domenica 31 maggio 2015

Prezzolati ritrovati


Non entrerò certo a gamba tesa nel rispondere agli aggettivi dei vari Ritrovati, Cichetti, Di Berardino, Anedda, Marcelli, Marconi, Di Martino, che dal pulpito delle sacrestie filo-amministrative si stracciano le vesti per aver semplicemente riportato il contenuto di un post pubblicato dal sottoscritto alle 0,31 del 27 di Maggio.
Se poi i prezzolati belati di lor signori, che, con la cotta e la stola da una parte e con gli usi e i metodi dei sepolcri imbiancati dall’altra, tentano di stravolgere il senso contenuto nel post “contro la sfiga”, non so proprio cosa dire.
Mentre sul personale ho qualcosa da mettere sul tavolo. E vediamo se trovate il bisogno di trovare la strada, e il coraggio di sputare davanti, tutto il veleno di insulti che con i tasti avete facilmente cliccato.
Lasciate da parte la vittima, che voi avete nominato, non certo io. E’ il rispetto per i vivi che a voi manca. Evidentemente avete difficoltà ad apprenderlo e a farne buon uso. Zac

TROPPO FACILE...

...dire ora che l'avevo detto.
E allora rileggetevi il post: CONTRO LA SFIGA:
"... dimostrando anche di essere fottutamente jellate.
E, dulcis in fundo, quando semplicemente così pensavo alla dannata scalogna delle divine donzelle comunali, non so come, l’occhio mi è caduto sulla scritta "Frecce Tricolore" (dovendosi scrivere "Frecce Tricolori") e allora la sterzata sul basso è stata doverosa per precauzione contro la maledetta sfiga delle asine....
Cosa dire ? Niente. Se non che da domani un piccolo cornetto nel portafoglio ce lo metto e lo porto con me. Non si sa mai !? Poi voi premunitevi come vi pare."

ALLORA DITECI CHE LO FATE APPOSTA !

C.v.d. > Come volevasi dimostrare:
ALLORA DITECI CHE LO FATE APPOSTA !
SCADENTE ORGANIZZAZIONE…….ALTRA PESSIMA FIGURA
Ottima l'esibizione della fanfara dell'aeronautica militare alla bambinopoli comunale.Per l'alto profilo artisti...co delle sue esibizioni e la qualità dei programmi proposti, questo gruppo si pone tra i più rappresentativi del panorama delle orchestre di fiati e percussioni italiane e ha deliziato gli occhi e le orecchie.
DISDICEVOLE L’ORGANIZZAZIONE
Eravamo sul lungomare aspettando la partenza dalla fanfara come previsto dalla “Grande organizzatrice”…partenza da Piazza antistante a Via Abruzzo (così si capisce meglio) …Niente …alle 21.30 ci siamo recati alla Bambinopoli Comunale….
Non abbiano mai visto nulla di simile, Alba Adriatica conosciuta in tutto il mondo come CAPITALE DELL’ACCOGLIENZA TURISTICA, ieri sera ha rimediato un’altra pessima figura.……
MAI, IN NESSUN LUOGO, SI E’ VISTO UNA TALE MANCANZA DI ORGANIZZAZIONE E CURA DELL’OSPITE.
PRESUNZIONE E ARROGANZA sono gli ingredienti di questo risultato. Molte associazioni non sono state invitate nell’organizzazione, eppure nell’Evento c’erano COSTA DEI PARCHI, OBA, ALBA TOUR, esperti nell’ nell’accoglienza turistica…Perche’ non sono stati coinvolti?
È una vergogna che una delle città che vanta le maggiori presenze turistiche in Abruzzo, non sia in grado gestire e di organizzare un momento così importante senza una scenografia degna della serata.
La Fanfara è stata fatta esibire nella pista di pattinaggio, senza una adeguata illuminazione, un lampione che si accendeva ad intermittenza…..il palco occupato dai bambini del coro Amadeus….come se fossero più importanti della Fanfara dell’Auronautica…sullo sfondo del Palco solo ferri arrugginiti che reggevano una precedente scenografia divelta dalle intemperie.
NON SIETE STATI CAPACI nemmeno di agire compiutamente e nemmeno in occasione di un evento non improvviso, ma programmato.
Complimenti vivissimi per la degnissima pessima figura offerta . Ma già, voi siete solo interessati a passerelle e a pavoneggiarVi con le autorità.
Pro Loco città di Alba adriatica

@Amministrazione e Sindaco

 Certo non vogliamo che quella di domani, 31 Maggio, sia una manifestazione preparata e messa in campo solo per:
"una vuota politica che è solo spettacolo, nella ricerca di uno spazio per apparire abbronzati e con i capelli in ordine, alla ricerca di un microfono nel quale ripetere sempre gli stessi slogan, che spaziano tra la scoperta del fuoco e l’utilizzo dell’acqua calda, nella vana speranza di raccattare almeno le briciole di una misera presenza... sul territorio e i minuzzoli di una sciatta capacità operativa sui banchi del consiglio comunale".
Rivolgiamo all’intera Amministrazione e in particolar modo al Sindaco Tonia Piccioni l’accorato suggerimento di mettere da parte le manifeste storie personalizzate, poco gradite sui piani alti dell’Aereonautica, e di saper cogliere l’occasione per una presenza meno vanitosa e più naturale relegando a debita distanza l’ossessione pavonesca e poco gradita, e conservando nell’album dei ricordi le foto più o meno photoshoppate che ognuno può trovare su internet.
Polverizzare 40.000 euro col fumo, le frivolezze, le sciocchezze, le leggerezze è cosa poco seria. Lo è perché fa bla bla e ancora bla bla. Fa solo retorica e non storia. Il vuoto tutt’intorno, il nulla su tutto.
Troppe volte abbiamo vista la nostra Alba come una vena giugulare succhiata fino al collasso da vampiri in bikini, a un luogo di servizi portati al tracollo che si abbandona la mattina d’inverno e in cui si ritorna la sera d’estate.
Chiediamo pertanto a chi celebra il potere, a chi osanna la propria immagine, a chi gonfia il loro portafoglio e a chi alza la ruota del pavone, di ripristinare una situazione di decenza e decoro che tutti noi sicuramente meritiamo.
Non siamo una città del terzo mondo, e neppure vogliamo essere cittadini di serie B. Risveglio albense.

SE INVECE DI PIROETTARE, CI BOMBARDASSERO ?

Corrono voci, provenienti dal Ministero della Difesa e diffuse per bocca di un militare addetto alle Frecce Tricolori, che sulla storia dei manifesti personalizzati e photoshoppati, a qualcuno con tanto di stellette e greche, la cosa non è andata giù.
Un bel cazziatone pare sia giunto al Sindaco unitamente all'invito di esprimere ufficialmente le personali scuse.
Infatti ricordano i vertici dell'Aereonautica, che l'italiana eccellenza rappresentata dal mitico stormo, non può essere utilizzata direttamente e indirettamente ai fini di propaganda elettorale o peggio politica.
Ricorda inoltre la missiva, a sostegno dell'ufficiale richiamo, che lo stormo aereo e i piloti interessati sono e rimangono pur sempre dei militari al servizio della difesa della pluralità e della nazione. nm

@Daniele Foglia

Comprendiamo la natura dell’uomo nel difendere le ragioni del proprio pensiero e nel bramare ciò che il suo occhio contempla.
Ma, in politica, nel momento di afferrare il potere e nel raggiungere una posizione amministrativa decisamente importante per l’intera comunità, non si dovrebbe mai pensare: “QUESTO È NOSTRO, SOLO NOSTRO”.
Si dovrebbe invece mostrare rispetto della vita altrui e tenere alta considerazione delle problematiche sociali e umane.
Ricordiamo... ai lor Signori/e, seduti sugli scranni comunali, che sono semplici eletti e non conquistatori. Eletti per dare risposte concrete e non conquistatori per fare razzìe di norme, di cariche, di denaro, di correttezza e dignità. Su quelle poltrone, dai glutei tenacemente inchiappate, devono dimostrare nei fatti di essere creature politiche dotate di scelte coraggiose e innovative.
E, da quelle cadreghe su cui siedono, talora per tenere conferenze e visibilità nei talk show locali, e tal altro per sembrare extraterrestri di un altro pianeta, devono comprendere di non essere le uniche e sole creature di questa comunità.
Caro Daniele Foglia, caro amico che ci segui con legittima passione, non sta certo al popolo albense aprire la mente alle devastanti idee, poco costruttive, di codesta maggioranza o allargare le braccia alla ricerca di una solidarietà sociale con uno spirito unitario, lontano anni luce da questa tana di lupi affamati di borioso protagonismo e spocchiosa insolenza.
E’ un muro che ci divide. Due modi di essere. Due mondi di vivere in una stessa comunità. Alba potrà tornare a prosperare soltanto quando il cittadino non sarà più considerato e trattato come lepre da inseguire e sbranare. E dall’alto scendere con una diversità di comportamento e venire incontro con la mano tesa ad indicarci il cammino verso un futuro nuovo e prosperoso.
Solo allora saremo una vera comunità senza critiche ad ogni costo, ironie sempre e comunque, articoli da strapazzo e chiacchiere da bar. zac

CHE FIGURACCIA !

Anche su "I due Punti" Giancarlo Falconi simpaticamente ironizza sui manifesti auto-masochisti delle giovani leonesse derise anche nei commenti di fondo...che invito a leggere:
http://www.iduepunti.it/il-caff%C3%A8/24_maggio_2015/alba-adriatica-sonia-piccioni-punizione-dietro-la-lavagna

Che goduria !!

Gli sfigati asini con le orecchie rosse per la vergogna hanno rimossi i manifesti.
Bene. E noi li rimettiamo...con sfacciata goduria.

ADDIO ADAMO !

Hai finito con la stessa velocità con cui una foglia trasportata dal vento cade a terra, di soffrire e di combattere contro una malattia perfida, maligna e insensibile alla voglia di vivere che avevi ancora. Siamo certi che in questo momento sei in viaggio verso la casa del Signore, che con grande bontà, ti accoglierà e ti consentirà di vivere in una grande seppur diversa, realtà.
Ciao Adamo Di Bonaventura !

MAURO CAPECE " Un Grande"

Grande affermazione al St. Tropez Film Festival International, del nostro e mio grande amico Mauro.
Sono fiero e tutti gli albensi dovrebbero esserlo, per il grandissimo successo ottenuto.
Sei e sarai sempre un grande !
Bravo Mauro !

UN GIRO INTORNO AL COLOSSEO NON BASTA .......... !

Ammainiamo la BANDIERA BLU 2015. Non ci hanno concesso nemmeno quella parziale (meno male) e al solo pensare che per quel fazzolettino quasi da naso, ci andarono a Roma ci fa quasi piangere. Siamo oramai fuori dal giro, non contiamo più un cazzo di niente negli Enti sovracomunali. Questi sono i risultati degli impegni sventolati dall'addetto alla manutenzione, sulle cavate e le condotte abusive. Questo e' il risultato dell'impegno nullo sulla foce del Vibrata. Se decidete di organizzare una marcia su L'Aquila, per richiedere i necessari contributi per sanare il problema, CI SAREMO ANCHE NOI !
Altrimenti andate pure a quel paese.

ONORE ALLA MERDA !

Sono in tanti a gioire, per il Divieto di Balneazione limitato alla zona foce del Vibrata. Una sorta di patteggiamento tra la Merda e la Pubblica Amministrazione o meglio tu dai una cosa a me e io una cosa a te.............. e vissero felici e contenti. Addio alla speranza che qualcuno potesse intervenire a sanare quella malefica buca alla foce, piena di batteri e cacate varie. Attenzione però, spesso i patti vengono meno e tra le parti la smania di conquista di ulteriori spazi è sempre attiva. Ci dicano per favore almeno, quando è lunga la zona vietata allo sciacquio delle palle e se per caso il tratto storico della spiaggia alle spalle della rotonda Nilo, è anche esso off-limit.

Finalmente una buona notizia.

Sulla LIBERTA' D'INFORMAZIONE tra i Paesi del continente europeo siamo primi davanti a Paesi come l’Ungheria, la Bulgaria, il Montenegro, la Croazia, la Serbia, la Romania, l’Albania, il Kosovo, la Bosnia Erzegovina, la Grecia, la Macedonia e la Turchia.
Peccato che gli altri 29 Paesi siano sopra di noi !
Ma non disperate: dicono che si stanno attrezzando.

