sabato 26 settembre 2015

CON CHI FARE ?

Con un documento da noi condiviso apparso sulla bacheca di facebook, Alba Rinascita lancia un sasso nel panorama politico albense; un documento all'apparenza molto suggestivo nei propositi di questa comunità, ma nella realtà dei fatti il metodo seguito porta con sé difficoltose possibilità di manovra, che, tradotto, spesso finisce di ottenere scarso successo o di non garantire una felice conclusione. 
Tento di spiegare meglio il punto controverso, prendendo spunto da passate esperienze locali. Il fatto di iniziare con “CHE FARE?” lascia perplesso e apre un varco molto pericoloso ad intoppi e incomprensioni letali.
Mai così tanti uomini e donne nelle passate amministrative locali si sono candidati nelle liste e insieme a tanti altri, me compreso, hanno creduto in fare un’azione positiva ed hanno lottato per sostenere quella “MASSA CRITICA” di cittadini che avrebbero voluto finalmente cambiare la politica.
Eppure le cose non sono cambiate. Anzi sono peggiorate, se nel fondo dei ricordi mi rode ancora il pensiero di un Pavone che regala pacchi di pasta da mezzo chilo quanto basta ad incassare un voto per la sua lista o se rido amaro nel vedere tuttora sui giornali sempre la solita photoshoppata che ad Alba si fa bella agli occhi degli elettori di destra e nel contempo fa l’occhiolino in provincia a quelli di sinistra. 
Alla faccia sua ! (che a stento mi trattengo di pubblicare perché senz’altro poco appariscente senza photoshop)
Come si vede il sasso dei buoni propositi lanciato nella cloaca politica albense ha dato le briciole di una MISERIA UMANA senza ideali e di un VUOTO SOCIALE senza contenuti, perché altro e di meglio non c’era nella pattumiera civile che ha preferito premiare, a parere personale, la lista più porchettata e meno competente, la più forchettata e meno costruttiva.
La bassa qualità degli eletti dipende dal fatto che le persone di valore, consapevoli dei meccanismi di selezione, non perdono tempo con la politica e preferiscono starsene a casa ed investire il loro patrimonio di talento in altro modo, lontano dai rompicoglioni che cambiano il linguaggio, sputano sulla parola data, violano le regole, violentano la politica, tradiscono il cittadino.
Serve altro per cambiare la politica.
La ricerca delle energie positive del paese è il compito primario da svolgere per una comunità che si propone di cambiare la politica con gli uomini migliori pescati nel territorio, di immaginare una nuova visione della vita civile con i cuori di chi vuol fare e nei fatti di saperla realizzare sul territorio con la volontà e la forza d’animo di chi sa fare. 
Non c’è altra strada. 
Rabbrividisco al pensiero degli infiniti bla bla bla con i risultati veramente deprimenti del passato. Perché è chiaro che finché sceglieremo gli uomini con i metodi usurati dal tempo, le cose andranno così, con risultati sempre deprimenti.
La questione si propone oggi, col pensiero rivolto al domani, scegliendo ora e non agli ultimi istanti, promuovendo le risorse migliori nelle scelte dei programmi e sostenendoli al momento opportuno come promotori di vero rinnovamento nella vita politica e sociale di questo paese. Senza lacchè, servi e rompicoglioni tra i piedi
Ognuno con la propria faccia e possibilmente senza pacchi regalo, photoshop usurati e porchette varie. zac

lunedì 21 settembre 2015

UNA TARANTELLA INFINITA.....!

Se non avessero scelto il problema della sicurezza delle scuole, per gonfiarsi il petto nella ricerca della gratuita gloria, tutto sarebbe filato liscio e forse anche velocemente. 
Non ci sarebbero stati genitori intolleranti e dediti alla protesta. Anzi al contrario, questi si sarebbero dimostrati, innanzi ad una opera dedicata alla sicurezza dei propri figli, tolleranti se non addirittura fans dell'epica Penelope. 
Ma così purtroppo non è andata. Hanno preferito, questi baldi e inesperti amministratori, cogliere la carenza strutturale degli edifici scolastici, dovuta solo ed esclusivamente alla vecchiaia, per lanciare accuse agli uomini del passato, rei secondo noi e non secondo loro, di aver racimolato soldi a destra e a manca, per mettere mano al risanamento strutturale e all'aggiornamento sismico degli edifici. 
Avrebbero i genitori, compreso anche, che tali interventi potevano interessare le proprie abitazioni e in tal caso avrebbero dimostrato di saper affrontare i momentanei disagi. 
Potevano quindi, con i finanziamenti già in tasca e lasciati loro in eredità dai loro predecessori, mettersi subito in movimento, con poche chiacchiere e senza strascichi polemici, ci avrebbero evitato inoltre, di assistere giornalmente alla tarantella di date attinenti la fine dei lavori e quindi alla riapertura delle aule su cui sono concentrati i lavori. 
Allo stato la confusione è quasi totale, se si leggono le dichiarazioni sulla stampa del Vice Sindaco le date di riapertura, non coincidono con quelle dichiarate dal Sindaco, alcuni dichiarano che serve ancora tempo per una variante necessaria in corso d'opera, il capo cantiere ne spara un'altra, il manovale un'altra ancora e infine il responsabile della sicurezza un'altra. 
L'onesta dichiarazione a mezzo stampa, che vorremmo finalmente leggere è una sola: " Carissimi cittadini, stiamo lavorando giorno e notte per la risoluzione del problema, la scuola sarà totalmente riaperta, appena i lavori saranno ultimati".
Per il resto SILENZIO ! 
( Un ottimo silenzio è da sempre considerato, meglio di un pessimo discorso) (nm)

