimensionato critico, sostiene che le foto del nostro Presidente della Repubblica con tanto di errori in calce, siano state affisse volutamente in alcuni uffici comunali, per farci rimediare una bella figura di merda.
Dimentica però il nostro caro... denigratore, che dalla propria fondazione ad oggi, la nostra associazione non ha mai fatto buca e inoltre, dato da tutti riconosciuto, siamo sempre i primi ad arrivare sul luogo del delitto. E' molto difficile trarci in inganno e sperare che inciampiamo in un banale tranello da bar dello sport.
Viviamo fuori dall'isolamento completo, siamo sempre tra la gente e quando occorre tra le mura più riservate delle stanze del potere.
Osserviamo, ascoltiamo, fotografiamo e verifichiamo con meticolosità, tutto e quanto basta per sviluppare la nostra ironica satira politica.
Allo stato non possiamo che evincere, che se qualcuno è stato preso per il culo, trattasi solo ed esclusivamente del simpatico veggente da Santa Scolastica con furore! (risveglio albense)

 

E ALLORA…

 …Lanciamo una proposta al Sindaco e all’intera Amministrazione di Alba, onde evitare nel futuro altri obbrobri ortografici cha fanno ridere i polli che vi hanno permesso di sedere su quei banchi e persino il pavone che vi ha consentito di formare una lista di dottorati e che ora di nascosto si morde la coda, ammaina la ruota davanti alle persone e si maledice da solo dentro al confessionale.
Si racconta che nel pollaio personale del Pdl albense volano le imprecazioni, le minacce di scomunica, gli anatema ora su questo…, ora su quello, talora sugli assessori…, talora sul Sindaco, tal altro sul destino avverso, tal altro sulla sfiga maledetta.
Per evitare al pavone un calo di ruota e di pressione (comunemente noto come “ipotensione vanitosa e arteriosa”), alla maggioranza intera uno scoppio di bile e ai lanciatori di sassi un supporto veloce di crisantemi sul capezzale comunale, Risveglio Albense propone di poter visionare, controllare e correggere la bozza dei manifesti, concedendo la piena disponibilità al compito e assumendo anche l’assoluta responsabilità, che nei fatti sempre manca nelle Istituzioni.
Beninteso, senza nulla chiedere alle casse del Comune, alle varie consorterie politiche, alle fioriere stracolme d’interessi personali, che non ce ne frega un caxxo. Ma solo per non consentire altri sberleffi alla Città e agli Albensi, altre possibilità di scherno e di presa per i fondelli alla nostra Comunità (scritta in maiuscolo).
Che certo non meritiamo.
Non è una sfida, ma una semplice proposta.
Sapete dove trovarci. zac (Risveglio Albense)

URGE UN DELEGATO ALLA LINGUA ITALIANA E ALLA GRAMMATICA.

Diffondere negli uffici comunali la foto del nostro Presidente della Repubblica, corredata da errori di scrittura : " Matarella (invece di Mattarella) e Republica ( con una - b - sola)" è segno evidente che la lingua italiana non abita nel palazzo di città.
In occasione dell'AIR SHOW, avevamo avuto il piacere di gustare i primi segnali di carenza letteraria, ci risiamo ancora. Se potrà essere comodo, consigliamo agli amministratori per i futuri lavori di stampa, di rivolgersi a qualche impresa di pompe funebri.
Forse nel futuro ci azzeccheranno ! Se preferite, va bene lo stesso: " azecherano " ?

