domenica 31 maggio 2015

ABBIAMO CHI CI ASPETTA…

Oggi l’uomo moderno non è più un essere istintivo e primordiale che non poteva contare sulla Saggezza delle generazioni che lo hanno preceduto, non è più una razza selvaggia e bestiale che doveva scoprire le Regole e le Logiche civile di comportamento, non è più un soggetto barbaro e brutale da non avere Comprensione o non sentire Emozioni, non è più una persona incolta e ignara da non rispondere all’imperativo Morale o non contare sulla Solidarietà, l’uomo del III° millennio ha il compito di perseguire un coinvolgente cammino di conoscenza verso la Verità, un cammino per ritrovare tutto il senso del destino umano e capire la ragione stessa dell’esistenza, costellata di prove, di incantesimi, di nebbie e di ombre che solo un grande amore per la Verità potrà dissipare.
Egli dispone di tutte le virtù necessarie, la forza, l’intelligenza, l’esperienza, la fortuna favorevole, ma a nulla tutto questo gli servirebbe, se non avesse la volontà di non distogliere mai il cammino dalla Luce Morale, al cui chiarore tutto impallidisce “come le stelle o la luna quando si leva il sole”.
E per dare un segno, uno fra i tanti che sarebbero leciti alla libertà di stendere davanti agli occhi dell’uomo il sublime tappeto della verità, di fronte all’umanità tutta tradita dagli egoismi e dalle ingiustizie sociali, di fronte al sudore sceso ad irrorare la terra desolata, di fronte al cuore e alla terra inaridita, ai ghiacciai violati, alle foreste abbattute, ai fiumi avvelenati, al cielo sempre più offuscato dai fumi e dai miasmi, di fronte alla rovina dell’uomo e del pianeta, in un tempo oscuro di catastrofi e privo d’amore, non resta che percorrere altra strada se non quella già battuta con il passo guidato dalla stessa Speranza e di consegnare a chi ci segue una risposta dovuta.
C’è molto falsità in questa società, troppo egoismo che piace in questa città e pertanto non c’è volontà, possibilità, potere, necessità, niente che possa far luce su ciò che sta accadendo intorno a noi o sul modo di far finire il disastro dei contatti umani che sta portando danni a tutti noi e timore per il futuro. E c’è tanta convenienza, utilità, comodità, beneficio che soddisfa e gratifica e pertanto non c’è disposizione, desiderio, bontà, nessun sentimento a rasserenare i rapporti umani, nessuna luce a illuminare un viaggio comune, nessuna speranza di vita serena. In verità non sappiamo quale realtà sia più drammatica: quella che tocca l’uomo o quella che riguarda l’anima.
Comprendere il valore della nostra esistenza non significa dare più importanza o scarso rilievo, fare una scelta di parte o di scarsa convenienza, sentire piacere e soddisfazione o noia e menefreghismo. I soprusi ai danni dei cittadini e dell’umanità intera sono tanto palesi, ma intanto continuano ad essere perpetrati sotto il naso della nostra totale indifferenza. I “lestofanti” ci sono e non li troveremo mai con le mani in pasta, certo non oggi, non adesso. Ne abbiamo solo una vaga idea ma nessun contatto. Come Dio, non si mostrano mai. Intanto circolano riveriti nei corridoi che contano imbroglioni e canaglie con la valigetta pronta ad accogliere contanti.
E anche tanta brava gente in buona fede, però a mani vuote.
E solo di questi appunto, preferiamo raccontare i grandi movimenti spirituali. Parole magiche, dure come pietre, che invocano lo spirito all’azione a tutela dei rapporti umani traditi per crudeltà di cuore, e dell’ambiente civile in cui si vive sfregiato per pura ingordigia.
Le ideologie tanto declamate non contano più nulla, conta la consapevolezza di doverci liberare di una cappa menefreghista, quell’indifferenza contagiosa che rischia di soffocare tutta l’Umanità, come ha valore contenere l’insaziabile fame di denaro che ormai ci ha soffocato l’anima. Possiamo intonare canti e salmi agli Dei del Cielo per supplicare armonia, amore e serenità, o erigere mille scudi da levarsi intonando la Costituzione, invocando la tutela dei valori della persona e la conservazione del rispetto umano. Peccato che, quando si passa dalla teoria alla realtà, le chiacchiere mostrano tutta la loro fragilità.
Alle ortiche l’interesse personale, nelle casse mortuarie quello venale del denaro, a calci in culo quello che ruota e scodinzola intorno alla coda del pavone albense. Il mondo non verrà certo salvato da loro, ma dagli animi battaglieri e determinati, romantici e fedeli ai propri princìpi. Non da uomini di potere, ma di giustizia. Speriamo e immaginiamo un mondo nuovo colmo d’ideali, che avanza con la passione vera per la bellezza della natura e la saggezza della verità, che conquisterà cuore e stomaco delle generazioni future. Avranno un sogno da realizzare, il sogno di sentirsi liberi in un mondo pulito. zac

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