La chiesa di Sant’Eufemia ha riaperto stamane l’ingresso ai fedeli di Alba Adriatica dopo i lavori di restauro e di consolidamento delle strutture dell’edificio religioso di piazza IV Novembre.
Da semplice cittadino ritengo opportuno ringraziare la giunta comunale per aver messo a disposizione dei credenti e del parroco don Ezio la sala convegni di via Bafile per le funzioni religiose.
Da povero credente (che attribuisce a questo termine un significato molto più profondo) confesso di aver avvertito un certo fastidio nel ravvisare in fondo alla sala di via Bafile, e durante le celebrazioni, un certo imbarazzo per una piattaforma di raccolta fondi davvero inopportuna e tediosa.
Fatto sta che ho avuto difficoltà nel recitare la solita preghierina per i miei genitori.
Devo dire però di aver preferito e accolto, a fine rito religioso in questa mattinata, l’intervento di don Ezio sul nuovo sistema, chiaro e manifesto, di raccolta donazioni onde sopperire al passivo di 100.000,00 euro.
Non mancherà un mio piccolo contributo e sono certo anche vostro. Grazie. zac
domenica 17 luglio 2016
E' PER QUESTO CHE ABBIAMO PAURA...!
Se il Sindaco, quale massima espressione della maggioranza, su una ordinanza scrive :
1- Considerato l'eccezionalità l'evento (60 anni di Alba Adriatica) che comunque richiama sul territorio un numero considerevole di visitatori ed operatori economici.
2- Considerato che l'evento in oggetto ha sicuramente la finalità di promuovere l'immagine di Alba Adriatica attraverso interventi mirati volti al coinvolgimento di tutte le attività produttive (commercio, artigianato, turismo).
3- Ritenuta l'opportunità di concedere per l'occasione particolari deroghe ed agevolazioni di carattere generale, per assicurare il regolare svolgimento della manifestazione e potenziarne i possibili effetti positivi per la città.
PER QUANTO SOPRA...........si concede di estendere la vendita agli operatori economici su aree pubbliche.
2- Considerato che l'evento in oggetto ha sicuramente la finalità di promuovere l'immagine di Alba Adriatica attraverso interventi mirati volti al coinvolgimento di tutte le attività produttive (commercio, artigianato, turismo).
3- Ritenuta l'opportunità di concedere per l'occasione particolari deroghe ed agevolazioni di carattere generale, per assicurare il regolare svolgimento della manifestazione e potenziarne i possibili effetti positivi per la città.
PER QUANTO SOPRA...........si concede di estendere la vendita agli operatori economici su aree pubbliche.
Abbiamo motivo di essere preoccupati, per quanto letto. In pratica nella nostra città senza i mercatini non si vive e nessuna manifestazione potrà mai essere effettuata senza la loro presenza.
Notiamo anche che quando sul territorio si ha una presenza considerevole di visitatori, è giusto per loro consentire ai venditori provenienti da fuori Alba, di fare i loro affari a danno degli operatori albensi. Risveglio Albense e i pubblici esercenti del centro storico ringraziano !
Notiamo anche che quando sul territorio si ha una presenza considerevole di visitatori, è giusto per loro consentire ai venditori provenienti da fuori Alba, di fare i loro affari a danno degli operatori albensi. Risveglio Albense e i pubblici esercenti del centro storico ringraziano !
IDDIO CI MANDO' LA PIOGGIA !
Basterà per consentire a taluni, oramai definibili soliti noti, di lavarsi le proprie coscienze e quindi togliersi di dosso il pulviscolo di una becera appartenenza d'area ?
Con mente lucida, tasche vuote e mani libere, comunico che la mia e la vostra Alba è morta.
Certo non era una ventenne, ma con i suoi sessanta anni appena compiuti, non meritava di lasciarci per colpa di un gruppo di "Imbabiti" che nulla sanno della vera storia della moritura.
Certo non era una ventenne, ma con i suoi sessanta anni appena compiuti, non meritava di lasciarci per colpa di un gruppo di "Imbabiti" che nulla sanno della vera storia della moritura.
Sono riusciti e senza alcuno sforzo, come di consueto, a rovinare anche la festa di compleanno.
Mi occorrerebbe forse un giorno pieno per elencare le improvvisazioni, gli arrangiamenti, le "Cafonate" e le scelte da parte dei responsabili dell'evento.
Tra Pro-Loco, Pro-loro e Pro-sua, dimenticando che l'Amministrazione Comunale rappresenta il popolo e le istituzioni presenti sul territorio, per l'organizzazione dello spettacolo con gli "Spari" come asserito dal Sindaco in una intervista, si è preferito dare mandato alla " Pro-Loro, dimenticando tutti gli altri.
Mi occorrerebbe forse un giorno pieno per elencare le improvvisazioni, gli arrangiamenti, le "Cafonate" e le scelte da parte dei responsabili dell'evento.
Tra Pro-Loco, Pro-loro e Pro-sua, dimenticando che l'Amministrazione Comunale rappresenta il popolo e le istituzioni presenti sul territorio, per l'organizzazione dello spettacolo con gli "Spari" come asserito dal Sindaco in una intervista, si è preferito dare mandato alla " Pro-Loro, dimenticando tutti gli altri.
Nel corso della serata di gala, presso Villa Flaiani, sono state consegnate a molti concittadini le classiche " Pergamene al merito" su cui non entriamo nel merito, ma denunciamo la forma di invito molto cafona, una telefonata all'ultimo istante, senza ricorrere al consueto ed elegante invito per posta e a tempo debito.
Quello che invece è accaduto al di fuori del recinto di Villa Flaiani e precisamente sul lungomare è scandaloso.
Su pressione della solita apparente Consigliera Comunale tuttofare, si è organizzato il solito mercatino sul lungomare, inizialmente questa inopportuna e ricorrente vendita di mercanzia taroccata essendo priva delle autorizzazioni necessarie, era stata trasformata in sola esposizione senza la possibilità di effettuare vendite,
Evidentemente qualche amico degli amici ha dissentito su tale connotazione e subito si è ricorso ad una Ordinanza (atipica dal momento che con la stessa si concede l'autorizzazione alla vendita).
