lunedì 31 ottobre 2016

STRUMENTI ALTERNATIVI PER LA DIFESA DELLA COSTA

Per chi ha tempo e pazienza di informarsi sull’erosione della nostra costa, non ci vuole tanto a capire la necessità di smetterla a proporre soluzioni per nulla idonee e alquanto dannose.
Purtroppo, nel confronto tra le istituzioni e gli operatori del settore, si è deciso di continuare a farlo con soluzioni tampone (ripascimento morbido per 500 mila euro) e interventi limitati (pennelli in legno, anziché in massi sempre al costo dei 500 mila cocuzzi).
Tutti felici e contenti con la benedizione in regia dell’assessore Dino Pepe per la Regione Abruzzo e la spartizione della torta da un milione di euro.
Inutile dire che la risposta data non interviene in maniera appropriata e definitiva contro questa piaga che affligge la nostra costa e non evita il peggioramento e l’inevitabile declassamento della nostra spiaggia.
Senza un idoneo cambio di direzione e un valido piano programmatico nella gestione del problema, gli interventi saranno sempre dei fallimenti ed alla soluzione di un problema inevitabilmente se ne ripresenterà un altro.
Gli interventi tampone, slegati alla gestione del territorio, in primis alla salvaguardia dei fiumi e all’apporto di materiale sedimentoso necessario al ripascimento dell’arenile, servono a poco e si riflettono negativamente sulle spiagge confinanti.
Anche perché il ripascimento morbido è da paesi ricchi.

E noi non possiamo permetterci di buttare i soldi alla prima mareggiata. zac


venerdì 28 ottobre 2016

EROSIONE: capire il problema è vitale

Un tavolo tecnico sul tema dell’erosione sarà tra breve convocato con l’intervento di Regione, Dipartimento Opere Marittime, Comune di Alba Adriatica, Comune di Martinsicuro e Associazioni di categoria per definire le migliori soluzioni e progettualità e decidere gli interventi a tutela della costa.
Il problema vitale è capire quale strada imboccare:
- Se continuare con le scogliere rigide e i vituperati pennelli impermeabili (emerse o soffolte) di Villa Rosa (ma ci siamo abbastanza vicini).
- O ammettere il fallimento totale delle opere sino ad oggi usate a difesa della costa e rimuoverle tutte sino alla foce del Tronto.
Nella prima soluzione le scogliere emerse impermeabili creano accumulo di sabbia sottoflutto (fig. 1) ma creano anche erosione all’inizio e alla fine della loro disposizione, oltre che sovra flutto alle scogliere stesse.
Medesimo effetto creano i pennelli con accumulo sovra flutto ed erosione sotto flutto (fig. 2).
La soluzione usata a Villa Rosa, fatta con scogliere orizzontali alla costa e pennelli verticali, crea scompensi: sepoltura dell’arenile, effetto erosione indotta nei tratti arenili limitrofi, costi notevoli per salvaguardia opere, fenomeni di rip currents, ossia risucchi di corrente pericolosi anche per i nuotatori esperti, ri-stagnazione delle acque in calma ondosa.
La seconda soluzione spiace perché porta purtroppo alla morte di gran parte dell’arenile del Comune di Martinsicuro, ma salva la nostra spiaggia dall’erosione causata proprio dai lavori svolti negli anni nel loro territorio.
Dal Sindaco Tommolini con il prolungamento del molo sul fiume Tronto al Sindaco Malone con un ulteriore prolungamento del molo nord, iniziava il disastro della spiaggia di Villa Rosa e i primi effetti sulle spiaggia nord di Alba Adriatica.
La serie di interventi anti erosivi, rilevatisi poi inutili e dannosi, oltre a ingoiare l’arenile, ha già ingoiato anche 100 milioni di euro negli ultimi otto anni e continuerà ancora a farlo finché si continueranno a proporre soluzioni non idonee e poco funzionali.

