Erano in quattro, giovani e forti. Sono partiti alle prime luci dell'alba, in direzione di Roma.
Non andavano certo a sostenere il Sindaco Marino, nel mentre ritirava le sue dimissioni, l'obiettivo era di tutt'altra fattura. Andavano ad incontrare colui che una volta l'anno decide dove issare la BANDIERA BLU.
Come al solito, il viaggio, i desideri e la voglia matta di riportare a casa l'ambito vessillo, riempono le pagine dei nostri quotidianilocali. Mancano però come spesso avviene le risposte e forse anche le speranze.
L'uso frequente delle apparizioni sulla stampa e sui video locali è stato rispettato come da protocollo vigente. L'importante è parlare del problema come è importante fare il rumore mediatico, poi come la cosa andrà a finire, poco importa.
Nella peggiore delle ipotesi, esiste sempre il collaudato artifizio, di addossare le responsabilità a "quelli del passato".
Sappiamo noi e forse in tanti lo hanno dimenticato, che la bandiera non si chiede, ma al contrario si ottiene solo dopo aver dimostrato il rispetto totale di rigidi parametri vigenti.
Speriamo solo per il bene della nostra città, che a qualche componente della comitiva, non sia sfuggito di raccontare di come si verniciano le strade, dell'abbandono delle aree verdi e delle strade e magari raccontare che la battaglia contro le condotte invase dai liquami, non è dopo tre anni, ancora terminata e al momento non si contano vincitori e nemmeno i vinti.
Speriamo sempre e per lo stesso motivo, che dalla bocca siano usciti solo sorrisi accattivanti, altrimenti la bandiera non la vedremo sventolare nemmeno per la prossima stagione balneare.
Torneranno quindi gli sbandieratori di Ascoli Piceno e ci faranno giustizia !