Ci riserveremo di approfondire la questione, per verificare se tutte le tasse, sono state pagate dagli ambulanti (occupazione suolo pubblico) anticipatamente e qualora ciò non fosse avvenuto, vorremo conoscere se sono state effettuate le sanzioni di merito e se è disponibile l'elenco degli ambulanti presenti.
Tanto che ci troviamo vorremmo anche chiedere chi ha autorizzato lo smontaggio del palco, di pertinenza privata, per mezzo di pubblici dipendenti.
P.S. L'Ordinanza Sindacale è stata pubblicata alle 22,33 del 14/07/2016 le vendite sono iniziate alle ore 17,00, quando era vigente la norma che consentiva la sola esposizione.
14 luglio 1789 - 14 luglio 2016
Parigi, 14 luglio 1789: Una data storica che culminò con la cattura della Bastiglia da parte dei cittadini parigini.
L'avvenimento, di per sé poco importante sul piano pratico, assunse un enorme significato simbolico a tal punto da essere considerato l'inizio della Rivoluzione francese.
La popolazione di Parigi, che da mesi viveva in uno stato di miseria e con la paura di una grave carestia alle porte, organizzò una manifestazione di protesta contro il governo per chiedere la riduzione del prezzo del pane e dei cerali.
Luigi XVI, rientrato a palazzo da una battuta di caccia, nel suo diario di quel giorno scrisse “rien” (niente), a significare che non era accaduto proprio nulla di rilevante o che meritasse di essere ricordato.
Il giorno dopo il re venne a conoscenza dei tumulti e della Presa della Bastiglia da un suo servitore; il re gli chiese: "E’ una ribellione?" - e il servitore: "No, sire! Una rivoluzione!".
Alba Adriatica, 14 luglio 2016: Il 14 luglio 1956 un piccola frazione si rese autonoma da Tortoreto con il nome di Alba Adriatica .
Nel tempo il territorio ha conosciuto un abnorme sviluppo: Invece di pensare a una città per gli uomini, purtroppo si è ideata una città che rispecchia soltanto il concetto di “sfruttamento territoriale”, riversando sui cittadini il peso invivibile di certe scelte urbanistiche.
L’economia fondata sulle attività manifatturiere, con aziende familiari che operavano nel campo della pelletteria, ormai da tempo è andata a farsi benedire per tornaconto e cultura megalomana.
L’attività sicuramente più importante per il paese è rimasto il turismo: Alba Adriatica è ancora oggi una delle località più frequentate durante il periodo estivo dell’intera costa adriatica e abruzzese, grazie a numerosi servizi come alberghi, camping e residence. Speriamo che duri, ma ho il sospetto di un disastro in arrivo. Un disastro dal nome “erosione”.
Ciò che non manca è la prospettiva di una scuola superiore, di strutture sociali accoglienti per bambini e terza età, di servizi più adeguati (acque bianche, sicurezza, stazione FFSS, infrastrutture), un’aspettativa migliore di lavoro, di sviluppo, di ripresa commerciale…
Ma…oggi 14 luglio…verso sera…
…Passando nei pressi del centro, ricolma di cittadini festosi, ho chiesto ad un passante: “E’ una manifestazione?” – e il passante: “ No, solo una festa per papponi d’area”.
Già…i soliti habitués delle porchette a sbafo…Per questo nostro Paese, senza storia e futuro, l’ennesima conferma che c’è rimasto poca speranza per il domani. zac
L'avvenimento, di per sé poco importante sul piano pratico, assunse un enorme significato simbolico a tal punto da essere considerato l'inizio della Rivoluzione francese.
La popolazione di Parigi, che da mesi viveva in uno stato di miseria e con la paura di una grave carestia alle porte, organizzò una manifestazione di protesta contro il governo per chiedere la riduzione del prezzo del pane e dei cerali.
Luigi XVI, rientrato a palazzo da una battuta di caccia, nel suo diario di quel giorno scrisse “rien” (niente), a significare che non era accaduto proprio nulla di rilevante o che meritasse di essere ricordato.
Il giorno dopo il re venne a conoscenza dei tumulti e della Presa della Bastiglia da un suo servitore; il re gli chiese: "E’ una ribellione?" - e il servitore: "No, sire! Una rivoluzione!".
Alba Adriatica, 14 luglio 2016: Il 14 luglio 1956 un piccola frazione si rese autonoma da Tortoreto con il nome di Alba Adriatica .
Nel tempo il territorio ha conosciuto un abnorme sviluppo: Invece di pensare a una città per gli uomini, purtroppo si è ideata una città che rispecchia soltanto il concetto di “sfruttamento territoriale”, riversando sui cittadini il peso invivibile di certe scelte urbanistiche.
L’economia fondata sulle attività manifatturiere, con aziende familiari che operavano nel campo della pelletteria, ormai da tempo è andata a farsi benedire per tornaconto e cultura megalomana.
L’attività sicuramente più importante per il paese è rimasto il turismo: Alba Adriatica è ancora oggi una delle località più frequentate durante il periodo estivo dell’intera costa adriatica e abruzzese, grazie a numerosi servizi come alberghi, camping e residence. Speriamo che duri, ma ho il sospetto di un disastro in arrivo. Un disastro dal nome “erosione”.
Ciò che non manca è la prospettiva di una scuola superiore, di strutture sociali accoglienti per bambini e terza età, di servizi più adeguati (acque bianche, sicurezza, stazione FFSS, infrastrutture), un’aspettativa migliore di lavoro, di sviluppo, di ripresa commerciale…
Ma…oggi 14 luglio…verso sera…
…Passando nei pressi del centro, ricolma di cittadini festosi, ho chiesto ad un passante: “E’ una manifestazione?” – e il passante: “ No, solo una festa per papponi d’area”.
Già…i soliti habitués delle porchette a sbafo…Per questo nostro Paese, senza storia e futuro, l’ennesima conferma che c’è rimasto poca speranza per il domani. zac
IL DOSSO DI VIA ASCOLANA !
Alcuni amici lettori, ci hanno chiesto di esprimere il nostro giudizio sul dosso artificiale appena realizzato in Via Ascolana. Abbiamo effettuato una verifica veloce ma attenta.
