sabato 23 marzo 2019

REFLEX (2° invito)


Magro, volto emaciato e scavato, nessun pelo sulla testa... Ho come l'impressione che costui abbia bisogno di uno psicoterapeuta, ho bisbigliato sorridendo all'amico che mi sedeva accanto...

Il costui era il dott. Franco Lolli, psicoanalista e psicoterapeuta, relatore della seconda serata di "REFLEX, Istantanee del Pensiero Contemporaneo".
Il tema proposto, l'ideologia catastrofista e le diffuse nostalgie, era alquanto pruriginoso e forzatamente attuale, considerate le continue e ripetute dichiarazioni di guerra al passato; parricidio, liberazione da tutto ciò che viene dalla storia e dalla tradizione; dove antico sta per arretrato retrò matusa.
Confesso che ero in uno stato di preallarme; prevenuto, se si vuole. Giacché ritengo che tale materia appartenga al filosofo o, tuttalpiù, al sociologo. "Noi non sappiamo cosa sia la psiche più di quanto sappiamo cosa sia la vita", sosteneva C.G.Jung.
Ma, al contempo ero curioso di scoprire sin dove il nostro Relatore si sarebbe inoltrato e in quale maniera.

E dunque. La maniera forzatamente evito di raccontarla (in alcuni momenti m'è parso di vedere la foto di Monica Cirinnà che regge un cartello con su scritto "Dio Patria e Famiglia. Che vita de merda"), perchè pasticciata e sconsideratamente di parte; la meta, guarda il caso, erano la Destra e Salvini. Che è come esclamare: Elementare Watson!
Preferisco tenermi la filosofia. "Il postmoderno è morto", sostiene il filosofo Roberto Mordacci, perchè "non ha compreso le sfide create dalla crisi di una parte della modernità: positivismo e idealismo hanno infatti radicalizzato alcune intuizioni moderne, finendo però per tradirle profondamente. (...) Di fronte a queste sfide, tornano a essere necessarie e credibili proprio le idee moderne che il postmoderno credeva finite e che abbiamo bisogno di ripensare".

Per finire. Avrei voluto chiedere al dott. Lolli cosa pensasse di Charles Baudelaire quando diceva che "la campagna è quel posto dove le galline vanno in giro crude"; ma ho repentinamente ricordato la risposta data dalla gallina pensierosa: "La città è quel posto dove i poeti vanno in giro cotti".
'Sti comunisti!
Sincope pensante. (23-05-2019)