UNA TRISTE REALTA' : "Non vi caca piu' nessuno "

Una oceanica riunione quella di ieri pomeriggio in Comune. Innanzi alla responsabile dell'evento "Frecce Tricolori" Roberta Di Addezio, erano solo in tre i rappresentanti dei pubblici esercizi. Al solo pensare, che uno dei tre presenti si era offerto di acciurmare un numero più consistente di colleghi, che nel precedente incontro si erano dati alla latitanza, fa venire i brividi. Seguendo una casereccia stima matematica, si intuisce che se al primo appuntamento erano in cinque e al secondo in tre, al prossimo ci sarà un solo ospite, roba da guinnes esclameremo se fossimo solo animati dall'ironia. Ma tranne alcuni, sono in molti a riconoscerci un'alta percentuale di serietà e di consistenza politica, quando sguinzagliamo le nostre dita sulla tastiera. Il dato di fatto impone una riflessione da parte di chi ci governa (per modo di dire) che non si accorge della stanchezza e dell'amorfità della comunità locale, oramai stanca di una politica inespressiva, ciondolante e degna forse di un Comune che vive alla giornata e qualche centinaio di residenti. Sono i nostri eroi, caduti per caso e per bontà di qualche benefattore, sugli scranni di palazzo, come i ciclisti della domenica che con un sol rapporto sperano di aggiudicarsi la volata e forse anche la scalata della vetta. Si è oramai diradata la nebbia che li celava con complicità, sono allo scoperto e il popolo finalmente giudica e si convince giorno dopo giorno, che il passo da fare è quello che conduce verso l'ignorare.

TRA IL DIRE E IL FARE !

C'è di mezzo Costa dei Parchi. Il Consorzio degli albergatori e degli operatori balneari, grazie agli associati e ai loro portafogli ci ha regalato un fine settimana affollato e pieno di presenze (5.000 anime, dai rilievi stimati). Se questo oltre al naturale e scaturente business, non è promozione, mano al coltello e tagliamoci le palle.
L'aver organizzato e in maniera lodevole, una manifestazione sportiva dell' A.I C.S. (Associazione Italiana Cultura... e Sport), e messo a disposizione del corpo oltre che all'anima degli ospiti arrivati, sia il territorio che i ritrovi mangerecci, è una risposta forte e determinata a coloro che giocano con i gli uccellini e ammirano i gigli. Questo cari amici è promozione vera, far conoscere il territorio, la spiaggia (anche se ancora sporca) e le strutture ricettive, è il compito primario di chi opera nel turismo materiale e fattivo, e rintuzza nell'angolo chi ancora sogna ad occhi aperti e chi professa la tuttologia a campo aperto.
Chi vive il territorio, chi guarda, chi vede e soprattutto pensa ai benefici di una presenza futuribile per la stagione estiva prossima ad aprirsi, senza retorica e interessi (come noi), non può (alla vista di un lungomare affollato fuori stagione) che elargire il convinto plauso a chi opera in silenzio e raccoglie frutti. (Risveglio Albense)

SARANNO LORO ?

Forse ricorderete, quando alcuni mesi fa, pubblicammo che nella nostra città era operante una sorta di moschea islamica. Andammo a fondo sulla cosa e venne alla luce che il locale adibito al culto islamico era stato dato in affitto da un nostro concittadino ad una Associazione Islamica operante a Civitanova Marche. Ebbene in questi giorni, su tutto il territorio nazionale e in particolare in Sardegna, è stata posta in essere una vasta azione di polizia coordinata dal Ministero degli Interni, con numerosi arresti e fermi nei confronti di jihadisti collegati alle cellule più vicine al feroce terrorismo islamico. Tra le sedi dislocate nel nostro territorio nazionale adibite al reclutamento e interessate all'operazione di polizia, cè anche quella di Civitanova Marche, la domanda ci sorge spontanea: " Erano forse gli stessi affittuari della sede albense ? ". Staremo a vedere.

25 aprile: Festa di che ?.

Come un qualsiasi uomo che cammina per la strada con le preoccupazioni, i bisogni ed i pensieri suoi, non saprei proprio festeggiare questo giorno della liberazione e non potrei certo farlo nel momento attuale in cui le istituzioni se ne fregano della democrazia e divorano l’anima del popolo.
Sono una menzogna tutti i programmi nuovi e i sistemi sociali fastosamente ostentati al popolo, se all’ombra del rottamatore ghigna la medesima anima furbesca,... la medesima mancanza di coscienza, la medesima dissolutezza, il medesimo spreco e il medesimo lusso.
Già nel 1935 il rumeno Corneliu Zelea Codreanu così annotava nel suo diario:
“... un partito politico è una società anonima di sfruttamento del voto universale; ... tutti i partiti sono democratici, poiché utilizzano il suffragio universale nella medesima maniera; .... trascurano gli interessi del popolo e del paese soddisfacendo soltanto gli interessi particolari dei loro partigiani; ... tutti i partiti commettono delitti, si tradiscono l'un l'altro, nessuno di loro applica punizioni contro i propri partigiani, altrimenti li perderebbe, né contro i loro avversari, poiché questi, a loro volta, commettono i loro stessi delitti; ... la democrazia ci dà l'impressione di una vasta complicità fra criminali; ... la democrazia è al servizio dell'alta finanza nazionale o internazionale”
Di fronte a questo marciume democratico, a questa casta dei banchieri, degli uomini d'affari e degli arricchiti dai colpi di fortuna, a questi uccelli di rapina, che stanno in agguato contro la società umana, mentre i politici lottano tra loro per banali liti, noi, figli di questa terra, abbiamo proclamato da tempo la nostra resa a conferma di essere solo forme vuote senza contenuto.
Altro che liberazione !?
Creare una democrazia significa, in primo luogo far nascere uno stato che non ha la sua sede nella ragione, ma nell'anima del popolo, e poi occorre creare un'unica coesione nel sentire e vivere insieme, alla quale dobbiamo contribuire tutti.
Solo in questo caso il ducetto democratico non è più un "padrone", che "fa quello che vuole", che governa secondo il suo "beneplacito" codazzo. Egli non può fare quello che vuole, ma deve fare quello che deve.
E in democrazia…è proprio vero che prima si deve conoscere e correggere i propri difetti e poi vedere se si ha o no il diritto di occuparsi anche di quelli degli altri. Risveglio Albense
( Nella foto Corneliu Zelea Codreanu )

SIAMO ASSEDIATI !

Lo stato di assedio sfugge a molti e a qualcun altro conviene non sapere e magari vedere, la realtà però è di altro avviso. Certo la frenetica vita odierna ci facilita il non vedere e il non sapere, fermiamoci però per un solo istante, riflettiamo e insieme troviamo i rimedi. Siamo cresciuti forse troppo velocemente, la nostra comunità ha lasciato in fretta spazi e convivenze e ha perso l'azione di filtraggio utile e necessaria, un allargamento improvviso e ...senza alcun controllo sui flussi abitativi, frutto indiscutibile di una politica edile sfrenata e priva di riflessioni dovute e pertinenti. Dal furtarello di polli e di qualche prosciutto, da parte dei primitivi gitani installatisi nel territorio, siamo passati ai crimini degni di una grande realtà metropolitana, che purtroppo coinvolgono non più piccole e dirette realtà, ma si diffondono tra i cittadini che definiamo "normali". Siamo assediati dai furti continui nelle nostre abitazioni (è meglio un furto che un omicidio, ci correggerà qualcuno) che destano timori e allarmismi tra le nostre nonne, le nostre mamme e perchè no, tra le nostre donne. Siamo in piena guerra, dalle informazioni arrivateci il numero giornaliero di furti e di violazioni dei domicili è impressionante. Interi quartieri e intere vie vengono tranquillamente profanate, da personaggi dediti al malaffare, circolanti nel nostro paese privi di ogni controllo. Sarebbe quasi ora che tutti prendessimo atto di questa situazione e ognuno per i propri ruoli, diano le risposte giuste e operative per un felice ritorno alla legalità. E' oltremodo auspicabile, da chi ci governa, dedicare più attenzione al problema della sicurezza dei cittadini, che ad una buona evoluzione delle FRECCE TRICOLORI o alla sfarzosa sfilata dei carri di carnevale. La tranquillità dei cittadini e la sicurezza dei nostri figli, ci sta più al cuore di ogni altra scelta amministrativa. (nm&zac)

DA LECCARSI I BAFFI !

Il TOURING CLUB famosa e seguitissima guida turistica italiana, nello stilare la lista dei TOP 5 ristoranti d'Abruzzo, ha inserito nella stessa il Ristorante albense " Il Palmizio".
Non possiamo esimerci dall'esprimere i nostri complimenti più sentiti all'amico e proprietario VALERIO DI MATTIA.
Va riconosciuto senza alcun dubbio a VALERIO il merito di aver creato una struttura culinaria di alto pregio e nel contempo di proporsi come indiscutibile promotore turistico di Alba Adriatica.
Bravo Valerio !

A QUALCUNO PIACE IL VIETNAM !

Quello del nord, ovviamente, quello in cui l'esercizio della parola è drammaticamente limitato, quello insomma dove si può anzi si deve, condividere il tutto e per tutto il pensiero e l'ideologia della dittatura governante. Sembra dalle dichiarazioni e dai comportamenti, che alcuni amministratori locali, siano fortemente innamorati delle usanze vigenti nel 17° parallelo. Guai per chi si esprime a titolo personale o in qualità di portavoce di una... Associazione, scattano istantaneamente le qualifiche per gli isolati, se tutto va bene costoro sono degli imbecilli o peggio meritevoli di una censura, magari a mezzo del codice penale, per i portavoce al contrario, iniziano le investigazioni di routine con lo scopo di verificare se le associazioni di riferimento conoscano anticipatamente il succo dei discorsi dei loro portavoce. Quando si impone il silenzio non per andare a letto, ci troviamo innanzi ad una forma di dittatura psicologica e al tentativo di imporre il silenzio alle libere coscienze e ai sottoposti cittadini. Faranno silenzio tappandosi la bocca, i soliti ruffiani interessati che da tempo se non da sempre, amano veleggiare al fianco di diverse bandiere e sedere al tavolo dei vincitori. Parleranno, penseranno a lungo e scriveranno sempre e senza esitazione alcuna, coloro che vivono di proprio, amano la nostra città, rifiutano le elemosine e sono profondamente certi che "Nessuno potrà tirarli per la giacchetta". Siamo liberi e democratici, ecco perché al VIETNAM mandiamo un grande " VAFFANCULO".

SATIRA E VERITA'

Succede spesso, specialmente a qualche politico in carica, di confondere la satira con uno stato di sofferenza mentale. Chi fa satira viene spesso definito un insignificante stupidotto e quanto esso scrive o dice è pura fantasia immaginaria. Qualche amico ci riferisce, che da parte di un politicante nostrano, così veniamo definiti. Orbene, sappia questo cesto di cultura vivente e purtroppo circolante, che la SATIRA ha sempre avuto una fortissima impronta politica, occupandosi degli eventi di stretta attualità per la città (La Polis) e avendo una notevole influenza sull'opinione pubblica. Per questo motivo è stata ed è, soggetta a violenti attacchi da parte dei potenti. Non mancano di certo le velate e soffiate intimidazioni di prossime azioni penali a difesa delle personali attività e attitudini, che mai sono oggetto dei nostri interessi, che sono al contrario palesemente politici e amministrativi. Non potremmo astenerci dall'esprimere i nostri pensieri critici o negativi, nemmeno nei confronti di un premio NOBEL alla medicina, qualora lo stesso scendesse in politica, dimostrando le sue incapacità amministrative e politiche.
Non ci lasciamo sfuggire l'occasione per trasmettervi il pensiero di GIORGIO FORATTINI : " La SATIRA è una grande dimostrazione, la più alta espressione, di LIBERTA' e di DEMOCRAZIA.
(nm&zac)

E' MEGLIO VIVERE UN GIORNO DA LEONE, O UNA STAGIONE DA PUNTELLATORI ?

