Molti sanno che la vita del mondo della destra albense negli
ultimi anni è stata particolarmente travagliata e pertanto aggiungere ulteriori
ragioni di polemica e lacerazioni sarebbe una scelta sbagliata e dannosa per la
nostra comunità.
So bene che non gioverebbe a quanti vogliono comunque
svolgere delle attività politiche, né a coloro che hanno a cuore l’idea sociale
e il pensiero politico-culturale della destra italiana.
Purtroppo, molto spesso negli ultimi tempi, sulla carta
stampata di noti quotidiani, leggo gli intenti amorosi di una coppia di spernacchiati
albensi che intendono unirsi in un’unica lista elettorale, da usare come alcova
per i due piccioncini, per arrivare a metter su casa in Comune alle elezioni del
prossimo anno.
L’unione prevede una fattispecie di reato contro madre
Natura che pensa solo a circuire i figli minori con la ruota sollevata in
parata nuziale al limite delle funzioni concesse ad un pavone arlecchino, e spinge
con violenza gli amici iscritti ad abbuffarsi di porchetta camplese e i partigiani
associati ad ingozzarsi di rosso Montepulciano d’Abruzzo comunista.
Nessuna meraviglia per carità. Anche perché siamo in tempi
di unioni gay.
Ma solo un aspetto di questi incesti politici non mi scende
proprio giù. Mi resta oltremodo difficile confermare la natura di questa unione
dato che sul territorio albense esistono personaggi di diversa origine
politica, che nulla hanno a che vedere con la vita e l’iniziativa dei partiti
di destra.
Non ne hanno proprio la stoffa, né la cultura, né il
coraggio, né il cuore.
Uno di questi è proprio uno spennacchiato Pavone albense,
che insiste e persiste nel dichiararsi sfrontatamente di destra. Sarebbe meglio
per lui tornare al suo ovile naturale nell’Udeur dell’amico e caro Mastella. Certo
mostrando i muscoli e in particolare il portafoglio rigonfio, come di solito fa
il nostro Pavone.
Potrebbe essere la volta buona per liberarcene. zac
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