sabato 6 giugno 2015

IL RITORNO DEI BARRACUDA

Sarà stato l’attesa della stagione estiva e la speranza di un maggior introito nelle attività commerciali, il risveglio della passione politica e la ricerca della visibilità, il pedaggio dovuto per il riequilibrio ludico troppo sbilanciato verso la spiaggia e verso Villa Fiore o il velato “potrei arrivare a raccontare” e aprire il barattolo dei sottaceti pre-confezionati, e via dicendo… fatto sta che sulla riva stagnante della Spiaggia d’Argento si è ...rivisto il ritorno dei temuti e carnivori barracuda.
Spiace non poter raccogliere le provocazioni di qualche furbetto, ripescato o meglio ritrovato di nuovo a lanciare le pietre nello stagno e a nascondere la mano, sparate simili a quel che rimane dei valorosi partigiani che, appostati nei pressi del ponte sul Salinello, situato sotto il bivio Garrufo, spararono sulla retroguardia tedesca ormai in ritiro, provocando la retromarcia della truppa tedesca e la distruzione delle contrade verso la strada che conduce a Campli.
Di quei gloriosi combattenti nostrani non vi è traccia, né tanto meno il ricordo o il nome. La giusta ricompensa che spetta ai vili di allora e agli inutili “mi piace” virtuali che amano oggi fare da contorno, se non sbaglia chi mi riferisce, senza spiegazione o commento.
Un déjà vu, già visto e vissuto, un ritorno al passato del “l’untore! dàgli! dàgli! dàgli all’untore!” di manzoniana memoria o peggio al piacere di poter di nuovo urlare “Uccidere un fascista non é reato”.
Uccidere un fascista non sarà reato. Del resto quando mai lo è stato ? ...ma ci vogliono le palle. Anche per non diventare bersaglio da colpire e ottima carne per i barracuda umani. zac

SOTTACETI PRE-CONSERVATI

Il racconto del passato non è un mondo di forme geometriche e astratte. La circonferenza del perimetro della corte politica, la mappa sul come districarsi nei labirinti delle correnti, i sentieri da percorrere nella foresta delle amicizie, i cunicoli nei quali si celano i mostri letali dei leccaculi, le capanne dei lacchè di vallata, la caverna dell’orco sulle colline teramane, le stanze del castello posto al di là delle montagne.
Un mondo nel quale ...il caos del baratto e i suoi emissari di contrada, il servizio del baraccone e i suoi galoppini riverenti ai piedi del Padrone sono esorcizzati da un rito, a sua volta coperto da una forma servile, simile a quella mafiosa.
Senza andare lontano, potrei arrivare a raccontare anche alcune storie locali, per esempio, su certe cenette preparate per candidature su tavoli prestigiosi, sulla filiera seguita per ricevere contributi europei a fondo perduto, sulle tante procedure sconce per un posto su inutili carrozzoni regionali, negli enti locali, nelle poste, nelle ferrovie, nelle scuole, nelle società partecipate…, sulla trafila giusta da occupare in ginocchio per arrivare ai tabernacoli che più contano e la fila di pazienza consumata nei bandi di concorso…
Nella ristretta storia locale ci sono tuttora celebri personaggi che sono arrivati a vendersi l'anima, per garantirsi qualche raccomandazione ultraterrena.
Non sono racconti balordi, fiabe raccontate per verità dozzinali. È una verità conosciuta, sempre più diffusa, ad Alba e non a Kathmandu, in questo pezzo di terra e non nel Burundi, e maledettamente anche una sporca usanza, un gioco scurrile, un business tuttora valido, inseguito e in netta crescita.
Non è ben chiaro se questa maggioranza, dopo due anni di amministrazione, pretenda di rientrare in campo nel secondo tempo solo perché il primo l'hanno giocato malissimo, oppure perché pensano di averlo giocato talmente bene che proprio non sopportano l'idea di finirla qui.
Sono verosimili tutte le supposizioni. C’è da aspettarsi di tutto, forse anche di peggio.
Certo che, vista l’atmosfera, oltremodo bollente, dei sottaceti pre-conservati nelle ovaie familiari, sono convinto di ritrovare lo stesso scenario nell’aprire in un secondo tempo il barattolo marcio e mal conservato.
Qualcuno può forse garantire di rimetterli in piedi in un ambiente più sano ?
Tentare la seconda volta può essere una brutta sorpresa e un pessimo affare. Nel dubbio, la prima può bastare. zac

TIRARE LE ORECCHIE......BELLO NON E' !

