sabato 30 maggio 2015

I BEDUINI E I FIGLI DEL DOVE TIRA MEGLIO IL VENTO

Gran parte del territorio è costituito da deserti, tra i più vasti ed aridi della terra, da sempre solcati da piste carovaniere che mettono in comunicazione le varie oasi nei pressi delle quali sorgono gli unici insediamenti umani possibili.
All’interno di quell’infuocato ambiente, tra due infiniti mondi, la sabbia ed il cielo, vivono, alla perenne ricerca d'acqua, popoli nomadi che campano solo di pastorizia e razzie: I bedu...ini o figli del vento.
Stamattina nel deserto di Piazza del popolo, tra due infiniti creati, la guardia ed il ladro, mi è capitato di vedere avanzare, alla perenne ricerca di cammelli e infedeli, due beduini albensi o figli del dove tira meglio il vento e posare le terga nella tenda dorata del gran Sceikh di Alba, accampato in un bar dell’oasi albense.
Nel deserto la dura lotta per la sopravvivenza porta a una selezione fondata non solo sulle attitudini fisiche ma anche su quelle morali: Per poter vivere nel deserto occorre un elevato senso della solidarietà, insieme alla capacità di saper rispettare e valutare il valore degli uomini. Dopo aver attraversato il deserto, il nomade ne esce purificato e superiore al resto dell'umanità.
Essi si considerano i figli del vento, gli unici veri uomini liberi del mondo.
Nel deserto civile dei valori dove il codice di vita è buttato nei rifiuti, nell’anarchia del coraggio e del rispetto dove l’accattonaggio di grado e di pecunia è di norma, i compagni quotidiani la morra e le scommesse, le armi usate le schedine e i gratta e vinci, le virtu' più pregiate le menzogne e le falsità, le virtù indispensabili più in uso le zoccole e le spia(na)te, la natura inclemente prevede unità tribale tra lecca-culi e autorità, servi e nobiltà, infedeli e divinità.
Nella gerarchia civile i primi occupano il gradino più basso e crogiolano nella trocca dei porci, mentre i loro idoli, i falsi profeti meno nobili e meno divini, sono valutati come i cammelli alla fiera e le capre alle sagre cittadine.
"L'uomo vale per la sua lingua ed il suo cuore. Il resto non è che un miserabile involucro di carne irrorato dal sangue".
Che tristezza vederli accoppiarsi in questo lembo deserto di città con la lingua di fuori e il cuore scoppiato ! zac

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