venerdì 30 ottobre 2015

ALLA CONQUISTA DELLA BANDIERA !

Erano in quattro, giovani e forti. Sono partiti alle prime luci dell'alba, in direzione di Roma. 
Non andavano certo a sostenere il Sindaco Marino, nel mentre ritirava le sue dimissioni, l'obiettivo era di tutt'altra fattura. Andavano ad incontrare colui che una volta l'anno decide dove issare la BANDIERA BLU. 
Come al solito, il viaggio, i desideri e la voglia matta di riportare a casa l'ambito vessillo, riempono le pagine dei nostri quotidianilocali. Mancano però come spesso avviene le risposte e forse anche le speranze. 
L'uso frequente delle apparizioni sulla stampa e sui video locali è stato rispettato come da protocollo vigente. L'importante è parlare del problema come è importante fare il rumore mediatico, poi come la cosa andrà a finire, poco importa. 
Nella peggiore delle ipotesi, esiste sempre il collaudato artifizio, di addossare le responsabilità a "quelli del passato". 
Sappiamo noi e forse in tanti lo hanno dimenticato, che la bandiera non si chiede, ma al contrario si ottiene solo dopo aver dimostrato il rispetto totale di rigidi parametri vigenti. 
Speriamo solo per il bene della nostra città, che a qualche componente della comitiva, non sia sfuggito di raccontare di come si verniciano le strade, dell'abbandono delle aree verdi e delle strade e magari raccontare che la battaglia contro le condotte invase dai liquami, non è dopo tre anni, ancora terminata e al momento non si contano vincitori e nemmeno i vinti. 
Speriamo sempre e per lo stesso motivo, che dalla bocca siano usciti solo sorrisi accattivanti, altrimenti la bandiera non la vedremo sventolare nemmeno per la prossima stagione balneare. 
Torneranno quindi gli sbandieratori di Ascoli Piceno e ci faranno giustizia !

E' UN VERO "BOOM"

Il 28 e 29 ottobre, abbiamo raggiunto quota 1217 lettori. Un successo che ci riempe di soddisfazione, siamo senza alcun dubbio i primi tra tutti i contenitori informativi della nostra zona.
I lettori ci premiano, perchè raccontiamo realtà vere e fatti concreti. 
Ci mettiamo sempre e volutamente un pizzico di ironia, per non avvelenarci oltre misura una vita fatta di sacrifici quotidiani. Sappiamo anche, se chiamati in un prossimo futuro a dare risposte concrete, che dovremo dimostrare le nostre capacità dirette e un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica. EBBENE: " Siamo pronti". (nm&zac)

INDIETRO TUTTA !

Hanno scoperto i nostri tecnici comunali insieme al responsabile della manutenzione, che prima di asfaltarle, le strade vanno verniciate. 
Così si è proceduto sul tratto di strada innanzi alla bambinopoli. 
Il lucente manto blu, improvvisamente coperto da un tetro manto di asfalto nero. 
Saranno felici gli speologhi del futuro, che troveranno fra 2000 anni, la splendida strada blu e racconteranno che duemila anni prima, era percorsa da un popolo di coglioni.

IL POSTINO SUONA SEMPRE DUE VOLTE !

Per carità nulla a che vedere con il romanzo di James M.Cain, dal quale per attinenza casuale, rubiamo solo il titolo. Ma negli uffici comunali e con esattezza in quello del protocollo, il postino bussa veramente due volte. 
Non si allarmino i nostri lettori, all'interno dell'ufficio i dipendenti ci sono e non sono sordi. Ma succede che taluni consiglieri autoproclamatisi " ASSESSORI ", in preda ai fumi di incenso e nell'intento di ficcare il naso su documenti e missive destinati agli Assessori regolarmente eletti, impongono ai dipendenti dell'ufficio, l'ulteriore invio dei documenti in arrivo, alla loro attenzione, anche se non sono destinatari primari. 
Fanno bene i defraudati della corrispondenza, ad incazzarsi e pretendere il ritorno ad una prassi regolare. 
Sia chiaro che poco ci importa del contenuto della corrispondenza, ma questa pratica invasiva, ci induce a pensare dell'esistenza tra i membri della maggioranza, di uno stato di sfiducia reciproca e di una sorta belligeranza continua e ripetuta. 
Roba da bambini maleducati ! (nm)

UNITI VERSO NUOVI ORIZZONTI...... !

Questo era scritto sul logo di "Movimento per Alba", partitino civico fondato e creato dal mitico e piumato " Pavone ". 
Oggi che lo stesso ci appare un tantino spennacchiato, il fuggi fuggi è sotto gli occhi, se non di tutti, ma di coloro che osservano attentamente gli sviluppi politici amministrativi nel nostro paese. 
La trasparenza, la serietà e l'onestà intellettuale, altro motto presente sul medesimo logo, sono in procinto di gettarsi nella pentola di olio bollente, per andarsi definitivamente a farsi friggere. 
Non esiste e forse non è mai esistita, la tanto decantata unità, mezzo scelto per il raggiungimento dei nuovi orizzonti, anzi di questi non si vedono tracce e le speranze di trovarli sono ridotte al lumicino. 
Si respira nel palazzo, l'aria pesante e antidemocratica identica a quella sprigionata dalle gestioni pubbliche commissariate, tante infatti sono le scelte e le azioni amministrative degne di una gestione ordinaria. 
Nessuno sprazzo di genialità, nessuna innovazione e tanto forte ci appare la fune, utile per il tirare a campare. 
Hanno e trovato però il tempo, utile magari a colmare i vuoti degli intelletti, per correre dietro alle correnti di partito, animate come al solito dai furbastri teramani, che ancora una volta troveranno il terreno giusto per seminare, raccogliere e fuggire come al solito.

