giovedì 26 gennaio 2017

POLITICA PARACULA

Non sono mancate, negli ultimi tempi, sulla libera stampa locale, annunci e notizie di un accordo di lista per le comunali di Alba tra i leader cittadini di centrosinistra e centrodestra, Viviani – Rasicci. Per la verità esagerata è la funzione di leadership (?) e falsata la posizione di schieramento perché in fondo la radice politica ci indica l’agire pappa e ciccia tra un comunista vecchia maniera difficile da domare e un Udeurino doc nella futura veste di saltimbanco.
Argomento piuttosto complicato e spinoso, decisamente insopportabile, da inserire tra le provocazioni e le bufale, per i trascorsi politici dei due albensi, maestri nel far cadere le amministrazioni e primedonne vanitose nell’esercizio egoistico di mollare e rinnegare le proprie creature.

Un’accoppiata da brividi, da citare con preoccupazione e con timore nelle discussioni di piazza, e da prendere con le molle quando si pensa al bene della nostra città.
A dirla tutta, non hanno lasciato il segno da nessuna parte, li abbiamo visti privi di competenza e vagare più o meno a casaccio negli interventi, mostrare talora poca autorevolezza nelle decisioni e girare in lungo e in largo per opportunismo o cedere alla pacca sulle spalle per opportuna convenienza.
Tanto basta a loro per credere di avere il Graal della sapienza universale sul comodino. Non dico che sono ignoranti, anche perché loro godono già di cattiva fama, e peraltro non a torto sono definiti entrambi bufalari.

Per chi viene da destra c’è invece una riflessione obbligata da fare nel vedere postato sui social questi due brindare, mentre si bucano di politica cavalcando l’onda emotiva di un progetto politico diverso, senza base, né radice.

Nel gergo di internet e in particolare delle comunità virtuali l'obiettivo di un troll è manipolare la comunicazione e fomentare gli animi tramite foto e messaggi provocatori e irritanti. Insomma una vera presa per il culo.
L’hater invece è un soggetto che "odia" le persone in spazi di discussione pubblica. Si ostinano in un atteggiamento costante di provocazione, che inquina la discussione on line. Creatura generalmente malvagia.
Non da queste usanze passa la colpa della legittimazione altrui, ma dalla ridicola inesistenza di un’alternativa vera, da un mondo ormai bandito, da un’area confinata e dagli ultimi mohicani albensi che ormai hanno fallito.

Ecco la politica odierna, sozza e disonesta, falsa e paracula. C’è chi vuole imporsi e chi non sa impedirglielo. Fate uscire di corsa donne e bambini, la politica albense sta affondando. Sta affondando nelle sue porcherie, nei suoi screzi, nei suoi giardinetti da difendere a ogni costo. Fate uscire le donne, i bambini e lasciate dentro i giovani vecchi, i feudatari, i vassalli, i valvassori e i valvassini, gli strateghi, gli intellettuali imbastarditi, i maghi e i pavoni messi lì dai nostri astensionismi e dal nostro fottercene.


Schifezza per schifezza, questo è il sistema e cambiarlo sarà davvero dura agli occhi del nostro tempo e agli occhi della storia albense. zac

venerdì 20 gennaio 2017

IL MONDO DELLA DESTRA ALBENSE

Molti sanno che la vita del mondo della destra albense negli ultimi anni è stata particolarmente travagliata e pertanto aggiungere ulteriori ragioni di polemica e lacerazioni sarebbe una scelta sbagliata e dannosa per la nostra comunità.
So bene che non gioverebbe a quanti vogliono comunque svolgere delle attività politiche, né a coloro che hanno a cuore l’idea sociale e il pensiero politico-culturale della destra italiana.

Purtroppo, molto spesso negli ultimi tempi, sulla carta stampata di noti quotidiani, leggo gli intenti amorosi di una coppia di spernacchiati albensi che intendono unirsi in un’unica lista elettorale, da usare come alcova per i due piccioncini, per arrivare a metter su casa in Comune alle elezioni del prossimo anno.

L’unione prevede una fattispecie di reato contro madre Natura che pensa solo a circuire i figli minori con la ruota sollevata in parata nuziale al limite delle funzioni concesse ad un pavone arlecchino, e spinge con violenza gli amici iscritti ad abbuffarsi di porchetta camplese e i partigiani associati ad ingozzarsi di rosso Montepulciano d’Abruzzo comunista.

Nessuna meraviglia per carità. Anche perché siamo in tempi di unioni gay.
Ma solo un aspetto di questi incesti politici non mi scende proprio giù. Mi resta oltremodo difficile confermare la natura di questa unione dato che sul territorio albense esistono personaggi di diversa origine politica, che nulla hanno a che vedere con la vita e l’iniziativa dei partiti di destra.
Non ne hanno proprio la stoffa, né la cultura, né il coraggio, né il cuore.

Uno di questi è proprio uno spennacchiato Pavone albense, che insiste e persiste nel dichiararsi sfrontatamente di destra. Sarebbe meglio per lui tornare al suo ovile naturale nell’Udeur dell’amico e caro Mastella. Certo mostrando i muscoli e in particolare il portafoglio rigonfio, come di solito fa il nostro Pavone. 
Potrebbe essere la volta buona per liberarcene. zac

ALLA FACCIA DELL’EMERGENZA

Certo, non proprio di solidarietà umana si può parlare, almeno in questa situazione di emergenza, dovuta al terremoto e alla neve che ha colpito anche la nostra regione, né tanto meno possiamo parlare di mera civiltà, quando questa si presenta contaminata da una gestione incredibilmente lenta dei 28 milioni di euro, già donati da noi cittadini attraverso gli sms al 45500, e tuttora ancora bloccati da una burocrazia rigida e contorta.

