Il risultato finale è stato un successo personale di un commerciante di polli . E il partito del PdL albense è sempre più dipendente dall'istrionismo carismatico del piazzista albense. Senza di lui, neppure sarebbe esistita una lista. O quanto mai vincente.
Il Paperone di Albopoli dal carattere avaro, il Pavone istrionico dalla ruota esibizionista, il commerciante mai domo ha ben piazzato i suoi polli sul deposito più alto... ed ha dato una bella rispolverata al suo curriculum che negli ultimi tempi aveva subito un brusco annebbiamento. Questo campione della politica che, come già nel 2008, è stato capace di farsi eleggere tra i notabili di provincia scavalcandoli con un'incredibile impresa da “Guinness dei primati”, si è dimostrato ancora una volta l'unico vero Campeador di un partito che non è mai riuscito a formare uno zoccolo popolare con un format culturale vivo, a normalizzare l’influenza del piazzista con quello civile della piazza, a lasciare libera scelta della rotta per quanti ardivano cominciare a navigare da soli nel mare della politica. Non vi è, infatti, dubbio che se il Cid di Alba non fosse stato costretto a mettersi direttamente in gioco e avesse lasciato i riflettori alla timida figura (forse da lui scelta proprio perché tale) del piccione, la prospettica investitura regionale oggi sarebbe vicino ai valori negativi.
Insomma, il PdL locale rimane al centro del sistema albense grazie ai porchettari, ma rischia di rimanere un partito scarsamente strutturato, tuttora diviso, privo di organismi democratici al suo interno e con un gruppo dirigente in buona parte gravemente inadeguato, soprattutto a causa del padrone del pollaio, al suo continuo agire dispotico, di certo non interessato al consolidamento del proprio cortile, anzi ostile a esso e per questo motivo costante fattore di destabilizzazione, con l'aggravante di un atteggiamento politico irresponsabile, oscillante tra la rincorsa degli umori personali e gli accomodamenti di basso profilo per perseguire l'interesse del momento.
E così invece di rappresentare il valore aggiunto, nel contempo si pone come impedimento alla creazione di una realtà capace di dar voce alle aspettative dei cittadini che invocano un "aspetto" presentabile del proprio paese e di godere i benefici di una buona amministrazione.
Alla piazza non rimane che attendere e osservare. zac
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