giovedì 26 settembre 2019

Caro Fabrizio

Caro Fabrizio, ho già sorpassato l’età delle p(r)ugnette e delle play station, ma non per questo non ho nulla da fare…sappi pertanto che in questa età ognuno, nel poco e nel tanto, ricorre alla mente per farsi un personale esame di coscienza rivolto, nel bene o nel male, al passato recente e lontano.

Se oggi poi in Cina e in Africa c’è chi combatte l’inquinamento su scala mondiale, mi duole ammettere la mia ignoranza, ma spero di svegliare la mia attenzione su questi eroi, se avrà la bontà di portarmeli a conoscenza.
Come dice Lei, sarà pure normale rimanere senza far niente e non voler guardare al di là del proprio naso, ma la romanzina, da questa sedicenne ai potenti del pianeta, è ammissibile se accompagnata dai rimedi da opporre e non soltanto dai soliti bla… bla… bla… del ca..o.

Troppo facile smerdare il mondo con le chiacchiere.
Se la sedicenne signorina non sa come fare a bloccare questa calamità, se ne stia a letto a ciucciare il biberon e non a rompere le oo.              

venerdì 19 aprile 2019

70.mo anno


C’è chi si limita a raccontare quanto gli accade sotto gli occhi. Però si può anche cercare ciò che non si vede, indagare, aprire i nascondigli più segreti in un labirinto di vita.
Ho raggiunto un’età che mi consente di scavare dentro una montagna di ricordi che attende al varco ognuno di noi consapevole sia del buio che della luce tralasciati e trascurati nel percorso della vita.
Sono chiamato dal pensiero a riflettere su ciò che potevo fare e soprattutto dalla coscienza a rendere conto di quello che non ho fatto. A torto o a ragione mi accorgo di ringiovanire e di tornare ragazzo, con più equilibrio e saggezza, seppure intinto di estrema fragilità. Bene per me se questa età mi sta dando una grande tranquillità e un maggior distacco dalle cose.
E spero pertanto nella compagnia dei tanti amici fidati che ringrazio per gli auguri e che oggi non mi hanno fatto sentire solo e mi auguro anche in futuro.
GRAZIE. zac

sabato 23 marzo 2019

REFLEX (2° invito)


Magro, volto emaciato e scavato, nessun pelo sulla testa... Ho come l'impressione che costui abbia bisogno di uno psicoterapeuta, ho bisbigliato sorridendo all'amico che mi sedeva accanto...

Il costui era il dott. Franco Lolli, psicoanalista e psicoterapeuta, relatore della seconda serata di "REFLEX, Istantanee del Pensiero Contemporaneo".
Il tema proposto, l'ideologia catastrofista e le diffuse nostalgie, era alquanto pruriginoso e forzatamente attuale, considerate le continue e ripetute dichiarazioni di guerra al passato; parricidio, liberazione da tutto ciò che viene dalla storia e dalla tradizione; dove antico sta per arretrato retrò matusa.
Confesso che ero in uno stato di preallarme; prevenuto, se si vuole. Giacché ritengo che tale materia appartenga al filosofo o, tuttalpiù, al sociologo. "Noi non sappiamo cosa sia la psiche più di quanto sappiamo cosa sia la vita", sosteneva C.G.Jung.
Ma, al contempo ero curioso di scoprire sin dove il nostro Relatore si sarebbe inoltrato e in quale maniera.

E dunque. La maniera forzatamente evito di raccontarla (in alcuni momenti m'è parso di vedere la foto di Monica Cirinnà che regge un cartello con su scritto "Dio Patria e Famiglia. Che vita de merda"), perchè pasticciata e sconsideratamente di parte; la meta, guarda il caso, erano la Destra e Salvini. Che è come esclamare: Elementare Watson!
Preferisco tenermi la filosofia. "Il postmoderno è morto", sostiene il filosofo Roberto Mordacci, perchè "non ha compreso le sfide create dalla crisi di una parte della modernità: positivismo e idealismo hanno infatti radicalizzato alcune intuizioni moderne, finendo però per tradirle profondamente. (...) Di fronte a queste sfide, tornano a essere necessarie e credibili proprio le idee moderne che il postmoderno credeva finite e che abbiamo bisogno di ripensare".

Per finire. Avrei voluto chiedere al dott. Lolli cosa pensasse di Charles Baudelaire quando diceva che "la campagna è quel posto dove le galline vanno in giro crude"; ma ho repentinamente ricordato la risposta data dalla gallina pensierosa: "La città è quel posto dove i poeti vanno in giro cotti".
'Sti comunisti!
Sincope pensante. (23-05-2019)