IL PROBLEMA SICUREZZA E UN PARTITO DIVENUTO RIDICOLO

Non bastava avere un partito d'opposizione (?) che amoreggia e tratta con la peggiore maggioranza amministrativa della storia politica albense alla faccia dei tanti cittadini indignati. 
Si sa che per i politicanti incerti gli interessi personali e di carriera vengono sempre prima di quelli pubblici.
Non bastava un PD intento solo ad organizzare eventi di intrattenimento del turismo all'unico scopo di finanziarsi e fare cassa e nel contempo apparire disponibile a chiudere un occhio sulla disorganizzazione e approssimazione della programmazione turistico-estiva 2015.
Si sa che una mano lava l'altra e i favori devono essere reciproci.
Non bastava un PD che tace sul furto delle spiagge libere operato dall'amministrazione unicamente a danno dei cittadini.
Si sa che da certe parti le battaglie non si fanno più sugli ideali pubblici ma pesando i portafogli dei singoli.
Non bastava nemmeno ascoltare membri del partito democratico impegnati nella giustificazione dei disguidi e dei ritardi delle politiche scolastiche nel tentativo di imbonire i genitori giustamente irritati con l'amministrazione.
Si sa che il mondo scolastico è un importante contenitore di voti che questa amministrazione non vuole perdere e qualcuno subito s'adegua alla missione.
Ma oggi si è raggiunta la vetta.
Dopo anni di violenze e furti subiti a ripetizione dalle famiglie dei cittadini e dalle aziende del paese, all'improvviso il segretario del partito democratico scopre il problema della sicurezza a seguito di un furto subito a casa sua.
Solo ora, dopo anni di silenzio, il segretario perde le staffe.
La protesta esagitata espressa pubblicamente a seguito del fattaccio è imbarazzante.
L'identificazione dell'interesse privato e delle vicende personali con la gestione e la mobilitazione a comando del Partito Democratico albense raggiunge oggi un aspetto medievale, sfacciato e offensivo per quanti hanno subito in questi anni le stesse violenze nel disinteresse generale del partito.
Siamo alla farsa indegna; alla gestione politico-circense.
A seguito del furto a casa il segretario, dopo anni di tranquillo pacifismo, ora si dichiara pronto a sparare col revolver, a condurre indagini, a fare identikit, a organizzare reti e network per le segnalazioni e a proporre leggi regionali per la sicurezza, sostituendosi praticamente a tutti.
Si comunichi almeno al ridicolo e impreparato segretario che la Sicurezza non è una competenza regionale e che le sue balzane proposte di legge in quel luogo sarebbero considerate inevitabilmente inutili e irricevibili.
Risparmi la figuraccia e ponga rimedio allo stato confusionale.
Ci manca oggi l'ex assessore Cesare Di Felice che durante il suo mandato aveva trasformato il tema della sicurezza in un impegno serio e costante e in un baluardo dell'amministrazione.
Anche in quella occasione però a grandi passi Viviani preferì allontanarsi velocemente e recarsi altrove per un proprio tornaconto.
Successivamente venne impedito all'ex assessore di iscriversi al Partito Democratico.
Ovviamente a ciascuno il suo.

IL RISIKO ALBENSE !

I carrarmatini colorati e piccoli per dimensione, vuoti di soldati veri e privi di munizioni ideali, iniziano a muoversi se pur privi di cingoli con movimento strisciante e imbarazzante, sulla cartina ove sono riportati i feudi e le proprietà elettorali, di taluni personaggi mai domi all'uso delle risorse mentali dei soliti razzolatori di briciole cadute in terra. 
Per riaprire la simpatica scatola del gioco in questione basta solo preventivare, che una competizione elettorale è forse, quasi alle porte. Ecco allora che si riaffacciano, come se fossimo in un brico, in una osteria o presso uno studio veterinario, i GATTI, i CHIODI e i giocatori di MORRA, che dimenticando di non averci ancora chiarito il motivo per cui il popolo li ha mandati a casa, poco tempo fa, ricuciono gli affetti perduti o finanziati e cercano con il cuore in mano, i caporali necessari per fare la loro nuova guerra di potere. 
Ritornano volentieri in riva al nostro mare, dove i pesci sensibili agli ami, abbondano e contemporaneamente abboccano, senza richiedere nessuna destrezza al pescatore di turno. Corrono i nostri amministratori, che pur non avendo creato nessun gruppo dirigente e affiatato, unitamente con i loro colleghi, cercano posizioni visibili in un nuovo esercito, il quale non riserverà loro, nemmeno la pulizia delle gavette. 
Da oggi in avanti, nel palazzo di città, le difficoltà aumenteranno e il confronto sarà duro, nessuno risponderà più alle esigenze del popolo che li ha eletti e si rifugeranno per la salvezza delle chiappe, nelle fortezze feudali. 
Alla prossima mossa !

PIU’ FUMO CHE ARROSTO

A pochi giorni della chiusura dell’Expo 2015, vedere con nitidezza qual è il fumo o piuttosto l’arrosto è ancora problematico.
Ad ascoltare la pubblicità e l’afflusso dei visitatori, possiamo senz’altro definirla, così come ce l’hanno raccontata, una grande manifestazione in tutti i sensi, economico, istituzionale e anche politico.
Ma, con la TV asservita al potere e la tagliola delle brutte figure nascosta dietro ogni angolo, col cazzaro di Renzi in giro e l’immagine nebulosa che semina all’estero, con lo spreco che c’è intorno all’Expo, qualcosa proprio non mi convince.
Non sto certo pensando a tangenti, corruzione e via dicendo, di cui siamo maestri, ma mi riferisco a sprechi di contenuto. Già, perché non va dimenticato che il tema centrale dell’Expo è “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”. In poche parole, diamo da mangiare a tutti.
Tutti parlano di cibo, oggi più che mai argomento di conversazione universale. Pochi però si adoperano per renderlo disponibile a tutti. Chiamatelo pure paradosso, un paradosso dei nostri tempi. Per me è questione di civiltà sociale e cultura universale.
Oggi vedo un Expo più proiettato verso le lobby, nel senso di un gruppo ristretto di privilegiati che fanno e disfano in termini di contenuti. Dove le multinazionali pesano molto. Le piccole aziende, le eccellenze del saper fare, per intenderci, sono relegate all’angolo.
Vedo il business, non vedo l’uomo. Non vedo i contadini, gli agricoltori, i pastori. Non vedo le facce e le mani di coloro che tutti i giorni si sacrificano sotto il sole o la pioggia per portare sulla nostra tavola i prodotti agroalimentari del loro territorio. E contribuiscono, con le loro coltivazioni, magari biologiche, magari senza pesticidi, a far mangiare tutti. Proprio tutti.
Si, mancano proprio le facce e le mani dei contadini su questo benedetto Expo. Vorrei, invece, vederle dappertutto. Così l’Expo sarebbe più umano. Altrimenti non hanno senso tutti i buoni propositi. Per fare un passo in avanti i propositi vanno poi convertiti in fatti concreti. Altrimenti è semplice retorica. La solita retorica dello spreco di parole. zac

LA POVERTÀ NON È MISERIA

Sino a qualche tempo fa il nostro paese si era abituato a essere troppo ricco: non consumavamo soltanto, in modo ossessivo, ci comportavamo come degli affamati nevrotici che si gettavano sui prodotti, a spendere e spandere in modo nauseante. Lo spettacolo preferito era quello dei grandi magazzini ricolmi di gente di tutti i livelli sociali, con le carte di credito in mano ad uso delle colt nel Far West dei consumi e degli sprechi.
Tutti i nostri ideali sembravano concentrati nell'acquisto insensato di oggetti, vestiti e cibo. Le botteghe rigurgitavano. I negozi osannavano le mode e i costumi. I ristoranti macinavano cibo e riempivano tazze da bagno.
Questa era la nostra ideologia, almeno fino a un decennio. Poi…
Poi il paese si è svegliato e si è accorto di non essere più ricco. Le fanfare che prima risuonavano tutto ad un tratto tacciono. I consumi e gli sprechi, che un tempo livellavano le classi, tornano a rimarcare le distinzioni sociali. Il denaro, che prima dava l'illusione della ricchezza, ritorna uno strumento da usare con parsimonia e sobrietà, ad essere uno strumento economico, necessario a comprare o a centellinare cose utili alla vita, diventa di nuovo per i meno abbienti strumento di schiavitù.
Ma…povertà non è miseria.
Sappia chi ci governa e chi si trastulla da Paperon de' Paperoni locali che povertà è godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario e non superfluo, i vestiti necessari, la casa necessaria e non superflua. Povertà è necessità di mezzi pubblici di locomozione, è diritto alla scuola e al lavoro (art. 1° Costituzione),come necessaria è la salute del corpo, delle proprie gambe per andare a piedi e delle proprie braccia per lavorare, dei propri occhi, della propria mente e delle proprie mani per vivere con dignità.
Superflue tutte le altre cretinissime cose del benessere.
Come l’ascolto idiota della pubblicità, l'euforia degli "etichettati" che vanno di moda, il mercato del superfluo, lo snobismo ideologico pubblicizzato e servito come élite, la mondanità di disperati figli del consumo. Non è nemmeno una investitura, come per dire: ho denaro per comprare quel che voglio, come sono bravo, come è riuscita la mia vita, come sono figoooo, sono tanto figo…
La povertà è il contrario di tutto questo.
La povertà è un segno distintivo infinitamente più ricco, oggi, della ricchezza. Ma non mettiamola sul mercato anche quella, come i blue jeans con le pezze sul sedere che costano un sacco di soldi. Teniamola come un bene personale, una proprietà privata, appunto una ricchezza, un capitale: il solo capitale nazionale che, ormai ne sono convinto, salverà il nostro paese. zac

