Per chi ha tempo e pazienza di informarsi sull’erosione della
nostra costa, non ci vuole tanto a capire la necessità di smetterla a proporre
soluzioni per nulla idonee e alquanto dannose.
Purtroppo, nel confronto tra le istituzioni e gli operatori
del settore, si è deciso di continuare a farlo con soluzioni tampone (ripascimento
morbido per 500 mila euro) e interventi limitati (pennelli in legno, anziché in
massi sempre al costo dei 500 mila cocuzzi).
Tutti felici e contenti con la benedizione in regia dell’assessore
Dino Pepe per la Regione Abruzzo e la spartizione della torta da un milione di
euro.
Inutile dire che la risposta data non interviene in maniera
appropriata e definitiva contro questa piaga che affligge la nostra costa e non
evita il peggioramento e l’inevitabile declassamento della nostra spiaggia.
Senza un idoneo cambio di direzione e un valido piano
programmatico nella gestione del problema, gli interventi saranno sempre dei
fallimenti ed alla soluzione di un problema inevitabilmente se ne ripresenterà
un altro.
Gli interventi tampone, slegati alla gestione del territorio,
in primis alla salvaguardia dei fiumi e all’apporto di materiale sedimentoso necessario
al ripascimento dell’arenile, servono a poco e si riflettono negativamente
sulle spiagge confinanti.
Anche perché il ripascimento morbido è da paesi ricchi.
E noi non possiamo permetterci di buttare i soldi alla prima
mareggiata. zac