Una risposta, un commento e l'esposizione dei personali punti di vista, ci sono da sempre graditi.
Chi lancia invece la pietra provocatoria nello stagno e subito dopo aver nascosto la mano si tuffa per raccoglierla e si dilegua nel nulla, ci fa teneramente pena anzi ci fa scattare una sorta di profonda solidarietà al solo pensare alle sue sofferenze mentali unitamente alla demenza che deve sostenere. Chi invece, pur essendo figlio di u...n politico impegnato, continua travestito da Don Chisciotte a combattere contro le pale di un mulino a vento, ci induce a tirargli per bene una sola orecchia e per questa volta. Alessio e solo per citare il nome, ha ingaggiato una solitaria battaglia provocatoria con uno di noi, non facendoci intuire, pur sforzandoci, dove voglia andare a parare.
Possiamo comprendere tutto, compreso l'affetto che riserva alla propria congiunta e anche una forte e naturale difesa a favore della stessa, nel caso però ella fosse stata attaccata e offesa, ma allo stato non abbiamo notizie in merito. Ci piangerebbe il cuore invece convincerci, che un giovane rappresentante del nostro futuro, possa utilizzare con frequenza uno strumento mediatico, per diffondere solo ed esclusivamente il nulla.
Provi se ne è capace, qualora non potesse farne a meno, di rispondere con lo stesso livello culturale e storico politico, al suo interlocutore.
Non vorrei che mi tornasse in mente, la storia di quell' interlocutore che di fronte alla difficoltà di risposta, esclamava " Vu fà a cocciate ? ".
NM(risveglio albense)

 

"CHE IDDIO SALVI IL POPOLO”

Non è una mania personale o un esercizio del distinguo, non è un amore del dettaglio o una rappresentanza della diversità, ma un invito a moltiplicare le opinioni, a differenziare le percezioni, a interpretare la visione degli scenari secondo le personali culture, esperienze e prospettive.
La distinzione è fondamentale per comprendere il prossimo, accettare gli altri, vivere un’esistenza più serena.
Non a caso ho postato “Je ne suis pas Charlie Heb...do, je suis Risveglio Albense” in occasione dell’attentato al giornale satirico di Parigi, ma l’ho fatto per offrire una diversità di pensiero nell’appiattito mondo democratico.
Non per apparire diverso nel difendere gli extracomunitari e i vu’ cumprà in occasione della manifestazione davanti al Comune di Alba, ma per valutare il mondo migratorio da una diversa angolazione.
Non per pignoleria o ricerca del cavillo a tutti i costi, che mi fa incazzare il nome dato alle “Forze dell’ordine”, un controsenso tutto democratico come per dimostrare che l’ordine pubblico viene imposto con la forza delle armi e non stabilito per unanime convincimento e cultura civile.
E certo inorridisco al solo pensiero della parata militare, di ieri 2 Giugno, se penso all’inutilità delle forze armate in occasione della nascita della Repubblica Italiana, specie quando avrebbero dovuto intervenire sui brogli elettorali che, come ben sapete, danneggiarono la monarchia.
Ed infine, certo non per fare lo sbruffone e il saputo, che ho ridicolizzato le sbavature ortografiche sui manifesti tolti, rifatti e nuovamente rimossi, si dice, per un corretto intervento di graduati a quattro stelle per uso improprio dello stemma dell’aeronautica militare.
Ma la figuraccia rimediata sui quotidiani locali e in specie sul giornale on-line dei “I due punti”, postato il 27 Maggio, con gli “orrori orto…grafici” messi in bella evidenza da Falconi e i commenti ironici in fondo pagina, così articolati da convincere, certo sì, qualche scimmietta prezzolata alla strenua difesa della baracca comunale, ed anche a convincere il sottoscritto, ma a tenere debita distanza da questa Amministrazione.
“Che Dio salvi la Regina” urlano quattro gatti.
“Che Iddio salvi il popolo” urla Risveglio Albense. zac