Per quanto ci riguarda è inutile ricordarVi il nostro amore spassionato verso i felini, per nulla quindi ci incontrerete nei vari mercatini delle pulci a vendere le nostre idee e le nostre anime. Non ci vedrete nemmeno in preda alla disperazione e con IL CUORE in mano a mendicare un ruolo civico o di rappresentanza mai richiestoci, inutile e contrario alla onorabilità personale e al volere pubblico.
Nemmeno... in preda ad un inaspettato infantilismo, regaleremo mai un miglio delle "Millemiglia Bebè in Auto " ad una Associazione nata vuota e priva di gemiti neonatali.
Il vuoto in senso lato e forse anche in senso specifico, impone agli uomini di buona fede, di auto-tradirsi e di dimenticare le proprie posizioni sentimentali e trasformarsi con impeto immediato e forse anche fulmineo, in un classico utile idiota.
Dimenticano costoro, che oggi più di ieri, rifugiarsi sotto le ascelle calanti dello spennato Pavone, comporta seri rischi olfattivi unitamente a gravi scompensi politici, che nel prossimo futuro giustificheranno una caduta letale.
Se poi preferite un uovo oggi, ad una gallina domani...... Fate pure, il piatto è servito ! (R.A.)

COME VOLEVASI DIMOSTRARE !

Ebbene è arrivata la notizia, il regolamento delle manifestazioni, preparato dal Consigliere D'Ambrosio, rimarrà, non tanto gelosamente, chiuso nei cassetti del palazzo di città. Non ci sorprendiamo della notizia apparsa oggi su un quotidiano locale. Avevamo ipotizzato con largo anticipo questa scelta e avevamo anche azzeccato la motivazione: " Siamo in prossimità dell'apertura della stagione estiva e il documento necessita di essere discusso e confrontato". Ci torna in mente la storiella raccontataci da un gigolò, il quale dopo aver corteggiato una bella signora, momentaneamente sola per impegni di lavoro del proprio marito, ha deciso di farsi sotto con maggiore intensità e determinazione, all'indomani del rientro del coniuge, della corteggiata. Così è la storia di questo amato e decantato regolamento, atteso da due anni, voluto da tanti e osteggiato da pochi. Ma sappiamo come talvolta i pochi, naturalmente arroganti e presuntuosi, riescono a dilazionare nel tempo uno strumento, che in questo caso impedisce e proprio a loro, di fare come cazzo vogliono e senza attivare un minimo di confronto. Pensate solo alle manifestazioni già programmate e sponsorizzate dalla sorella d'Italia Di Addezio o a quelle della gattiana Ventura, che alla luce del novello regolamento dovevano tornare sul tavolo della discussione o meglio della programmazione, per essere pesate e in seguito dichiarate idonee. Immaginate la grande confusione tra le varie associazioni, per la precisione tra quelle costantemente ignorate e quelle che si vedono assegnate compiti e incarichi di organizzare eventi di non competenza. Provate ad immaginare quanti operatori dovranno fare a meno degli inchini alla Schettino davanti alle loro attività da parte di feste politiche e eventi carnevaleschi, partite di calcio o di tante altre manifestazioni dove le palle prendono il volo. Non ci sarà oggi e nemmeno nel prossimo futuro, l'atteso regolamento, esso comporta disciplina, imparzialità ed equità tra le parti, caratteristiche queste da sempre indigeste a coloro che amano fare come CAZZO VOGLIONO!

Non c'è niente da fare.

Questa maggioranza continua a percorrere una strada poco aperta all’incontro, alla discussione e al confronto, quando la visione civile della realtà è racchiusa ad un solo passo da loro.
Preferiscono la distanza, manifestano la presunzione ed esprimono arroganza, quando invece possono cogliere la bellezza delle idee nel giardino delle varie associazioni territoriali.
Evidentemente rincorrono uno spartito diverso persino quando la giusta e perfetta c...oesistenza delle parti manifesta di esprimersi nella stessa lingua, di custodire una medesima visione e di saper offrire un contributo armonioso di tutte le categorie.
Da qualche parte avevo letto che qualunque associazione o aggregazione e da chiunque sia composta, se, quando occorre, non ha in sé una certa misura di moderazione, di equilibrio, di capacità e di saggezza, rovina prima gli altri e poi se stessa.
E' questa una carenza talmente grave e dannosa che dimostra l’incapacità dell’amministrazione di unire la cittadina ed adombra il triste dubbio di voler governare seguendo la rotta della fratturazione e delle divisione del tessuto sociale, imprenditoriale e turistico di Alba Adriatica.
Si. Non è altro che la manifesta visione della realtà.
Non c’è altro da sapere. Non c'è niente da fare. nm&zac

IN ATTESA DI UNA NUOVA "PIAZZA", SI FANNO PIAZZATE.. !

E' scoppiato un grande amore tra il redivivo Viviani e il mitico pavone spennacchiato, i loro incontri sempre più frequenti e immortalati dalle foto che circolano nell'etere. Hanno pensato bene, dopo una sosta di quasi due anni, riprendere il filo del discorso iniziato nel 2013, quando per incanto dalla borgata di via dei Tigli, molti voti forti e pesanti della sinistra, convogliarono stranamente verso la lista di Tonia P...iccioni, a rimanerci male fu certamente la candidata a Sindaco Ilenia Ceci, che forse ancora oggi non ha compreso in pieno il tragico travaso. Il mistero non è più incomprensibile, gli atteggiamenti ultimi li chiariscono quasi in maniera definitiva. Si ritrovano e spesso a ciarlare e forse anche a sparlare, il PAVONE dalla ruota oramai immobile, non si lascia scappare l'occasione per buttare veleno e sputare bile contro la compagine Piccioniana, l'incapacità cronica è il complimento più rituale che esso esprime, dall'altra invece il bolscevico Cicarì, medita vendetta e sogna la riscalata al potere, trova nella sua bramosia anche i soliti balordi, che dimenticando che Alba vive di turismo puro, gli consentono di organizzare la festa dell'UNITA' IN PIENA STAGIONE E IN PIENO LUNGOMARE. I tempi cambiano e anche le dichiarazioni post voto (Viviani) seguono i cambiamenti talvolta inopportuni ma spesso convenienti. Non c'è spazio per le tregue, saremo costretti a tenere le armi sempre pronte per fronteggiare coloro che hanno portato e ancora portano danni irreversibili alla nostra città. Per favore fate i seri. finchè peste non vi colga.

Da lu pavone spennacchiato a lu p’tone spernacchiato.

Ricordo bene che in una delle prime riunioni nel circolo albense del PdL in Viale Vittoria il pavone albense con la ruota aperta e ben pennata ebbe l’ardire e la presunzione di affermare davanti ad una folta assemblea che il suo intento era quello di presentarsi alle elezioni europee.
Chissà come gli era venuto in mente ? Tanto lui di soldi ne aveva da buttare al vento. E fu da quel giorno che il pavone piumato iniziò a ...perdere la testa e qualche penna.
E infatti ben presto ripiegò sulla nomina a Onorevole. Purtroppo nel viaggio verso Roma non trovò posto sul pullman stracolmo di gatti, cani, orchi, oche e anim…e non proprio (ad)domesticate. Se non voraci e vampiresche.
Il contraccolpo subìto portò il povero pavone ad una perdita crescente di credibilità e alla caduta del piumaggio in varie parti e in vari modi. Come dimenticare la mano tesa al saluto, contraccambiato con irridente disprezzo in quell’assise di Teramo e i ricoveri urgenti nelle vicine strutture ospedaliere.
Deriso, umiliato ed ancor di più spennacchiato in tutti i modi e in tutte le salse, si rivolse a destra e a manca per ottenere un po’ ricompensa al suo tormento, finendo pure ad inginocchiarsi, e non rialzarsi più nemmeno davanti a “Rialzati Abruzzo” pregando invano una sua candidatura.
Svanita la cadrega regionale, pensò di riposarsi sulla poltroncina provinciale, ma un destino beffardo e crudele gliela tolse da sotto il culo, per cui si ritrovò solo in mezzo alla strada senza ciuffi in testa e con poche penne in coda.
Smarrito e abbacchiato, si ritirò sulla riva dell’Adriatico. Riprese forma, colore e convinzione a suon di porchette, regali e promesse. Tornò sul piedistallo sicuro, vispo e convincente di essere ancora un bel pavone da sballo.
E oggi, dato che ci si trova, perché non fare un pensierino a un bell’assessorato del Sindaco vicino ? Che c’è di male ?
Il passo è breve. Da nu pavone spennacchiato e poche piume ci ritroviamo tra le gambe nu p’tone spernacchiato in Comune. zac

@all’amico Enrico Maria Meco

Premesso che la distanza mentale tra noi e mussulmani non è affatto così lontana come molti pensano. Tutt’altro. Sul versante civico e comportamentale noi, col pieno consenso di voto, preferiamo far accomodare in Parlamento e negli Enti locali, gente screditata, inquisita, puttaniere, drogata e ladrona e poi chiamarla anche “ONOREVOLE”. E, spiace dirlo, con la legge e la cultura ci puliamo il culo. E non oso dire altrettanto per come maltrattiamo i Vangeli e i comandamenti divini. Per i mussulmani la volontà di vivere secondo la volontà di Dio viene enunciata nella Shari’ah, come legge definitiva che non si può modificare o cancellare perché derivante dalla Rivelazione divina, e per di più proclamata legge fondamentale dello Stato, valevole anche per i popoli non mussulmani.
La differenza consiste sul fatto che i Vangeli rivelano princìpi generali, sempre disattesi e trasgrediti con i peccati, e non norme di comportamento civile, ben definite dalle leggi di Stato e poco rispettate, mentre il Corano, oltre i princìpi generali, contiene precise prescrizioni che non soltanto regolamentano il culto, ma anche i rapporti sociali, familiari e politici.
Come vedi, la differenza è sostanziale sia in ambito religioso che in quello legislativo. L’Occidente, nato dall’impalcatura giuridica dell’impero romano, ha assorbito le rozze norme barbariche e per tutto il medioevo e fino agli albori della civiltà moderna, ha tenuto fede al Diritto romano, l’Islam invece, sorto da culture tribali rozze e incerte dell’ambiente arabo e in tutte le terre conquistate, ha affermato la Shari’ah come Diritto comune.
Queste sono parole di Dio, espresse in lingua araba e come tali irriformabili, atemporali. Nessuna considerazione di carattere storico, sociale e “DI ALCUNA ALTRA NATURA” possono scalfire ciò che Allah ha prescritto e ciò che ha prescritto è una precisa legge naturale per la società e per la fede religiosa.
Quanto alla provocazione culturale dell’Occidente, potrei facilmente provare, con svariata documentazione, che si è distinta per tutto il Basso Medioevo con i conflitti nazionali (la guerra dei Cent'Anni), e quelli monarchici e papali, gli scismi religiosi, gli scontri col mondo mussulmano (Reconquista spagnola), la corsa per accaparrarsi le nuove terre con i massacri delle popolazioni indigene. Per cui la vera tragedia della vita di De Montaigne fu l’assistere a “quella spaventosa ricaduta dell'umanesimo nella bestialità, a uno di quegli eccessi sporadici di follia che prendono a volte l'umanità (...)”. Persino il frate Bartolomeo de Las Casas capì i motivi reconditi dei conquistatori e disse che:“la diffusione della Parola di Dio non era nient’altro che un’astuzia, un espediente. La forza motivante era l’ambizione e non l’altruismo; l’obiettivo l’oro e non Dio”.
E poi ancora le nefandezze della Santa Inquisizione, la caccia alle streghe, le controversie teologiche e dottrinali tra le varie Fedi (Lutero, Calvino) durate fino al XVII secolo e oltre se inseriamo nella cultura occidentale “con cuor sincero e fede non finta,… abiuri, spergiuri e maledicazioni, e qualunque altro errore e eresia contraria alla Cattolica e Apostolica Chiesa”, certo non finite sino all’anno mille.
E non per questo intendo giustificare il ricorso ai kalashnikov. Beninteso!
Ma ormai i tempi son cambiati e pure noi non siam più tali, quando era offesa la bestemmia e dire il nome di Dio invano. Ieri usavamo la penna per svilire un pensiero, oggi una vignetta per deridere una Fede, domani forse un clic per arrivare in un altro mondo, ma faremo in tempo a non scherzar con Dio ? zac