In verità trattasi di una burocrazia tutta italiana, si passa dai versamenti sui conti correnti bancari attivati dalla Protezione Civile alla verifica della contabilità speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione, dal rispetto delle modalità previste dal Protocollo d’intesa alla verifica di un comitato di garanti, dalle analisi dei danni nelle singole regioni al rispetto delle norme sull’utilizzo dei fondi.
Da almeno tre mesi questi soldi sono bloccati presso la Tesoreria Centrale dello Stato, in ostaggio della burocrazia e di una politica senza cuore, che si attiva soltanto per salvare le banche e i ladroni mentre mostra cinismo e disinteresse per le popolazioni più deboli e sfortunate.

Ancora una volta hanno dimostrato di essere politicamente affetti da un menefreghismo esagerato e di essere praticamente inutili sia come esseri umani sia come uomini di potere che presentano al mondo il loro peggio, il lato più oscuro.
Ho l’impressione che in questo mondo vi sia qualche cosa che davvero non funzioni, specialmente non funzioni rispetto alle elementari esigenze e ai primari bisogni umani.


Rinasce l’esigenza di fermarsi e il bisogno di guardare non solo dentro se stessi per vantarsi delle poche ricchezze, ma anche intorno per scoprire la tanta povertà umana. zac

martedì 10 gennaio 2017

LA BEFFA PROVINCIALE

Se una cosa non c'è più, all'improvviso riappare. Ma non è una magia. In Italia non si governa, si fanno solo giochi di prestigio. Merito del cazzaro fiorentino che nulla ha creato e nulla ha distrutto.
Magari pochi se ne sono accorti, ma domenica si è votato. Si è votato a Teramo per il rinnovo dei dodici Consiglieri provinciali (in carica per due anni), mentre il Presidente Renzo Di Sabatino resta invece in carica (per ben quattro anni).
Non è una barzelletta. Ma si è votato un Presidente di una Provincia che sulla carta è già stata abolita. Abolita, per modo di dire. Al momento di mandare avanti i servizi e di trovare le risorse necessarie, penso che ne vedremo delle belle.
E ahinoi! La stessa cosa avverrà con il nuovo Senato, col medesimo trucco i Senatori non saranno direttamente scelti dai cittadini ma selezionati tra i consiglieri regionali. Così invece di semplificare si rende tutto più confuso e complicato.
E questo, più che un trucco, è una presa per i fondelli.
In siffatto grigiore, unica gioia e consolazione per i cittadini albensi resta tuttavia l’elezione a Consigliere Provinciale di Ambra Foracappa nella lista di centrodestra “La Forza del territorio”.
Fatti valere Ambra e AUGURI da noi tutti ! zac


lunedì 2 gennaio 2017

LE NOSTRE DIVERSITÀ

La questione dell’accoglienza profughi ad Alba sta diventando una cosa seria e di solito passa attraverso scontri e divergenze che finiscono col produrre contraddizioni e crepe crescenti in seno alla nostra comunità.
Una diversità culturale c’è già ed è evidente, anche se è in atto una fase di grande resistenza alle nostre radici storiche, i cui valori hanno dato luogo ad un modello di società diverso dal loro.

Ciò che non riesco a capire è la posizione della Chiesa, il comportamento del Papato e l’infatuazione per i profughi di taluni vescovi e prelati.
In qualità di cittadino invaso mi rimetto alla pietà di questo governo nella ripartizione dei profughi, mentre in qualità di uomo invaso mi rimetto alla fiducia negli uomini in divisa per la sicurezza o per evitare il peggio.
Nella veste di cristiano invaso invece non penso che Gesù si sia ridotto ad essere un politico della sinistra, entusiasta di invasioni e pavone dei tanti vu’ cumprà.

Mi permetto segnalare che nel Vangelo il prossimo era un singolo, non un intero continente. L’amore era chiesto da Dio, non imposto da Cesare. Il buon Samaritano pagava il locandiere per prendersi cura del ferito, certo non chiedeva di ospitarlo a sue spese. Inoltre nel Vangelo non esistevano pasti gratis, salvo quelli allestiti da Gesù in persona.
Chi si comporta, come se fosse umanamente possibile moltiplicare pani e pesci, è un falso profeta o un assoluto cialtrone.

Se oggi dalla nostra comunità si pretende moltiplicazione di pani, pesci, centri di accoglienza, servizi e soldi senza nulla in cambio. Insomma se ci chiedono di essere più santi e più potenti di Cristo, solo al diavolo può venire in mente una simile richiesta

Se poi una colomba della pace insiste a dire che è cosa buona e giusta accogliere ad Alba altri invasori, oltre i 1200 già assistiti a carico nostro e dei pensionati al minimo dei 440 euro, invito a prendere quella colomba, tirarle il collo e passarla al cuoco per la cottura, l’unico modo offerto al simbolico uccello di risultare finalmente utile e salutare. zac