UN SOLO CLIC

Invito i navigatori che hanno perso la rotta a lasciar stare la bussola e risalire sulla prima petroliera che passa. E poi di stare attenti a dove buttare il cerino, altrimenti può succedere qualcosa simile a quanto accaduto alla manifestazione Air Show delle Frecce tricolori.
Sarebbe scandaloso per me ridire “ve l’avevo detto” e non sentire il bisogno di mettere un segno di lutto, come rinfacciato da certi prezzolati crisantemi ?
In libera uscita sulle contrad...e albensi non ho notato nessun cittadino albense portare addosso questo riconoscimento. Ripeto NESSUNO. Neppure uno dei belanti farisei, che - sentite questa - mi ha persino consigliato d’incontrare il famoso esorcista Padre Amorth, ho visto andare in giro col cilicio addosso.
E’ la metafora di un mondo fatto da scimmiette, accuratamente selezionate, racchiusa in una dimensione facile da immaginare, un po’ come certi tipi sulle palle, che incontri nei giorni di festa, senza i quali, tutto sembrerebbe un’altra cosa.
Nessun equivoco quindi, solo due mondi che per certi versi corrono in parallelo ed io, sì, sono lo stesso, sia dietro a questa tastiera che fuori correndo all’aria aperta.
E ancora. Turatevi ora il naso per quanto andrò a dire. O evitate di leggermi se avete uno stomaco delicato.
Una volta il rifugio delle persone della mia età era una cantina satura di fumo e di vapori di vino dove si giocava a carte e ci si divertiva così. E’ vero c’era il contatto umano, si vedevano i tratti, a volte anche le espressioni e di qualcuno sentire persino il cuore che batteva.
Ebbene l’Associazione di “questi bravi ragazzi" di Sassuolo, che si diverte a fare acrobazie con ciabatte aeree, mi sembra simile a quella di quattro amici al bar, sopra ricordati, con una piccola e sostanziale differenza nel rapporto personale, nella conoscenza diretta, nell’affetto umano.
Altrimenti toccherebbe ad ognuno di noi andare in giro con la fascetta nera al braccio, gli occhi lucidi, il fazzoletto bagnato, a essere eterni crisantemi umani.
Questa è la differenza sostanziale tra chi “pieni di gioia e senza lacrime” per divertirsi si trastulla sul lungomare o plaude alle acrobazie e chi rivela il proprio sentire e viene schernito, tra chi parla bene e viene odiato e chi invece razzola male e viene osannato.
Prendere o lasciare. Vi basta un solo clic sulla tastiera. Lo chiedo a voi e lo chiedo a Nino appena lo vedrò. zac

POSSIAMO PIEGARCI, DIFFICILMENTE CI SPEZZIAMO !

Che non esiste un cieco unanimismo al nostro interno è un dato positivo, può apparire e lo confesso, fastidioso e insensibile quando viene esternato in situazioni con alto tasso di emotività e favorito da alcuni interventi provocatori costruiti con molta abilità da parte di alcuni avvoltoi allo stato libero. L'abilità con cui è stato ripreso un commento ironico, pensato e scritto in epoca non sospetta e successivamente spalmato ...sullo stato d'animo popolare, dimostra che siamo più buoni di quanto alcuni immaginano.
Le reazioni che ne scaturiscono sono giustificabili per alcuni e forse non condivisibili per altri, ma la sostanza cambia poco e improvvisarsi SANTI e BEN PENSANTI per un solo e limitato periodo della propria vita, serve a ben poco e non ci si guadagna l'ingresso in paradiso.
Noi siamo così, con tutti i nostri limiti ma con tutte le nostre idee, le quali vanno difese in ogni circostanza, a costo anche di stare sul cazzo a tanti. Per noi i fatti, gli avvenimenti e i problemi rimangono impressi nella nostra coscienza, difficilmente commemoriamo e ci bagniamo gli occhi tanto per far vedere che abbiamo un cuore e subito dopo inforcare i lucenti ray-ban, per dimostrare uno status simbol, alla faccia di chi si asciuga le palpebre con le mani o con un volgare fazzolettino di carta.
Questa è verità assoluta cari falsi profeti, nel mentre noi invitavamo la Pubblica Amministrazione a sospendere ogni attività ludica, per rispetto della morte dello sfortunato pilota acrobata,
Voi eravate pieni di gioia e senza lacrime ad applaudire gli sbandieratori della quintana ascolana e a passeggiare tra le bancarelle del mercato sul lungomare.
Questa è la differenza sostanziale tra chi parla e pensa "sotto padrone" e tra chi è libero e ci mette la faccia. Avete come al solito PASSATA LA FESTA, GABBATO IL SANTO...........oppure IL PILOTA ?. Fate Voi, a noi vien da ridere.
P.s. Senza alcuna malignità, ma con sincera convinzione, vogliamo esprimere le nostre congratulazioni al Consigliere Roberta Di Addezio, che fermo restando le nostre perplessità sul periodo scelto, ci stava regalando con un impegno solitario e tenace, una bella manifestazione (Air Show), purtroppo interrotta dal tragico evento.
N.M. (Risveglio Albense)