BANDA BASSOTTI

Come dar torto a chi biasima la modesta caratura umana e culturale di molti amministratori locali, che in alcuni casi, come quello messo in atto con illegale e spudorato ostracismo nei confronti della Pro Loco albense, diventa perfino “oltraggiosa”.
All’ingiusta procedura di rimozione e inattendibile cancellazione dalle liste provinciali si è arrivati per fasulla incoscienza e sfacciato servilismo di mozzi della stalla politica di Arcore e sfrontato livore vend...icativo dell’ormai trombato pavone locale.
Per questa “scemenza censoria” Risveglio albense auspica che qualcuno chieda, non dico scusa, per aver tracciato e inseguito una continuità di posizioni inconciliabili, ma che consapevolmente venga superato questa fase, rispolverando il rapporto con il cosiddetto “passo in avanti” tra le parti, dalle quali nessuno può defilarsi per il bene di Alba e il rispetto della cittadinanza.
Spiace che i nuovi eletti passino le giornate defilate alla denigrazione e alla banalizzazione, che porta a screditare una tradizione tanto gloriosa come la nostra Pro Loco.
Da dove sbucano questi mostri politici che non sanno neppure che cultura, tradizione, memoria storica, civiltà, appartenenza sono parole alte e nobili ?
Dove nasce questo insulto che porta a pensare che chi opera per questo Paese è sempre “un ladro” ?
Se c’è una Banda Bassotti che denigra nel presente per sopravvivere nel futuro è quella che ha la faccia come il culo.
E ci fa pure rima. zac

Auguri di Natale 2014

Il cuore umano porta i segni di molte ferite.
La speranza è sempre stata un grande rimedio.
Nell’andare incontro al nostro futuro, Risveglio Albense augura di vederla risplendere nei vostri occhi e la fede guidarci tutti a un’esistenza d’amore.
Auguri di cuore. zac

LA PEGGIORE INFERMITÀ

La peggiore infermità della nostra epoca è che diversità e socialità si presentano come due forze nemiche e antitetiche. Diversità civile, diversità religiosa, diversità culturale, e inoltre diversità razziale, diversità sessuale e diversità biologica, tanto più perniciose e venefiche in quanto viene dall’identità e dall’alterità degli esseri e si insinua in maniera subdola ma inarrestabile nell’animo di tutti, come sottile veleno respirato con l’aria. Ora, ognuna di queste diversità diviene a lungo andare infermità dell’anima e, di conseguenza, infermità sociale.
La "diversità" è vista in chiave negativa, come "minaccia" della propria identità, della propria cultura religiosa e civica e in specie del proprio stato economico e sociale: per questo la presenza dei "diverso" spesso genera sentimenti di paura, ansia, sospetto e frequentemente anche forte ostilità ed avversione. Basti pensare quanto timore abbia suscitato in passato la presenza di alcuni stranieri, quanti disagi creato i portatori di handicap, quanti sarcasmi le diversità sessuali e quanto fastidio genera ancora di più oggi la presenza dei cosiddetti vu cumprà o quanto astio gli sbarchi quotidiani dei profughi a Lampedusa.
Se si riuscisse invece a percepire la "differenza" non come un limite alla formazione, ma come una ”dote”, un "valore", una "risorsa", un "diritto", l'incontro con l'altro potrebbe essere in certi casi anche scontro, ma non sarebbe mai discriminazione. E l'accettazione diventerebbe scoperta, valorizzazione delle differenze e affermazione della propria identità e, contemporaneamente si aprirebbe uno spiraglio per creare la strada maestra verso una vera socializzazione civile.
Questo solo come premessa per confermare quanto affermato dal compianto Robin Williams in "L'attimo fuggente" di Peter Weir: "Sono salito sulla cattedra per ricordare a me stesso che dobbiamo guardare le cose sempre da angolazioni diverse".
Fino a quando la politica nostrana si limiterà a soccorrere i superstiti sulle spiagge di Lampedusa invece di bloccarli con un cordone navale a 20 miglia dalle coste africane, continueremo solo ad accogliere dentro casa i poveri morti nella traversata e a tenerli anche sulla coscienza. Fino a quando sul problema non coinvolgeremo le nazioni del nord in questa Europa ancora semibarbara quale è L’Europa dell’euro, non plasmeremo mai l’anima moderna ad una risposta veramente sociale e solidale. Fino a quando gli egoismi si limiteranno a rivendicare i diritti del profitto e quelli della sua illimitata libertà, non troveremo mai la forza e la volontà di rinnovare il volto del mondo, di liberare l’uomo dalle sue catene secolari e di fornire basi indistruttibili allo spirito umano.
Da quando poi il piacere di rinchiudersi in una bella casa confortevole senza finestre, inebriati dalle App degli smartphone e dei tablet, attratti dai twit connessi con l’intero mondo, l’intelletto si è abituato ad un pensiero materialista nei suoi princìpi come nei suoi fini, il cuore, disorientato tra questi due fuochi, ha abdicato ai suoi diritti per cadere in un silenzio soffocante, e nell’animo della società come in quelle dei singoli si è verificato una profonda frattura, che ha finito per diventare causa di impotenza e di inaridimento.
Da molto tempo la diversità non si comprende e non s’incontra con la socialità. Eppure una aumenta la ricchezza della mente e la forza invincibile dell’onestà, l’altra soddisfa le esigenze del cuore, e di qui la sua eterna magia nel nutrire l’anima. La “diversità” senza valore e la socialità senza speranza si confrontano e si scontrano in una sfida senza vincitori, in una guerra tacita e occulta in seno alla nostra comunità e finanche nell’intima coscienza di ogni individuo albense.
Chiunque noi siamo, a qualsiasi pensiero e strato sociale apparteniamo, facciamo in modo che l’umanità riprenda la sua eterna marcia per ritrovare la luce della serenità nel firmamento delle diversità. zac

ABBIAMO CHI CI ASPETTA…

Oggi l’uomo moderno non è più un essere istintivo e primordiale che non poteva contare sulla Saggezza delle generazioni che lo hanno preceduto, non è più una razza selvaggia e bestiale che doveva scoprire le Regole e le Logiche civile di comportamento, non è più un soggetto barbaro e brutale da non avere Comprensione o non sentire Emozioni, non è più una persona incolta e ignara da non rispondere all’imperativo Morale o non contare sulla Solidarietà, l’uomo del III° millennio ha il compito di perseguire un coinvolgente cammino di conoscenza verso la Verità, un cammino per ritrovare tutto il senso del destino umano e capire la ragione stessa dell’esistenza, costellata di prove, di incantesimi, di nebbie e di ombre che solo un grande amore per la Verità potrà dissipare.
Egli dispone di tutte le virtù necessarie, la forza, l’intelligenza, l’esperienza, la fortuna favorevole, ma a nulla tutto questo gli servirebbe, se non avesse la volontà di non distogliere mai il cammino dalla Luce Morale, al cui chiarore tutto impallidisce “come le stelle o la luna quando si leva il sole”.
E per dare un segno, uno fra i tanti che sarebbero leciti alla libertà di stendere davanti agli occhi dell’uomo il sublime tappeto della verità, di fronte all’umanità tutta tradita dagli egoismi e dalle ingiustizie sociali, di fronte al sudore sceso ad irrorare la terra desolata, di fronte al cuore e alla terra inaridita, ai ghiacciai violati, alle foreste abbattute, ai fiumi avvelenati, al cielo sempre più offuscato dai fumi e dai miasmi, di fronte alla rovina dell’uomo e del pianeta, in un tempo oscuro di catastrofi e privo d’amore, non resta che percorrere altra strada se non quella già battuta con il passo guidato dalla stessa Speranza e di consegnare a chi ci segue una risposta dovuta.
C’è molto falsità in questa società, troppo egoismo che piace in questa città e pertanto non c’è volontà, possibilità, potere, necessità, niente che possa far luce su ciò che sta accadendo intorno a noi o sul modo di far finire il disastro dei contatti umani che sta portando danni a tutti noi e timore per il futuro. E c’è tanta convenienza, utilità, comodità, beneficio che soddisfa e gratifica e pertanto non c’è disposizione, desiderio, bontà, nessun sentimento a rasserenare i rapporti umani, nessuna luce a illuminare un viaggio comune, nessuna speranza di vita serena. In verità non sappiamo quale realtà sia più drammatica: quella che tocca l’uomo o quella che riguarda l’anima.
Comprendere il valore della nostra esistenza non significa dare più importanza o scarso rilievo, fare una scelta di parte o di scarsa convenienza, sentire piacere e soddisfazione o noia e menefreghismo. I soprusi ai danni dei cittadini e dell’umanità intera sono tanto palesi, ma intanto continuano ad essere perpetrati sotto il naso della nostra totale indifferenza. I “lestofanti” ci sono e non li troveremo mai con le mani in pasta, certo non oggi, non adesso. Ne abbiamo solo una vaga idea ma nessun contatto. Come Dio, non si mostrano mai. Intanto circolano riveriti nei corridoi che contano imbroglioni e canaglie con la valigetta pronta ad accogliere contanti.
E anche tanta brava gente in buona fede, però a mani vuote.
E solo di questi appunto, preferiamo raccontare i grandi movimenti spirituali. Parole magiche, dure come pietre, che invocano lo spirito all’azione a tutela dei rapporti umani traditi per crudeltà di cuore, e dell’ambiente civile in cui si vive sfregiato per pura ingordigia.
Le ideologie tanto declamate non contano più nulla, conta la consapevolezza di doverci liberare di una cappa menefreghista, quell’indifferenza contagiosa che rischia di soffocare tutta l’Umanità, come ha valore contenere l’insaziabile fame di denaro che ormai ci ha soffocato l’anima. Possiamo intonare canti e salmi agli Dei del Cielo per supplicare armonia, amore e serenità, o erigere mille scudi da levarsi intonando la Costituzione, invocando la tutela dei valori della persona e la conservazione del rispetto umano. Peccato che, quando si passa dalla teoria alla realtà, le chiacchiere mostrano tutta la loro fragilità.
Alle ortiche l’interesse personale, nelle casse mortuarie quello venale del denaro, a calci in culo quello che ruota e scodinzola intorno alla coda del pavone albense. Il mondo non verrà certo salvato da loro, ma dagli animi battaglieri e determinati, romantici e fedeli ai propri princìpi. Non da uomini di potere, ma di giustizia. Speriamo e immaginiamo un mondo nuovo colmo d’ideali, che avanza con la passione vera per la bellezza della natura e la saggezza della verità, che conquisterà cuore e stomaco delle generazioni future. Avranno un sogno da realizzare, il sogno di sentirsi liberi in un mondo pulito. zac

IN DIFESA DELLA VERITÀ E DELLA TRASPARENZA

Al Responsabile per la trasparenza
Al Signor Sindaco
del Comune di Alba Adriatica
Oggetto: Esposto al Responsabile per la trasparenza avverso appalto “SPORTELLO DI PROSSIMITA”
Il sottoscritto Zaccaretti Piero, nato a Campli il 17/04/1949 e residente ad Alba Adriatica in Via Michetti/6, in qualità di Presidente dell’Associazione civica “CUIB ALBA”,
a seguito
Ricorsi avverso modulazione appalto “SPORTELLO DI PROSSIMITA” presentati al protocollo il primo il 28/11/2013 e il secondo il 04/12/2013;
Ricorso avverso assegnazione appalto “SPORTELLO DI PROSSIMITA” consegnato al protocollo il 03/01/2014;
Lettera (non raccomandata) a firma Responsabile Area amministrativa Servizi esterni data 27/12/2013 e ricevuta in notevole ritardo solo venerdì 10/01/2014, nella quale si fa riferimento all’Atto n. 234859 del 11/11/2013 con data inizio pubblicazione il 12/11/2013 e data fine pubblicazione il 27/11/2013;
espone
Il riferimento solo all’Atto n. 234859 del 11/11/2013 che contiene il Bando di gara e mai invece il riferimento all’Atto n. 102 del 07/11/2013 con data inizio pubblicazione all’Albo Pretorio il 14/11/2013 e data fine pubblicazione il 29/11/2013 che contiene la Determina, il Capitolato speciale, il Bando di gara e tutti i 10 moduli necessari alla partecipazione in allegato;
La prova concreta ed evidente, nel termine di presentazione delle offerte fissato per il 26/11/2013 (quindi anteriore alla data di fine pubblicazione all’Albo Pretorio dei 2 Atti), del non rispetto delle normative contenute nel d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33 che disciplina gli obblighi per le pubbliche amministrazioni di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni e in particolare l’Art. 19 che determina le normative per rendere pubbliche le informazioni relative ai bandi di concorso per il reclutamento di personale presso le amministrazioni;
La riduzione a 18 mesi della durata del Bando, inizialmente di 24 mesi in tutti gli Atti anteriori all’apertura delle offerte e poi senza alcuna motivazione ridotta nel verbale di aggiudicazione;
riconferma
Tutte le incongruenze, gli errori, le assenze riportate nei tre ricorsi che sottopongo all’attenzione del Responsabile per la trasparenza che, secondo l’Art. 43/comma 1 del decreto legislativo 14 marzo 2013/ n. 33, è tenuto al controllo sull'adempimento da parte dell'amministrazione degli obblighi di pubblicazione previsti dalla norma vigente, assicurando LA COMPLETEZZA, LA CHIAREZZA E L'AGGIORNAMENTO delle informazioni pubblicate, nonché segnalando all'organo di indirizzo politico i casi di mancato o ritardato adempimento degli obblighi di pubblicazione.
Accertato che la politica è diventata tutta spazzatura che i cittadini si ritrovano tutti i santi giorni tra i piedi, non si può nascondere un legame, ben accertato tramite web, tra la società vincitrice dell’appalto SPORTELLO DI PROSSIMITA’ e un noto esponente politico delle ultime elezioni amministrative di una vicina località e anzi “vox populi” sembra addirittura trattasi di un legame familiare, del tutto legale, certo, che nulla comporta dal lato penale, come il tradimento di un marito alla moglie viene ritenuto inopportuno e dal lato della trasparenza poco cristallino.
Se poi un appalto di gara viene supportato da numerose incongruenze nella dicitura, da preoccupanti ombre di irregolarità nella procedura, da errori nella modulazione e da evidenti vizi concorsuali, nulla vieta di dare ascolto ad una citazione del Senatore Giulio Andreotti che “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” o anche di sminuire la professionalità della Responsabile di servizio Dott.ssa Vanna Iannetti con un epiteto scelto tra quelli volgari dell’On. Sgarbi e di tappare il becco alle oche che starnazzano in sua difesa.
Si resta ancora paziente a disposizione per eventuali chiarimenti prima di presentare tutti gli Atti, con un esposto - denuncia, alla magistratura contabile della Corte dei Conti della Regione Abruzzo.
Zaccaretti Piero
Alba Adriatica, lì 20/01/2014