Possiamo asserire con chiarezza che la realizzazione è frutto di una enorme cazzata e che non ha nulla a che fare con la necessità di rallentare la velocità dei mezzi transitanti sul luogo. Il dosso secondo noi nasconde una errata altimetria del canale delle acque bianche che ci passa sotto.
Per recuperare quindi la magagna, il solito genio di turno ha pensato bene di effettuare una mimetizzazione dell'errore, realizzandoci sopra il limitatore di velocità con annesso passaggio pedonale che porta in aperta campagna.
Se fossimo a Napoli, qualcuno esclamerebbe il classico : " Ca nisciun è fess"
CRONISTORIA: Vicende storiche di EROSIONE
Iniziamo col dire che tutto il litorale teramano sull’Adriatico è soggetto ad un moto ondoso di prevalenza settentrionale e di conseguenza trasporta verso sud sedimenti, detriti e sabbia prelevati dai fiumi.
La realizzazione delle opere di armatura alla foce del Tronto, avvenute nelle prima metà del secolo scorso, hanno determinato la netta riduzione degli apporti solidi dello stesso fiume, e Martinsicuro è stato il primo dei Comuni che ne ha maggiormente risentito.
Nel lontano 1968 l’Amministrazione presieduta dal Sindaco Tommolini di Martinsicuro realizzò il prolungamento del molo sul fiume Tronto, lavori autorizzati dal Provveditorato OO.PP di Ancona, per facilitare l’ormeggio dei pescherecci e assicurare fondali congruenti per le imbarcazioni di una certa stazza.
Nel giro di pochi anni questi lavori sul molo hanno causato (Fig. 1) danni ingenti alla spiaggia di Martinsicuro verso Villa Rosa (ricordiamo l’edificio, oggi abbattuto, situato a una distanza di 150 mt. dalla battigia, e in pochi anni si è ritrovato sul bagnasciuga circondato dalle onde del mare).
All’insorgere di questi fenomeni erosivi furono realizzate opere di difesa (in prevalenza barriere parallele, con una lunghezza di circa 50/60 mt. e poste ad una distanza dalla riva di circa 100 mt.) che, partendo dalla foce del Tronto e per circa tre chilometri, hanno progressivamente esportato l’erosione verso sud (Fig. 2).
La realizzazione di un secondo molo di sottoflutto, a sud di quello posto sulla sponda del porto canale del Tronto, il progressivo prolungamento delle barriere parallele e soprattutto l’innesto con pennelli trasversali radicati sulla riva di Villa Rosa, hanno formato celle di contenimento che bloccano il trasporto solido costiero verso sud, (Fig.3) con avanzamento dell’erosione verso La spiaggia di Alba Adriatica.
Si è sempre partito da un problema locale e si sono inseguiti meccanismi d’intervento illusori a difesa dell’erosione; si sono prolungati all’infinito le difese della costa, formulate da studi e strumenti operativi come RICAMA e SICORA, senza mai vincere gli elementi naturali del mare; si è preferito ricorrere al dispendioso e precario ripascimento con trasporto di sabbia, che la prima mareggiata puntualmente si riprende vanificando il tutto.
Mai una volta è stata pronunciata la parola equilibrio, mai la parola riconversione, mai la parola sostenibilità, mai la parola Natura. Solo e sempre una prova di forza, inutile presunzione ma anche di smodata cupidigia, nel sostenere opere di disturbo a danno nostro nel presente caso.
Sarebbe un peccato insanabile vedere, tra 10 o 20 anni, tutta la costa da Martinsicuro a Giulianova protetta da scogliere e pennelli, caratterizzata da pozze artificiali stagnanti e putride ed anche profonde e insidiose per i bagnanti.
In sintesi, qualsiasi intervento che si voglia realizzare lungo il litorale non potrà in alcun modo prescindere dal diverso assetto dell’attuale porto di Martinsicuro, al fine di ristabilire il ripascimento naturale di sedimenti dal fiume Tronto verso sud.
O peggio, scegliere di togliere le barriere antierosione, in specie i pennelli, sacrificando la spiaggia di Villa Rosa.
La nostra non è una guerra di campanile, ma rimuovere gli ostacoli, che impediscono una giusta soluzione al problema dell’erosione, pensiamo sia la strada migliore da percorrere. zac
La realizzazione delle opere di armatura alla foce del Tronto, avvenute nelle prima metà del secolo scorso, hanno determinato la netta riduzione degli apporti solidi dello stesso fiume, e Martinsicuro è stato il primo dei Comuni che ne ha maggiormente risentito.
Nel lontano 1968 l’Amministrazione presieduta dal Sindaco Tommolini di Martinsicuro realizzò il prolungamento del molo sul fiume Tronto, lavori autorizzati dal Provveditorato OO.PP di Ancona, per facilitare l’ormeggio dei pescherecci e assicurare fondali congruenti per le imbarcazioni di una certa stazza.
Nel giro di pochi anni questi lavori sul molo hanno causato (Fig. 1) danni ingenti alla spiaggia di Martinsicuro verso Villa Rosa (ricordiamo l’edificio, oggi abbattuto, situato a una distanza di 150 mt. dalla battigia, e in pochi anni si è ritrovato sul bagnasciuga circondato dalle onde del mare).
All’insorgere di questi fenomeni erosivi furono realizzate opere di difesa (in prevalenza barriere parallele, con una lunghezza di circa 50/60 mt. e poste ad una distanza dalla riva di circa 100 mt.) che, partendo dalla foce del Tronto e per circa tre chilometri, hanno progressivamente esportato l’erosione verso sud (Fig. 2).
La realizzazione di un secondo molo di sottoflutto, a sud di quello posto sulla sponda del porto canale del Tronto, il progressivo prolungamento delle barriere parallele e soprattutto l’innesto con pennelli trasversali radicati sulla riva di Villa Rosa, hanno formato celle di contenimento che bloccano il trasporto solido costiero verso sud, (Fig.3) con avanzamento dell’erosione verso La spiaggia di Alba Adriatica.
