La Gran Bretagna ha votato. La Gran Bretagna ha scelto di
uscire.
Ma questo in Italia non succederà mai. C'è un motivo
costituzionale se l'Italia non sarà mai chiamata a votare sull'uscita dall'Ue.
Tutto ruota attorno ad un cavillo giuridico che viene dal
passato. L'articolo 75 della Costituzione, infatti, vieta espressamente di
svolgere un referendum che abbia come oggetto i trattati internazionali.
E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione
totale o parziale, di una legge. Non è ammesso il referendum per le leggi
tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a
ratificare trattati internazionali.
Napolitano, appena letto il risultato del Brexit, si è
affrettato a dire che "è incauto proporre questo tipo di referendum".
Gli fa eco il sen. Monti: "Referendum sull'Ue? È un bene che non si possa
fare in Italia".
Come a dire che far votare i cittadini è sbagliato quando
c'è il rischio che la propria idea ne esca sconfitta. Per carità, gli italiani
sono abituati a non recarsi alle urne, dopo tanti governi nominati senza
passare dal voto.
Ma si sa: da noi la democrazia viene applicata solo quando
conviene a qualche consorteria politica, che sbrotola quasi sempre presso un
partito di nomina democratica, a qualche kapò alla coda della sexy lingeria della
chiappona teutonica o a taluni scrocconi abituati a reggere i borsoni dei signorotti
di Piazza Affari. zac