ARRIVANO GLI AGRONOMI E PARTONO OTTOMILA EURO !

Dopo averci insegnato come si fa politica (secondo loro ovviamente) oggi vogliono impararci come ci si comporta con il verde e con il punteruolo rosso. 
Hanno pensato i nostri mitici figli del pavone, di metterci a disposizione dietro esborso di 8.000 euro (soldi pubblici) un nucleo di agronomi ai quali senza tanti complimenti, potremo rivolgerci per imparare come si usa la zappa e farci consigliare se è meglio piantare un garofano o un crisantemo. 
Loro invece, i fiori del palazzo, chiederanno a questi esperti, come si sostituiscono le palme morte per colpa del punteruolo del cazzo. 
Facciano pure, ma non possiamo non comunicare a questi improvvisati gestori della cosa pubblica, che il Comune di San Benedetto del Tronto, primo fra tutti nel subire l'attacco del micidiale insetto, senza troppi chiacchiericci e senza convenzioni costose con i pur rispettabili agronomi, ha operato gradualmente e in silenzio alla sostituzione delle palme prima colpite e poi morte, piantumando al posto delle decedute, un'altra tipologia di palma che risulta inattaccabile e che ordinariamente viene chiamata " Palma Washington". 
Ma è mai possibile, che in questo nostro Comune, non se ne azzecca mai una buona ?

CI ASTENIAMO VOLUTAMENTE ....!

Non parliamo più, come potete notare, della problematica inerente la messa a norma dell'edificio scolastico di Via Duca D'Aosta. Nessun tornaconto ci impone il silenzio e non siamo nemmeno afflitti da un improvviso mutismo. 
Le nostre intenzioni primitive erano e rimangono ferme sul profilo prettamente politico, con particolare riferimento alla totale mancanza da parte dell'organo politico in carica, delle funzioni di studio, di programmazione e di controllo, delle opere pubbliche che si rendono necessarie effettuare. 
I Ponzio Pilato, non ci sono mai piaciuti, nella stessa misura in cui gli scarica barile, ci stanno sulle palle. 
Il Consigliere Falò, che ha avuto il merito di far emergere tutte le magagne nascoste negli atti inerenti all'intervento di risanamento, non aveva nessun fine persecutorio nei confronti dei tecnici comunali, che per legge sono tenuti alla realizzazione dell'istruttoria. 
Gli incarichi professionali e quindi le loro scelte sono e rimangono a carico dell'organo politico. I tecnici potrebbero, senza offesa alcuna, essere paragonati agli scribacchini di un tempo, che dietro pagamento, scrivevano per conto di terzi analfabeti. 
Che lo stesso Falò non aveva tutti i torti, oggi lo conferma la tirata di orecchie da parte dell'Ente Nazionale Anticorruzione, pervenuta per scritto. La cosa ovviamente, sfugge ai tanti, l'attuale amministrazione da tempo abituata a scaricare su altri, anche su uomini del passato, le proprie responsabilità morali e amministrative, lascerà i propri uomini con la classica alzata di spalle, sulla graticola infuocata della inevitabile azione di legge. 
Anche questa è fatta ! Ai posteri l'ardua sentenza e ai tecnici dotati, l'esame tecnico delle opere effettuate.

LA “LIBERTA’ DI PAROLA CONTRARIA”

L’articolo 21 della costituzione italiana nel primo comma riguarda il principio della libertà di manifestazione del pensiero: ”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.
Le frasi incriminate di Erri De Luca erano queste: “... resto convinto che la Tav sia un’opera inutile e continuo a pensare che sia giusto sabotare quest’opera...Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa...”.
Bene. Queste sono le frasi sotto accusa.
Il mio parere è semplice: denunciare De Luca è stato un errore. Ed ora potete iniziare a dirmene di cotte e di crude. 
Però prima lasciatemi spiegare.
Molti affermano che sotto processo non c’è la libertà di espressione, ma frasi che giustificano o addirittura sollecitano atti violenti per contestare qualcosa che si ritiene sbagliato, nel presente caso contestato da tutta una vallata, la Val di Susa. 
Bene. Intanto ogni cittadino ha tutto il diritto di PENSARE che ribellarsi in modo violento sia giusto, e con esso il diritto di espressione e di scrittura, altrimenti nella vicina Francia non ci sarebbe stata la rivoluzione dei Marat, Danton e Robespierre, basata sulle idee illuministe di Rousseau, Diderot e Voltaire (Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità-dovuto-alla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto), né ci sarebbe stata la Rivoluzione russa, nata certo dal malcontento popolare e dalle condizioni di vita del proletariato e dei contadini, ma fiorita sul materialismo storico di Marx ed Engels (La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classi…in una parola oppressi ed oppressori sono sempre stati in contrasto fra di loro, hanno sostenuto una lotta ininterrotta, a volte nascosta, a volte palese), e neppure sarebbero esplose le tante guerre d’indipendenza e i due conflitti mondiali.
Ritengo pertanto sacrosanto il ruolo civile di ogni cittadino di esprimere il proprio pensiero e per di più intoccabile la “libertà di parola contraria”, che è il sale della democrazia di un popolo nel decidere il proprio destino.
L’aver detto che “la Tav va sabotata” porta ad una condanna ? Allora chi è famoso o giornalista, scrittore o critico, tanto più un normale cittadino, non potrà dire più nulla. Solo tacere e pedalare a calci in culo.
“Istigazione a delinquere”, dice la Procura ? Ma se si restringe la libertà d’espressione al punto in cui è possibile esprimere solo pensieri edificanti e buonisti, che non siano male interpretati o fraintesi, sostanzialmente dichiariamo la morte del pensiero critico. Con effetti devastanti per chi critico lo è davvero, e specie per chi manifesta il pensiero di una intera comunità, anziché loro di fare la giovane marmotta in Val Susa e noi qui di Risveglio Albense di chiudere bottega.
Abbiamo imparato che ognuno è responsabile di quello che dice, che non si può scindere quello che si scrive da quello che accade, se dalle parole di una penna seguono azioni. 
L’espressione è libera. Però non è mai irresponsabile. 
Per nessuno, neanche per noi. 
E se le nostre parole hanno un senso, di quello che si scrive si risponde e i nostri atti ci seguono, allora la bottega aperta di Risveglio Albense ha un valore per Voi e un senso per noi. zac