Si è sempre partito da un problema locale e si sono inseguiti meccanismi d’intervento illusori a difesa dell’erosione; si sono prolungati all’infinito le difese della costa, formulate da studi e strumenti operativi come RICAMA e SICORA, senza mai vincere gli elementi naturali del mare; si è preferito ricorrere al dispendioso e precario ripascimento con trasporto di sabbia, che la prima mareggiata puntualmente si riprende vanificando il tutto.
Mai una volta è stata pronunciata la parola equilibrio, mai la parola riconversione, mai la parola sostenibilità, mai la parola Natura. Solo e sempre una prova di forza, inutile presunzione ma anche di smodata cupidigia, nel sostenere opere di disturbo a danno nostro nel presente caso.
Sarebbe un peccato insanabile vedere, tra 10 o 20 anni, tutta la costa da Martinsicuro a Giulianova protetta da scogliere e pennelli, caratterizzata da pozze artificiali stagnanti e putride ed anche profonde e insidiose per i bagnanti.
In sintesi, qualsiasi intervento che si voglia realizzare lungo il litorale non potrà in alcun modo prescindere dal diverso assetto dell’attuale porto di Martinsicuro, al fine di ristabilire il ripascimento naturale di sedimenti dal fiume Tronto verso sud.
O peggio, scegliere di togliere le barriere antierosione, in specie i pennelli, sacrificando la spiaggia di Villa Rosa.
La nostra non è una guerra di campanile, ma rimuovere gli ostacoli, che impediscono una giusta soluzione al problema dell’erosione, pensiamo sia la strada migliore da percorrere. zac
EASY RIDER (Una vera e propria carnavalata)
Non sanno più che mettere nel pentolone dove cuoce il minestrone da sottoporre agli stupiti turisti. Chi più ne ha, versa nella brodaglia oramai giunta all'ebollizione, le proprie fantasie vegetariane o peggio gli ingredienti che ritengono idonei a leccarsi i baffi da parte dei delusi visitatori.
Siamo quasi ad una forma latente di pazzia, che spinge alcuni amministratori a chiudere il lungomare il venerdì sera e di rimando anche il sabato sera per consentire una sorta di rievocazione del vecchio film Easy Rider.
Erano in venti o quasi i motociclisti in sella alle loro rombanti moto dalle forcelle lunghe e dagli scappamenti lucenti che indossando i neri giubbotti di pelle nera con tanto di fronzoli penzolanti dalle maniche, avevano il compito, mal riuscito di attrarre gli interessi degli stessi turisti, che nulla hanno capito della valenza dell'evento.
Neanche noi che di solito siamo sempre attenti, non ci abbiamo capito un cazzo di niente, non abbiamo compreso il lungo tratto di lungomare bloccato e l'esagerazione dei tempi di chiusura, per consentire ai coraggiosi centauri di sgassare i potenti motori e di farsi una cantata ai piedi del palchetto in "piazza Bollettini".
Bastavano solo una decina di metri di strada pubblica a loro riservata e non era necessario proibire il transito su un lungo tratto e magari impedire a chi di moto non importa un fico secco, di raggiungere le proprie destinazioni e i locali di loro gradimento. Non serviva nemmeno impedire al povero comune di privarsi dei pochi spiccioli provenienti dai parcheggi a pagamento.
Paghiamo i risultati di un impegno verso il settore turistico, pressapochista, confusionario e privo di scelte intelligenti, ognuno pensa per meriti sconosciuti, di essere indispensabile e fautore di scelte stellari. Siete purtroppo comuni esseri che grazie agli investimenti fatti sui PANINI con LA PORCHETTA, vi siete trovati a gestire qualcosa immensamente più grande di voi.
Aspetteremo pazienti la vostra dipartita !
venerdì 8 luglio 2016
TURISMO DELLE BANANE.
Ore 15.35, una persona titolare di un noto albergo della ns. città (non è il solo) si è recato presso la stazione ferroviaria con una piccola utilitaria a caricare tre persone di cui due anziani.
Visto il piccolo spazio dell'abitacolo, le persone hanno fatto fatica ad entrarvi e non potendo contenere tutti i bagagli è ripartito con il portellone posteriore dell'autoveicolo aperto sotto gli occhi dei tassisti di turno.
COMPLIMENTI VIVISSIMI A TUTTI GLI OPERATORI TURISTICI CHE OFFRONO QUESTA SCARSA ACCOGLIENZA NELLA NS. CITTA'.
(da Cesare Di Felice)
Visto il piccolo spazio dell'abitacolo, le persone hanno fatto fatica ad entrarvi e non potendo contenere tutti i bagagli è ripartito con il portellone posteriore dell'autoveicolo aperto sotto gli occhi dei tassisti di turno.
COMPLIMENTI VIVISSIMI A TUTTI GLI OPERATORI TURISTICI CHE OFFRONO QUESTA SCARSA ACCOGLIENZA NELLA NS. CITTA'.
(da Cesare Di Felice)
FANNO INCAZZARE ANCHE I MARINAI !
E' arrivata in Comune una bella lettera di richiamo da parte della Capitaneria di Porto, in merito alle spiagge libere lasciate sporche e abbandonate. I nostri apprezzamenti più sinceri nei confronti dei nostri amministratori, che impegnati quotidianamente ad organizzare festicciole, balletti e rappresentazioni da terzo mondo, dimenticano che la spiaggia è l'unica attrattiva che giustifica la presenza dei nostri turisti.
Sarebbe il caso che qualcuno inizi a studiare il metodo più veloce per ammainare la bandiera.
I GIOCHI DI PRESTIGIO DI MAGO ZURLI'.
Pur senza bacchetta e forse anche senza la sua diretta presenza, la magia schietta, infantile e simpatica del famoso mago dello Zecchino d'Oro, ancora veleggia sulla rievocazione dello spettacolo edito nel passato dall'Antoniano di Bologna.
Non ci interessa più di tanto sottolineare o soffermarci sulla riuscita dell'evento tenutosi nella nostra città, eravamo convinti da tempo che la manifestazione, sottopostaci come evento clou della stagione, poco potesse interessare ai turisti e tanto meno ai bambini o ai ragazzi.
