sabato 30 maggio 2015

IL LUNGO CALVARIO

Tanti sono convinti che tra la vecchia nomenclatura politica albense e la disastrata amministrazione comunale vi sia un legame inscindibile e strettamente collegato, con la prima portatrice di un egoismo di parte che sprofonda sulla seconda con una gestione devastante e impopolare.
Il lungo calvario ha inizio in pratica con la nascita politica e istituzionale del Comune, che, senza nascondersi nei peana elogiativi, dai primi anni sino alla scomparsa del Sindaco Fracassa, ha avuto dei meriti indiscutibili sullo sviluppo dell’intera comunità di Alba. Altresì, è bene ricordare che già allora nel sottobosco locale vegetavano e in simbiosi e come “animali asociali” personaggi che dell’insegnamento etico e umano non hanno colto né il valore morale né il godimento da perseguire per l’avvenire.
Spiace dirlo, ma per i moschettieri albensi fuori moda e fuori del tempo non c’è più spazio e pazienza, tantomeno per il guascone d’Albagnan, buono solo a prostituirsi per una divisa o per una coperta contro le burrasche in arrivo. E, senza far nomi, il treno della trasparenza non raccoglie neppure gli stracci di chi della politica ha fatto il mezzo per avere poltrone in banca o nella ASL. E se qualcuno, al di qua del fiume Vibrata pensa di armare le truppe nel sottobosco come un tempo facevano le logge carbonare per paura innata o per infidi accordi di sottobanco con il comandante del vaporetto, che non sa al momento quale porto toccare, al di là, sull’altra sponda del fiume politico albense, le patate bollenti passano di mano in mano, tra ritorsioni di comando e rappresaglie di gestione, tra rivendicazioni di primogenitura e gelosie di visibilità, tra rivalse e ripicche, scontri e vendette.
Cova sotto la cenere il fuoco del merito e della trasparenza che tanto riscalda il cuore del cittadino albense, seduto sulla riva annoiato di sentire e vedere in giro, a sinistra come a destra, una voglia di frammentazione crescente, una sorta di voglia di accanimento pregiudiziale, di sopravanzare tutti gli altri in purezza, correttezza, squisitezza di programmi e di idee. L'idea che equità e giustizia siano i fondamentali parametri di riferimento, intorno ai quali vada costruita un programma, non tocca nessun schieramento.
E queste per adesso sono soltanto le premesse. E in attesa che arrivi il peggio stare a sentire i frastuoni dei treni che partono senza guardare il carico e la destinazione, ci indica a gran voce quale triste futuro ci riserva il destino. Per evitare che i convogli prendano corpo e consistenza non bastano gli anatemi e gli insulti, è necessario che avanzi e si manifesti una forza diversa e popolare, talmente significativa per le sue dimensioni e i suoi caratteri, coraggiosa ed intraprendente da impedire o rendere semplicemente improponibile l’ennesima rappresentazione di liste cancerogene, riempite di metastasi nocive alla intera comunità albense.
Riempiamo di alternative la scena civile, riempiamo di volontà il desiderio di contare e di una tale forza da poter aspirare e saper amministrare. Buttare senza incertezze le stampelle della paura è dimostrare di saper navigare da soli sul battello dei sogni più avanzati, incisivi e validi nel futuro. Oggi noi ci impegniamo per il contenitore di “Risveglio albense”, voi salite a bordo con il vostro contenuto di sogni e speranze. zac

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