domenica 19 giugno 2016

ALBA COME BRESCELLO !

Da una parte PEPPONE e qui da noi CICARI'.
Il primo riposa in pace, l'altro invece la pace non la trova. Il primo rompeva fortemente le palle a Don Camillo, il secondo invece le rompe a tutti noi albensi. 
Se il defunto Don Camillo che certamente riposa nel regno di Dio, ci aiutasse con l'aiuto dell'onnipotente a capire dove il nostro moderno Peppone voglia andare a parare, forse tutti noi saremo più felici. Sembra e non occorrono i dieci decimi in entrambi gli occhi per scoprirlo, che il nostro Cicarì, è impegnato a costituire una cordata, con lo scopo di raggiungere la vetta del palazzo di città. 
Ma non sempre ciò che si immagina di vedere o si avverte, risponde al vero, i dubbi si accavallano e si intrecciano tra loro, i suoi ultimi stratagemmi architettati, per riempire le pagine della carta stampata o per porsi al centro dell'attenzione, non risultano premianti e da fonti sempre informate, ci pervengono notizie di accaparramenti inaspettati di schiaffi e scorregge. 
Le sta provando un po tutte, sale e scende dai carri mascherati, difende e condanna nello stesso istante le scogliere di Martinsicuro, che pare danneggino la nostra spiaggia, converte e inverte i sensi unici sul Viale della Vittoria, insomma in poche parole fa di tante erbe, un fascio solo. 
Ma l'ultima cari amici e simpatizzanti, sicuramente assume un ruolo storico e ci riferiamo alla ricostruzione del SOVIET SUPREMO, uno strumento politicamente forte e costituito dai fedeli seguaci, i quali disseminati e piazzati nelle strutture sociali e associative, condizionano le scelte e sono pronti se il bisogno lo richiede, a disarcionare chi la pensa diversamente. 
Grazie al nostro Cicarì, rivediamo all'orizzonte quella democrazia partecipativa, che tanto ci manca.

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