P.P.Pasolini, nel 1968, in una pagina de' "Il Caos" sostiene che "l'intellettuale non è più guida spirituale di popolo o borghesia in lotta, ma, per dirla tutta, è il buffone di un popolo e di una borghesia in pace con la propria coscienza e quindi in cerca di evasioni piacevoli".
Se ce ne fossero ancora in giro, di intellettuali intendo, avrei qualcosa da integrare.
Purtroppo mi tocca ulteriormente cianciare con eburnei che di 'alto' hanno solo la torre che li raccoglie. Ma tant'è.
Tre avvenimenti, negli ultimi giorni, hanno partorito commenti che reputo privi di qualsiasi ausilio di attività cerebrale. La fretta, la superficialità o una sorta di limite, hanno sopraffatto la gestione mentale, arrivando perfino a soffocare le tematiche contraddittorie nelle quali certuni si arrabattano.
1. Il calciatore uruguaiano Edinson Cavani, in forza al PSG, ha segnato un goal in una gara di Champions. Ma non si è visto la solita e, per certi versi, abituale esultanza; i compagni di squadra non sono corsi, come s'usa, ad abbracciarlo. Il giocatore si è avvicinato alla telecamera di bordo campo e ha farfugliato qualcosa; si è percepito chiaramente la parola 'papà' e nulla più. Ma ecco che in nostro soccorso è arrivato l'esercito degli eburnei. Tono gaudente e compiaciuto, ci hanno raccontato che il padre dell'atleta era stato scarcerato malgrado, ubriaco, avesse investito e ucciso un ragazzo di 19 anni.
Tutti contenti, dunque. Salvo dimenticare, gli stolti, che un giorno sì e un giorno pure strombazzino ed evochino in ogni occasione e in tutte le salse, forti della capacità-potere di orientare l'opinione pubblica, l'introduzione del reato di omicidio stradale.
Viva il pallone!
2. Renato Zero, all'uscita di un ristorante, ha trovato sulla sua jeep una coppia di ganasce e la relativa multa per divieto di sosta.
Sollecitata, la stampa, non ha perso l'occasione; in fondo si trattava del sorcino nazionale. E il cantante, con l'aria del solito noto, tipo "lei non sa chi sono io", ha sfoderato una de lamentatione che definire ridicola sfiora il peccato: la capitale d'Italia tratta male i cittadini romani! Come dire: avrei capito se fossi residente a Bagnoreggio.
Un capolavoro di..., insomma. Ma, cosa più grave, nessuno dei media ha fatto un appunto, un rilievo; nessuno ha avuto il coraggio di mettere una ganascia al monologo del sorcione. Hanno soltanto retto il microfono.
Viva il microfono!
3. Negli USA, un ragazzo ha portato con sé, a scuola, un marchingegno che, si scoprirà, altro non era che un orologio da lui costruito. Ma... l'anomalo progetto, unito alla valigetta, ai fili elettrici, alle schede elettroniche e, per ultimo, alla suoneria che ha iniziato a drindrare, è scattato l'allarme. Sacrilegio! hanno urlato i media; trattare in quel modo un ragazzo-prodigio solo perché di origini sudanesi! E giù col solito "razzismo", termine ormai sempre comodo e di moda, se non altro utile a mascherare insipienza abulìa ignoranza e cretineria proprie.
Sono curioso di sapere cosa costoro avrebbero urlato se si fosse
trattato di un vero ordigno esplosivo e se nessuno se ne fosse accorto.
Viva l'orologio!
Abolite il master di giornalismo, per carità.
(Sincope Pensante, 17 settembre 2015)
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