Non finiscono mai le figuracce procurate dalle uscite fuori luogo del vice-presidente della Provincia nonché coordinatore del PdL di Alba Adriatica Rasicci dott. Renato. La smania di apparire sulla carta stampata, anche quando il buon senso e il rossore sul viso, dovuto a ridicole e imbarazzanti situazioni di cui spesso è artefice, ne segnala il turbamento e la vergogna, ancora una volta confermano i giudizi negativi e... i limiti politici che più volte abbiamo denunciato in sede di partito e su facebook.
Se buona parte del suo Circolo lo richiama a non prendere iniziative personali, gli impongono di cambiare il Direttivo , lo delegittimano a fare accordi in privato, ebbene l’imperturbabile e serafico Rasicci risponde di essere d’accordo.
E buona notte ai suonatori rimasti a bocca aperta e al suonato che furbo ci è o ci fa.
Se Il sindaco di Alba Adriatica Franchino Giovannelli apertamente lo accusa di aver fatto una sceneggiata alla manifestazione anti erosione organizzata dall'associazione Rotonda Nilo, per come si possa allo stesso momento essere investito del ruolo di risolvere i problemi e poi protestare per non aver risolto nulla, il nostro impavido Brancaleone dell’armata Pidiellina mostra muscoli flaccidi, meriti incomprensibili e impegni sociali non visibili e riconosciuti da nessuno.
Che nel suddetto caso centrano come i cavoli a merenda. Ma conferma di saper mostrare la ruota di pavone come quando afferma di essere il terzo degli eletti in Provincia, mentre i numeri indicano impietosamente penultimo.
Ma, siccome qui nessuno di Risveglio Albense passa per fesso, o fa il finto tondo di credere all’ultimo venuto nel centrodestra e di rimanere incantato davanti ai vuoti sermoni del Brancaleone di turno, lo trattiamo come merita e, se serve, talora a pesci in faccia.
E ricordiamo, all’armata disfatta del PdL che lo segue, che il medioevo straccione, popolato da avventurieri disperati e proseliti avviliti ed appestati, fortemente ignorante e ciuco, perennemente diviso tra fede e peccato, spirito e carne, nobiltà e miseria, non esiste più neppure sui libri di storia. Ma non lascia affatto indifferente nella cultura del centrodestra il mito delle gesta cavalleresche in quell’ambiente estremamente violento e cruento.
Effettivamente l'Italia che nel medioevo viene tramandata è famelica, pezzente, meschina ed infingarda ma al tempo stesso capace di gesti eroici, animata da una grande ed ammirevole umanità e da spirito libero e sociale.
Come nella tradizione vogliamo raccontare una nuova storia italiana, nella quale tutte le aspirazioni politiche trovino una collocazione onorevole, a dispetto del Brancaleone ufficiale addolcito ad uso e consumo dei sussidiari di corte.
« Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon! Fiii...Bum! ».zac
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