Evidenziamo invece e ancora per una volta segnaliamo la leggerezza di alcuni amministratori nel condurre gli atti pubblici di una corretta gestione amministrativa. Per l'evento come la normativa prevede, è stato necessario riunire la Commissione dell'Ordine pubblico per i pubblici spettacoli, che ha il diritto e quindi il dovere di controllare le strutture o i siti dove lo spettacolo si dovrà effettuare.
Ebbene, così nei fatti non è avvenuto, prevedendo la delibera comunale di effettuare lo spettacolo in una zona ben precisa, la Commissione ha espresso il suo parere di competenza nei confronti di un sito completamente diverso.
Speriamo che l'Ufficio di Segreteria, competente e responsabile della cosa, ci informi su questa anomalia.
"UN LAVORO A TUTTI I PROFUGHI"
Schiaffo Ue ai nostri disoccupati:
Il Parlamento Europeo ha votato un rapporto che chiede di assicurare un lavoro a tutti i profughi che arrivano in Europa.
Il Parlamento Europeo ha votato un rapporto che chiede di assicurare un lavoro a tutti i profughi che arrivano in Europa.
Fisso o part time non importa, l'importante è che sia un lavoro.
In barba ai milioni di disoccupati che vivono da anni nell’Unione Europea e che non hanno lo stesso privilegio dei rifugiati.
In barba ai milioni di disoccupati che vivono da anni nell’Unione Europea e che non hanno lo stesso privilegio dei rifugiati.
Senz’altro vi chiederete chi è stato l’artefice del provvedimento. Chi ?!... se non un deputato del Pd, Brando Benifei, con la scusa che “Integrare i rifugiati nel mercato del lavoro è un passo necessario” (parole e bontà sue).
Riassumendo: gli immigrati arrivano qui, sono senza contatti e senza lavoro, rischiano di diventare sbandati e l'Ue allora gli dà un lavoro.
Facile. Ma discriminatorio. E a discapito dei disoccupati europei.
Riassumendo: gli immigrati arrivano qui, sono senza contatti e senza lavoro, rischiano di diventare sbandati e l'Ue allora gli dà un lavoro.
Facile. Ma discriminatorio. E a discapito dei disoccupati europei.
A proposito, la risoluzione è stata approvata con 486 voti favorevoli e 189 voti contrari. Il parlamentare Pd si dice "orgoglioso del voto contrario di Le Pen, Salvini e Farage".
Già. Che dite ? Che ne facciamo di questi tre, senza anima e senza cuore ?
Li impicchiamo a testa in giù ? zac
Li impicchiamo a testa in giù ? zac
lunedì 4 luglio 2016
IL SOGNO PERDUTO DI UNA FIAMMA SPENTA
Si chiamava Movimento Sociale Italiano. E non era neanche un partito, come qualcuno possa immaginare. E nemmeno un giro di parole.
Comunque, visto nel presente, in un contesto così diverso, la mancanza d’immaginazione, la poca volontà di attivare iniziative, o peggio, un vivere senza sogni, senza ideali, possiamo ben dire che la Fiamma Tricolore era un aggregatore di passione, un luogo dove le persone si riconoscevano, dialogavano, si interrogavano. Una piazza viva, un’agorà spirituale delle anime della destra. Una città di idee, di calore e di impegno.
Sono passati molti anni da allora. Le cronache raccontano di una lunga traversata nel deserto. Raccontano delle difficoltà nel far accomodare sotto lo stesso tetto politico tipi di elettori apparentemente diversi tra loro. Il risultato fu una specie di Torre di Babele costruita da uomini spinti solo dal desiderio di potenza, megalomani e arrivisti, profondamente pagani nel cuore.
Non mi espongo nel fare nomi per la lunghezza della lista e per rispetto nel toccare le corde del cuore e saper toccare le corde giuste.
In confronto al Movimento della Fiamma Tricolore, autentica roccaforte dei valori della destra sociale, fucina delle più nobili tradizioni morali, la nuova politica della destra italiana si è ridotta ad un agglomerato di liste che parla tutte le lingue, ma purtroppo nessuna lingua delle anime della destra.
Se la memoria non ha preso un abbaglio, i fatti degli ultimi anni sono disarmanti per essere raccontati e destano meraviglia per il cinismo manifestato da una classe dirigente vecchia e polverosa, un branco di consolidati politici di carriera che, come dinosauri da abbattere nel film “Jurassic Park”, avrebbero ben potuto valorizzare le scene di un mondo ormai perduto.
Quantomeno le storie e i racconti, intorno alle vicende amministrative di Regione Lazio e Roma Capitale, hanno confermato la necessità di perfette comparse su questa terra, che potrebbe almeno riscattare le sorti del bel Paese. E saper vivere con dignità.
Questa è oggi la vulgata, l’opinione diffusa, il sentire comune.
Ma il problema è anche un altro. Chi dovrebbe occuparsi di risolvere davvero i problemi sociali si è ridotta ad essere un’entità divisa, sfibrata e indebolita da anni di errori e sconfitte, una greppia colma di insuperabili rancori personali e schiava di un personalismo spesso autoreferenziale.
L’obiettivo è semplice: affermare che i soggetti politici non sono il fine da preservare, ma lo strumento da utilizzare nella battaglia da perseguire.
Una speranza che per tutti rimane ancora una chimera.
E, ovviamente, anche qui da noi non è andata diversamente. Ma spero resti tempo per parlarne in futuro. zac
Comunque, visto nel presente, in un contesto così diverso, la mancanza d’immaginazione, la poca volontà di attivare iniziative, o peggio, un vivere senza sogni, senza ideali, possiamo ben dire che la Fiamma Tricolore era un aggregatore di passione, un luogo dove le persone si riconoscevano, dialogavano, si interrogavano. Una piazza viva, un’agorà spirituale delle anime della destra. Una città di idee, di calore e di impegno.
Sono passati molti anni da allora. Le cronache raccontano di una lunga traversata nel deserto. Raccontano delle difficoltà nel far accomodare sotto lo stesso tetto politico tipi di elettori apparentemente diversi tra loro. Il risultato fu una specie di Torre di Babele costruita da uomini spinti solo dal desiderio di potenza, megalomani e arrivisti, profondamente pagani nel cuore.