BASTA SUBIRE E TACERE

Altri due grossolani errori che uniti ai precedenti dimostrano lo starnazzo dell’oca albense sul quotidiano “Il Centro” in strenua difesa dell’asino alle sue dipendenze.
Mi sta bene la difesa della Signora Piccioni Avvocato Tonia alla sua assistita davanti ad un Giudice in un tribunale di un Palazzo di Giustizia, ma non accetto da cittadino che il Sindaco Tonia Piccioni difenda l’indifendibile Responsabile dei grossolani errori palesemente evidenziati co...n i documenti in mano. Tali comportamenti consentono a tutti i Dipendenti del Comune di perpetrare gli errori senza subirne le conseguenze dovute. O di acquisirne i premi di produzione, strapagati dai cittadini.
Questa nostra città dopo il Pavone poteva benissimo far meno di arricchire il pollaio, semplicemente ammettendo gli errori umani, ammissibili per Amministratori nuovi e di poca esperienza, se vogliamo che nel Comune regni un’armonia familiare e una trasparenza dovuta alla cittadinanza per promessa elettorale e per legge.
Ma il merito si acquisisce proprio nell’umiltà e non nell’arroganza, nell’ammissione degli errori e non nella prepotenza di negarli, specie nell’evidenza dei fatti, per atti scritti e documenti firmati, come riportato in una intervista del Sindaco su una TV locale. Anche perché non tutti accettano di subire sempre o di tacere in eterno. All’oca va dato il foraggio e all’asino va data la biada ed è ciò che si meritano. Se proprio non piace, sanno come fare. zac
Sono disponibile a inviare ai richiedenti tramite messaggio personale di Facebook tutta la documentazione, iniziando dalla Determina n. 117 del 17/12/2013 in cui si aggiudica la gara (anche qui con due strafalcioni: - la determina n.102 pubblicata all'Albo Pretorio con inizio 12/11/2013 e fine 27/11/2013 è errata in quanto ha inizio il 14/11/2013 e fine il 29/11/2013. - Il verbale di aggiudicazione n. 1 del 27/11/2013 è anch'esso sbagliato in quanto la Commissione aggiudicatrice dell’appalto si è riunita il 28/11/20013 e giustamente il verbale di aggiudicazione n. 1 porta la data del 28/11/2013).

Punto di partenza

Questa riflessione è dedicata a quanti con la loro collaborazione e presenza nelle 7 liste elettorali intendevano mettersi a disposizione della collettività con il loro impegno e le loro idee. Le cose non sono andate come speravo. Non dal punto di vista dei risultati, dove naturalmente una lista era vincente e le altre 6 perdenti. Mi riferisco all'atteggiamento del dopo elezioni, a quella presa di distanza dalla politica, a quella specie di rilassamento mentale, per non parlare proprio di rigetto dell'interesse civico e di nausea della socialità. Colgo l'occasione offerta dall'intervento sempre attento di Fabrizio Alessandrini per postare su questo argomento una chiave di lettura personale e di contributo ad un risveglio degli animi e delle coscienze.zac
Come punto di partenza
Quand’era giovane Lyndon Johnson aveva un unico sogno: scalare i gradini della politica e diventare presidente. All’improvviso gli si presentò un’occasione unica: un membro del congresso del Texas morì e il seggio, lasciato vuoto, rappresentava un’opportunità rara per Lui.
Johnson doveva affrontare una situazione terribile: Era uno sconosciuto e con pochi contatti. Se si metteva in gara, i pronostici erano ridicolmente a suo sfavore. D’altra parte, se sceglieva di non candidarsi, sarebbero passati almeno altri dieci anni prima che si presentava un’altra occasione. Con tutto questo in testa, abbandonò ogni esitazione, si fece coraggio e prese parte alla competizione.
Il primo passo di Johnson fu di chiamare al suo fianco le dozzine di giovani uomini e donne che nel corso degli anni aveva conosciuto, apprezzato e stimato. La strategia della sua campagna era semplice: si sarebbe differenziato da tutti gli altri aspiranti indirizzando il suo esercito di volontari nei quartieri, quelli di periferia poco popolati ma tanto trascurati. Erano queste le aree più dimenticate delle metropoli, i luoghi in cui i candidati raramente si avventuravano. Johnson volle incontrare tutti gli abitanti dei piccoli sobborghi e le famiglie sino agli ultimi e lontani hinterland, stringere più mani possibili, ascoltare le loro voci e le loro lagnanze, offrire vicinanza e solidarietà, ottenere il voto della gente che non aveva mai votato prima.
Era la strategia di un uomo consapevole che questa era decisamente l’opportunità migliore nonché unica per vincere: seguiva le tracce di ogni strada, suonava ad ogni cancello, si presentava agli abitanti stupiti, ascoltava pazientemente i loro problemi, poi si congedava con una stretta calorosa e una gentile richiesta di voto. E non solo. Accompagnato dagli amici, teneva incontri ripetuti negli stessi luoghi, si mescolava alla folla e trascorreva almeno qualche minuto con chiunque fosse presente. Amava ascoltare intensamente e si preoccupava sempre di lasciare le persone con la gradita sensazione che lo avrebbero rivisto e che avrebbero finalmente avuto qualcuno a cui rivolgersi. Nei bar, nei negozi, nei condomini, nelle strade parlava con le persone del posto e al momento di congedarsi offriva disponibilità, apertura e collaborazione.
Impariamo. Un gruppo fidato al fianco, l’incontro con le periferie, la disponibilità e una stretta di mano sono le cose che contano. Sono gesti che chiunque apprezza enormemente e doni per creare un sincero legame.
Immagine. Il sole. Quando termina il suo corso e tramonta all’orizzonte, lascia dietro sé un bagliore brillante e memorabile. Sempre si desidera che ritorni.
Per la maggior parte di noi, la conclusione di qualsiasi cosa-un progetto, un’idea, un tentativo, una campagna elettorale, un programma-rappresenta una sorta di muro: senza pensare a migliorarci, il nostro lavoro ci sembra compiuto, ed è tempo solo di rilassarci e pensare ad altro. L’esempio di Lyndon Johnson ci insegna a guardare il mondo in maniera diversa: la fine non assomiglia a un muro, ma più a una porta, che conduce ad una fase successiva migliore o ad un gradino più alto.
Ciò che importa non è tanto ottenere una vittoria, quanto il punto in cui un qualsiasi esito ci lascia e come questo punto dia inizio al round successivo.
Se, dopo le elezioni, sia che ci facciamo cullare dall’euforia del trionfo o ci lasciamo prendere dallo scoramento della sconfitta, avremmo comunque piantato i semi del fallimento e portato inevitabilmente ad una battuta d’arresto del nostro progetto. Pertanto teniamo d’occhio il futuro e il tipo di eventi che ci permette di continuare ad avanzare e a sognare.
Continuiamo ad usare lo stesso approccio. Lo stesso metodo. Il medesimo contatto. Le medesime parole. Parliamo ai cuori, certo. Ma non dimentichiamo il portafoglio. Concentriamoci sul sentimento che suscitiamo nella gente. E con quello scuotiamo i cuori. Ma dobbiamo sapere anche che le parole carine e le emozioni bastano solo al momento, e che alla lunga diamo modo però alle persone di sospettare che stiamo meramente raccattando voti, e pertanto occorre adoperarci a stabilire un rapporto che tocca le attività, lo sviluppo territoriale, il lavoro, le categorie, i bisogni reali delle famiglie, il futuro dei figli.
La conclusione del contatto deve essere sempre una sorta di inizio, perché persino una stretta di mano resta nella mente, e uno sguardo non lo si dimentica e serve a cancellare ogni dubbio sulla nostra sincerità.
Impariamo: in ogni storia, la tendenza a ragionare in termini di vittoria o sconfitta, successo o fallimento, è pericolosa. La mente si ferma, anziché guardare avanti. Le emozioni dominano il momento: un’euforia compiaciuta nella vittoria, lo sconforto, l’abbattimento e l’asprezza nella perdita. Quello di cui si ha bisogno è una visione di vita più fluida e scorrevole. Alcune vittorie sono negative-pertanto non conducono da nessuna parte-e alcune sconfitte sono positive, e funzionano invece come lezione o richiamo a svegliarsi. L’unica vera fine è la morte. Tutto il resto è una transizione.
Ci sono tre tipologie di persone al mondo. Innanzitutto, abbiamo i sognatori, che iniziano i loro progetti con uno slancio di entusiasmo. Ma questa esplosione di energia si esaurisce velocemente quando si scontrano con il mondo vero e il duro lavoro necessario per portare a termine un progetto, Sono creature emotive che vivono soprattutto l’attimo; perdono facilmente l’interesse quando qualcosa va storto. Le loro vite sono intrise di progetti lasciati a metà.
Poi ci sono quelli che concludono ogni cosa che intraprendono, sia perché devono sia perché sanno gestire la fatica. Ma spesso tagliano il traguardo con un entusiasmo e un’energia nettamente inferiori a quelli iniziali. Questo inficia il risultato finale. Poiché sono impazienti di finire, la conclusione appare precipitosa e raffazzonata. E lascia gli altri con un leggero sentimento di insoddisfazione; non ha risonanza, non dura; non ha memoria.
Entrambe queste tipologie di persone iniziano ogni progetto senza avere un’idea precisa di come portarlo a termine. Non sanno come uscirne, talora ci rinunciano o semplicemente si affrettano a finire. La fine di qualcosa-un progetto, una campagna, una conversazione-ha un’importanza straordinaria per la gente. Riecheggia nella mente. Peccato che non lo sappiano.
Il terzo gruppo comprende coloro che capiscono l’importanza e la risonanza emotiva creata dal saper ben concludere qualsiasi cosa. Le persone del terzo tipo sanno che la questione non è semplicemente finire quello che hanno iniziato ma finirlo bene: con energia, la mente lucida e un occhio alle ripercussioni, alla maniera con cui un evento rimane nella mente delle persone.
Fermarsi troppo presto è perdere tutto ciò che si è guadagnato. Fermarsi troppo tardi è sacrificare tutto quello che si è conquistato. Ma ripartire al momento giusto, creerà il giusto effetto. La gente continuerà a pensare a voi a lungo anche dopo una sconfitta. In generale, è sempre meglio finire con energia e stile, su una nota alta. Vittoria e sconfitta sono concetti relativi; è la maniera in cui le gestiamo che conta.
Poiché la sconfitta è inevitabile nella vita, dobbiamo essere padroni dell’arte di perdere bene. Concepiamola allora come un ostacolo temporaneo, qualcosa che ci risveglia e ci dà una lezione di vita. Una modalità per rafforzarci. Un modo per non darla vinta. Per rafforzarci mentalmente e passare al round successivo.
Ogni conclusione è una specie di punto di partenza... sempre che si desideri che ritorni... il sole. zac

