venerdì 30 dicembre 2016

TERRA DI NESSUNO

Al di là dello scambio di regali, delle luci del Presepe, dell’incontro con i familiari, delle fiabe raccontate ai bambini, il messaggio che ci lega alla nascita di Cristo dovrebbe rappresentare uno dei semi più profondi della nostra identità sociale e umana.

Purtroppo, in una comunità come Alba Adriatica con in groppa la diversità delle radici e l’orgoglio dei propri vincoli tradizionali, spesso si convive con disvalori che non sono certo di derivazione cristiana, che condizionano la crescita di questo Paese e producono stallo culturale, degrado sociale e stagnazione del benessere umano.

Dobbiamo iniziare a trovare quei elementi che sono prerogative proprie di ogni territorio, che non va certo considerato come una specie di terra di nessuno, come uno spazio vuoto, come Contrade prive di ogni esplicito riferimento a tradizioni e culture particolari. A ognuno va dato il giusto riconoscimento da riempire di contenuti positivi.

Spazi da riempire con soluzioni in grado di apportare riferimenti al dialogo e alla collaborazione, e rimuovere con cura ed attenzione la polvere della malafede umana, dell'ignoranza politica e del pregiudizio civico.
La comunità sa bene di ragionare con i corpi della politica. Non con la loro mente. E preferisce fondersi con le loro menti e ama ricevere risposte utili e convenienti. La politica che si maschera di convenzioni e convenienze sa bene che li depotenziano e li rendono inutili. Ma si consolano così. Beati loro !

Quando si arriva a questo punto, vi domando quali potrebbero essere i caratteri valoriali, le attitudini, i talenti, le qualità intrinseche, i tratti su cui puntare per una rinascita culturale ed umana del nostro paese ?

Quando sarà il momento, non venite a rompermi i coxxioni ! zac

lunedì 26 dicembre 2016

ASSOCIAZIONI ALBENSI

Comitato genitori A.A., pro loco città di Alba Adriatica, Alba amici, amici della contrada Basciani, alba tour, costa dei parchi, Rosa dei Venti, Alba tigli, pro loco Spiaggia d'argento, de finis onlus, insieme per villa Flajani, piccolo coro amadeus, Centro storico, Ariaa, l'associazione culturale Val vibrata-VV12, Coro Music Play di A.A., C.R.I., Istituto comprensivo di A.A., Volontari protezione civile A.A.”Lorenzo Cinì”, Alba Carnaval, Carnevale Estivo Alba Adriatica Circolo Nautico Alba Adriatica Associazione Sportiva Dilettantistica, Centro Culturale Il Sicomoro di Alba Adriatica, associazione culturale Etica di Alba Adriatica, Gruppo Umana Solidarieta' Guido Pulletti Onlus, Associazione culturale Spiaggia d’Argento, Amici della Traversata, Comitato Piazza del Popolo, Associazione Rotonda Nilo, O.B.A. Operatori Balneari A.A., Associazione Croce Bianca onlus, Associazione Culturale EL.CA.ZAN., Azione futura, Amici di zampa onlus, Compagnia teatrale “La porta girevole”, Rifugio Canalba A.N.T.A. Onlus, A.s.d. Beach Sport di Alba Adriatica, Anno Zero, Movimento per Alba, La Città Nel Cuore, Passione per Alba, Alba in Comune, Federazione Alba Dorata, Risveglio Albense, Associazione Nazionale Carabinieri - Sez. Tortoreto e Alba Adriatica TE.

Questo l’elenco, esatto per lo più per difetto, delle associazioni o similari che vagano dal sociale alla politica, dalla cultura allo sport, a promozione di quel tanto che madre natura ci ha regalato e a difesa di quel poco che resta dell’umana incoscienza e volgare dissennatezza.
Non dico nessuna eresia se affermo che oggi esercitare (in latino “exercitus”, del resto, significa sforzo, pratica, impegno) una delle due funzioni richiede responsabilità, progetto, rigore, disciplina, non certo l’odierno adagiarsi sui desiderata dei tanti pensieri deboli e imbelli che co-abitano nell’eden inverso.

Il vizio umano di ragionare ancora per divisioni sociali, senza interrogarsi sull’utilità di ciascuno di noi ed essere coscienti che impegnarsi non vale la pena, sono purtroppo arci-noti da tempo ed andrebbero tirati giù dagli scaffali polverosi, ridiscussi e ripensati quali ricchezze di estrema attualità. Ricchezze che rendono l’uomo libero e la vita un reale valore. zac


sabato 24 dicembre 2016

SERENO NATALE !