I CELATI RUMORI !

Ci sentiamo talvolta, come dispiaciuti pescatori, che pur avendo scelto succose esche da buttare in acqua, notano uno strano disinteresse da parte dei pesci sulla prelibatezza del pascimentato. 
Ci riferiamo ovviamente alla tematica della tassa di soggiorno, che dai celati rumori non è gradita a molti operatori alberghieri, cosa questa risaputa e preventivata. Fino a quando su questa soffice tassa (che ricordiamo fino alla noia interessa il solo turista pernottante) si fanno cadere errate convinzioni e si costruiscono inopportune barricate, il passo verso un nuovo futuro turistico sarà lento e incerto. 
Qualcuno dimentica, insieme alla compagine di minoranza che sull'argomento tace, della diversità degli interessi generali della comunità. 
Non è scritto da nessuna parte e l'evidenza lo sottolinea, che la stragrande maggioranza dei cittadini non vive di turismo e per questa semplice constatazione, nessuno può pretendere di dettare le regole di convivenza e porre gli interessi di uno specifico settore, sulla testa degli altri. 
Per noi e fino a che peste non ci colga, la casalinga, il pensionato il giovane e il disoccupato, valgono nella stessa misura di un albergatore o di un balneatore. 
Sbaglia quindi, chi pensa di usare un territorio e le risorse di tutti, al proprio servizio. 
Ha il cervello fermo, chi non intuisce che il nostro modello turistico è usurato dal tempo, non servono più i trattenimenti triti e ritriti, le sbandierate confusionarie e i soliti arrivi degli sceicchi del cazzo. 
Siamo di fronte ad una pagina sfogliata e risfogliata, è necessario passare ad una nuova fatta di opere pubbliche moderne, di strutture capaci di attirare un turismo più ricco e ripagante. 
Solo una tassa con lo scopo di favorire entrate finalizzate, potrà permetterci il salto di qualità. Invitiamo gli operatori scettici a ragionare e convincersi, che tutti dobbiamo giocare la stessa partita, sullo stesso campo e con la stessa maglia, se pensiamo di far rivincere, come nel passato, la nostra Alba Adriatica.
L'opposizione insieme alla maggioranza, se ci sono, escano dal torpore. 
Che possa prevalere, finalmente, l'interesse pubblico e non quello elettorale. (nm)

sabato 19 settembre 2015

CADONO LE FOGLIE…E I FICHI SECCHI

Siamo agli sgoccioli (di sudore) di una stagione estiva di per sé bollente per il caldo, in particolare oltremodo umido degli ultimi tempi, ma è stato anche una stagione struggente dal lato umano “ se fatto non avesse al cuor contrasto ... che pe' suoi frutti spinosi riesce molesta e dolorosa a coloro che ne rimangono punti ”. (da Novelle del Bandiera)
Cadono le ultime lacrime dagli occhi lucidi asciugati dai fazzoletti così come cadono dagli alberi le prime foglie alla perenne ricerca di riposo sulla madre terra dopo averci nutrito col suo frullato di clorofilla.
Restiamo noi cittadini ad aspettare qualche sussulto di vitalità da parte di questa Amministrazione, tanto sbandierata sul Messaggero dal fido Bernardo che tiene a ricordarci come “ Un tale periodo di tregua non si ricordava da alcuni lustri “( con riferimento ai divieti di balneazione).
Per nostra fortuna in questa stagione di pioggia se n’è vista poco. E l’unica volta accaduto verso la fine di Giugno è scattato il divieto di balneazione (dal 23 al 26).
Bontà di Dio !!! Non di altri, caro Bernardo.

Riportare sul giornale il commento del Sindaco Tonia Piccioni: “ I risultati soddisfacenti registrati dall’Arta cominciano a ripagarci dei tanto sforzi compiuti, per tornare ad avere acque marine sempre balneabili ”, pensando di farci fessi con una falsa divinità Maya, capace di trattenere o di favorire la caduta della pioggia, per lo più senza particolari rituali o sacrifici umani, dimostrano che anche le caxxate non valgono nulla e cadono come i fichi secchi. zac

CRIC, CROC E...