Post di Giorgio Morganti

Assodato ormai che le notizie diventano “virali” solo se pompate dai mezzi corrotti di disinformazione e visto che ultimamente l'idra ha allentato la morsa sul tema immigrazione, se ne potrebbe approfittare per ragionare sull'argomento con serenità. Domando ai molti che pensavano di essere interessati al fenomeno: vi accorgete che la disinformazione vi muove a comando ora appassionandovi su un tema, ora su un altro? 
Vi siete accorti che l'immigrazione improvvisamente diventa un tema secondario, che so, rispetto alle false riforme o al falso abbassamento delle tasse piuttosto che agli accoltellamenti facili a Gerusalemme? 
Eppure la situazione, rispetto a quando la disinformazione ci propinava tutti i giorni le marce della disperazione, non è cambiata di una virgola. Anzi, s'è aggravata ulteriormente. 
Capite ora il potere che hanno i mass media corrotti nell'orientare i dibattiti ora su questo e ora su quell'altro tema? 
Le guerre e le opinioni non si propagano più con le armi non perché coloro che detengono il potere sono diventati improvvisamente buoni ma soltanto perché, in occidente, non ce n'è più bisogno. Basta semplicemente distorcere l'informazione e martellare le labili menti del popolo bue. 
Le bombe servono laddove la disinformazione non attecchisce per mancanza di mezzi e dove le tradizioni impediscono al sistema corruttore di cambiare le usanze e i modi di pensare. 
Là le bombe ce le lanciano eccome!

CON L'ARRIVO DELL' AUTUNNO, SI RIVEDONO LE BANDE !

E' meglio forse chiamarle " ORCHESTRE DI FIATI", noblesse oblige. Ma sono sempre, per la musicale correttezza, di diversi tagli, noi parliamo di quelle che comprendono clarinetti, sassofoni, oboi, trombe, tromboni e filicorni. 
Tornano sempre dopo l'estate e ci propongono gli stessi spartiti e quindi le solite sinfonie. Tornano sempre anche i soliti e gli stessi musicisti, tra loro svettano i soliti tromboni e i soliti trombettisti. Nel parterre e sugli scranni più alti, i soliti spettatori che giungono a spellarsi le mani per gli applausi scrosciati in quantità industriale,anche quando dal palco centrale risuona il solito " Benvenuti Coglioni".
Le anime si agitano e i sorrisi squarciano le gole, al solito lancio di proclami di imminenti ritorni sul trono, o quando, con l'enfasi sulle stelle, vi intimeranno di armarvi e vi inviteranno a partire.
Non vi racconteranno mai e poi mai, perchè sono caduti dal trono o il motivo per cui hanno dimenticato le vostre realtà locali. Vi lasceranno il piacere e la soddisfazione di essere li davanti a loro e vi illuderanno che il mestiere di porta borse o di porta acqua, non esiste più. Inebriati dai sorrisi, dalle strette di mano e dai pizzicotti sulle guance, tornerete a casa soddisfatti anche se sul di dietro accusate dolori.
Certo che non ci fa piacere vedere i nostri attuali amministratori occupare il parterre, non ci fa piacere al solo ricordare i loro proclami all'insegna del rinnovamento e del distacco profondo dalla vecchia politica, inneggiando ad un nuovo movimento per alba.
Fino ad oggi purtroppo e i fatti sono sotto gli occhi di tutti, il loro movimento altro non è che quello del granchio, né avanti e nemmeno indietro.

LA LOCANDINA "APRI CANCELLO"

Il Partito dei Fratelli d'Italia di Alba Adriatica, che può contare su un Segretario Coordinatore, di professione Vigile Urbano e su un membro di alto profilo, che siede tra i banchi di maggioranza e anche in quelli della giunta, avendo incarichi delegati, ha ritenuto, per mezzo di locandine affisse in pubblici esercizi, di consigliare al Sindaco, di provvedere all'apertura di un nuovo cancello di transito, su Via Saffi, sul recinto nord della Scuola Elementare. 
Il Consiglio evidentemente è frutto di uno studio altamente approfondito che secondo quanto riportato sull'editto, evita la chiusura trentennale di una ora al giorno di Via Duca D'Aosta.
Immaginiamo la durezza del lavoro svolto e il gravoso impegno da parte, per la verità, dei pochi iscritti al Partito della Meloni, per giungere a proporre al Sindaco Piccioni questa epocale modifica viaria, attesa da decennali lustri dalla cittadinanza tutta e ritenuta fonte di caos della circolazione stradale della nostra metropoli.
Non sappiamo come andrà a finire, certo è che l'eventuale riapertura di Via Duca D'Aosta comporterà nuovi pericoli per gli studenti, provenienti dalla vicina Piazza del Popolo, dove i loro accompagnatori hanno parcheggiato i loro mezzi.
Ma siamo oltremodo convinti che il coordinatore e segretario dei fratellini di Alba, nonchè attento e presente agente della polizia Locale, ritornerà sulla decisione che intende prendere.

QUALCUNO SALVI QUESTO NOSTRO PAESE.

Non c'è nulla di più sgradito e di più fastidioso nel vedere che i signori del Palazzo comunale hanno imparato a metabolizzare senza scomporsi tutte le critiche che gli piovono addosso. Le penne del Web, dai migliori ai peggiori, rispecchiano le illusioni della maggioranza dei cittadini e si dichiarano demotivati e sconfitti. 
Non è certo bello il presente.
E per il futuro non c'è da stare tranquilli, se al Pavone di turno sarà ancora concesso di tessere la sua tela dentro le sacrestie dei partiti con le mezze calzette dei caporioni locali e fuori sul territorio di carpire consenso talora vestito da porchettaro tra panini, pepe e rosmarino con buona pace dei trigliceridi o ritoccato con la faccia da buon benefattore ad omaggiare il popolo a man bassa con pacchi di viveri come fossimo tutti noi dei coglioni. 
Vorrebbe dire che il “pavonismo politico” taroccato delle passate elezioni sarà ancora attivo sul teatrino albense che gli permette di far passare per brava e preparata una formazione di lista in verità sgangherata, impreparata e maldestra, dove i candidati fanno solo presenza e si sforzano ogni tanto di fare qualche sorrisetto, ma con zero idee in testa e senza una strategia mirata ai bisogni del Paese, il tutto in un contesto che non fornisce, ad un elettore indeciso e alla ricerca di notizie, informazione completa né sui candidati né sul programma. Cose per cui noi di Risveglio Albense, da semplici cittadini, non godiamo certo dello spettacolo offerto, di cui il pavone oltre due anni fa scrisse la sceneggiatura nel segreto delle sue stanze e pertanto, nel criticarne il comportamento, non proviamo alcuna pietà.
Pertanto non c'è proprio nulla da scandalizzarsi, c'è solo da prendere atto che sul web godiamo della massima libertà di attaccare l'asino dove riteniamo sia più giusto e liberi di attaccare i ciucci dove Dio comanda.
Negli ultimi anni il web, e con esso Facebook, è diventato sempre più importante non solo come strumento per dare visibilità a candidati, partiti, associazioni, ma anche per reperire informazioni, rilasciare dichiarazioni, divulgare intenti, distribuire conoscenze e pubblicare programmi.
Ottima intenzione che, però, non si traduce nella pratica. 
L'evoluzione del web 2.0 ha permesso di creare siti che danno la possibilità di una comunicazione più efficace e la formazione di reti e contatti sempre più interconnessi, nonché la commistione di idee e pensieri, lo scambio di propositi e iniziative. Per le prossime elezioni si possono organizzare anche veri e propri dibattiti tra utenti, amici e i vari candidati. 
Ma non basta.
La presenza di sentimenti di antipolitica, la necessità di coinvolgere i giovani, la disgregazione in nuovi partiti e partitini, la nascita di nuove forme di attivismo e di partecipazione politica, la scelta dei candidati maggiormente validi e preparati, la scelta delle tematiche, la lettura dei modi e dei tempi, la visibilità delle responsabilità e il controllo della spesa pubblica, la risposta da dare alle mille istanze sociali dei cittadini, la cultura del fare all’interno di un discorso quanto mai organico senza forme di personalizzazione e prevaricazione dei singoli, vanno sempre posti in primo piano nell’archivio della memoria politica di chi intende salvare questo nostro Paese.
Risveglio Albense è pronta a fare la sua parte con tutti i cittadini ed a incontrare le diverse forme associative del territorio che non intendono darsi per vinti prima del tempo. 
Senza gli incubi notturni del pavone, il Risveglio potrebbe essere davvero migliore. zac

