mercoledì 27 maggio 2015

C’È SEMPRE QUALCUNO CHE VUOLE ESSERE DIO.

Ogni giorno nasce un nuovo giorno e nasce nei cuori una nuova speranza. E con essa un milione di possibilità prende forma sotto il sole che sorge.
Ogni 5 anni nasce una nuova Amministrazione e nasce un programma di nuove promesse.
Ma cosa accade se non ci fosse nessuna possibilità di vederle fiorire sotto il sole albense ?
Come reagire in questa oscurità annunciata ?
Cosa fare con i Gatti e come uscire con i cani ? Se non con uno scoppio di bile di buona parte dei cittadini ?
O la fine anticipata della covata del pavone ? Una sorta di creature umane, senza fede e dignità, che del denaro fanno pregio e vanto, o una specie oscura e aliena che al tramonto l’anima da sempre segrega nella luce spenta, o una razza amorfa ed egoista che di continuo all’alba il cuore seppellisce di pietra, a quale destino agganciano il loro futuro se non a questi inetti?
A quale gonnella si aggrappano per gretta convenienza ?
A quale poppata succhiare con gusto e golosità ?
E poi… C’è sempre qualcuno che vuole essere Dio.
C’è sempre qualcuno che noi conosciamo. Invisibile, come una forza maligna dentro l’universo umano, crudele, come una bestia segregata in gabbia, che non vuole privarci del gusto di intravvedere la sua ruota pavoneggiare al di sopra della loggia comunale.
Non succederà nell’immediato, ma arriverà di certo come il sole.
Noi non siano spaventati, perché già sappiamo ciò che ci aspetta dall’altra parte, se vediamo la tenebra invece che la luce e una pace troppo effimera per durare a lungo.
In fondo lui pensa che sia un Dio. Egli dona la vita perché altri possano sopravvivere. E chi sopravvive riceve una parte di gloria dalle sue azioni.
Noi di Risveglio Albense che non siamo poi tanto imbecilli da credere alla fede pavonesca di un Dio che crede con la vita di creare la morte e con la morte di creare la vita, ci siamo addestrati per bene a distruggere il lavoro di un Dio fasullo e a prendere la vita là dove solo un DIO vero può donarla.
Non resta che aspettare.
E che IDDIO provveda. zac

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