DATEVI DA FARE ! ORA BASTA PERDERE TEMPO E DENARO ! zac



martedì 25 ottobre 2016

ARISTOCRAZIA OPERAIA

Non si accettano illazioni e bugie su chi, negli anni in cui hanno governato, l’uno in Comune e l’altro in Provincia, hanno sempre lavorato per il bene degli albensi ed hanno risposto in maniera efficace ed efficiente ai nostri bisogni.
La lagna sulla gestione dei servizi e in particolare nel sociale la litania sulla copertura economica dei bisogni non è altro che un bieco e vile atto di propaganda elettorale contro quest’accoppiata che ha da sempre risposto con attenzione alle fasce più deboli della popolazione e ha tenuto conto delle esigenze umane di tutti i cittadini albensi.
Non sta al sottoscritto ricordare lo sforzo sostenuto dal Pavone nostrano nel rimanere a tutti i costi in bikini a difesa della nostra spiaggia quando a Pescara gli inabili sotto il sole di luglio scendevano da soli per le strade in segno di protesta. 
Gesto eroico da registrare negli annali.
Dal Cicarino, come specie pidiellina in estinzione, si rammenta il sostegno dato alla crocifissione di ben due maggioranze brandendo tesi che sono una l’opposto dell’altra e la resa al nemico truentino col pensiero e con la firma in calce. 
Privilegio da aristocrazia operaia.
Respingiamo pertanto all’aristocratico Pavone e all’operaio Cicarino ogni pietosa risposta. Non una parola di più, se no potrebbero strozzarsi tra di loro e perderemmo queste favolose nozze tra due gender politici diversi.
Sia fatta la volontà popolare con le porchette. AUGURI ! zac



LITE IN FAMIGLIA SU FACEBOOK

Piero Piccioni Gabriele, a giudicare dalle ultime foto che hai postato di recente l'unica risposta che se ne può dedurre è l'ambiguità politica. E' vero che amplia l'elettorato e spesso ingloba gli incerti, ma ricordati che disorienta non poco coloro che hanno "diciamo" (alla D'Alema) idee politiche molto nette e chiare. Non me ne volere se ti punzecchio un po' ma lo faccio sempre a fin di bene (lo sai che ti voglio bene), per alimentare una discussione che ti possa essere di aiuto a orientarti. Per questo ti prego di non cancellare questa mia elementare riflessione. Ne frattempo che scrivo i "mi piace" crescono in modo inarrestabile. É la sinistra che li attira, la famosa simpatia di D'Alema o il tuo allontanamento dalle sirene della destra paesana?


Gabriele Viviani Ahahah ..Piero vedrai ..vedrai ..che sorpresa ;)



lunedì 17 ottobre 2016

PREZZEMOLO POLITICO

Il fenomeno del trasformismo, come realtà intrinseca dell’identità politica albense, in genere si identifica con un blocco di pensiero che non concede contraddittorio. Tanto meno dispute o divergenze.

É una Entità che stabilisce i confini di ciò che è civile e democratico: recita con la saccenteria di un profeta, manifesta atteggiamenti presuntuosi dai contenuti spocchiosi, ma nella realtà rappresenta un’ulteriore stranezza della politica con un retrogusto quasi sempre amaro, per non dire marcio.
L’ambizione fa tabula rasa di ciò che c'era prima: per rinnegare un passato con un tasso ideologico alto si cerca solo lumi con un tasso alcolico molto alto per riaccendere una nuova fiamma; e per colmare vuoti in politica si demonizza il passato ma si conserva sempre in memoria un contenuto di lacune e carenze.

Per segnalare che sembrano tanti si raccolgono, ciascuno con la loro bella valigetta porta valori di voti, per negoziare strumenti di impegno futures e quote di rappresentanza o si radunano in gruppo per firmare regolamenti, accordi associativi e manifesti di reciproca intesa.

Esistono, per mera fortuna, persone e intelletti di qua e di là dell'oceano politico albense, pensieri e intenti di una diversità davvero bizzarra che merita un'attenzione particolare: invece di continuare a chiedere risposte a una politica sorda e sterile si insiste nel ricercare le soluzioni ai problemi locali.
Tutte cose vere, che vanno al cuore del problema. Prima fra tutte quelli dell’erosione e del depuratore.


Solo così facendo si possono fare due passi avanti e, soprattutto, sferrare un duro colpo al pessimismo collettivo e al menefreghismo che archivia il potere di questa Amministrazione comunale, che non sa come venirne a capo, e registra le spente velleità di una minoranza che messa insieme ha voce solo per beccarsi tra loro e di potersi esibire sui tavoli apparecchiati come prezzemolo della politica. Zac

giovedì 13 ottobre 2016

“A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA…”