A DIFESA DEL CITTADINO

Recentemente sono venuto in possesso di numerose copie della documentazione originale che il compianto Di Monte Michele aveva inviato ai partiti politici, alle istituzioni, ai Sindaci, ai Presidenti regionali, ai Vigili Urbani e alle redazioni dei giornali. 
Il contenuto tratta l’apertura del centro commerciale Val Vibrata sito nel Comune di Colonnella e il riflesso negativo esercitato sulle attività commerciali sparse sul territorio dei Paesi vicini.
Il primo documento di tre pagine è inviato alla segreteria dell’On. Ottaviano Del Turco, in quel tempo Ministro delle Finanze del secondo governo Amato (2000-2001).

LA LOTTA CONTRO I PESI MORTI
Tra le carte in mio possesso merita di essere pubblicata quella contro gli Amministratori comunali incapaci di risolvere neppure i problemi più irrisori della cittadinanza.
Colpisce l’amarezza di vero cittadino nella frase “mi vergogno di essere albense”, la sofferenza di un popolo nel “mi sento soffocare da questi giochi politici dell’800” e la disperazione umana nel “Il tempo è scaduto, la pazienza anche, cosa si deve fare…”.
Questo documento in due pagine trasmesso via fax al Presidente della Regione Abruzzo merita di essere oggi riproposto per dare il giusto valore ad una voce rimasta per lungo tempo inascoltata in questo sordo Far West Albense:

IN PASTO AI PESCECANI DEL CENTRO COMMERCIALE
In verità non so se riesco a raccogliere tutto il pensiero dell’amico Ninì nella scelta dell’ampia documentazione in mio possesso da postare sulla bacheca di Risveglio Albense. Portare infatti il rispetto dovuto ad un amico che non c’è più è un tormento che pesa e merita tanta attenzione.
Spero pertanto di riuscire nella mia personale pochezza a regalare almeno un sorriso agli albensi che lo conoscevano e a Lui, lassù nel cielo, il pensiero profondo di una preghiera.



VERBA VOLANT, SCRIPTA MANENT

" Vuoi vedere che " 408 lettori
" La veglia funebre della destra albense 398 lettori
" Toh ! si rivede l'ex mega vice presidente...." 307 lettori
" Il vigile segretario " 298 lettori
" Wide blu road " 283 lettori
" Il monito di Sandro Pertini " 216 lettori
" Galà dello sport Tortoreto " 208 lettori
Siamo gratificati per l'attenzione che i nostri amici lettori ci riservano giornalmente. Segno evidente che nella nostra città, il bisogno di informazione vera, pungente e perchè no ironica, è necessaria e utile per una socialità carente. 
Continueremo con rinnovata forza nel percorrere la nostra strada. 
Grazie (nm&zac)

Aveva coraggio e tanta fede


LA VEGLIA FUNEBRE DELLA DESTRA ALBENSE

C’era una volta la destra: per molti di noi era una cosa seria. Avevamo un cuore, una speranza, un’idea di come cambiare il mondo. Un desiderio talora velleitario, forse anche infantile, ma avevamo il pregio di sforzarci di leggere il presente anche col fardello di un passato ingombrante sulle spalle.
In quella destra vi era la testimonianza coinvolgente di camerati disinteressati come Nicola Crescenzi e la passione di tanti giovani, belli e brutti, che amavano Tex Willer e Asterix, ma leggevano anche Evola e Pound, D’Annunzio e La Rochelle, Marinetti e Prezzolini, Céline e Cioran, Pirandello e Croce, Jünger e Solzenicyn...
In quella destra c’erano cultura e manici di scopa; secchi di colla e notti insonni davanti ai muri imbrattati di “fascisti carogne tornate nelle fogne”.
Quella destra, nel silenzio della sua marginalità storica, produsse sezioni, militanti, entusiasmo e il coraggio di opporsi a quanti si divertivano a giocare alla rivoluzione comunista. Ed era anche colta e solidale e coltivava un’idea civile lontana anni luce da quella che poi cinici parassiti e ingorde zecche avrebbero incarnato.
Quella destra romantica e sociale piaceva, non gli eccessi di Ordine Nuovo, non le risacche di macchiette federali respinte a largo della riva come noti cazzari o molti suoi esponenti da avanspettacolo. Ci piaceva quel suo essere comunità in cammino, consapevole che per sopravvivere non occorresse spintonare un po’ per ottenere un posto al sole tra i leccaculi o starnazzare come le oche nel cortile comunale.
Oggi quella destra non esiste più, cancellata da una ciurma politica umiliante, da una teppa di scarafaggi neri inadeguata e a volte cialtrona, travolta da nefandezze morali e incompetenze. Di questo mondo che scatena vomito mi restano due immagini: quella sfrontata e arrogante dei fratelli (?) di Alba che hanno deciso di imbalsamare il cadavere della destra albense e quella cinica e surreale della cricca di merenda che ha deciso di affogare l’anima della destra albense in una lunga e interminabile veglia funebre…
Restate pure lì…più in là passerà qualcuno ad organizzarvi il funerale. zac


TOH ! SI RIVEDE L'EX MEGA VICE PRESIDENTE DELLA PROVINCIA.