Il Presepe era morto e non sarebbe risorto dopo tre giorni. Me ne accorsi quando dovetti svuotare una casa piena di oggetti comprati in un passato nemmeno troppo remoto. Le cose vecchie non seducevano più, e fu così il requiem per il bene più durevole, prestigioso e amato, capace di resistere al tempo e ai traslochi e da lasciare agli eredi.

Il Presepe era morto come qualsiasi oggetto che racchiudeva al contempo memoria e valore, e capace di trasmettere un patrimonio spirituale, e non solo materiale, da una generazione all’altra.
Penso ai miei genitori. Non è colpa loro se ho lasciato lassù in soffitta quel piccolo e prezioso scenario della nascita di Gesù. Allora il mondo mi aveva sopraffatto e purtroppo ancora una volta non ne avevo compreso il valore ascetico e religioso.

Come si poteva respingere e relegare in soffitta una proposta di salvezza e condivisione ? Come si poteva preferire un albero di Natale inerte ad un Bambino raggiante ? Cosa poteva nascere da un tronco che la nascita del Figlio di Dio non poteva regalarci ?

Il tradizionale Presepe non era certo bello perché vecchio o antiquato, ma perché buono, perché capace di rendere buoni. Ed oggi ripenso al piccolo Gesù e alla Madonnina che non brillano più. Spero che non smettano mai di pregare per noi peccatori.
Adesso, che non li vediamo più nel Presepe, ne abbiamo veramente più bisogno.

SERENO NATALE agli amici di Risveglio Albense. Un abbraccio a quanti soffrono nel corpo e una preghiera a quelli che patiscono nell’anima. zac

mercoledì 21 dicembre 2016

VORREI LA LORO STESSA FEDE

Avevo pensato di andarmene a zonzo ancora per un po’ di tempo prima di rimettere la penna in mano (o meglio il dito sui tasti).

Ma poi, come sempre, quando proprio non lo pensi…
Ma sì, c’è sempre qualcuno che batte alla porta, si finge crema e fiore di quel rigore morale adagiato sui desiderata personali. Abita in quella parte d’universo considerata avanguardia culturale albense, ma ne rappresenta esattamente l’inverso.

Strepita e ironizza, schernisce e irride, lascia da parte i toni ecumenici e indossa l’abito talare del fustigatore dei vizi altrui: Rappresenta la visione melensa e distorta del sapere debole che abita nel pensiero erotizzato ai propri interessi.
Beato chi sa rifiutare e disprezzare.

Nell'arco di tempo che avvicina il voto comunale del 2018 avevo giurato a me stesso di non ritrovarmi incastrato in un susseguirsi critico di incontri e scontri, smentite e precisazioni, offese e recriminazioni, offerte e rifiuti.
Beato chi sa rifiutare e disprezzare. Vorrei la loro stessa fede.

Fila il direttissimo con i soldi del pavone, allunga la mano lo svaligiatore, teso è il freno del peppone, passa il turno delle prese per il culo, oscilla il vagone dell’acre malevolenza: Questo nostro Paese è stanco di tranvieri disattenti, di prezzolati sulla coda o di vescovi bugiardi. La gente rifiuta e si allontana quando riconosce i manipolatori, i difensori delle cause perse, i narcisisti, i banditori di vane crociate.
Vorrei la loro stessa fede, ma non so dove trovarla.

Non ho neppure il problema di aggiungere una sillaba, ma so a meraviglia ciò che vogliono. Loro pensano di aver preso il posto sul treno giusto, ma non capiscono che il treno marcia su un duplice binario, certo più difficile, ma più emotivo e passionale.


Se non so dove trovare la loro stessa fede, credo sia venuto il momento di aprire il cuore su un altro binario: Sono certo che mi troverà lei. zac

sabato 17 dicembre 2016

PULCINO PIO PIO

Pulcino Pio è "colui che onora gli amici"
Sappiamo che il famoso Pulcino Pio è un piccolo gallinaceo che, per ignote ragioni, ha utilizzato una sala radiofonica a suo habitat naturale, portando dietro anche il resto della fattoria.
Fin qui nulla di strano, ne abbiamo visti sempre tanti di gallinacci nei Mass media, e non parliamo di quelli che da anni bivaccano in Parlamento portandosi dietro un’accozzaglia di parenti e amici di dubbia onorabilità.
Di questo Pulcino Pio ricordiamo il tragico squeck sotto il trattore mentre attraversava la strada.

