Caro Marco Di Pietro,
è vero quando affermi che noi di Risveglio albense siamo partiti da circa 2,5 amici e oggi siamo rimasti in 2 (due), mentre tu sei partito da 2,5 e sei arrivato a 25 adepti, per cui tanto ti vanti su facebook ma che per verità noi due aspettiamo di vedere scendere in campo alle prossime elezioni amministrative di Alba.
Su questo scenario di spari pirotecnici pre-elettorali ne vediamo di cotte e crude, di belle e crudeli, di odio e amore, di fedeltà e tradimenti, di scatoloni vuoti e di teste ricolme di idee, di mani tese al sociale ed egoismi sfacciati, di arroganti che svuotano il sacco alla rinfusa sulla discarica di piazza o nelle sacrestie dei partiti o nelle logge massoniche e lobbistiche di scuderia: e lo fanno a bassa voce per nascondere intenti e propositi, accordi sottobanco e portafogli da rigonfiare, attori vestiti d’arlecchino dietro i confessionali e personaggi alla ricerca di nuova verginità da accompagnare sull’altare della Casa Comune.
Scaltri incantatori di serpenti e novelli vini per ubriacare un popolo affamato di lavoro e giustizia sociale; allucinogeni per intontire e sonniferi per addormentare una società civile stanca dei rospi travestiti da principi delle favole; cazzoni per cui vantarsi nelle serate di gala ma sterili eunuchi nel dimostrare capacità, competenza e bravura.
Cosa resta pertanto a noi 2 (due) se non rimanere solitari nella babele dialettica come animali braccati da una generazione che pretende di vivere un futuro di sviluppo facendo uso del calcolatore per scoprire che 2+6 fa 8 e non 25 ?
Cosa rimane a 2 (due) reduci segnati da una lunga esperienza di morte dei valori se nel petto dei giovani il seme dell’ottimismo nasce in un vuoto nell’anima e cresce in un deserto nel cuore?
E in questo vuoto incolmabile non solo risiede la differenza tra i 2 (due) animali selvaggi e i 25 del tuo gregge, ma si fa strada la frattura di chi vede l’immagine di sé nello specchietto retrovisore con chi crea una propria chiesa basata su un vangelo confuso e una natura gradasso del profeta.
In riva a questo mare steso in una riviera di sabbia, in preda ad un eros furioso, noi 2 (due) non abbiamo mai pensato di affondare una mano tra le cosce di Alba per ambizione e bramosia. Al corpo della bella Alba abbiamo riservato il nostro primo sorriso dal lontano ’67 il sottoscritto e dalla nascita l’amico Nino e oggi abbiamo l’ambizione di raccontare senza dimenticare, e forse di dimostrare e di saperlo fare sul serio.
Raccatta pertanto le tue parole nel segno del rispetto di chi patisce denigrazione e non pretende scuse da chi soffre sordità di cuore e cecità dell’anima. Continua pure a ricontare all’infinito le tue pecore dell’ovile se proprio non ti piace l’immagine che lo specchio ti rimanda ogni volta che ti guardi dentro.
Verrà il momento della tormenta nell’anima quando nasce il conflitto tra l’amore per se stessi e quello per gli altri.
Verrà il momento della fatica del vivere quando la coscienza turba la tua mente e l’inconscio emerge a livello di cuore.
Verrà il momento della sofferenza che ti fa crescere e dà senso alla tua piccola vita.
Magari troverai lo specchio che ti rimanda l’immagine della tua anima.
E i rimpianti per 2 (due) amici perduti. zac
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