P.P.Pasolini, nel 1968, in una pagina de' "Il Caos" sostiene che "l'intellettuale non è più guida spirituale di popolo o borghesia in lotta, ma, per dirla tutta, è il buffone di un popolo e di una borghesia in pace con la propria coscienza e quindi in cerca di evasioni piacevoli".
Se ce ne fossero ancora in giro, di intellettuali intendo, avrei qualcosa da integrare. 
Purtroppo mi tocca ulteriormente cianciare con eburnei che di 'alto' hanno solo la torre che li raccoglie. Ma tant'è.
Tre avvenimenti, negli ultimi giorni, hanno partorito commenti che reputo privi di qualsiasi ausilio di attività cerebrale. La fretta, la superficialità o una sorta di limite, hanno sopraffatto la gestione mentale, arrivando perfino a soffocare le tematiche contraddittorie nelle quali certuni si arrabattano.

1. Il calciatore uruguaiano Edinson Cavani, in forza al PSG, ha segnato un goal in una gara di Champions. Ma non si è visto la solita e, per certi versi, abituale esultanza; i compagni di squadra non sono corsi, come s'usa, ad abbracciarlo. Il giocatore si è avvicinato alla telecamera di bordo campo e ha farfugliato qualcosa; si è percepito chiaramente la parola 'papà' e nulla più. Ma ecco che in nostro soccorso è arrivato l'esercito degli eburnei. Tono gaudente e compiaciuto, ci hanno raccontato che il padre dell'atleta era stato scarcerato malgrado, ubriaco, avesse investito e ucciso un ragazzo di 19 anni. 
Tutti contenti, dunque. Salvo dimenticare, gli stolti, che un giorno sì e un giorno pure strombazzino ed evochino in ogni occasione e in tutte le salse, forti della capacità-potere di orientare l'opinione pubblica, l'introduzione del reato di omicidio stradale. 
Viva il pallone!

2. Renato Zero, all'uscita di un ristorante, ha trovato sulla sua jeep una coppia di ganasce e la relativa multa per divieto di sosta. 
Sollecitata, la stampa, non ha perso l'occasione; in fondo si trattava del sorcino nazionale. E il cantante, con l'aria del solito noto, tipo "lei non sa chi sono io", ha sfoderato una de lamentatione che definire ridicola sfiora il peccato: la capitale d'Italia tratta male i cittadini romani! Come dire: avrei capito se fossi residente a Bagnoreggio.
Un capolavoro di..., insomma. Ma, cosa più grave, nessuno dei media ha fatto un appunto, un rilievo; nessuno ha avuto il coraggio di mettere una ganascia al monologo del sorcione. Hanno soltanto retto il microfono. 
Viva il microfono!

3. Negli USA, un ragazzo ha portato con sé, a scuola, un marchingegno che, si scoprirà, altro non era che un orologio da lui costruito. Ma... l'anomalo progetto, unito alla valigetta, ai fili elettrici, alle schede elettroniche e, per ultimo, alla suoneria che ha iniziato a drindrare, è scattato l'allarme. Sacrilegio! hanno urlato i media; trattare in quel modo un ragazzo-prodigio solo perché di origini sudanesi! E giù col solito "razzismo", termine ormai sempre comodo e di moda, se non altro utile a mascherare insipienza abulìa ignoranza e cretineria proprie. 
Sono curioso di sapere cosa costoro avrebbero urlato se si fosse 
trattato di un vero ordigno esplosivo e se nessuno se ne fosse accorto. 
Viva l'orologio!
Abolite il master di giornalismo, per carità.

(Sincope Pensante, 17 settembre 2015)

ATTENZIONE PERO'......!

Ci piace puntualizzare, a scanso di strumentalizzazioni e di contorte interpretazioni, che la nostra idea sulla tassa di soggiorno è ben definita e scarsamente interpretabile. Infatti sappiano bene, chi ancora non si è fatta una idea precisa, che la tassa di soggiorno per noi, altro non è che una tassa di scopo. 
Chi spera in contributi a pioggia per le manifestazioni ludiche, per le kermesse estive solite e di cui ne abbiamo le palle piene,certamente percorre binari diversi dal nostro. 
Per noi le entrate che scaturiscono da questa tassa, (che ripetiamo fino alla noia non è a carico degli albergatori, bensì ai turisti, che secondo un regolamento preciso, sono tenuti a versarla), sono e devono essere usate, per contrarre mutui e affrontare le spese per nuove e ritoccate opere pubbliche, destinate ad un nuovo e moderno turismo. 
Alcuni esempi, (rifacimento del lungomare, costruzione di aeree verdi e sistemazione di strade principali). Opere, queste accennate, utili agli stessi albergatori che per bocca di alcuni si sentono vessati e tartassati. 
Stia sereno l'amico albergatore che mi messaggia notte tempo e mi esprime la propria contrarietà e mi rassicura dicendomi che mi vuole bene. Anche io gli voglio bene e quindi mi corre l'obbligo rassicurarlo che il futuro per lui, continuerà ad essere roseo come è stato fino ad ora. 
Non sarà quindi una tassa applicata nelle migliori e conosciute località balneari e turistiche, che danneggerà i suoi affari e i suoi profitti. Anzi....... !
Nel confermare fortemente la mia maschiolinità, nulla mi costa dirti ciao e ti voglio bene ! (nm)

FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE.

