sabato 30 maggio 2015

RAZZA PADRONA 3:

 - le pecore
Ci sono poi le pavide pecore, che si spostano in gregge, dove c’è nuova erba da brucare dietro qualsiasi Padrone abbia un cane da riporto.
-Perché quelli che ieri si stracciavano le vesti per il silenzio schiacciato sotto il tallone, oggi migrano docili e in branco verso i verdi pascoli del Paperone albense ?
-Quante monete sonanti per tacitare un’informazione non omologata al volere del sultano locale ? ...
-Quante salive sputate dalle cavità orali e quali bavosi e sconvenienti argomenti per farvi trascinare con la corda al collo nel cortile del re ?
-Quali accordi sottobanco per appianare diverbi e controversie ?
-O tutto si riduce a una svendita di 30 denari ?
Misere pecorelle smarrite !!!
I nostri valori, se prima erano della rinuncia, adesso devono essere di vitalità.
Non notate l’aquila che vola e il serpente che striscia ? Chi dei due volete imitare ?
“Vi scongiuro fratelli, non mettete la testa nella sabbia, innalzatela ! Non siate come cammelli (che sopportano), ma leoni, leoni che ridono (superiori rispetto alle piccolezze della vita)” Così parlò Zaratustra.
“L’uomo è una corda tesa sull’abisso tra la scimmia e il superuomo, ossia tra materialità, piccolezza e l’oltre-uomo, ossia la tensione all’infinito, che può diventare quello che guida”.
Da una parte Friedrich Nietzsche e il superuomo e dall’altra delle pecore codarde e tanti bee, beee, beeee, beeeee...

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