domenica 31 maggio 2015

25 aprile: Festa di che ?.

Come un qualsiasi uomo che cammina per la strada con le preoccupazioni, i bisogni ed i pensieri suoi, non saprei proprio festeggiare questo giorno della liberazione e non potrei certo farlo nel momento attuale in cui le istituzioni se ne fregano della democrazia e divorano l’anima del popolo.
Sono una menzogna tutti i programmi nuovi e i sistemi sociali fastosamente ostentati al popolo, se all’ombra del rottamatore ghigna la medesima anima furbesca,... la medesima mancanza di coscienza, la medesima dissolutezza, il medesimo spreco e il medesimo lusso.
Già nel 1935 il rumeno Corneliu Zelea Codreanu così annotava nel suo diario:
“... un partito politico è una società anonima di sfruttamento del voto universale; ... tutti i partiti sono democratici, poiché utilizzano il suffragio universale nella medesima maniera; .... trascurano gli interessi del popolo e del paese soddisfacendo soltanto gli interessi particolari dei loro partigiani; ... tutti i partiti commettono delitti, si tradiscono l'un l'altro, nessuno di loro applica punizioni contro i propri partigiani, altrimenti li perderebbe, né contro i loro avversari, poiché questi, a loro volta, commettono i loro stessi delitti; ... la democrazia ci dà l'impressione di una vasta complicità fra criminali; ... la democrazia è al servizio dell'alta finanza nazionale o internazionale”
Di fronte a questo marciume democratico, a questa casta dei banchieri, degli uomini d'affari e degli arricchiti dai colpi di fortuna, a questi uccelli di rapina, che stanno in agguato contro la società umana, mentre i politici lottano tra loro per banali liti, noi, figli di questa terra, abbiamo proclamato da tempo la nostra resa a conferma di essere solo forme vuote senza contenuto.
Altro che liberazione !?
Creare una democrazia significa, in primo luogo far nascere uno stato che non ha la sua sede nella ragione, ma nell'anima del popolo, e poi occorre creare un'unica coesione nel sentire e vivere insieme, alla quale dobbiamo contribuire tutti.
Solo in questo caso il ducetto democratico non è più un "padrone", che "fa quello che vuole", che governa secondo il suo "beneplacito" codazzo. Egli non può fare quello che vuole, ma deve fare quello che deve.
E in democrazia…è proprio vero che prima si deve conoscere e correggere i propri difetti e poi vedere se si ha o no il diritto di occuparsi anche di quelli degli altri. Risveglio Albense
( Nella foto Corneliu Zelea Codreanu )

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