I migliori tra i politici locali che si danno molte arie, ma nella realtà non ne hanno mai azzeccata una, la crema di quella torta di girovaghi che, senza alcuna ragione, pretendono di imporre la dittatura delle loro convenienze con l’autorità della loro fronte inutilmente ampia, sbagliano di molto se si nascondono dietro al pensiero debole o si affidano alla poca memoria dei cittadini albensi.
Il fior fiore delle avanguardie politiche, in procinto di armarsi e schierarsi alla presa della Bastiglia comunale, ostentano una superiorità immotivata, sbandierano tutti la corda del politicamente corretto senza merito, senso e comprensione, seguono l’onda insulsa e balorda tenuta in passato nella gestione dell’erosione e del depuratore, esattamente inversa ai compiti istituzionali di RESPONSABILITÀ nei confronti dei cittadini albensi.
Ho una certa età, sono uno qualunque, ma sono tuttora un cittadino di Alba Adriatica e non ho ancora fatto il mio tempo o raggiunto l’eclissi del rintronato e/o rimbecillito.
E allora torno di nuovo a richiedere a lor signori chi ha permesso al centro commerciale privato Val Vibrata e alla Contrada Riomoro del Comune di Colonnella l’allaccio al depuratore consortile di Alba A./Martinsicuro, sito lungo la Sp 259.
Chi lo ha deciso ? Chi ha messo nero su bianco la firma in calce al documento ?
Su coraggio ! Si faccia avanti. Qualcuno della Giunta Di Salvatore Abramo di Martinsicuro o della Giunta Giovannelli Franchino di Alba Adriatica sarà pure stato ! O no ?
Liberatemi dal pensiero cattivo che mi passa per la mente.

Sapete bene anche Voi il detto che “A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca!” (primo roud) zac

martedì 11 ottobre 2016

LA GUERRA DELLE PAROLE

Nei giorni trascorsi sui giornali locali il chiacchiericcio delle alleanze in vista delle elezioni comunali ha lasciato il fianco scoperto a chi ha tirato fuori dagli scaffali polverosi della memoria il brevetto usato nel passato per amministrare la nostra comunità.
Sia ben chiaro: titolo valoriale di prospettiva che oggi serve studiare, per vedere come è stato usato ieri e utile a riconoscere i meriti e considerarli utili per il futuro.
Le fandonie, buone per cucinarci gli accordi sottobanco, servirci l’utopia della trasparenza e della collegialità e farci ingoiare il mito del dialogo con la base e il territorio, sono oramai considerate del tutto inutili.
Le panzane che raccontano sui giornali sono accreditate come morte. Così, assieme a loro, moriamo un po’anche tutti noi.
Sono noiosi, ripetitivi, vanitosi e dispensano prediche in controtendenza rispetto al sentire della gente comune. Da svariati anni sono in cattedra, cercano ancora di influenzare i cittadini albensi, per molto tempo hanno tenuto banco, studiando come farci fessi con mille associazioni, saltando come scimmie da un ramo politico all’altro, ma alla fine hanno combinato poco o nulla.
Lasciando in frantumi sul territorio albense l’esibizione scalcagnata di parole e comportamenti, senza riuscire a salvaguardare la sola ricchezza che abbiamo, il bene più prezioso: la spiaggia.

Se c'è qualcosa di prezioso da conservare, che per nostra fortuna ci viene regalato dal passato, se non amiamo la nostra tradizione, la nostra storia, se non coltiviamo il nostro passato, la nostra memoria, se non rispettiamo le cose che esistono, che madre natura ci ha regalato, le sole parole non bastano a combattere il rigor mortis della nostra Alba.

Basta far la guerra con le sole parole ! zac

venerdì 7 ottobre 2016

TANTA ROBA DA IMITARE

Nel postare sulla finestra di Risveglio Albense la lettera di ringraziamento al Sindaco Tonia Piccioni e all’intera Amministrazione comunale da parte del Presidente dell’Associazione Sportiva AVIS, Emilio Mignone, mi preme sottolineare il suo desiderio, più volte confessato, di rivolgere UN GRAZIE DI CUORE ai cittadini albensi, che hanno accolto e favorito lo svolgimento di questa manifestazione.

Al sottoscritto invece resta ben poco. 
Se non l’occasione per ricambiare con un forte abbraccio l’amico Emilio per l’impegno e la serietà, che gli vengono riconosciuti da larga parte dei cittadini Albensi. 
Il che è veramente tanta, ma tanta roba. Credimi. zac



TUTTI PER ALBA MA OGNUNO PER SÉ

Un incontro ravvicinato che gli esperti della politica locale non potevano certo immaginare. Infatti fino a ieri ci avevano raccontato un’altra storia: che i colori dei partiti definivano la distanza, la diversità, la discrepanza, il contrasto; definivano il proprio ruolo alternativo, di contrapposizione e di rottura; marcavano con forza le proprie idee culturali, optavano sempre per le scelte più estreme, incanalavano le politiche su vie contrapposte e programmi difficili da poter digerire.
Stavolta non si tratta di incontri all’insegna di porchette e fiaschette di vino, tipica e radicata tradizione per produrre fatiscenti accordi politici che finiscono sulle pagine dei giornali e sui social network con hashtag che fanno solo tendenza ironica e derisoria.
Il riferimento ai due buontemponi locali non è certo casuale. Del resto si tratta di politici allo sbando, che alzano insegne oramai spente e senza alcuna dignità e funzione per la rinascita di questo nostro Paese.
Lo sappiamo tutti. E lo sanno anche loro.
Ora scopriamo dai giornali che c’è qualcosa in più. Un ectoplasma avanza e si fa largo nel clima politico degli ultimi tempi. Man mano che setaccio i nomi, faccio fatica a pesarne la robustezza ideale e la resistenza politica.
Sebbene abbiano ormai raggiunto una medesima esperienza su polverosi catafalchi amministrativi, scopriamo, nella diversità delle liste, il marcato vizio di dare libero sfogo alla legge della giungla:
Colonnelli Nicolino - Capogruppo della Lista Alba in Comune
Falò Luca Maria – Capogruppo della Lista Obiettivo Alba
Cichetti Gabriella – Capogruppo della Lista Alba nel Cuore
Si direbbe “ Tutti per Alba ma ognuno per sé ”. Penso che le diversità e le difficoltà incrineranno i loro rapporti fino all'inevitabile resa dei conti.  