I PRIMI 100 GIORNI

Volendo tornare indietro nel tempo, basta ripescare alcune interviste ( taroccate ! ) nelle TV locali della signora stra-photoshoppata sui poster affissi e analizzare per sommi capi il programma ( striminzito ! ) della lista vincente, o anche seguire i primi passi mossi dalla neonata amministrazione con il ciucciotto in bocca e ripercorrere il percorso tortuoso nell’assegnare le cartelle delle deleghe, da un lato abbiamo un bel quadretto completo del tracollo di ogni speme per i zombi post demo-cristi lecconi, per i facili straccioni della destra Fini-ti tra i rifiuti e per il caporalato credulone del mondo ciellino ed etero social-comunista, dall’altro rileviamo di come una semplice idea di efficienza non si evidenzia affatto in alcuni eletti ma soprattutto del perché il vuoto di testa comprime e annulli quasi sempre il pieno di cuore .
E' chiaro che il sistema partitico, ottusamente rivendicato dal Movimento per Alba, anche a livello locale ostenta a rinnovarsi, e l’ossessionata invadenza del pavone ne evoca il fallimento amministrativo. E' chiaro anche la supponenza di coloro che, con i batteri ballerini nelle vene ed essendo di postura gestionale scadenti, intendono con sfacciata impudenza riciclarsi quando buon senso detterebbe un passo indietro.
Chi è incapace declina l’evidenza e non cede il posto al merito, rifiuta di riconoscere le deficienze e di assumere le proprie imperizie: non si ha cultura civile, educazione civica, amore per la città e cura per il prossimo. Se nei primi cento giorni nell'Alba politica la macchina non ha funzionato diversamente, la colpa non è della prematura nascita o del ciuccio ancora in bocca, ma di chi permette di continuare ad occupare spazio e ruoli che offuscano e confondono le buone intenzioni di chi ha competenze e meriti. In genere funziona così, in ogni settore comunale: la testa comanda il piede e non il contrario.
Una lista, o movimento che sia, non può e non deve parlare per etichette. Men che meno con fotografie ritoccate sui quotidiani e tagli di nastro nelle sagre. La società è una e l'intelligenza sa coglierla nel suo insieme, immaginando e realizzando che ogni riflessione e proposta politica andrà indirizzata alla società intesa come comunità, senza distinzioni di sesso, orientamento religioso, istinto sessuale e colore razziale.
Solo così le nuove generazioni diventano una " società ", che l’idealità politica deve servire nel futuro percorso esistenziale. Se oggi non esiste più una classe sociale, ma anzi, questa viene fatta a fettine da una insensata azione politica e trainata a forza di calci nel sedere ( con Imu, Tares, bolli e balzelli vari ), così non è un caso che la stessa striminzita idea di origine viene spacciata per progetto politico, quando in verità è semplice minestra riscaldata e non rappresenta una rottura con i vecchi concetti del passato: si prende quest'idea e la si ricicla, applicandola oggi per i giovani, domani per le donne, domani l'altro per le famiglie, come fosse nuova e innovativa. Questo è un percorso culturale, che nasce dall'analisi del "pre" per realizzarsi nel "post".
Ed è qui che nasce l'errore, dal voler ridurre l'intero percorso amministrativo ad un perenne confronto-scontro ideologico tra presente e passato. Purtroppo ancora oggi questo pensiero tiene scacco il dibattito tra chi la politica la studia con la testa e ne parla con il cuore, chi ne rappresenta la forza nel “ fare territorio ” e l’aziona con la voce del sentimento, chi non si arrocca su rendite di posizione e inizia finalmente a parlare in nome e per conto del popolo, chi in stringata sintesi traduce “Movimento” per “Cambiamento” e chi invece rappresenta unicamente vantaggio e opportunità e mai responsabilità, parla troppo con la pancia e poco con la bontà, si cuce addosso la presa per il culo e mai la credibilità.
Nell'attuale contesto, solo evidenziare la perdita della vocazione popolare, con lo spauracchio della crisi dietro le spalle e del riflesso negativo in prospettiva futura, ha senso solo l'assoluta volontà a parlare con il territorio , a cucire addosso una nuova veste sociale, a creare intorno uno spiraglio di fiducia e plasmare nell’universo della cittadina albense una responsabilità credibile.
Nessuno chiede la luna, si chiede solo di immaginare il futuro con la testa, facendo leva sulle corde del cuore. L’inesperienza e il ciucciotto ancora in bocca non bastano a giustificare le prime difficoltà incontrate. Necessita superare il fosso, di certo non appiattirsi su di esso mettendo a tacere idee e soluzioni, programmi e proposte possibili.
Nessuno chiede l’impossibile. Le buche per strada, il verde dei giardinetti, la festa di paese, del proprio paese, le fognature, sono argomenti che non interessano più. E’ questo il dovere e diritto di una qualsiasi formazione politica, ricordiamolo bene. Si chiede solo di staccare spine sul lato B o di non usare l'arma del ricatto. Esistono le opinioni personali e grazie al cielo, quelle ancora non sono state né monopolizzate né tassate. La compiacenza a prescindere sa troppo di Berlusconismo. E non ci piace. Vi prego, niente "casini" simili. Oppure dobbiamo avere la presunzione di bollare il successo alle elezioni come un colpo in testa ? Dimostrate il contrario. zac

LA VITTORIA DEL PIAZZISTA E LA SCONFITTA DELLA PIAZZA

Il risultato finale è stato un successo personale di un commerciante di polli . E il partito del PdL albense è sempre più dipendente dall'istrionismo carismatico del piazzista albense. Senza di lui, neppure sarebbe esistita una lista. O quanto mai vincente.
Il Paperone di Albopoli dal carattere avaro, il Pavone istrionico dalla ruota esibizionista, il commerciante mai domo ha ben piazzato i suoi polli sul deposito più alto... ed ha dato una bella rispolverata al suo curriculum che negli ultimi tempi aveva subito un brusco annebbiamento. Questo campione della politica che, come già nel 2008, è stato capace di farsi eleggere tra i notabili di provincia scavalcandoli con un'incredibile impresa da “Guinness dei primati”, si è dimostrato ancora una volta l'unico vero Campeador di un partito che non è mai riuscito a formare uno zoccolo popolare con un format culturale vivo, a normalizzare l’influenza del piazzista con quello civile della piazza, a lasciare libera scelta della rotta per quanti ardivano cominciare a navigare da soli nel mare della politica. Non vi è, infatti, dubbio che se il Cid di Alba non fosse stato costretto a mettersi direttamente in gioco e avesse lasciato i riflettori alla timida figura (forse da lui scelta proprio perché tale) del piccione, la prospettica investitura regionale oggi sarebbe vicino ai valori negativi.
Insomma, il PdL locale rimane al centro del sistema albense grazie ai porchettari, ma rischia di rimanere un partito scarsamente strutturato, tuttora diviso, privo di organismi democratici al suo interno e con un gruppo dirigente in buona parte gravemente inadeguato, soprattutto a causa del padrone del pollaio, al suo continuo agire dispotico, di certo non interessato al consolidamento del proprio cortile, anzi ostile a esso e per questo motivo costante fattore di destabilizzazione, con l'aggravante di un atteggiamento politico irresponsabile, oscillante tra la rincorsa degli umori personali e gli accomodamenti di basso profilo per perseguire l'interesse del momento.
E così invece di rappresentare il valore aggiunto, nel contempo si pone come impedimento alla creazione di una realtà capace di dar voce alle aspettative dei cittadini che invocano un "aspetto" presentabile del proprio paese e di godere i benefici di una buona amministrazione.
Alla piazza non rimane che attendere e osservare. zac

AL TOPOLINO DI CASA COLONNELLI

Se “Ad ogni topo un po' di formaggio” va dato da mangiare, altrettanto al topolino nipote di Colonnelli va imboccato una pillola riproduttiva di cellule cerebrali, ormai in fase irreversibilmente inibite a produrre un feedback positivo e un ciclo dialettico di merito e di sostanza.
Ho già spiegato “che un programma elettorale non si inventa in una settimana”, ma serve tempo e tanta pazienza e virtù nel formare un programma credibile e fattibile.... Anche perché non tutti gli albensi sono novelli Zarathustra di scienze politiche alla “Sapienza” di Roma. Tantomeno sono così bravi nell’apprendere il vero significato di Democrazia partecipativa standosene beatamente lontano dalle ripetute scorregge dello zio Colonnello albense.
Che delle trascorse flatulenze riversate sul territorio albense ancora ne ricordiamo la puzza sgradevole in Viale Vittoria e sull’uscita dell’autostrada, e l’aria malsana verso l’Italgas e i campi da tennis. Piccole cosucce sbattute in faccia agli albensi !
Se tutto questo a noi CAPORALI ALBENSI fa veramente schifo, figuriamoci poi se a casa dei COLONNELLI faceva schifo un bel posto da collezione alla “RUSSO RETI”, così tanto per sbancare il lunario tra una mano e l’altro e per non farci prendere ancora una volta allo sprovvista dal gestore del Ruzzo in tenuta da parente.
Sai, le improvvisate talvolta fanno male. Non credi bel topolino di casa Colonnelli ? zac

Torneo sulla spiaggia


LA SINDROME ALBENSE DELLE VIRTU’

C’è sempre un pezzo di Alba civica più illuminata e virtuosa che avrebbe potuto di certo rendere migliore il nostro Paese. Ah, se fossero stati capiti ! Purtroppo anche stavolta sono stati sopraffatti da una plebe grezza e da tribuni oscurantisti.
Non ci resta che rimpiangerli !
Dare voce a quest'antica lagnanza è il modo eloquente per rimarcare l’ennesima occasione mancata dalla nostra comunità per sconfiggere un pamphlet di nominati impresentabili, che riunisce le membra sparse lungo un calvario civico segnato da un cammino per nulla virtuoso e irreprensibile.
È questo il racconto dominante nella cultura del nostro Paese: I migliori perdono e le occasioni mancate si snodano lungo un passato di anni che riportano alla memoria gli abusi di chi ci ha comandato e l’uso immorale del potere esercitato da dissidenti sfacciati a eretici di una nottata, dalle mafie imprenditoriali alle sette palazzinare, dai fedeli di comunione ai burocrati anticlericali di raccomandazione, dai colonnelli ai caporali, dalle iene ridens alle pecore belanti.
A giudicare dagli esempi che ho sottomano e dai pochi scampoli di storia, pur brevi, di quelli al timone o al comando, non c'è da stare così ammirati dalle loro reiterate litanie amministrative: cosa hanno combinato con gli spartiti territoriali, offerti alle sirene ammaliatrici, con gli occhi giornalmente l’osserviamo; delle sette insaziabili ed ingorde sappiamo come si sono comportate, sappiamo di quante intolleranze naturali e di quali violenze ambientali si sono resi responsabili; sappiamo di gonnella andata al potere nel nome della libertà e del popolo sovrano che poi ha calpestato sul Viale della Vittoria e tiranneggiato col vicino mercato commerciale; ricordiamo come la pensavano le malefatte bande che predicavano libertà e socialismo, ma poi giustificavano dittature poco “illuminate” e molte remunerate per loro, che ogni primo di maggio erigevano la bandiera rossa della libertà sulle finestre di casa e sui pioppi di contrada, che il giorno dopo mettevano a ferro e fuoco con feroci atrocità staliniane.
Non ci resta che dimenticarli !
Il fanatismo della purezza, la sindrome di Saint Just, il virtuosismo degli Incorruttibili, la maestria perfetta delle élite, l’intransigenza fanatica delle oligarchie conservatrici stabiliscono i criteri di scelta e di selezione, autocertificano ciò che è virtuoso da ciò che è intollerante e quali le idee da condannare e quali da elogiare e instaurare.
C'è un filtro ossequioso alla contabilità numerica dei voti che domina la scelta dei candidati del nostro tempo, che stabilisce a priori i nominativi da corteggiare e quelli di valore inaccettabile subito da scartare. E la piena ha travolto tutte le cordate in lungo e in largo a iniziare proprio da quella photoshoppata per indecenza rimarcata dai virus incorporati in un corpo malandato.
Pur di evitare il “De profundis” dell’abisso si è arrivati a raschiare il fondo del barile democratico per sfinimento, perché non si è trovato un criterio migliore di scelta e un contenitore con la cernita delle virtù, per porre fuori gioco i cinici parvenu politici senza scrupoli e senza princìpi.
E Dio solo sa quanto bisogno ci sia oggi di virtù coltivate tra le masse e fiorite nelle piazze piuttosto che nel distacco delle élite e nella solitudine delle loro stanze, siano essi salotti o catacombe ! A volte poi, le eccellenze oscillano tra solitudine e popolo, senza iscriversi a circoli e partiti o frequentare pavoni e cabine di regia.
E come ci insegna la storia stessa, la verità, come la qualità, non è garantita né dal numero né dal titolo. Zac

