domenica 31 maggio 2015

@all’amico Enrico Maria Meco

Premesso che la distanza mentale tra noi e mussulmani non è affatto così lontana come molti pensano. Tutt’altro. Sul versante civico e comportamentale noi, col pieno consenso di voto, preferiamo far accomodare in Parlamento e negli Enti locali, gente screditata, inquisita, puttaniere, drogata e ladrona e poi chiamarla anche “ONOREVOLE”. E, spiace dirlo, con la legge e la cultura ci puliamo il culo. E non oso dire altrettanto per come maltrattiamo i Vangeli e i comandamenti divini. Per i mussulmani la volontà di vivere secondo la volontà di Dio viene enunciata nella Shari’ah, come legge definitiva che non si può modificare o cancellare perché derivante dalla Rivelazione divina, e per di più proclamata legge fondamentale dello Stato, valevole anche per i popoli non mussulmani.
La differenza consiste sul fatto che i Vangeli rivelano princìpi generali, sempre disattesi e trasgrediti con i peccati, e non norme di comportamento civile, ben definite dalle leggi di Stato e poco rispettate, mentre il Corano, oltre i princìpi generali, contiene precise prescrizioni che non soltanto regolamentano il culto, ma anche i rapporti sociali, familiari e politici.
Come vedi, la differenza è sostanziale sia in ambito religioso che in quello legislativo. L’Occidente, nato dall’impalcatura giuridica dell’impero romano, ha assorbito le rozze norme barbariche e per tutto il medioevo e fino agli albori della civiltà moderna, ha tenuto fede al Diritto romano, l’Islam invece, sorto da culture tribali rozze e incerte dell’ambiente arabo e in tutte le terre conquistate, ha affermato la Shari’ah come Diritto comune.
Queste sono parole di Dio, espresse in lingua araba e come tali irriformabili, atemporali. Nessuna considerazione di carattere storico, sociale e “DI ALCUNA ALTRA NATURA” possono scalfire ciò che Allah ha prescritto e ciò che ha prescritto è una precisa legge naturale per la società e per la fede religiosa.
Quanto alla provocazione culturale dell’Occidente, potrei facilmente provare, con svariata documentazione, che si è distinta per tutto il Basso Medioevo con i conflitti nazionali (la guerra dei Cent'Anni), e quelli monarchici e papali, gli scismi religiosi, gli scontri col mondo mussulmano (Reconquista spagnola), la corsa per accaparrarsi le nuove terre con i massacri delle popolazioni indigene. Per cui la vera tragedia della vita di De Montaigne fu l’assistere a “quella spaventosa ricaduta dell'umanesimo nella bestialità, a uno di quegli eccessi sporadici di follia che prendono a volte l'umanità (...)”. Persino il frate Bartolomeo de Las Casas capì i motivi reconditi dei conquistatori e disse che:“la diffusione della Parola di Dio non era nient’altro che un’astuzia, un espediente. La forza motivante era l’ambizione e non l’altruismo; l’obiettivo l’oro e non Dio”.
E poi ancora le nefandezze della Santa Inquisizione, la caccia alle streghe, le controversie teologiche e dottrinali tra le varie Fedi (Lutero, Calvino) durate fino al XVII secolo e oltre se inseriamo nella cultura occidentale “con cuor sincero e fede non finta,… abiuri, spergiuri e maledicazioni, e qualunque altro errore e eresia contraria alla Cattolica e Apostolica Chiesa”, certo non finite sino all’anno mille.
E non per questo intendo giustificare il ricorso ai kalashnikov. Beninteso!
Ma ormai i tempi son cambiati e pure noi non siam più tali, quando era offesa la bestemmia e dire il nome di Dio invano. Ieri usavamo la penna per svilire un pensiero, oggi una vignetta per deridere una Fede, domani forse un clic per arrivare in un altro mondo, ma faremo in tempo a non scherzar con Dio ? zac

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