Ci comunica in prima pagina di Teramo sul "IL CENTRO", di aver scoperto l'acqua calda. 
Sinceramente dopo (come al solito) letto e riletto non abbiamo ancora capito dove volesse andare a parare. 
Parte infatti, con il parlare della Banca Tercas (che oggi tra l'altro non esiste più) rea secondo il suo pensiero di non aver sistemato all'interno del Consiglio di Amministrazione neanche un Vibratiano. Cosa secondo il suo pensiero, che allontana sempre di più l'istituto di credito dalla realtà vibratiana. 
Pur stringendo forte le meningi, non riusciamo a comprendere cosa possa determinare un consigliere di amministrazione, a favore di chi lavora, di chi crea lavoro, dei giovani disoccupati, dei pensionati e di tutti i coloro che sperano in un aiuto concreto da parte delle strutture rabbine, come sono le banche. 
Non le comprendiamo per un semplice motivo: " Se non hai i soldi o un facoltoso garante alle spalle, è meglio evitare di entrare tramite le porte rotanti e blindate nei tempi del capitalismo più esagerbato che vivono delle tue disgrazie". 
Nella sua riflessione a mezzo stampa, non evita di toccare l'argomento "politica", sostenendo ( come di fatto è) che i cosiddetti teramani non fanno i complimenti al tavolo delle spartizioni e ingoiano tutto il possibile che la tavola offre, nell'interesse della città capoluogo. 
E' qui che l'acqua si riscalda da sembrarci una recente invenzione, ricordando il recente passato, come possiamo dimenticare che poco tempo fa, gli elettori vibratiani elessero al secondo scranno della nomenclatura provinciale proprio lui "IL MEGA", invitandolo semplicemente nel frequentare TERAMO, di fare solo ed escluisivamente I CAZZI DEI VIBRATIANI.
 Ma così non è stato, tanto che nessuno ha pianto per la sua scomparsa dal mondo politico, anzi i soliti teramani arruffoni si son fatte matte risate. R.I.P per il bene di tutti !

VUOI VEDERE CHE....!

Ieri sera un amico al telefono mi ha chiesto: " Ma chi ve lo fa fare?". 
Gli ho semplicemente risposto che l'onestà morale e la coerenza politica unitamente al bene che vogliamo alla nostra città, sono le uniche molle che ci spingono a pensare e scrivere. 
Abbiamo inoltre, caro amico, il sacrosanto dovere di difendere la nostra collettività, dagli abusi e dai tornaconti personali, che offendono la dignità del popolo albense. 
Sappiamo già prima di sfiorare la tastiera dei nostri computers, di correre il rischio di ritrovarci, citati e quindi offesi magari congiuntamente ai nostri famigliari, nei soliti e ricorrenti VOLANTINI ANONIMI. 
La cosa non ci ha toccato nel passato e sarà la stessa cosa per il futuro. 
Sappiano gli scrittori mascherati, che noi di Risveglio Albense agiamo a volto scoperto e rispondiamo unicamente al popolo e alla nostra coscienza. 
Non viviamo con i "Mi piace" ma con gli 898 cittadini, che ieri ci hanno letto.
Grazie a tutti ! (nm&zac)

WIDE BLUE ROAD...... !

Che dire ? 
Usando un vecchio imperativo possiamo invitare i posteri ad emettere l'ardua sentenza.
Certo è che siamo passati dagli interventi in zona Cesarini a quelli assolutamente in anticipo. 
Non tutti ma forse molti si sono accorti della verniciatura della pista ciclabile sul lungomare. L'azzurro di Forza Italia ha preso il posto del rosso del passato centrosinistra, i rulli rotolano all'impazzata nello stendere sul manto catramoso un velo di smalto azzurro. 
Avremmo preferito stendere su quella pista un velo pietoso, per onorare lo stato del quasi abbandono dell'intera passeggiata a mare con le sue frattine divelte e le sue secche palme. 
Ma bisogna fare, è questo l'imperativo, di una sbadata amministrazione, che poco dopo aver perso il tempo a ricorrere gli sbandieratori ascolani, inizia di nuovo a spendere risorse monetarie e bidoni di vernice fuori tempo e alla vigilia dell'umido inverno. Ma per fortuna si parla spesso di "pennelli" e il ritocco pre-estivo della scia azzurra sarà certamente fatto. 
Hanno finalmente capito i nostri amministratori, che il sogno che tutti gli albensi avevano riposto nel classico cassetto, altro non era che una bella ciclopedonale colorata. 
Non vi romperanno più le palle, (eccetto i soliti due di Risveglio Albense) sorrideranno nell'imboccare strade buie e rotte o passeggiare sugli inesistenti marciapiedi e camminare sulle vie morte e sepolte. Hanno la loro strada colorata, tutto il resto non conta un cazzo!
Bene così, ma un favore vorremmo chiedere ai TROMBONI di palazzo, che sugli allacci alla rete fognante ci hanno raccontato un fiume di chiacchiere, fateci il piacere di tacere. 
Avete minacciato controlli, multe e denunce, avete immaginato l'uso di congegni ottici e telecamere idonee a spiare anche il buco del culo dei cacatori abusivi. Chiacchiere e poi ancora chiacchiere, fino ad arrivare ad oggi e prendersela con gli amministratori di condomini, rei di non comunicarvi i nomi di coloro che la fanno fuori dal vaso.
Complimenti e avanti così !

IL VIGILE SEGRETARIO...... !

Quando un Segretario di partito (in questo caso di maggioranza) dichiara sulla stampa (IL CENTRO di ieri) che l'amministrazione deve essere presente sul territorio, con maggiore impegno e con la massima attenzione sulla rete fognaria, fa certamente il suo dovere. 
Gli riconosciamo il merito di essersi accorto che qualcosa non funziona per il meglio. 
La cosa invece cambia, quando lo stesso, oltre ad essere un segretario di partito è anche un agente della Polizia Locale, che con atti alla mano ha negli ultimi tempi racimolato lunghi periodi di assenza dal lavoro. 
Per carità, sulla salute non si scherza, se non ha potuto rappresentare l'Ente che lo paga, sul territorio, non possiamo fargli nessuna colpa, ma da attenti osservatori e nel contesto siamo felici per lui, la malattia certificata non gli ha impedito di fare footing e nemmeno di sostenere lo striscione dei Fratelli d'Italia, nel corso di manifestazioni anti-immigrati. 
Può e deve però, per il buon costume necessario e per la divisa che indossa, evitare nello scendere nella politica apertamente di parte, inneggiando a favore di una parte o di una persona e sbeffeggiando l'operato dei passati amministratori. 
E' bene sempre evitare tra l'altro di sputare sul piatto dove si è mangiato o magari in faccia a chi ha nel passato " elasticizzato" le norme, per riservargli la possibilità di accedere ad un lavoro qualificante. 
Da buoni intenditori basta così.