Sanno i nostri amici e i nostri lettori, che su un'adeguata, sensibile e morbida Tassa di Soggiorno, siamo favorevoli e da sempre. 
Non possiamo che rallegrarci che il Sindaco Tonia Piccioni, così come riportato sulla stampa, la pensi nella nostra stessa maniera. 
Sia chiaro, che l'esiguità dell'importo della tassa come ci auspichiamo, non potrà essere definito un BALZELLO. Sarà tanto per mettere il dito nella piaga, inferiore al costo dell'uso dell'aria condizionata, che alcuni albergatori, applicano sulla testa dei loro ospiti. 
Sappiamo mentre scriviamo i nomi dei contrari a questo giusto contributo di soggiorno e sappiamo con la stessa precisione che i contrari, sono da tempo afflitti da un egoismo esagerato. 
Abbiamo volutamente pubblicato, prima di questo post, che a Rimini (riconusciuta località balneare) la tassa esiste ed è opportunamente regolarizzata. Leggere per credere cari amici. 
Se le dichiarazioni a mezzo stampa del Sindaco Piccioni, saranno confortate dai successivi atti, non abbiamo nessun motivo per non sostenerle.
Che bufera si scateni !

VERSO IL CIELO

La verità non è sempre piacevole, ma quella è, singolare e unica, e quella dobbiamo accettare. Anche se il volere di Dio molte volte non combacia con quello dell’uomo. Noi, che assistiamo ai fatti umani, come quello di Mauro, soffriamo per l’amico che ha pescato la carta sfortunata e ci tormentiamo perché continuiamo a vivere con il suo ricordo.
Ma la vita continua ed occorre andare avanti, anche se la morte rimane impunita, la nostra anima senza il suo equilibrio e la ferita sempre aperta. Sappiamo che quando accadono simili fatti, ritenuti da noi ingiusti, anche il cielo ci guarda, ricolmo di vergogna. E ci consola sapere che tutti noi, a ogni giro della ruota, dobbiamo pescare una carta e compiere l’intero cerchio della vita affinché il dolore termini e ogni ferita sia guarita.
Lasceremo ad altri il testimone della nostra esistenza. Ad alcuni la benevolenza di chi eravamo, ad altri l’apertura del fardello di quel che non abbiamo voluto o saputo fare. Tutto quello che resterà della nostra esistenza sarà posto ai piedi del Cielo e a suo eterno giudizio.
Non resta altra speranza, da nessuna parte. Se non per chi vive e cerca di barcamenarsi in un mondo ormai svuotato di valori. Ma solo chi scorge la luce verde in fondo al tunnel merita di essere felice nell’aldilà e di riempire d’orgoglio i cuori dei figli.
Sappiamo che la nostra mente non sarà mai libera di spaziare come la mente di un Dio, ma niente e nessuno potrà vietarci di mirare in alto verso il Cielo e di averlo così vicino da non credere di poterlo afferrare. zac



MAURO SANTONI NON C'E' PIU' !

Ciao Mauro ci mancherai tanto, la tua pura genuinità rimarrà impressa nella nostra mente. 
Hai dimostrato di essere un uomo di onore e un amico vero. R.I.P. (nm&zac)

A Mauro
Siamo venuti da lontano. Eppure ci siamo subito voluti bene. Abbiamo conosciuto un passato e abbiamo creduto in un futuro di sincera amicizia. Oggi caro Mauro sei venuto a mancarci. Vuol dire che noi correremo più forte. Lo facciamo per Te. Continueremo a remare, barche contro corrente, sospinti senza posa dai ricordi di un passato vissuto insieme. Con una fiamma sempre accesa nel cuore. Risveglio Albense


GLI EMULI DI NOE'....... !