Non mi espongo nel fare nomi per la lunghezza della lista e per rispetto nel toccare le corde del cuore e saper toccare le corde giuste.
In confronto al Movimento della Fiamma Tricolore, autentica roccaforte dei valori della destra sociale, fucina delle più nobili tradizioni morali, la nuova politica della destra italiana si è ridotta ad un agglomerato di liste che parla tutte le lingue, ma purtroppo nessuna lingua delle anime della destra.
Se la memoria non ha preso un abbaglio, i fatti degli ultimi anni sono disarmanti per essere raccontati e destano meraviglia per il cinismo manifestato da una classe dirigente vecchia e polverosa, un branco di consolidati politici di carriera che, come dinosauri da abbattere nel film “Jurassic Park”, avrebbero ben potuto valorizzare le scene di un mondo ormai perduto.
Quantomeno le storie e i racconti, intorno alle vicende amministrative di Regione Lazio e Roma Capitale, hanno confermato la necessità di perfette comparse su questa terra, che potrebbe almeno riscattare le sorti del bel Paese. E saper vivere con dignità.
Questa è oggi la vulgata, l’opinione diffusa, il sentire comune.
Ma il problema è anche un altro. Chi dovrebbe occuparsi di risolvere davvero i problemi sociali si è ridotta ad essere un’entità divisa, sfibrata e indebolita da anni di errori e sconfitte, una greppia colma di insuperabili rancori personali e schiava di un personalismo spesso autoreferenziale.
L’obiettivo è semplice: affermare che i soggetti politici non sono il fine da preservare, ma lo strumento da utilizzare nella battaglia da perseguire.
Una speranza che per tutti rimane ancora una chimera.
E, ovviamente, anche qui da noi non è andata diversamente. Ma spero resti tempo per parlarne in futuro. zac
NOI LI AROMATIZZIAMO !
Gli altri li combattono.
Nel leggere le fantasiose notizie che provengono dal Palazzo di Città, riguardanti il Corpo di Polizia locale, da passato Assessore del settore, sento un fastidio urticante alle mie parti basse.
Nel provare rabbia verificando che taluni Corpi di Polizia Locale (Giulianova, Martinsicuro, San Benedetto del Tronto e Grottammare) costantemente si dotano di strumenti aggiornati per meglio combattere i reati quotidiani nel loro territorio ricorrendo anche agli armamenti di base per meglio fronteggiarli e prevenirli, nella nostra città stanno pensando alle BOMBOLETTE SPRAY URTICANTI A BASE DI PEPERONCINO.
Ancora non conosciamo quando e dove gli spruzzi saranno lanciati, dal momento che oltre alla caccia di multe per parcheggi irregolari, nessun altro servizio viene svolto. Non conosciamo neanche la fine che l'autovelox in dotazione abbia fatto, non conosciamo nemmeno gli interventi riservati al decoro della nostra città. I migliori mezzi fino ad ora messi in campo sono riducibili ad alcune biclette d'ordinanza.
Adesso mancava solo il peperoncino, che speriamo venga utilizzato in supporto ai nostri ristoratori, per condire i sempre buoni spaghetti aglio e olio e soddisfare i palati dei nostri sempre amati turisti.
MILLEQUATTROCENTOTRENTASEI (1.436) .
Tanti fino ad ora sono i lettori di " Amministratori svegliaaa !!! ", siamo onorati di così tanto seguito. Ancora una volta Risveglio Albense dimostra al contrario di tante associazioni motivate da interessi di parte, che per il bene della nostra città, il coinvolgimento e il confronto con i cittadini è la strada giusta per cambiare le cose.
Noi nel 2018 ci saremo, con le nostre facce e con il nostro impegno per invertire la rotta.
AMMINISTRATORI: SVEGLIAAA !!!
CHI TUTELA LA NOSTRA SPIAGGIA ???
Troppi errori nel passato hanno consentito lo scempio sulla spiaggia nord di Alba Adriatica che il sottostante confronto fotografico raffigura meglio di ogni parola.
Gli effetti micidiali del mare che mangia la spiaggia è sotto i nostri occhi e la natura oggi ci presenta il conto, nonostante gli allarmi lanciati un po’ da tutti e da lungo tempo.
Purtroppo la negligenza e la poco lungimiranza della classe politica, i sonni degli amministratori pubblici, il campanilismo e la salvaguardia del proprio orticello, le iniziative isolate ed inefficaci, unite alle responsabilità nascoste dei Sindaci, non agevolano una fattiva collaborazione nella gestione del territorio, una solidarietà necessaria tra i Comuni per trovare una giusta soluzione all’erosione che soddisfi gli interessi del Comune di Martinsicuro e quello di Alba Adriatica.
Se nulla cambia nell’atteggiamento, nella partecipazione nella visione al problema, verranno scaricati sulle nostre spalle le difficoltà della costa, i danni d’immagine, il rischio futuro di un turismo poco competitivo.
Un prezzo che non possiamo permetterci di pagare. E non vogliamo certo pagare per colpa di Amministratori irresponsabili e tuttora dormienti. zac
Troppi errori nel passato hanno consentito lo scempio sulla spiaggia nord di Alba Adriatica che il sottostante confronto fotografico raffigura meglio di ogni parola.
Gli effetti micidiali del mare che mangia la spiaggia è sotto i nostri occhi e la natura oggi ci presenta il conto, nonostante gli allarmi lanciati un po’ da tutti e da lungo tempo.
Purtroppo la negligenza e la poco lungimiranza della classe politica, i sonni degli amministratori pubblici, il campanilismo e la salvaguardia del proprio orticello, le iniziative isolate ed inefficaci, unite alle responsabilità nascoste dei Sindaci, non agevolano una fattiva collaborazione nella gestione del territorio, una solidarietà necessaria tra i Comuni per trovare una giusta soluzione all’erosione che soddisfi gli interessi del Comune di Martinsicuro e quello di Alba Adriatica.
Se nulla cambia nell’atteggiamento, nella partecipazione nella visione al problema, verranno scaricati sulle nostre spalle le difficoltà della costa, i danni d’immagine, il rischio futuro di un turismo poco competitivo.