domenica 11 ottobre 2015

CASELLA N° 7

Siamo entrati piano piano, doce doce, come dicono a Napoli, nel mondo
del rovescio o meglio, per dirla tutta, nel mondo della follia. In compenso
è nata una nuova forza-lavoro, una categoria che, ne sono certo,
concorrerà ad abbassare drasticamente il tasso di disoccupazione.
La moda del momento è "rubare". E bisogna quantomeno riconoscere
che la figura, la professione del ladro rappresenti il top: tutela della
legge, assistenza sanitaria garantita, risarcimento dei danni nell'esercizio
della professione... Vaneggio? Non direi. Leggete i giornali ogni tanto.
- Carabiniere costretto a risarcire il ladro arrestato (Gazzetta di Lucca);
- Derubato costretto a risarcire i ladri (Corriere del Veneto);
- Sinai, sparò contro i ladri in fuga: ora dovrà risarcirli (Quotidiano sardo).
E potete facilmente addivenire a comprendere cosa potrebbe accadere
se, questo nobile professionista, nell'esercizio delle sue funzioni, dovesse
rimetterci le penne.
E dire che nella più parte del mondo queste anomale professioni...
L'ateniese Dracone, il primo ad occuparsene, previde per il ladro la pena
di morte. Direttiva alla quale, per secoli, si sono adeguate tantissime
popolazioni. Nel mondo islamico vige tutt'ora il taglio delle mani. Da noi
(da noi!? si fà per dire) il cristianesimo ha introdotto, combinato con la
pena, il sentimento del perdono; vincolandolo però al pentimento e alla
totale restituzione del preso. Ma...
Nell'800, un eclettico francese, Pierre-Joseph Proudhon, filosofo-teologo-
moralista-scrittore-proMarx-controMarx-socialista-anarchico-tuttofare,
certamente in un momento in cui i litri di vantaggio erano evidenti,
sproloquiò la celebre frase "La proprietà è un furto". Una bestemmia,
in verità rintuzzata e corretta, in tante occasioni, in mille rivoli; di nuovo
detta e teorizzata, contraddetta e rinnegata.
I nostri 'sinistri' (e non solo loro, purtroppo) lo hanno preso alla lettera.
Bisogna d'altronde accondiscendere che, se si ritiene che la proprietà
sia un furto, quella degli altri, per paradosso, non lo sia. E dunque,
rubavano i nostri padri e noi che figli siamo... C'è qualcuno di questi
papaveri che non abbia le mani affaccendate in cose che non gli
appartengono? Tanto più se la capacità legislativa perduri a stazionare
mille miglia dalla pena prevista dall'ateniese Dracone. Si dimentica,
però, che l'eclettico Proudhon, lo stesso della celebre bestemmia, in un
momento successivo, lucido e sobrio alfine, corresse in "La proprietà
è libertà".
Mi chiedo e vi chiedo, quanto tempo ancora dovremo aspettare per
addivenire a questa sacrosanta verità e poter ricollocare così il diktat
"non rubare" sulla casella n°7 del vecchio Decalogo?
Nel frattempo, brutti cazzoni, rubate!
(Sincope Pensante, 10 ottobre 2015)

I BARBIERI E GLI IMBIANCHINI NON SI TOCCANO !

Da alcuni giorni è iniziata la guerra ai PENNELLI, parliamo e il titolo rappresenta il risvolto ironico, di quelli che l'amministrazione comunale di Martinsicuro ha intenzione di realizzare nelle nostre adiacenze litoranee. Siamo certi, conoscendo lo stato psicologico del Sindaco truentino Paolo Camaioni, che lo stesso non abbia interesse e voglia di sferrarci un attacco o peggio un danneggiamento stile ISIS.
Agisce, invece pensiamo, in forza all'autonomania territoriale e agli interessi del proprio territorio e in difesa dei suoi amministrati.
Spetta a questo punto, a coloro che si sentono attaccati o peggio defraudati di spazi sabbiosi, di ricorrere dove stazionano le leve del potere finanziario e politico, evitando proteste a mezzo stampa e organizzando congreghe solidali e altamente interessate. 
Non vorremmo che si imitassero le organizzazioni NO-TAV, istituendo magari una cosa simile dal nome NO-PENNELLI, faremo senza alcun dubbio la stessa fine, con tumulti, proteste e forse anche denunce, il tutto mentre il traforo oggi e i pennelli domani, vanno avanti lo stesso. 
Ai nostri attuali amministratori non spetta nemmeno coinvolgere le autonomie vicine, che da quando il mondo è mondo, al bisogno si son fatte sempre i cazzi loro. Devono i nostri, condizionare l'Ente Regione prima e assicurarsi in seconda istanza, tutte le garanzie opportune e profondamente idonee alla salvaguardia del nostro territorio, prevenendo le sentite preoccupazioni sui pennelli dei vicini di casa. 
Speriamo anche, che il rituale ripascimento stagionale, che a quasi nulla serve, sia dimenticato a favore di interventi più utili e stabili. 
Forza mettetevi in viaggio verso L'Aquila e tornate con le tasche piene !

TIRATE LA CORDA !!!

Del surreale sindaco di Roma, medico piuttosto bravo dicono, ho letto
una specie di zona d'ombra: una sorta di pasticcio siculo-americano.
Sarebbe stato allontanato dall'University of Pittsburgh Medical Center,
dove prestava servizio, per presunte irregolarità amministrative ("note
spese truccate") e immediatamente dopo si sarebbe dimesso dall'ISMET
di Palermo, uno dei centri di trapianti più importanti d'Europa.
Nessuna spiegazione. Marino non dà spiegazioni. E' più portato, così
deragliando dalle responsabilità di presunte incapacità politiche e
amministrative, a recitare le solite ma sempre comode ed efficaci litaniae
sulle quali la sinistra si regge da oltre sessant'anni: fascisti nelle fogne,
fascisti di qua, fascisti di là!
Ci fosse stato qualcuno che abbia avuto lo stimolo di vagliare di capire
di indagare! Nessuno.
Benvenuto nel PCI, che ora in verità si fa chiamare PD. Per gli amici,
"DEM"; come a dire, profumiamo sempre di DEMagogìa, di DEMenzialità,
di DEMistificazione, di DEModé, di DEMoniaco.
Per un certo verso, provo soddisfazione per i cittadini di Roma: lo hanno
votato, se lo tengano! Ma... mi sovviene che la tassa su Roma Capitale
la paghiamo tutti, dalle Alpi alla Sicilia; che sul conto corrente del
Campidoglio ci sia anche il centesimo che mi appartiene; che la surreale
deretano penetratio ci riguardi tutti. E mi chiedo: dove sono finiti i
girotondini, i Moretti, i Venditti, i De Gregori, i neopartigiani del cazzo,
i ben retribuiti soldatini leccaculi delle Feste dell'Unità? Dove girano,
ora? Cosa cantano? Viva Marino, viva il PCI?...
E dunque,... viva le cene, le mafie, il commissariamento, il giubileo,
le spese inutili, la Panda rossa, l'arroganza, i funerali, le fiche insane
e i culi a brandelli del partito-madre, i sotterfugi, le parole del papa,
le questue americane, l'immondizia, le discariche, i bus e la metro,
le buche e i buchi (di e nel culo), la medicina e l'affarismo,...
Tirate la corda, per favore.
(Sincope Pensante, 8 ottobre 2015)
(Un grazie sentito a Nando Perilli)