Quanta bella gente sulle sponde della darsena, impegnata alla costruzione di moderne arche, ci tocca vedere. Certo è che dall'epoca del mitico Noè ad oggi i tempi sono cambiati, l'evoluzione della specie umana è oramai proiettata velocemente verso un futuro nuovo. 
Anche i livornesi "maestri d'ascia", i veri e geniali costruttori di imbarcazioni, non servono più. Oggi basta una traballante bagnarola, che assicuri una corta navigazione ma sufficiente a contenere una grande ammucchiata. 
Come possiamo dimenticare lo "spirito di imbarco", magari un tantino razzista, a cui Noè abilmente fece ricorso ?. Fu una scelta all'epoca doverosa e all'insegna della salvaguardia delle razze. 
Oggi però da come si intuisce dai movimenti e dalle voci, sulle arche bagnarole in allestimento, il posto c'è per tutti. Avremo a bordo, profughi, voltagabbane, collaborazionisti ad intervallo, ex amici e gli amici degli amici, non mancheranno i SINISTRI personaggi a braccetto con malDESTRI pavoncelli da strapazzo. 
Sappiano però questi improvvisati naviganti, apparsi dal nulla, che di naufràgi i cittadini sono stanchi, sappiano inoltre che se flotta ci deve essere, questa sarà composta da uomini liberi e coraggiosi, che da tempo immemore rappresentano la vera ed unica opposizione all'attuale compagine amministrativa.
 Non ammaineremo le nostre bandiere e controllori come sempre, impediremo con forza e con le nostre idee, le mascherate elettorali. 
Tornate ai vostri posti. Per Alba, insieme agli albensi, ci penseremo noi ! (nm)

QUELLO CHE E' DI CESARE

Una poco più che trentenne donzelletta di Brindisi ha vinto l'U.S.Open,
uno dei più importanti e renumerati tornei di tennis. Questa la notizia.
E... il lecca-lecca primo ministro, i media tutti (scribacchini e reggitor di
microfoni) hanno strombazzato e scampanellato di orgoglio italiano, di
rinascita nazionale, di risoluzione della crisi e di remissione dei peccati.
Neppure avessimo conquistato Zurigo e la Svizzera tutta!
Bisogna sapere che la WTA (Womens Tennis Association) e la gemella
ATP (Association of Tennis Professionals) sono due organizzazioni nate
ormai più di quarant'anni orsono, al solo scopo di tutelare gli interessi
dei giocatori di tennis; e questi interessi sono prettamente di carattere
economico. Nel grande circolo, molto simile a quello della F.1, il profumo
più intenso lo emana il denaro: i costosi biglietti d'ingresso negli stadi,
le spese per i diritti delle dirette televisive, gli enormi interessi degli
sponsor... E inoltre gli atleti non curano nella maniera più assoluta gli
interessi delle nazioni nelle quali sono nati; ma i propri, uniti a quelli
della propria famiglia e a quelli dei propri collaboratori. Solo cazzi loro,
dunque; come lo sono per coloro, per esempio, che giocano e vincono
il superenalotto. Non sono pertanto rappresentativi di questo o quello
stato, come diversamente accade per la Coppa Davis. E il fatto che
solo in pochissimi abbonati abbiano potuto vedere la diretta televisiva,
dimostra ulteriormente la posizione d'élite che questo sport occupa.
Pertanto all'improprio emulo del Presidente che fu, agli scribacchini e
ai reggitor di microfoni, vorrei ricordare di dare a Cesare quello che è
di Cesare.
La donna alla quale hanno massacrato i genitori, il ciclista che si rompe
sulla buca di una strada gruviera, l'anziano abbandonato in una corsìa
d'ospedale, la signora (Lara mi perdonerà) che per impegni di lavoro
non ha neppure il tempo di fare i piatti, l'artigiano che s'ingegna per
ore e ore in cambio di poche monete, l'insegnante, il metalmeccanico,
l'umile pensionato, l'invalido, il cassintegrato, lo sfrattato, il disoccupato,
il derubato,... questi sono l'orgoglio italiano!
Il resto è destinato al pozzo di scarico. Tirate l'acqua, per favore!
(Sincope Pensante, 14 settembre 2015)

OGGI, 14 SETTEMBRE, SI CONTEMPLA L'ESALTAZIONE DELLA CROCE !

