È probabile che molti albensi preferiscano stare tappati in casa lontano dalle schermaglie e dalle diatribe. È probabile che abbiano perduto il senso dell’appartenenza e messo in soffitta qualsiasi speranza. È probabile che siano troppo preoccupati dal momento negativo del vivere quotidiano. Ma è anche probabile che chi opera all’interno delle Istituzioni, chi nella società esercita un ruolo di responsabilità non sia più motivato ed abbia perso il senso del rispetto e della coerenza.
Mi riferisco all’inserto apparso ieri sul “Centro”, nel quale il consigliere di maggioranza Marcello Paoletti, eletto nella lista di Alba Democratica, dichiara la propria disponibilità a candidarsi in lista purchè non ci siano i simboli di partito: “Non ho tessere, per cui sosterrò idee, uomini e progetti e non i partiti”. E prosegue: “Ho dato la mia disponibilità al sindaco Giovannelli, al quale devo tanto, ma sono pronto a sposare altri movimenti e non liste di partito”. Mi sottraggo, per carità di patria, di infierire, ricordando soltanto che medesime abitudini e giochetti di lifting appartengono a tutto l’arco politico albense da sinistra a destra passando per il centro.
Ora, ritenendo solo i bambini capaci di ingenuità e stanco di leggere uscite ingannevoli e di poco gusto, senso dell’umorismo e schiettezza imporrebbe forse una bella risata. Ma al momento mi accorgo che di risate non sono proprio capace di emetterne . Di indignazione, viceversa, sì. Ma come, solo ora dopo quattro anni di malgoverno, ve ne uscite rinnegando la moglie ubriaca di intrallazzi per una botte ancora vergine ? Chi pensate di rappresentare con tanta sfrontatezza ? Come immaginate di occupare ancora gli scranni del Comune dopo aver dimostrato di esserne incapaci ? Con quale credibilità poi ? Con che faccia ?
Avete iniziato con la serenata della raccolta differenziata, intonata dal Te Deum del 30%, e state finendo col piano spiaggia cantato da sirene, così dolci e seducenti per gli amici. Avete spento la luce sugli abusi edilizi della zona Peep, sui rimborsi a singhiozzo degli alluvionati e sulle spese dei cellulari, ma l’avete accesa malamente sulla stampa nazionale con i guai ambientali e turistici del Vibrata e i soldi buttati a mare per l’emergenza erosiva del litorale.
Poiché all’umorismo c’è un limite, qui l’indignazione mi pare valga più di una fresca risata. Basta. Che senso ha parlare ancora di abusivismo commerciale e di sicurezza e poi scoprire un sistema di permessi falsi chiamata “Alba orientale” ? Di quali valori sociali vi riempite i cassetti del cuore se li tenete sempre chiusi ai bisogni ? Di appelli e invocazioni alla società civile ne ho rivolti tanti. Uno mi pare imprescindibile: Che a rappresentarci non siano ammessi le iene fameliche, ma nemmeno le capre.
Entrambi in profonda crisi di fame e di potere si sbranano nella società, ma convivono nel palazzo: Reciprocamente si sorreggono per salvare la propria voracità e funzione, e assieme cercano disperatamente un ruolo di forza e una disposizione di mezzi. Entrambi con gli stessi intenti e nella stessa barca, recitano il ruolo delle verginelle ma pensano agli interessi comuni. Si rivolgono ai valori della competenza e della cultura, ma recitano il ruolo del bene di parte, della loro parte in comune.
Escono come iene con la gola ingorda e usano come capre la gola profonda. zac
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