E non tutti ne usciranno vivi. zac

martedì 4 ottobre 2016

PATTO SCELLERATO


A BRACCETTO DEL COMPARE

Non c'è nulla di più sgradito e di più fastidioso nel vedere sul quotidiano “Il Centro” la foto di due noti signori sbicchierare in dolce compagnia con le facce sbronze di chi non si scompone per tutte le figuracce accumulate da amministratori nel recente passato.
Che avvilimento cronico ! Che scoramento ! Che angoscia !
A distanza di due anni per le votazioni comunali, già ora, apparecchiando il tavolo delle aspettative per le votazioni del 2018, l'augurio da porgere era quello che “TANTA POCHEZZA” restasse nel passato, e non tornasse a palesarsi nei mesi a venire.
Purtroppo l’enorme carro funebre dei due palafrenieri corre in direzione opposta e non intende lasciare questa nostra piccola città portando via con sé il contenitore delle somme tragedie umane e quello delle somme farse sociali.
Che desolazione ! Che tristezza ! Che buio !
Un tempo passato, e in verità oggi svanito nel nulla, si usava scrivere sul meglio in arrivo, si sperava con tutta l'anima di vedere nella gestione del Comune il funerale della politica, il crollo dell'ultimo mattone di un muro di convivenza in malefatte e imbrogli a tutti i livelli, di non patire inoltre un maremoto di retorica bugiarda dietro cui ama spesso nascondersi il  Pavone locale pur di restare a galla. A qualsiasi costo. E con qualunque formula e artificio.

Le nuvole, quasi a voler incupire l’atmosfera e appesantirla di grigio, già coprono il cielo della nostra città. Ma noi di Risveglio Albense siamo qui attenti, pronti a smascherare le sbornie degli inciuci nella speranza di non vedere più il Pavone gironzolare sbronzo per la città a braccetto del suo amato compare. zac


Ricorso bis contro il nuovo depuratore

Da "Il Centro"

sabato 1 ottobre 2016

SCAMBIO DI RUOLO

Il “Pavone” tira fuori dal cilindro il mago "Cicarì".
Non è gossip politico, ma semplice cronaca locale.
Già al tempo dell’ultimo e “movimentato” Congresso del Pd Albense per l’elezione del Segretario locale si erano osservate strane figure agli ordini di un noto Pavone locale, soldataglia sottopagata pronta a mettersi al suo servizio ed anche aiutare nei suoi giochetti elettorali l’amico in difficoltà.
L’incarico di andare a prendere i nuovi tesserati, nascosti dentro il cilindro magico del diabolico mago e farli votare, servì a sconfiggere gli avversari all’interno del Pd e soprattutto a stabilire un contatto e una premessa di amoroso rapporto per il futuro.
Vallo a disprezzare il Pavone !? Cosa deve inventarsi per accoppiarsi !?
Se lo guardate mentre avanza vanitoso, fa la ruota, cammina impettito, si volta sfacciatamente per controllarsi il didietro, e capirete perfettamente come si è guadagnato la reputazione e l’amore del più insopportabile dei nemici in politica.
Se in natura il pavone ha un harem di 4-5 femmine con covata in grado di seguirlo, in politica è diverso, non potendo certo contare sui Pulcini locali o sulle oche al seguito della sua poca e sterile personalità narcisista.
La sua capacità di volare alto è usata come metodo di fuga per passare da un partito all’altro con la goffaggine che gli è propria in politica nel fare le prove davanti allo specchio.
Il suo modo di essere, il suo modo di fare, i suoi sforzi da mago non sono affatto convincenti. E’ tutta fatica sprecata. Non servirà per conquistare questo Paese e non avrà alcun impatto sul suo futuro.

Sarà soltanto un granello grigio nelle sabbie del tempo. Prosit. zac