Come possiamo esimerci dal contemplare la nostra Croce ?. Non ci tiriamo certamente indietro, senza però prima precisare che la nostra non è assolutamente santa ma è rappresentata dall'attuale amministrazione comunale. 
Oggi è il giorno in cui ci sentiamo glorificati e quindi esaltati. 
Alcuni giorni fa, abbiamo dichiarato che ci sentivamo costretti a vivere in un luna park e come un fulmine a ciel sereno, arriva la conferma che avevamo ragione. 
Come la classica ruota che rotea nel celeste cielo di ogni rispettabile parco gioco, arriva una nuova rotazione banalmente terrena con a bordo i funzionari del nostro comune. 
La parabola è del Sindaco, che tramite la stampa, avverte il popolo impegnato su altri temi della vita terrena, che per la terza volta consecutiva metterà le mani sulla categoria apicale del pubblico impiego comunale, per effettuare una bella ROTAZIONE. 
Ruota che ti ruota è immaginabile che prima o poi qualcuno perde la testa se non anche i sensi. Non ha capito ancora il nostro primo cittadino, che chi sta ruotando fortemente, altro non è che proprio egli stesso. Infatti è difficile fargli comprendere, che per "Tappare" una falla all'interno del dipartimento sociale, basta semplicemente disporre una copertura "ad interim" del posto provvisoriamente vacante, magari ad un funzionario, che poco ha da fare e quel poco che fa, risulta spesso una cazzata legalmente irregolare. 
Non facciamo i nomi ma dalla distanza in cui ci troviamo, lo guardiamo fisso negli occhi. 
Per concludere questa giornata dedicata all'esaltazione, vorremmo ricordare a chi non ne è al corrente, che questa sera alle ore 18,00, presso la sala dibattiti comunale, si terrà una grandissima rotazione dedicata alla inagibilità parziale della Scuola Elementare e come se la cosa fosse già avvenuta, siamo certi che alla presenza dei genitori degli alunni interessati, dai cestelli ruotanti saranno lanciate le accuse di ritardi ai consiglieri comunali del passato e a questi poveri che furono, non sarà nemmeno riconosciuto di aver provveduto ad accalappiare i soldi necessari e utili per iniziare i lavori. 
Per fortuna nostra, domani è un'altro giorno e contempleremo, insieme alla Vergine Maria Addolorata, il nostro dolore e il peso di una croce pesante, che pochi e ghiotti mangiatori di porchetta, ci hanno messo sulle spalle. (nm)

IL VALUTATORE CHE NON VALUTA !

I nostri amministratori, come ricorderete, tra i primi atti esplicati ci infilarono quello della nomina del Dr. Cugnini in qualità di responsabile della valutazione del personale, in sostituzione del nucleo di valutazione in essere espressione dell'unione dei comuni della Val Vibrata. 
Ovviamente le polemiche furono tante e quasi tutte collegate al costo dell'incarico (18.000 euro circa annue), Ci risulta però che ad oggi, manca ancora la valutazione dell'anno 2014. Ha forse il Dr. Cugnini dimenticato il suo incarico? O forse è profondamente impegnato a fornire servizi consultivi non previsti?. Qualcuno ci spieghi la cosa !
Cogliamo l'occasione, per ricordare ai nostri solerti amministratori, che ad oggi all'Unione dei Comuni, non è stata inviata nessuna comunicazione idonea ad informare che il Comune di Alba Adriatica non rientra più nella competenza del proprio nucleo di valutazione. 
Riteniamo sia doveroso avvisare, per evitare il pagamento di due figure valutative, che tra l'altro non valutano.

SIAMO COSTRETTI A VIVERE IN UN " LUNA PARK ".

Oramai siamo al gioco costante e quindi perenne. Il Palazzo di città è saldamente in mano a delle vere e proprie marionette.
Ricorderanno i nostri amici lettori che solo 4 giorni fa in un post dal titolo "Una pianta sempre più secca", parlammo della situazione del personale interno del nostro comune, come al solito e per stemperare gli animi, condimmo il nostro pensiero con una opportuna e simpatica ironia. 
Ma ci rendiamo conto che nemmeno l'ironia serve, innanzi al perdurare di atteggiamenti follemente ludici e quindi privi di intelletto. 
Citammo nel nostro scritto di alcune missive contro legge che erano state inviate ad un dipendente, che nel pieno rispetto delle disposizioni correnti, aveva fatto ricorso all'aspettativa, che altro non è, che una temporanea assenza dal posto di lavoro, per gravi motivazioni descritte e permesse dalla legge 104. 
Ebbene, come volevasi dimostrare, il funzionario che sottoscrisse la determina n.72 il 26 agosto scorso, con la quale intimava all'assente un rientro immediato al lavoro, dimostrando una parziale conoscenza dei dispositivi di legge, con la stessa mano e a distanza di pochi giorni ha sottoscritto un'altra determina (n.76 del 9 settembre), con la quale ha annullato la precedente, rimangiandosi totalmente quanto sostenuto e scritto nella stessa. 
Per educazione, evitiamo di commentare e lasciamo l'onore del BOTTA e RISPOSTA, comprensibile e non come al solito, all'Assessore al Personale, se esiste !

LA PRESA PER IL CULO !

