sabato 30 maggio 2015

Il mio regalo per ferragosto:

Alba Adriatica,14/08/2012
Al Signor Sindaco...
del Comune di Alba Adriatica

Signor Sindaco,
La differenza, tra un’Amministrazione comunale sensibile e attenta alle tematiche sociali ed un’altra incapace di recepire i bisogni dei propri cittadini in un momento di crisi come quello attuale, si coglie in modo palese nel comportamento tenuto dall’Amministrazione di Tortoreto, che ha pensato di prorogare i contratti dei lavoratori in mobilità per consentire un’entrata sicura ai lavoratori, in netto contrasto con quello dell’amministrazione di Alba Adriatica, che invece ha ritenuto di venire meno alla medesima richiesta, e per di più senza nessuna risposta alla domanda depositata agli atti.
Del resto, se è vero che i cafoni non lavorano più in campagna, evidentemente si sono trasferiti in città e li ritroviamo ad amministrare la res pubblica come fosse cosa loro e non dei cittadini, ad appoggiarsi a partiti senza anima e senza cuore, a liste socialmente defunte e civilmente disoneste, incapaci di dare risposte elementari e dovute a chiunque ne faccia richieste.
La faccia da colabrodo di questa amministrazione (in minuscolo)si riscontra nella richiesta di visita medica buttata nel cestino, nella quota variabile in aggiunta alla quota sociale Inps elargita tutt’altro che in modo democratico, del quale tanto vi riempite la bocca, ma che in verità non conoscete né il significato né tanto meno l’importanza civica.
Le parole poco cortesi e garbate che ritenete diffamatorie li potete pure portare davanti ad un giudice, così avrò modo di dimostrare il vostro vero volto, l’inciviltà di comportamento e le responsabilità penali ed amministrative. Ed anche che li meritate tutte.
La vita è un lungo cammino costellato di tante difficoltà e di poche soddisfazioni. Talvolta si corre e si travolge chi ci sta vicino per maleducazione, frenesia, necessità, arrivismo, portafoglio. Ma capita di trovare qualcuno che, stanco dei soprusi, in uno scatto d’orgoglio e di dignità sia più veloce e ti presenta un menù di riflessione e un conto di scuse dovute.
Sempre per rispetto personale ed istituzionale. Ma senza piegare le ginocchia o porgere il di dietro.
Zaccaretti Piero

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