Dell’amletico e certo famoso, anche se solo in ambito provinciale, e men che meno gallinaceo, benché ruspante politico piduino, di questo Pulcino Pio Pio tutto albense non posso certo dir male se decide di mettere la sua voce al servizio di questo Paese, che ha sempre preferito votare gli idioti e osannare le idiozie.

Annoto la sua diffusione alla popolarità specie negli ambienti di Villa Rosa, aiutata poi dalle figure di diversi Antipapi albensi, così chiamati per essere stati costretti a vendere la propria auto per un trattore di seconda mano.

Speriamo che si ricordi di guardare a destra e a sinistra la prossima volta per evitare di far la fine del piccolo Pulcino Pio.

Pulcino Pio Pio avvisato, mezzo salvato. zac


venerdì 16 dicembre 2016

QUESTIONE DI… UMANITÀ.

È tutta questione di…umanità.
Dal lato economico il Natale che si avvicina potrebbe non essere simile a una festa magra del recente passato, ma potrebbe diventare una disfatta di tipo esistenziale, di fronte ad un malessere che continua sempre più ad essere di tipo affettivo, relazionale, in pratica, umano.

Rimodulare il concetto di convivenza non è questione di sola economia o convenienza, essa riguarda invece la qualità di rapporto all’interno della famiglia e sentire la necessità di poter ricercare motivazioni e sintonie che migliorino il vivere della vita quotidiana.
La motivazione è solo umana

Non solo nella nostra comunità, ma anche in altri luoghi, sembra palese la necessità di ritornare a pensare all’Uomo, all’Uomo radicato nella civiltà occidentale, all’Uomo che rinasce nella fede cristiana, all’Uomo nella sua completezza umanistica, contro un degrado culturale che può funzionare per i signori del denaro, ma certo non funziona per gli esseri umani.
Specialmente in quelle teste di minchia dove la supremazia economica è diventata il nuovo dio di riferimento, con una totale perdita di fratellanza verso il prossimo.

Confesso che mi resta oltremodo difficile parlare di civiltà quando questa si presenta contaminata da egoismi e avidità che tengono nella povertà i meno abbienti.
Quella del Natale rappresenta un’occasione per fermarsi e guardare non solo dentro noi stessi, ma anche intorno per scoprire e venire incontro alle elementari esigenze e ai primari bisogni umani

Una revisione pacata dell’esistenza, nella quale il possesso delle cose non si confonda con il possesso della vita, penso sia necessaria. Anche perché la vita è un prestito, che dovremo restituire proprio quando vorremmo averla per sempre.

Se proprio vogliamo salvarci, come umanità. zac

giovedì 15 dicembre 2016

GIRONE DANTESCO

Quando un giornalista americano negli anni ‘70 coniò il termine “radical chic” intendeva massacrare la sinistra al caviale e stroncare i rivoluzionari da salotto. Era infatti un raffinato modo della società aristocratica bianca per vantare in America una superiorità intellettuale al selvaggio africano che si faceva ribelle.

Un modo che oggi ha poco di chic e di umano e molto di ferocia cagnesca in una giungla popolata da variegate comunità che convivono una accanto all’altra senza avere rapporti tra loro. Un’italica prassi dove “tutti odiano tutti”, rinchiusi in tribù primitive e clan arcaici che se ne fregano di tutto e di tutti.

Nella diversità culturale americana in realtà si annida uno spietato germe razzista dove spesso domina il richiamo del sangue. Ma, se c’è difficoltà di integrazione, almeno si intravedono orizzonti di convivenza pacifica. E se l’appartenenza all’etnia si fa solo ghetto, almeno il miraggio di un vivere più civile oscilla tra l’anelito di dorate speranze e cavernicoli ghetti in cui sfogare la rabbia del presente.

Nella Commedia parlamentare italiana ci troviamo in un girone dantesco che non prevede purgatori, si passa direttamente dal paradiso all’inferno. Non c’è proprio spazio per il sogno, ci si insozza della propria merda e si abbandona la speranza. E se nel ghetto tutto fa schifo, almeno è l’unico spazio dove si può contare ancora qualcosa.
Di fronte a questa varietà umana, spes
so avvilente e mortificante, noi ci distinguiamo per arrendevolezza in preda ad un tramonto psicofisico che campa solo di illusione. Siamo i soli che non abbiamo neppure un ghetto dove rifugiarci e che non sappiamo più ricorrere al sangue.


Almeno con quel poco che c’è rimasto. zac

martedì 13 dicembre 2016

LO SIAMO TUTTI !