Tranquilli cari amici, non mi riferisco a nessun macchingegno elettrico o meccanico che sia, magari di nuova invenzione e per l'immaginario collettivo, atto a profanarci il deretano. Potevo esordire con un titolo più frivolo e leggero, come per esempio: " La presa in giro", ma quello scelto è più carnale, più sensibile e induce maggiormente alla riflessione. 
Oggi il cambiamento culturale del popolo è palpabile anche con mano, merito senza alcun dubbio dell'istruzione diffusa e dei mezzi di informazione non solo cartacei. Non è più possibile, quindi, il racconto di favole intrise di trionfalismi ingiustificati, non è neanche più possibile raccontare ai bambini la storiella dell'asino che vola e di conseguenza evitare di raccogliere una sequenza rumorosa di pernacchie. Ma ancora esiste qualcuno, con l'orologio fermo al polso e il calendario chiuso appeso al muro, che insiste inebriato dall'essenza di un personalismo esasperato, nel percorrere la vecchia strada che è assodato non porta da nessuna parte.
Raccogliere i meriti di una maggiore presenza turistica, quando il felice fenomeno è diffuso in tutto il territorio nazionale, grazie sopratutto ad una in parte ritrovata fiducia economica, appare senza dubbio una convinzione trionfalistica e forse esagerata.
Approfittare della clemenza stagionale del Dio della pioggia (per alcuni) e di Dio (per gli altri), che hanno ognuno per la sua parte, evitato le torrenziali piogge intasanti degli scarichi a mare, per dichiarare che le acque marine sono finalmente pure, grazie agli interventi effettuati con amore e solerzia, in virtù del rispetto dell'ambiente che hanno in cuore, rappresenta l'imbarazzo maggiore per ogni commento.
Dimenticano e spesso le dimensioni reali dell'ambiente, che non vive solo di acqua piovana, ma comprendono le strade sporche, i parchi pieni di rifiuti e il verde abbandonato.
Questi atteggiamenti da propaganda politica, assumono nel tempo gli stessi effetti degli stupefacenti, inducono al delirio ed alle evitabili acquisizioni di meriti e del lavoro altrui.
Vorrei un giorno, non molto lontano, dilettarmi nella lettura di quanto sia stato programmato nel settore opere pubbliche, di quanto sia stato raccolto dai fondi pubblici banditi, perchè vi confesso, sono quasi stanco di vivere in una città che vive e opera di soli parcheggi a pagamento, di mercatini del cazzo e di cortei di sbandieratori.
Spero per voi, che molto presto possa gioire nel vedervi avvolti nelle fasce colorate, ad inaugurare una bella e VOSTRA opera pubblica. Quello certo, sarà un giorno MEMORABILE e non memoriale come qualcuno dichiara.
Forza sbrigatevi, altrimenti il memoriale delle vostre incapacità lo scriverà il popolo albense. (nm)

UNA PIANTA SEMPRE PIU' SECCA.

Con lo stesso effetto del diabolico punteruolo rosso (che sino ad ora si è occupato delle sole palme), i nostri esperti amministratori si sono dedicati al settore personale dell'Ente. I risultati allo stato sono devastanti. Il carosello dei servizi da distribuire ai funzionari ha generato confusione e uno stato di immobilismo totale. Sezioni di importanza strategica letteralmente chiuse e abbandonate, funzionari con incarichi leggeri e superflui a denti stretti difendono la loro bella e pagata vita, dipendenti senza lode e con molta infamia, trasformatisi in galoppini della politica da quattro soldi, trasformatisi in consiglieri e portatori di una cieca epurazione che puzza dai piedi al collo di tornaconti personali se pur privi di naturale personalità. Assessori delegati latitanti e lontani dalla realtà palpabile con mano. Un marasma generale.
Dal Palazzo, partono missive contro legge nei confronti di figure professionali che nel rispetto della legge e delle autorizzazioni necessarie e concesse, che impongono immediati rientri in servizio. Una conflittualità, in poche parole, che desta preoccupazione e allunga la distanza tra chi per mandato pubblico deve proporre e chi per rispetto dei contratti di lavoro è tenuto ad eseguire. Ragionano, si incontrano, fanno adunate e tutti insieme rimandano a data da destinare, quello che devono e forse non sanno fare.
Sentiamo il dovere, per l'esperienza e il buonsenso che ci contraddistingue, consigliare l'uso dell'interim e riempire gli spazi vuoti di volti e forze nuove, che purtroppo per loro, fino ad oggi hanno saputo trasformare una formica in un mastodondico insetto bisognoso del loro totale interessamento e impegno. In pratica per meglio farci comprendere, è ora che tutti lavorino, con identico impegno e con ugual peso da trasportare.

CARTA BIANCA e FASCIA TRICOLORE !

Il mitico Totò ci si avrebbe pulito il culo, con la citata carta bianca in possesso di un ufficiale tedesco. Noi invece sulla fascia tricolore con tanto di stemma dello Stato e del Comune, che taluni sindaci indossano anche a sproposito, con profondo rispetto del significato, ci riversiamo sopra solo acqua pura tirando la catenella.
L'uso corretto, consapevole e conveniente della fascia, ovviamente per chi non lo sapesse, è consigliato per dignità e decoro della carica dell'indossatore, senza scalfire la realtà dello Stato come elemento di unità giuridica. 
Dimenticano i cultori dell'apparire a tutti i costi, che lo stadio di Via Ascolana, esiste quasi da oltre 30 anni, e preso il posto di una vasta area coltivata a granoturco, fu benedetto dal parroco con la stola bianca e inaugurato dal sindaco allora in carica, con tanto di fascia tricolore. Ripetere quindi oggi, la stessa funzione celebrativa per il sol fatto di avere riposizionato le tazze rotte del "cesso" (dove il mitico Totò si sarebbe recato con la carta bianca del militare nazista) e dare una ripitturata agli spogliatoi, ragionevolmente ci appare di portanza esagerata e ingiustificata per chi pensa che i suoi predecessori nulla hanno fatto.
L'età mi consente ricordare, che una volta era uso portare alla benedizione sacerdotale, l'automobile nuova appena acquistata ma non mi sovviene che si usava ritornare dal prelato, al primo cambio delle gomme. (nm)

