C’è sempre un pezzo di Alba civica più illuminata e virtuosa che avrebbe potuto di certo rendere migliore il nostro Paese. Ah, se fossero stati capiti ! Purtroppo anche stavolta sono stati sopraffatti da una plebe grezza e da tribuni oscurantisti.
Non ci resta che rimpiangerli !
Dare voce a quest'antica lagnanza è il modo eloquente per rimarcare l’ennesima occasione mancata dalla nostra comunità per sconfiggere un pamphlet di nominati impresentabili, che riunisce le membra sparse lungo un calvario civico segnato da un cammino per nulla virtuoso e irreprensibile.
È questo il racconto dominante nella cultura del nostro Paese: I migliori perdono e le occasioni mancate si snodano lungo un passato di anni che riportano alla memoria gli abusi di chi ci ha comandato e l’uso immorale del potere esercitato da dissidenti sfacciati a eretici di una nottata, dalle mafie imprenditoriali alle sette palazzinare, dai fedeli di comunione ai burocrati anticlericali di raccomandazione, dai colonnelli ai caporali, dalle iene ridens alle pecore belanti.
A giudicare dagli esempi che ho sottomano e dai pochi scampoli di storia, pur brevi, di quelli al timone o al comando, non c'è da stare così ammirati dalle loro reiterate litanie amministrative: cosa hanno combinato con gli spartiti territoriali, offerti alle sirene ammaliatrici, con gli occhi giornalmente l’osserviamo; delle sette insaziabili ed ingorde sappiamo come si sono comportate, sappiamo di quante intolleranze naturali e di quali violenze ambientali si sono resi responsabili; sappiamo di gonnella andata al potere nel nome della libertà e del popolo sovrano che poi ha calpestato sul Viale della Vittoria e tiranneggiato col vicino mercato commerciale; ricordiamo come la pensavano le malefatte bande che predicavano libertà e socialismo, ma poi giustificavano dittature poco “illuminate” e molte remunerate per loro, che ogni primo di maggio erigevano la bandiera rossa della libertà sulle finestre di casa e sui pioppi di contrada, che il giorno dopo mettevano a ferro e fuoco con feroci atrocità staliniane.
Non ci resta che dimenticarli !
Il fanatismo della purezza, la sindrome di Saint Just, il virtuosismo degli Incorruttibili, la maestria perfetta delle élite, l’intransigenza fanatica delle oligarchie conservatrici stabiliscono i criteri di scelta e di selezione, autocertificano ciò che è virtuoso da ciò che è intollerante e quali le idee da condannare e quali da elogiare e instaurare.
C'è un filtro ossequioso alla contabilità numerica dei voti che domina la scelta dei candidati del nostro tempo, che stabilisce a priori i nominativi da corteggiare e quelli di valore inaccettabile subito da scartare. E la piena ha travolto tutte le cordate in lungo e in largo a iniziare proprio da quella photoshoppata per indecenza rimarcata dai virus incorporati in un corpo malandato.
Pur di evitare il “De profundis” dell’abisso si è arrivati a raschiare il fondo del barile democratico per sfinimento, perché non si è trovato un criterio migliore di scelta e un contenitore con la cernita delle virtù, per porre fuori gioco i cinici parvenu politici senza scrupoli e senza princìpi.
E Dio solo sa quanto bisogno ci sia oggi di virtù coltivate tra le masse e fiorite nelle piazze piuttosto che nel distacco delle élite e nella solitudine delle loro stanze, siano essi salotti o catacombe ! A volte poi, le eccellenze oscillano tra solitudine e popolo, senza iscriversi a circoli e partiti o frequentare pavoni e cabine di regia.
E come ci insegna la storia stessa, la verità, come la qualità, non è garantita né dal numero né dal titolo. Zac
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