Penso che il popolo italiano non stia solo invecchiando, ma peggio stia anche morendo.
Ovviamente qualcuno al di là delle Alpi se ne compiace.
Infatti, per abbreviare l’agonia, la Corte di Strasburgo esige dalle nazioni suddite una legge elettorale che consente al popolo, dopo aver perso da tempo la patria podestà, l’occasione di contare meno di un caxxo, di non poter più scegliere e di perdere anche numero e vitalità degli spermatozoi italici, già ai minimi storici.

Se, in sincerità, non vedo tanta difficoltà nel trovare un modello di legge elettorale che possa trasmettere bene il volere popolare e non quello dei tanti partiti, che trovano sempre complicato esporla a giudizio del popolo e poi arduo rifiutarne una paternità tutta oneri e nessun onore, a nessuno interessa o frega niente. Così sembra.
Ma al sottoscritto interessa e come ?!

Volevo votare un piccolo partito, ma lo sbarramento al 4 per cento faceva di tutto per impedirmelo. Volevo votare una persona in lista, ma l’assenza delle preferenze me lo vietava. Volevo votare un uomo, ma si pretendeva che il 50 per cento del mio voto fosse rosa. Volevo votare una personalità importante del mio territorio, ma non era in nessuna lista fatta dai partiti.

Sapevo che democrazia e libertà non sono sinonimi, ma non immaginavo che circa mille politici democratici lavoravano giorno e notte al solo scopo di vietarmi il voto e di impedire la manifestazione della mia volontà.

Eppure non sono persona così importante !
Ma l’attivismo parlamentare dei politici lo dimostra. Lo sono.

Siamo tutti importanti ! zac

SPIRITO NATALIZIO

Pian piano ci avviciniamo al 25 Dicembre, alla festività del Santo Natale, in tanti (per lo più mamme) occupati a decorare gli abeti con luci, addobbi e palline colorate, e in pochi (quasi sempre i papà) a preparare i presepi con il vischio, le renne, gli angeli, la musica, e i tre magi, per la gioia e l’allegria dei propri figli.
E, dato che non è sempre facile per ognuno indovinare il regalo più giusto per il Natale e accatastare sotto l’albero regali, omaggi, strenne ed auguri non sempre appropriati e ben accetti per ogni parente, familiare, amico e conoscente, quest’anno, invece di scambiare regali, preferisco venir meno alla Tradizione e mettere quel denaro nell’Opera di Dio.
Premesso che il Natale è sponsorizzato e mantenuto vivo da compagnie commerciali che mascherano la bellezza dello “spirito natalizio” che viene creato ogni anno, non per onorare il Gesù bambino, ma per vendere ogni tipo di merce, mi sembra follia pura i miliardi di euro spesi ogni anno in questo inutile commercio, mentre intorno vediamo la sofferenza umana, il motivo vero della venuta di Cristo.
Dal Vangelo di Matteo 15,26: Ma Egli rispose: Non è bene prendere il pan de’ figliuoli per buttarlo ai cagnolini.
Molte pagine sono state scritte sulla scelta del 25 dicembre come giorno della nascita di Gesù e pertanto non sappiamo con esattezza la data della nascita di Cristo. Anche se Dio certamente avrebbe potuto farcela sapere, Egli ha scelto di nasconderla agli occhi del mondo. 
Un motivo ci sarà !?

Evidentemente ogni giorno è buono per ricordare il Natale e rafforzare la causa della nascita di Gesù. zac