CRISANTEMI UMANI

Nemmeno nell’antica Roma imperiale i gladiatori che combattevano nelle arene del Colosseo venivano incensati come le “Frecce tricolori” nelle loro acrobazie. Certo che nei duelli fratricidi e nelle lotte contro i leoni poche erano le speranze di sopravvivenza, e soltanto uno per bravura e coraggio riusciva a rimanere in piedi e pertanto acclamato e osannato come vincitore e premiato con la libertà.
Che festa, che clamore, che goduria sugli spalti dell’arena p...er il popolo romano dare giusta ricompensa al fortunato che alzava lo scudo in mezzo ai corpi e al sangue dei suoi sfortunati compagni. Il più bravo portato in trionfo. Per gli altri caduti completa indifferenza e menefreghismo.
Ma i tempi sono cambiati per i romani, per gli abruzzesi e per gli albensi. E con essi è cambiata la cultura, la sensibilità dei cittadini, la diversità degli usi e dei costumi, capovolto il senso dei valori umani e dell’onore inteso come sacrificio, valore, merito, virtù.
L’usanza di onorare con il lutto cittadino chi ha perduto la vita per il “ludus” di qualche ozioso cittadino del terzo millennio, appare come una minestra sciatta e poco condita, un controsenso del merito democratico, un triste crisantemo umano da offrire alla memoria di un pilota amante di solo brivido personale.
Senza schifare troppo i delicati e provocare vomito, posso ritenere insensate le acrobazie aree al solo scopo di divertimento, pericoloso la presenza di qualche catorcio aereo, inutile la manifestazione per costo, per finalità ludica e periodo di tempo poco oculato nella scelta ?
A qualcuno evidentemente riconosco di aver dato fastidio, forse nausea, talora orrore e disprezzo. Ma i crisantemi che marciscono bisogna toglierli e buttarli prima che iniziano a puzzare, altrimenti infestano e provocano solo indecenza.
Per me il nastro nero in segno di lutto è una comparsata offerta alla visibilità, all’apparenza, al nullo sentire, per i romani invece il premio veniva assegnato per il valore più grande: la vittoria per la vita.
I crisantemi, anche se umani, si buttano nell’immondizia. Anche perché non fanno storia. zac (e solo zac)

LA MORTE, NON SI STRUMENTALIZZA. AL CONTRARIO SI COMMEMORA.

Le prediche o i sermoni a molti non piacciono, per quanto mi riguarda e con stretto riferimento alle prediche, prima di dedicar loro le mie orecchie, solitamente soppeso il pulpito da dove loro provengono.
A priori e con determinazione quasi maniacale, non accetto quelle provenienti da falsi profeti, da persone amorfe e in particolare da dementi e cultori della violenza contro le donne.
Detto questo e rientrando nell...'attualità, voglio precisare qualora alcuni smemorati non ricordano, che nei confronti della manifestazione AIR SHOW le nostre primitive considerazioni negative erano centrate sulla data di svolgimento, che osammo definire " fuori stagione".
Per il resto e in considerazione che lo scrivente nel passato, ha indossato l'uniforme di Ufficiale dell'Esercito, non potevano sussistere dubbi e valenze sull'esibizione delle "Frecce Tricolori".
Il drammatico episodio avvenuto nel corso della manifestazione, non autorizza nessuno con diabolica volontà a ripescare un pezzo scritto, da un amministratore del sito, sul nostro blog in data antecedente alla manifestazione e al triste evento.
Contrariamente ai falsi predicatori, il sottoscritto era presente sul luogo della manifestazione e purtroppo anche nelle vicinanze del doloroso episodio, tanto a testimoniare aldilà delle diatribe logistiche e temporali, che l'evento era meritevole della partecipazione popolare compresa quella personale.
Certo è che oggi innanzi alla morte di uno sfortunato pilota, appare facile per alcuni strumentalizzare e cogliere l'occasione per dimostrare una gratuita commemorazione tanto per rifarsi la bocca.
Noi invece, che della verità ne facciamo il nostro impegno umano e sociale, senza alcuna ingiustificata rabbia in corpo, proponiamo all'Amministrazione Comunale di dichiarare il LUTTO CITTADINO e nel contempo sospendere tutte le iniziative ludiche in programma in questi giorni. Non tralasci il Sindaco di recuperare la manifestazione sospesa e dedicarla alla memoria del povero pilota scomparso. Questo è il senso della commemorazione vera.
Nino Meco (Risveglio Albense)