@CORTE DEI CONTI della REGIONE ABRUZZO

State calmi. Questo è solo l'inizio. Per ora accontentatevi di questo:
Ecc.ma PROCURA REGIONALE DELLA CORTE DEI CONTI
della REGIONE ABRUZZO
ESPOSTO-DENUNCIA
presentato dal sottoscritto cittadino albense Zaccaretti Piero, nato a Campli (Te) il 17/04/1949 e residente ad Alba Adriatica (Te) in Via Michetti n° 6
A SEGUITO
Intervento agli atti del Consigliere di minoranza Marco Pilò e successivi articoli sulla stampa locale relativo all’uso e consumo dei cellulari in dotazione al personale e ai componenti del Consiglio comunale;
Mancata risposta alla promessa più volte dichiarata dal Signor Sindaco di rendere manifesto sul sito web del Comune di Alba Adriatica, nella sezione trasparenza, gli atti relativi alle spese per le utenze;
Richiesta documentazione spese telefoniche e rispettivi tabulati, protocollata in data 16/01/2013 (all. n°1) e da successiva precisazione al periodo di riferimento gennaio-dicembre 2011 e gennaio-settembre 2012, protocollata il 18/01/2013 (all. n°2);
Mancato accoglimento della richiesta di accesso ai documenti amministrativi (all. 3) per non essere un soggetto privato “che abbia un interesse diretto, concreto ed attuale...collegata al documento al quale è chiesto l’accesso”.
VISTO CHE
Anonimi soggetti hanno ritenuto di farmi trovare nella cassetta di posta la richiesta documentazione sui costi dei cellulari e i relativi piani tariffari Vodafone (all. n° 4), riferiti ai periodi:
24/01/2011 - 23/03/2011, 24/03/2011 - 23/05 2011, 24/05/2011 - 23/07/2011, 24/07/2011 - 23/09/2011, 24/09/2011 - 23/11/2011, 24/11/2011 - 23/01/2012, 24/01/2012 - 23/03/2012, 24/03/2012 - 23/05/2012, 24/05/2012 – 23/07/2012;
Una visione seppur sommaria e schematica (all. n° 5) lascia intravvedere una non corretta applicazione della necessità di dotare tale strumentazione all’apparato amministrativo, strumenti necessari solo a figure dirigenziali, come Capisezione e Assessori ma non dovuti certo a consiglieri di maggioranza o semplici dipendenti;
Un esame complessivo dei dati altalenanti e irregolari ad esempio degli utenti con n° 3299507305 o 3299507304, e quelli esagerati del n° 3484760830 lascia poco spazio a giustificazioni credibili sulla corretta applicazione degli strumenti predisposti e sui metodi di utilizzo, nonché, a copertura di possibili e fattibili criticità e a riscontro di legalità e integrità nella funzione pubblica, sulla trasparenza degli scatti consumati e sull’uso motivato.
CONSIDERATO CHE
Quando si chiedono tasse e sacrifici si ha il dovere sociale non solto di ridurre il peso dell’apparato pubblico, ma corre l’opportunità di dare l’esempio e l’obbligo etico di tagliare soprattutto i privilegi personali e istituzionali, con l’uso del telefono fisso del proprio ufficio in Comune per esempio;
Farsi scudo dietro una sorta di protezione degli atti decisi da una delibera comunale del 2010 si scontra con la definizione di Casa Comune e giustifica la Carta dei diritti della Casta, rafforza un legame contorto tra Istituzione e popolo e lede brutalmente i diritti-doveri di cittadinanza;
Il Signor Sindaco ha ritenuto opportuno ad un certo punto e senza una motivazione palese il ritiro parziale dei cellulari a conferma di irregolarità e illegalità già nate tra illazioni e sospetti della pubblica opinione;
Il circolo vizioso creato da un gruppo dirigente tanto sicuro delle proprie posizioni, quanto desideroso di costruirsi spazi di potere all'ombra di una concordia interna, frutto di uno “stiamoci zitti per ora”, non merita una lunga stagione del silenzio;
Il fuoco ancora acceso nelle vene per la diversità di trattamento riservatomi come cittadino mi porta a dare la carota al merito che si muove per il sociale e il bastone all’asino che spinge solo per il piacere personale.
SI CHIEDE
Una verifica dettagliata del traffico telefonico Servizi Voce e Messaggistica Rete Mobile Vodafone di tutte le 25 utenze in dotazione al personale e ai Consiglieri del Comune di Alba Adriatica;
Il controllo dell’esistenza di una serie di incongruenze e di criticità delle spese;
L’accertamento di mala gestione, utilizzo scorretto e consumo illegale al di fuori della funzione pubblica;
La rilevanza di danno erariale nei comportamenti dei singoli soggetti gestori;
Il riscontro di mancato controllo da parte dell’ufficio bilanci e tributi preposto non solo a semplice contabilità ma anche alla verifica delle anomalie in entrate/uscite e relativi interventi di recupero.
Al fine di giustizia, e per l’esercizio delle funzioni per legge affidate a codesta procura Regionale della Corte dei Conti, il sottoscritto cittadino
DENUNCIA
I fatti come sopra rubricati, affinché possano essere accertati:
- l’eventuale danno erariale cagionato ai danni del Comune di Alba Adriatica, di importo non contabilizzato;
- le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti, come sopra indicati, che lo hanno cagionato, e/o hanno concorso a cagionarlo.
CHIEDE
altresì di essere informato dell’eventuale archiviazione della presente denuncia.
Si allegano n°_5___allegati
Con osservanza
Alba Adriatica, Li_24/04/2013_
_______________________
Zaccaretti Piero

sabato 30 maggio 2015

Ancora una fregatura per i nostri giovani

Alba Adriatica, vigili estivi: Ancora una fregatura per i nostri giovani.
L’amministrazione comunale di Tortoreto indice un concorso per le assunzioni a tempo determinato di agenti della polizia municipale. La necessità dotarsi di una nuova graduatoria, valida per tre anni, per reperire vigili stagionali, risiede nel fatto che la precedente graduatoria è già scaduta.
Identica decisione è stata presa dal Comune di Martinsicuro che ha bandito un concorso (per titoli ed esami), ...finalizzato a creare una graduatoria alla quale attingere in caso di specifiche esigenze.
Ad Alba Adriatica invece l'ente non ha programmato nessun concorso, pur essendo la graduatoria già scaduta, e pertanto per assumere i vigili stagionali bisognerà rivolgersi altrove e si corre il rischio di ricorrere ad una graduatoria concorsuale stilata di recente dal Comune di San Benedetto.
Questa prospettiva, sinonimo di scarsa programmazione, se fosse confermata, produrrebbe un effetto indiretto: giovani locali non avrebbero la possibilità di lavorare, in estate, attraverso le assunzioni di vigili stagionali, visto che il Comune sarebbe costretto ad attingere alla graduatoria di un ente esterno.
E poi ci dicono di stare zitti ! Ma andate a farvi fottere. Stronzi ! Zac

I BEDUINI E I FIGLI DEL DOVE TIRA MEGLIO IL VENTO

Gran parte del territorio è costituito da deserti, tra i più vasti ed aridi della terra, da sempre solcati da piste carovaniere che mettono in comunicazione le varie oasi nei pressi delle quali sorgono gli unici insediamenti umani possibili.
All’interno di quell’infuocato ambiente, tra due infiniti mondi, la sabbia ed il cielo, vivono, alla perenne ricerca d'acqua, popoli nomadi che campano solo di pastorizia e razzie: I bedu...ini o figli del vento.
Stamattina nel deserto di Piazza del popolo, tra due infiniti creati, la guardia ed il ladro, mi è capitato di vedere avanzare, alla perenne ricerca di cammelli e infedeli, due beduini albensi o figli del dove tira meglio il vento e posare le terga nella tenda dorata del gran Sceikh di Alba, accampato in un bar dell’oasi albense.
Nel deserto la dura lotta per la sopravvivenza porta a una selezione fondata non solo sulle attitudini fisiche ma anche su quelle morali: Per poter vivere nel deserto occorre un elevato senso della solidarietà, insieme alla capacità di saper rispettare e valutare il valore degli uomini. Dopo aver attraversato il deserto, il nomade ne esce purificato e superiore al resto dell'umanità.
Essi si considerano i figli del vento, gli unici veri uomini liberi del mondo.
Nel deserto civile dei valori dove il codice di vita è buttato nei rifiuti, nell’anarchia del coraggio e del rispetto dove l’accattonaggio di grado e di pecunia è di norma, i compagni quotidiani la morra e le scommesse, le armi usate le schedine e i gratta e vinci, le virtu' più pregiate le menzogne e le falsità, le virtù indispensabili più in uso le zoccole e le spia(na)te, la natura inclemente prevede unità tribale tra lecca-culi e autorità, servi e nobiltà, infedeli e divinità.
Nella gerarchia civile i primi occupano il gradino più basso e crogiolano nella trocca dei porci, mentre i loro idoli, i falsi profeti meno nobili e meno divini, sono valutati come i cammelli alla fiera e le capre alle sagre cittadine.
"L'uomo vale per la sua lingua ed il suo cuore. Il resto non è che un miserabile involucro di carne irrorato dal sangue".
Che tristezza vederli accoppiarsi in questo lembo deserto di città con la lingua di fuori e il cuore scoppiato ! zac

Criteri di scelta degli scrutatori

Nel pomeriggio raccolta firme:
Al Signor Sindaco del Comune di Alba Adriatica
Al Presidente del Consiglio Comunale di Alba Adriatica
Ai Consiglieri del Comune di Alba Adriatica

Oggetto: criteri di scelta degli scrutatori dei seggi elettorali.

L’Associazione “RISVEGLIO ALBENSE”, anche a nome dei sottostanti firmatari, propone al C.C. di deliberare il seguente
ORDINE DEL GIORNO
Vista la legge 95/1989 che prevedeva la nomina degli scrutatori nei seggi tramite sorteggio casuale.
Vista la legge 270/2005 ulteriormente modificata dalla legge 22 del 27 gennaio 2006 che prevede la chiamata diretta e nominativa e quindi non casuale degli scrutatori oltre che la presenza proporzionale nella Commissione che sceglie gli scrutatori di forze politiche prevalse nella precedente elezione.
Visto che il metodo si presta ad una valutazione non oggettiva ed asettica dei candidati.
Visto anche il mal contento popolare che questa scelta è venuta a provocare nelle passate elezioni.
IMPEGNA IL SINDACO
ad adottare un sistema di scelta che preveda
1) la modalità di selezione attraverso il sorteggio dall'albo e tra i sorteggiati siano nominati solamente disoccupati o in oggettiva problematica sociale, magari avvalendosi dell'ufficio servizi sociali, e studenti dando priorità a chi non ha mai svolto questo incarico, nell'ottica di una sana rotazione.
2) in ossequio alla parità dei diritti tra uomo e donna la scelta del 50% di sesso femminile e del 50 % di sesso maschile.
Rivolgiamo l’invito alla Commissione elettorale comunale, cioè l’organo presieduto dal sindaco e composta anche da consiglieri di minoranza e deputato alle nomine degli scrutatori, per far sì che diventi una regola quella di creare una lista riservata a queste categorie dalla quale attingere per le consultazioni elettorali del prossimo futuro.
Per una questione di forme. Di pudore. E anche, chissà, di decoro. Ringraziamo per l’impegno favorevole.
Risveglio albense