lunedì 5 dicembre 2016

E’ LA POLITICA CHE NON CAMBIA

Gli uomini cambiano. Pertanto i teologi, che vogliono cambiare le parole di Cristo perché negli ultimi anni, secondo loro, gli uomini sono cambiati, ed essendo cambiati non possono più capire il Cristo di sempre, e, non potendo più capire il Cristo di sempre, hanno necessità di un Cristo del momento, di un Cristo pupazzo che parla attraverso le parole di facoltosi teologi con in tasca una patente di cattolicità che per tanti equivale ad un patentino di credibilità ma in realtà esseri amanti di imperdonabili dogmi e complici di ingiustificate bestemmie contro lo Spirito Santo.
E’ consolante sapere quanto siano falsi e sporcaccioni questi personaggi con l’abito talare e il colletto a girocollo guarnito dalla croce pettorale in oro da esibire per le strade e le piazze come conforto al vizio della lussuria e per sentirsi meno soli nell’avido godimento.
Gli uomini cambiano, semmai non cambiano i teologi, ma questi non sono uomini, sono diavoli.
E’ la politica che non cambia. Ci siamo lamentati in questi ultimi tempi di non aver potuto decidere attraverso il voto il nostro destino. Finalmente ieri abbiamo avuto la possibilità di farlo, bocciando una riforma scritta da ignoranti e volutamente sostenuta da un Re liberticida come Napolitano, che, seduto in panchina, si ostina ancora a ispirare provvedimenti illiberali e a partorire riforme vessatorie, a progettare inciuci sulla nostra pelle e a organizzare agguati fiscali persecutori di cui noi cittadini siamo le vittime.
Non per niente questo ex-Re, dal brevetto comunista, che si era abituato a trattare Palazzo Chigi come una propria residenza e ad avere sempre le maestranze ai suoi ordini, si era persino spinto a dire: “Non esiste politica senza professionalità come non esiste mondo senza élite”.
Alla faccia della Democrazia e della Costituzione !
Gli uomini cambiano, ma, semmai la politica non cambia, sono i politici da cambiare, anche se questi non sono professionisti o élite, ma sono umani, semplici uomini e non diavoli o teste di caxxo. zac

UN “BRAVO A PUTIN”

Abituato sin da piccolo a convivere tra le mura di un collegio salesiano e portato pertanto a rapportarmi in compagnia e a confrontarmi con altri studenti e invero mai attratto dai rituali ludici della goliardia collegiale e poi più tardi dal nonnismo trasgressivo all’interno delle caserme, mi sono sempre limitato a trovare nelle amicizie il meglio, e tentare poi di imitare ed emulare pur con grandi difficoltà personali.
Ma il percorso, talvolta strano, della vita ha voluto che mio padre, fatto prigioniero dagli inglesi in Africa ed aver vissuto dopo l’otto settembre il tradimento di quanti il giorno prima si professavano fascisti, decise per questo diventarlo, anche se non lo era mai stato.
E per di più, nel suo girovagare da commerciante giù in Calabria, allora il destino volle farlo assistere ad un comizio di un certo Giorgio Almirante e la scintilla della fiamma tricolore, non trovando più argine che lo potesse contenere, travolse anche il sottoscritto, che già tra le mura del Delfico di Teramo nel triennio 1965/1968 si era sorbito le lezioni di Serpentini e del Prof. Di Poppa, nonché le paternali del vice preside Prof. Villani.
Alt. Questo per mostrare quanto bagaglio di nozioni e cultura dal portale di destra ho trasferito in soffitta da giovane e mai nascosto in pubblico né tantomeno per paura.
Tanto amore per nulla.
La fiamma spenta. Lo sfascio di un MSI al seguito di miserabili accattoni al soldo di un lordo pokemon di Arcore, oggi con molteplici piercing facciali, da costringermi per dispetto, schifo e disperazione in tempi non lontani a voltare a sinistra.
E allora se mi metto a urlare “Muoia Sansone con tutti i filistei”, è per dire “BRAVO a PUTIN” perché se lo merita.
Ed anche se urlo “Mai più agnellino con l’anello al naso”, è per dire anche “BRAVO a PUTIN” quando se lo merita.
Pertanto leggetevi pure il tradizionale messaggio alla nazione di Putin e, se lo ritenete gradito, mettete la spunta sul “mi piace”. Grazie. zac

REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016

L’informazione corretta è premessa indispensabile per il voto consapevole dei cittadini
- Nel Vecchio Testamento il potere regale veniva chiamato giogo e per spezzarlo si muoveva l’Angelo del Signore.
Invece per mettere fine alle cazzate di Renzi
Oggi basta un semplice NO
- Nel Vangelo il potere imperiale veniva trattato con disprezzo. Gesù diceva di dare a Cesare quel che è di Cesare, ossia una sporca moneta, mica il cuore.
Alla truffa del taglio delle spese istituzionali
Ai cittadini basta dire NO
- Cristo disse di amare il prossimo come se stessi, ma non riuscì a digerire i mercanti e li scacciò dal Tempio, urlando: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera, ma voi ne fate una spelonca di ladri".
Siamo ancorati al gioco dei partiti, alle furbizie di governo, agli agnolotti dei 80 euro, ai cucù dei saltimbanchi, alla Cassazione servile, al blocco della burocrazia, ai lagnosi e inutili vaffanculo. Ma quando ci svegliamo?
Per mandare a casa i ladroni occorre votare NO
Quando i popoli non contano nulla basta una sola IDEA da trasmettere come una scossa elettrica per svegliarli dal torpore e dalla rassegnazione. zac