Un prezzo che non possiamo permetterci di pagare. E non vogliamo certo pagare per colpa di Amministratori irresponsabili e tuttora dormienti. zac
1436 persone raggiunte
NUOVE REGOLE SULLE SAGRE E SULLE FESTE POPOLARI:
SAGRE ABRUZZESI: E' FINITA LA GIUNGLA,
NUOVA LEGGE IMPONE REGOLE E QUALITA'
SARANNO VIETATI EVENTI OLTRE I 5 GIORNI, ALMENO IL 70 PER CENTO DEGLI
ALIMENTI SERVITI DOVRANNO ESSERE TIPICI E PRODOTTO A FILIERA CORTA -
Dalle ciliegie, la birra e la porchetta, all’arrosticino,la pizza fritta e il peperoncino, passando per la seppia, il fagiolo e la patata.
Non c'è prodotto e pietanza che in Abruzzo non diventi protagonista delle innumerevoli sagre che trasformano in estate le piazze e le vie di paesi e città in ristoranti a cielo aperto. In molti casi sono eventi che attraggono migliaia di avventori e turisti, promuovendo alimenti tipici, prodotti in loco e piatti tradizionali altrove introvabili.
Facendo da volano in questo modo all’agricoltura locale di qualità. In altri casi, hanno però più volte protestato le associazioni di categoria degli operatori della ristorazione, sono di fatto grandi ristoranti temporanei che di tipico e tradizionale hanno ben poco e che macinano profitti senza pagare le tasse, talvolta senza neanche rispettare le basilari norme igieniche.
Parte da questa contrapposizione il progetto di legge all’esame delle Terza Commissione agricoltura del Consiglio regionale, a firma del presidente di commissione Lorenzo Berardinetti di Regione facile, che intende mettere una volta per tutte ordine in una vera e propria jungla, "separando il grano dall’oglio", ovvero le sagre degne di questo nome, da altri eventi che, per usare le parole tranchant di Roberto Donatelli, presidente regionale della Confcommercio, "nulla hanno a vedere con la valorizzazione dei prodotti tipici abruzzesi e che in troppi casi sono stati evidenti esempi di concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori e degli esercenti, pubblici esercizi che rispettano quotidianamente leggi, regolamenti e carichi fiscali particolarmente onerosi".
La proposta di legge, introduce prima di tutto il marchio di "Sagra tipica dell’Abruzzo" e stabilisce che per meritarsela i prodotti somministrati e indicati nel menù proposto devono provenire, per una quota pari ad almeno il 70 per cento, da prodotti inseriti nell’elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali e riconosciuti dal ministero delle Politiche agricole e forestali, classificati come di Denominazione origine controllata, di Indicazione geografica protetta e con altri marchi di qualità, o anche provenienti da agricoltura biologica, prodotti da filiera corta, a chilometri zero.
Nel menù medesimo deve poi essere indicato, per ciascuna pietanza e bevanda, il luogo di provenienza dei prodotti utilizzati.
C’è poi la "Sagra eccellente dell’Abruzzo", il top del top, che si contraddistingue per il totale utilizzo dei prodotti tipici e di qualità e non solo al 70 per cento, e perché è garantita la somministrazione anche di alimenti senza glutine.
Sarà però la Giunta regionale, fermi restando questi presupposti, a definire nel dettaglio entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, le modalità di assegnazione, da parte dei Comuni, dell’attestazione di "Sagra tipica dell’Abruzzo" e di "Sagra eccellente dell’Abruzzo", tenendo conto, anche, delle proposte e osservazioni delle associazioni di categoria e dell’Unione nazionale Proloco Italiane, che è l'ente maggiormente rappresentativo dei soggetti organizzatori delle sagre.
C’è poi una terza categoria di evento, presa in considerazione dalla proposta di legge, la "festa popolare", definita nella legge come "manifestazione organizzata esclusivamente o prevalentemente per finalità culturali, storiche, politiche, religiose, sportive e di volontariato in genere, non necessariamente legata alla valorizzazione del territorio", in cui può essere prevista la somministrazione di cibi.
E in questo caso i prodotti nel menù proposto devono provenire per almeno il 40 per cento da prodotti da filiera corta, a chilometri zero e di qualità.
Altra novità è che la somministrazione di cibi e bevande nelle sagre e nelle feste popolari non potrà durare più di cinque giorni.
Le sagre che già hanno questa durata, dovranno adeguarsi entro tre anni.
Ovviamente la somministrazione di cibi e bevande anche per quanto riguarda le sagre dovrà rispettare la normativa e i requisiti previsti in materia igienica e sanitaria. Cosa che negli anni non sempre è avvenuta, con cucine da campo improvvisate, in locali non idonei, e con personale senza patentino per la somministrazione e manipolazione dei cibi.
Per i trasgressori è prevista una multa da mille a 6 mila euro. Si tratta di una stretta, quella sui requisiti igienica e sanitari, che già ha avuto luogo la scorsa estate e che ha fatto sì che molte sagre abbiano chiuso i battenti, non avendo ad esempio a disposizione locali e spazi idonei e a norma da utilizzare come cucina.
Nuove regole e più stringenti anche per la logistica. Nelle sagre, prevede la legge, gli spazi riservati al pubblico, destinati ad attività di somministrazione di alimenti e bevande, non possono essere superiori al 70 per cento della superficie dell’area interessata dalla sagra; nelle feste popolari, invece, tale spazio non può essere superiore al 30 per cento.
In ogni caso vanno garantiti i parcheggi, anche riservati a diversamente abili, con percorso di accesso all’evento senza barriere architettoniche.
Anche i Comuni, si prevede poi, dovranno approvare un loro specifico regolamento, con l’elenco dei prodotti tipici locali che caratterizzano la sagra che si svolge nel loro territorio, l’elenco dei fornitori delle materie prime o dei semilavorati.
E soprattutto il regolamento deve disciplinare date, luoghi e orari di svolgimento, al fine di evitare la sovrapposizioni con altri eventi in programma nei comuni limitrofi.