RISVEGLIO ALBENSE E LA RISPOSTA…TRASPARENTE

Sarà la personale e maniacale abitudine, di dare molta importanza alle parole e di dare peso alle cose che si scrivono, a spingermi nel mettere in risalto la differenza sostanziale tra la parola RINASCITA e quella di RISVEGLIO. 
L’una si affida ad una comunità umana ben precisa del passato, ma con capacità vitali nuove e rinnovate; l’altra invece non pone steccati di natura politica ma ripone speranza solo nel risveglio delle coscienze di ogni cittadino.
Sarà anche il richiamo alla trasparenza nel mio ultimo post che mi porta, sempre nel pieno rispetto del dialogo, ad evidenziare la differenza tra quanto scritto nel primo post “ALBA RINASCITA e LA SCELTA NECESSARIA”: “…ALBA RINASCITA sarà quindi una pagina libera, non condizionata da alcun schema ideologico precostituito né da alcuna ragione di parte politica…” e quello di natura contrario nel post “CHE FARE ?” seconda parte: “E’ incontestabile che ad Alba Adriatica la governabilità storicamente è stata garantita solo dal cosiddetto polo moderato di Centro da sempre capace di dare stabilità amministrativa e di dialogare anche con alcune aree riformiste della Sinistra". E poi ”…la Rinascita di Alba Adriatica, il riassetto delle sorti del paese e il suo riposizionamento al ruolo che gli compete potrà essere affidato solo al gruppo civico di Centro, accreditato per la competenza, per la capacità di realizzazione dei programmi oltre che per la distanza dagli interessi di corporazione e di congrega”.
“No comment” sull’ultimo rigo al momento, anche perché ci piace guardare avanti e avere confronti di dialogo su altre tematiche più importanti e necessarie al Paese. E detto francamente a nessuno importa della fragilità umana. Men che meno a noi comunità sia di Alba Rinascita che di Risveglio Albense.
Ci sono cittadini che hanno bisogno di speranza e di credere che Voi e noi siamo meglio di quelli del passato e di quelli che ci amministrano oggi.
E’ l’unica cosa che l’intera comunità umana di questo benedetto Paese non deve lasciar cadere nel fango.
Altrimenti saranno solo i pappemolli a dirigere questo paese.
E nessuno lo vuole. Non credete ?
Diamogli questa speranza. zac

Post condiviso da Grazia Floris

“Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.
Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente.
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in riunioni dove sfilano persone gonfie di ego.
Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.
L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.
Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono.
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro ci arriverai”
MARIO ANDRADE – Poeta, romanziere, saggista e musicologo brasiliano

I MESSAGGI NOTTURNI (Parte seconda)

All'amico chattatore voglio dedicare ancora qualche minuto, somministrandogli alcune informazioni, che gli sono sfuggite.
L'articolo 4 del decreto Legge n. 23 del 2011, introduce la Tassa di Soggiorno, una tassa a carico di coloro, non residenti, che alloggiano in strutture ricettive nel territorio nazionale. L'imposta è a discrezione dei Comuni e non tutti possono applicarla, poichè la legge indica espressamente che possono adottarla solo i Comuni capoluogo di Provincia, Unioni di Comuni e COMUNI PRESENTI NEGLI ELENCHI REGIONALI DELLE LOCALITA' TURISTICHE (Alba Adriatica è nell'elenco della regione Abruzzo) e le città d'arte.
Il Comune interessato ha il potere, per mezzo di delibera, di indicare le figure esenti e le riduzioni opportune.
L'imposta viene riscossa dai gestori degli esercizi ricettivi.
Gli introiti vengono utilizzati solo per il mantenimento dei servizi sociali, per la cura dell'ambiente, del verde, del demanio pubblico e delle strutture viarie.
Se 9.000 comuni d'italia non hanno adottato la tassa in questione, evidentemente non avevano tutti i requisiti di legge per farlo. Sono io adesso a chiedermi, se lo scrittore notturno, avrà il coraggio di rispondermi.
Nonostante tutto, sei sempre un caro amico un tantino testardo.
(nm)

CHE FARE ? -seconda parte-

COME USCIRE DALLE SABBIE MOBILI
Dalle brevi riflessioni svolte precedentemente emerge dunque nel nostro paese sempre più chiara la necessità di un rinnovamento e di una profonda riconsiderazione circa le finalità dell’azione amministrativa.
Gli interventi non rinviabili per risollevarsi dalla crisi sono ormai noti a tutti.
Allo stato dei fatti quindi va sicuramente evitata per il futuro una ulteriore sudditanza dell’azione politica alla tutela degli interessi di gruppi privati che, come abbiamo analizzato nel post “CHE FARE parte prima”, ha determinato una mancanza di prospettive di sviluppo.
E’ necessaria un’azione di superamento volta a riportare l’amministrazione di Alba Adriatica nell’ottica di un interesse pubblico per il bene comune.
Ma chi potrebbe attuare tale superamento?
Quali sono i soggetti politici capaci di compiere l’opera di modernizzazione?
In generale il compito di superare le sabbie mobili della stagnazione è sempre affidato alle giovani generazioni.
Sono queste le forze sociali che di solito indicano le nuove prospettive assumendosi la responsabilità di avviare un progetto politico rivolto al futuro.
Tuttavia l’esperienza della fallimentare amministrazione Piccioni e l’irrefrenabile decadenza e scomparsa dei partiti politici dimostrano che non vi è ad Alba Adriatica una giovane generazione politica pronta ad assumere autonomamente le redini del rinnovamento.
I pochi giovani presenti nel dibattito cittadino sono infatti una netta minoranza peraltro dispersa nei diversi schieramenti.
Quindi, caduta l’ipotesi del rinnovamento “giovanilista”…..
....CHE FARE ?
E’ necessario pervenire obbligatoriamente ad una soluzione: bisogna affidare il progetto di rinnovamento ad un gruppo politico già consolidato, affidabile e capace di tirare il paese fuori dalle sabbie mobili.
E’ incontestabile che ad Alba Adriatica la governabilità storicamente è stata garantita solo dal cosiddetto polo moderato di Centro da sempre capace di dare stabilità amministrativa e di dialogare anche con alcune aree riformiste della Sinistra.
Infatti troppo conflittuale appare la realtà della Destra albense, sempre funestata da divisioni e in perenne ricerca di un leader capace di tenere a bada le turbolenze dei diversi gruppi.
Allo stesso modo risulta naufragata l’azione politica della Sinistra radicale che, dopo la scomparsa del gruppo dirigente degli anni 70/80, ha subito la divisione del Movimento in gruppuscoli e schieramenti senza più valori e punti di riferimento con la conseguente progressiva dispersione della credibilità e del consenso anche a seguito di una gestione incentrata sulla furbizia, sul conflitto strumentale e sulle personali aspirazioni di carriera.
A conclusione di queste riflessioni quindi appare chiaro che la Rinascita di Alba Adriatica, il riassetto delle sorti del paese e il suo riposizionamento al ruolo che gli compete potrà essere affidato solo al gruppo civico di Centro, accreditato per la competenza, per la capacità di realizzazione dei programmi oltre che per la distanza dagli interessi di corporazione e di congrega.
Tuttavia a questo gruppo verrà necessariamente chiesta una svolta storica e una forma di discontinuità rispetto al passato circa gli obiettivi, i metodi e gli strumenti dell’azione amministrativa.
E’ oltremodo chiaro a tutti che il paese non necessita più soltanto dell’ordinaria amministrazione; al contrario appare decisiva l’assunzione di un programma d’innovazione radicale da realizzarsi attraverso l’individuazione di prospettive avanzate.
E’ questa la nuova grande missione che l’area centrista albense dovrà assumere con responsabilità compiendo una fondamentale apertura verso idee strategiche e innovative e nuove personalità.
Di contro, se ciò non dovesse avvenire, dovremmo definitivamente rassegnarci all’idea di vivere in una sorta di eterno immobilismo nichilista che presto o tardi condurrà il paese al capolinea.
Sceglieranno gli albensi.
Sul proprio futuro.