NON SI EMIGRA PER ODIO

Difficile toglierci dalla testa e dal cuore l’immagine di un bimbo senza vita sulla riva del mare o quella di un uomo pietoso che lo raccoglie nelle sue braccia. Mi auguro pertanto che queste foto, sulle pagine di tanti giornali e TV, abbiano instillato nelle persone qualche goccia di verità, capace di ridare gli occhi ai ciechi e di ammutolire gli accecati.
Talora può bastare una sola e potente goccia di verità per rendere di nuovo limpidi gli occhi di chi guarda avventure umane che non comprende pienamente o che non riesce proprio ad accettare.
Sta di fatto che sappiamo e non possiamo dimenticare che è finita così perché un padre insieme al figlio ha bussato fuori dalle regole – cioè in modo sbagliato e da "clandestini" – alla porta dell’Europa, e l’ha fatto perché nessun’altra e più sicura via è stata loro offerta.
Come possiamo dimenticare quei profughi che strisciano sotto matasse di filo spinato o sotto una selva di manganelli, profughi colpevoli soltanto di essere vittime e di non rassegnarsi ? Sappiamo e vogliamo che si capisca una volta per tutte che così tante famiglie bussano ogni giorno alle nostre porte, perché anche noi nel passato abbiamo divelto le porte delle loro case.
Potenza della visibilità tv, che banalizza e pietrifica il dolore trasformandolo in spettacolo! Spettacolo che mortifica l’anima delle persone e ne eccita talora gli animi.
Mai che nessuno, invece, punti il dito sulla responsabilità dell’Occidente e su quei reati di ladrocinio e massacro cui furono responsabili i nostri avi europei nelle guerre coloniali. Anzi, se qualcuno, come il sottoscritto, vi porta l’accento, è fatto segno a critiche talvolta anche feroci. Che vengono sempre accolte e pure gradite se considerate ben corrette.
Specie ora che, di colpo, il dolore è nudo, la consapevolezza della tragedia delle migrazioni di nuovo acuta, e la ferita degli sbarchi aperta e per molti insopportabile. Una tragedia umana si consuma sotto i nostri occhi da aprire ad un’altra verità.
È così. Si emigra, totalmente inermi, dalla propria patria per desiderio di pace, per ansia di domani, per amore. Non per altro. Non si emigra per odio. Né per vendetta
Ma emigrando si può disimparare l’amore, venire contagiati dall’indifferenza e sfigurati dall’egoismo. O si può essere svuotati di affetti e di speranza. Proprio come questo padre. Che è come morto con la sua famiglia distrutta.
Non esiste dolore che possa essere versato con leggerezza nello smisurato imbuto del sistema mediatico. Come non esiste libertà e non esiste amore senza nessuna responsabilità. zac

LA FAMOSA FALCE

L'immagine del corpicino in riva al mare, un'immagine che ha girato il mondo, quel mondo che 'vivo' il bimbo avrebbe voluto girare, con le scarpette colorate i pantaloncini corti la maglietta rossa, per scoprire conoscere abbracciare, è certamente un pugno sullo stomaco. 
Trattieni il respiro, gli occhi sgranati, la mano sulla bocca a soffocare il suono che rimane in gola, e non va né sù né giù...E' l'essere umano di fronte alla morte, è l'angoscia e la coscienza della nostra caducità del nostro limite della nostra impotenza.
E non ci sono diversità e differenze; la morte è una.
Il padre, la madre, un fratello, un vicino, il figlioletto di un amico, uno sconosciuto, l'idolo di turno, l'attrice preferita, l'amante...: la morte è la famosa falce della quale parla il Manzoni; non fa distinzioni, non ha orologio, non conta i compleanni.
Eppure certe morti, colpa o merito di meccanismi ben oliati, pretendono di ingenerare maggiore pietas, maggiore sbigottimento, e, delle volte, anche maggiore rabbia.
Non partecipo a questa processione. E, con la speranza di non essere frainteso, dinnanzi al piccolo cadavere, come egualmente dinnanzi a tutti i cadaveri, mi pongo in riflessivo silenzio.
Ma vorrei fortemente che quella immagine venisse stampata sulla bandiera nera dei macellai del ventunesimo secolo; quella è la vera bandiera della morte. La nostra inneggia alla vita.
(Sincope Pensante, 3 settembre 2015)