SFRUTTANO IL CAOS... PER NON SOCCOMBERE

Inutile che ci arrabbiamo. Vivono tutti, spesso per decenni, rinchiusi nelle loro case, occupati nei loro uffici, immersi nei loro pensieri, impegnati nel lavoro, su e giù con le loro auto per mezzo mondo. Poi compaiono. Non hanno idea che cosa comporta l’impegno in politica, che cavolo sia un programma, che significa amministrare e che problemi bisogna andare a risolvere.
Sfruttano il caos del momento per non soccombere ad esso.
E’ i...niziata l'era politica basata non sul simbolo o sul programma bensì sull'immagine del candidato. Assistiamo così al passaggio definitivo e ormai inevitabile dal comizio allo spot di marca personale. Si va in giro a mostrare solo il corpo a discapito della testa. Si presenta il portafoglio dei voti e si nasconde il vuoto delle idee. La maschera al posto del cuore. Quando parlano non si identificano coi problemi della gente a cui si rivolgono, ma sono incentrati solo su problemi "autoreferenziali" fuori dalla realtà. Anche perché non hanno nulla da comunicare. E pensano che non ce ne sia bisogno.
Non c’è fronte, nessuna linea concreta di comunicazione né di rapporto culturale, nessun carro che avanza col suo bagaglio di riferimento ideale e politico, nessuna mente che ripieghi su posizioni coerenti a difesa di un luogo e di un’idea del proprio “Credo” in particolare: l’esercito dei candidati avanza senza stendardi e bandiere nel caos totale di pura mobilità alla ricerca del miglior posto al sole.
Oggi possiamo dire che è caduto l’ultimo mattone ideologico del muro di Berlino.
La politica, minacciata dal terrorismo delle api maia che saltano da un fiore all’altro, sta dando vita a liste ambiziose e rampanti condannati a non sapere nulla del paese che deve governare. Paria albensi tagliati fuori dal contatto con gli altri esseri umani ma col pensiero rivolto ai cazzi propri.
Una volta chi si dedicava alla politica faceva generosa gavetta nelle associazioni giovanili e poi nel partito per apprendere le tecniche di gestione della cosa pubblica e del vivere in una comunità. Sappiamo bene l'importanza della ragione del cuore, del pensiero emotivo, della forza creativa che vive nei sentimenti e certamente non vogliamo diventare dei robot: però ho l'impressione che sia una debolezza micidiale la rinuncia alla logica, alla razionalità e all'intelligenza che sa muovere i pezzi sulla scacchiera e le parole nel discorso e i numeri nei quaderni a quadretti. zac

LE IENE E LE CAPRE

È probabile che molti albensi preferiscano stare tappati in casa lontano dalle schermaglie e dalle diatribe. È probabile che abbiano perduto il senso dell’appartenenza e messo in soffitta qualsiasi speranza. È probabile che siano troppo preoccupati dal momento negativo del vivere quotidiano. Ma è anche probabile che chi opera all’interno delle Istituzioni, chi nella società esercita un ruolo di responsabilità non sia più motivato ed abbia perso il senso del rispetto e della coerenza.
Mi riferisco all’inserto apparso ieri sul “Centro”, nel quale il consigliere di maggioranza Marcello Paoletti, eletto nella lista di Alba Democratica, dichiara la propria disponibilità a candidarsi in lista purchè non ci siano i simboli di partito: “Non ho tessere, per cui sosterrò idee, uomini e progetti e non i partiti”. E prosegue: “Ho dato la mia disponibilità al sindaco Giovannelli, al quale devo tanto, ma sono pronto a sposare altri movimenti e non liste di partito”. Mi sottraggo, per carità di patria, di infierire, ricordando soltanto che medesime abitudini e giochetti di lifting appartengono a tutto l’arco politico albense da sinistra a destra passando per il centro.
Ora, ritenendo solo i bambini capaci di ingenuità e stanco di leggere uscite ingannevoli e di poco gusto, senso dell’umorismo e schiettezza imporrebbe forse una bella risata. Ma al momento mi accorgo che di risate non sono proprio capace di emetterne . Di indignazione, viceversa, sì. Ma come, solo ora dopo quattro anni di malgoverno, ve ne uscite rinnegando la moglie ubriaca di intrallazzi per una botte ancora vergine ? Chi pensate di rappresentare con tanta sfrontatezza ? Come immaginate di occupare ancora gli scranni del Comune dopo aver dimostrato di esserne incapaci ? Con quale credibilità poi ? Con che faccia ?
Avete iniziato con la serenata della raccolta differenziata, intonata dal Te Deum del 30%, e state finendo col piano spiaggia cantato da sirene, così dolci e seducenti per gli amici. Avete spento la luce sugli abusi edilizi della zona Peep, sui rimborsi a singhiozzo degli alluvionati e sulle spese dei cellulari, ma l’avete accesa malamente sulla stampa nazionale con i guai ambientali e turistici del Vibrata e i soldi buttati a mare per l’emergenza erosiva del litorale.
Poiché all’umorismo c’è un limite, qui l’indignazione mi pare valga più di una fresca risata. Basta. Che senso ha parlare ancora di abusivismo commerciale e di sicurezza e poi scoprire un sistema di permessi falsi chiamata “Alba orientale” ? Di quali valori sociali vi riempite i cassetti del cuore se li tenete sempre chiusi ai bisogni ? Di appelli e invocazioni alla società civile ne ho rivolti tanti. Uno mi pare imprescindibile: Che a rappresentarci non siano ammessi le iene fameliche, ma nemmeno le capre.
Entrambi in profonda crisi di fame e di potere si sbranano nella società, ma convivono nel palazzo: Reciprocamente si sorreggono per salvare la propria voracità e funzione, e assieme cercano disperatamente un ruolo di forza e una disposizione di mezzi. Entrambi con gli stessi intenti e nella stessa barca, recitano il ruolo delle verginelle ma pensano agli interessi comuni. Si rivolgono ai valori della competenza e della cultura, ma recitano il ruolo del bene di parte, della loro parte in comune.
Escono come iene con la gola ingorda e usano come capre la gola profonda. zac

PIATTO RICCO MI CI FICCO

Contrariamente ad Emiliano, in politica al sottoscritto piace rincorrere le fantasie e le aspirazioni ideali piuttosto che la conta cruda e brutale dei voti o la beatificazione acida e villana nell’occupare un gradino più alto nella gerarchia di un partito usato per candidature esodate da negative specificità partitiche e sorde riconoscimenti di meriti.
Che detto per inciso ha scavato un abisso tra un bracconiere di candidature dorate che conducono i ...glutei a sedere su comode poltrone e un ricercatore di simboliche rappresentanze civili che portano solo a mettere la faccia su impagabili collocazioni e scomodi schieramenti.
Che poi l’ingordigia umana porti a conclusioni non sempre sperate lo si deve di certo alle 1203 cattive stelle, ma anche a nefasti assetti locali e a consegne strategiche di dubbia utilità e preferenza. E, se poi il "Grande corridore di ineguagliabile capacità. Da farti augurare di poterne avere tanti come lui" corrisponde alle conoscenze più gradite o il legittimo esercizio di parlare sottobanco con tutti viene definito persino dalla stampa locale vizio o inciucio, l’incompatibilità dell’essere fratelli d’Italia o servi referenziali d’Innominate figure manzoniane servirà ad alzare barricate più robuste e sbarramenti più consistenti a nefasti intrallazzi del tipo già visto a Martinsicuro e Isola.
L’accusa infine di “aver maldestramente cercato di appropriarsi di ciò che non gli appartiene (i voti di Fratelli d'Italia), aver cercato di farsi nominare nostro referente locale o addirittura nostro candidato sindaco” rende così ridicolo quell’attribuirsi il consenso e altrettanto nauseante quel ripetitivo <nostro> da richiedere a lor signori l’atto di avvenuta compravendita.
Mi permetto di far notare il piccolo ma importante particolare che l’adesione ad un partito non è dovuto affatto agli uomini che la rappresentano ma al contenuto di idee, espressione di un sentire comune di civile convivenza, e soprattutto al valore morale di pensiero che sa incidere nei costumi e nella intera comunità.
Ma questa è un’altra storia per certi versi incomprensibile a chi ama vestire i panni di padreterno senza saper sopportare il fastidio delle lamentele e il penoso carico delle mansioni istituzionali, come d’altro canto per il sottoscritto è penoso ricordare i grandi meriti riconosciuti per la copertura del passivo sanitario con fondi FAS e altri debiti a copertura trentennale presso la banca d’Italia o la cancellazione del vitalizio a partire però dalla prossima legislatura regionale.
Penoso e incomprensibile per almeno 1203 cattive stelle.
Ma molto gustoso e appetitoso il piatto per i nostri due fratelloni. zac

Noi non siamo fantasmi

Evidentemente la precisazione dell’Assessore regionale Paolo Gatti sull’estraneità sua e dei Fratelli d’Italia sulla candidatura a Sindaco di Antonio Meco è dovuta alla momentanea ed impegnativa attività elettorale, che ha impedito di verificare sul sito ufficiale di “Fratelli d’Italia” e precisamente sulla pagina <Cerca un Comitato> di Alba Adriatica (http://www.fratelli-italia.it/…/il-…/mappa-dei-comitati.html) il seguente indirizzo: “Comitato promotore "Fratelli d'Italia - Centrodestra Nazionale" Via Trieste, 136 (64011) Alba Adriatica”, che, come ben sanno le locali anime vaganti e gli indaffarati candidati di territorio, non è indicativo di inafferrabili fantasmi, ma corrisponde ad una volontà popolare di portare avanti da mesi un progetto politico per Alba e di creare le premesse per una lista civica di riferimento culturale al centrodestra, ma lontano anni luce da quanti sono riusciti nell’impresa di essere allo stesso tempo giocatori in campo e di considerarsi di già indiscussi allenatori in panchina titolari di scelte prettamente locali.
La frase ad effetto del “Centro” che più colpisce e riporta a comportamenti defunti di un passato democristiano è l’ultima: “Insieme ad Emiliano Di Matteo ed ai tanti sostenitori albensi decideremo il da farsi”. Che fotografa un comportamento non perfettamente inquadrabile in una lista che si fa chiamare “fratelli d’Italia” ma che ama ancora muoversi come una decrepita democrazia cristiana che nel passato inzuppava nel bacino elettorale della Val Vibrata per fare i propri affari a discapito della nostra comunità.
Abbiamo l’età per ricordare la promessa di un’autostrada Roma-Alba Adriatica, ma ci siamo ridotti a passare le giornate a contare le buche di una strada statale 25 che di buono resta soltanto il ricordo dell’anno di costruzione e la maestria unita alla bontà di chi l’aveva così ben realizzata.
Ed abbiamo anche il coraggio di puntare il dito su faide prettamente familiari che nel passato si sono concluse con fruttuosa spartizione di potere e il perenne ripetersi di lotte intestine nel presente ha già portato a risultati scoraggianti nei Comuni di Isola del Gran Sasso e Martinsicuro.
In queste righe troverete insomma una bussola con cui orientarvi quando nelle prossime settimane metterete becco all’interno di questa comunità che intende camminare da sola e scegliere liberamente la strada verso il futuro che ritiene più appropriata senza i bravi di manzoniana memoria agli ordini di risaputi Don Rodrigo e Innominati mestieranti politici.
Conosciamo il territorio e conosciamo i cittadini, conosciamo le regole del vivere civile e conosciamo i bisogni locali, conosciamo la vitalità degli animi e conosciamo le insofferenze dei cuori, conosciamo le possibilità e conosciamo le difficoltà, ma non vendiamo sogni ma solide realtà, né tantomeno ci importa avere un granaio (teramano)dietro le spalle con cui barattare la nostra autonomia e libertà.
La politica non è stracciarsi le vesti per qualche onorevole o partecipare ogni tanto ai loro convegni, non è parlare in politichese stretto o riempire le pagine dei giornali con dichiarazioni volutamente studiate per essere comprese soltanto da una cerchia ristretta, non è tirare qualcuno per la giacchetta o promettere sempre l’apertura di “canali” preferenziali, non è annunciare ogni tanto la nascita di un “progetto” o frugare e rovistare tra le rassegne stampa per carpire un’intervista o una ricercata dichiarazione, ma giustamente la politica deve essere percepita come una verità trasparente la cui rivelazione deve essere sempre innalzata da un portatore sano di principi onesti e correttezza morale.
Se poi la politica è una fabbrica di illusioni e un cretino qualunque, che viene eletto per grazia ricevuta, pensa subito di essere immortale, se poi diventa anche ministro o sottosegretario è persuaso di essere stato scelto da Dio, invece che dal popolo, ci faccia sapere il luogo sacro in cui pregare quest’unto del Signore.
Sta solo a noi indicare come unica e necessaria prospettiva per Alba la costruzione di un edificio che abbia come pietra angolare la fiducia e il coraggio che potrebbe essere letta come un segnale di insofferenza per voi, ma rappresenta per tutti noi di Alba la decisa volontà di continuare un domani a pesare molto nel futuro di questo paese.
Soprattutto perché non siamo servi di nessuno o seguaci di fumosi profeti.
Tanto meno dei fantasmi. Zac