Almeno sessanta giorni prima dello svolgimento della sagra o della festa popolare, il Comune dovrà inoltre trasmettere i dettagli dell'evento alla Regione, che lo inserirà nel "Calendario regionale delle sagre e delle feste popolari", pubblicato anche in un'apposita sezione del sito istituzionale della Regione.
10 Febbraio 2016
di Filippo Tronca L'AQUILA
Dalle ciliegie, la birra e la porchetta, all’arrosticino,la pizza fritta e il peperoncino, passando per la seppia, il fagiolo e la patata.
Non c'è prodotto e pietanza che in Abruzzo non diventi protagonista delle innumerevoli sagre che trasformano in estate le piazze e le vie di paesi e città in ristoranti a cielo aperto. In molti casi sono eventi che attraggono migliaia di avventori e turisti, promuovendo alimenti tipici, prodotti in loco e piatti tradizionali altrove introvabili.
Facendo da volano in questo modo all’agricoltura locale di qualità. In altri casi, hanno però più volte protestato le associazioni di categoria degli operatori della ristorazione, sono di fatto grandi ristoranti temporanei che di tipico e tradizionale hanno ben poco e che macinano profitti senza pagare le tasse, talvolta senza neanche rispettare le basilari norme igieniche.
Parte da questa contrapposizione il progetto di legge all’esame delle Terza Commissione agricoltura del Consiglio regionale, a firma del presidente di commissione Lorenzo Berardinetti di Regione facile, che intende mettere una volta per tutte ordine in una vera e propria jungla, "separando il grano dall’oglio", ovvero le sagre degne di questo nome, da altri eventi che, per usare le parole tranchant di Roberto Donatelli, presidente regionale della Confcommercio, "nulla hanno a vedere con la valorizzazione dei prodotti tipici abruzzesi e che in troppi casi sono stati evidenti esempi di concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori e degli esercenti, pubblici esercizi che rispettano quotidianamente leggi, regolamenti e carichi fiscali particolarmente onerosi".
La proposta di legge, introduce prima di tutto il marchio di "Sagra tipica dell’Abruzzo" e stabilisce che per meritarsela i prodotti somministrati e indicati nel menù proposto devono provenire, per una quota pari ad almeno il 70 per cento, da prodotti inseriti nell’elenco regionale dei prodotti agroalimentari tradizionali e riconosciuti dal ministero delle Politiche agricole e forestali, classificati come di Denominazione origine controllata, di Indicazione geografica protetta e con altri marchi di qualità, o anche provenienti da agricoltura biologica, prodotti da filiera corta, a chilometri zero.
Nel menù medesimo deve poi essere indicato, per ciascuna pietanza e bevanda, il luogo di provenienza dei prodotti utilizzati.
C’è poi la "Sagra eccellente dell’Abruzzo", il top del top, che si contraddistingue per il totale utilizzo dei prodotti tipici e di qualità e non solo al 70 per cento, e perché è garantita la somministrazione anche di alimenti senza glutine.
Sarà però la Giunta regionale, fermi restando questi presupposti, a definire nel dettaglio entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, le modalità di assegnazione, da parte dei Comuni, dell’attestazione di "Sagra tipica dell’Abruzzo" e di "Sagra eccellente dell’Abruzzo", tenendo conto, anche, delle proposte e osservazioni delle associazioni di categoria e dell’Unione nazionale Proloco Italiane, che è l'ente maggiormente rappresentativo dei soggetti organizzatori delle sagre.
C’è poi una terza categoria di evento, presa in considerazione dalla proposta di legge, la "festa popolare", definita nella legge come "manifestazione organizzata esclusivamente o prevalentemente per finalità culturali, storiche, politiche, religiose, sportive e di volontariato in genere, non necessariamente legata alla valorizzazione del territorio", in cui può essere prevista la somministrazione di cibi.
E in questo caso i prodotti nel menù proposto devono provenire per almeno il 40 per cento da prodotti da filiera corta, a chilometri zero e di qualità.
Altra novità è che la somministrazione di cibi e bevande nelle sagre e nelle feste popolari non potrà durare più di cinque giorni.
Le sagre che già hanno questa durata, dovranno adeguarsi entro tre anni.
Ovviamente la somministrazione di cibi e bevande anche per quanto riguarda le sagre dovrà rispettare la normativa e i requisiti previsti in materia igienica e sanitaria. Cosa che negli anni non sempre è avvenuta, con cucine da campo improvvisate, in locali non idonei, e con personale senza patentino per la somministrazione e manipolazione dei cibi.
Per i trasgressori è prevista una multa da mille a 6 mila euro. Si tratta di una stretta, quella sui requisiti igienica e sanitari, che già ha avuto luogo la scorsa estate e che ha fatto sì che molte sagre abbiano chiuso i battenti, non avendo ad esempio a disposizione locali e spazi idonei e a norma da utilizzare come cucina.
Nuove regole e più stringenti anche per la logistica. Nelle sagre, prevede la legge, gli spazi riservati al pubblico, destinati ad attività di somministrazione di alimenti e bevande, non possono essere superiori al 70 per cento della superficie dell’area interessata dalla sagra; nelle feste popolari, invece, tale spazio non può essere superiore al 30 per cento.
In ogni caso vanno garantiti i parcheggi, anche riservati a diversamente abili, con percorso di accesso all’evento senza barriere architettoniche.
Anche i Comuni, si prevede poi, dovranno approvare un loro specifico regolamento, con l’elenco dei prodotti tipici locali che caratterizzano la sagra che si svolge nel loro territorio, l’elenco dei fornitori delle materie prime o dei semilavorati.
E soprattutto il regolamento deve disciplinare date, luoghi e orari di svolgimento, al fine di evitare la sovrapposizioni con altri eventi in programma nei comuni limitrofi.
Almeno sessanta giorni prima dello svolgimento della sagra o della festa popolare, il Comune dovrà inoltre trasmettere i dettagli dell'evento alla Regione, che lo inserirà nel "Calendario regionale delle sagre e delle feste popolari", pubblicato anche in un'apposita sezione del sito istituzionale della Regione.
10 Febbraio 2016
di Filippo Tronca L'AQUILA
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