venerdì 30 dicembre 2016

TERRA DI NESSUNO

Al di là dello scambio di regali, delle luci del Presepe, dell’incontro con i familiari, delle fiabe raccontate ai bambini, il messaggio che ci lega alla nascita di Cristo dovrebbe rappresentare uno dei semi più profondi della nostra identità sociale e umana.

Purtroppo, in una comunità come Alba Adriatica con in groppa la diversità delle radici e l’orgoglio dei propri vincoli tradizionali, spesso si convive con disvalori che non sono certo di derivazione cristiana, che condizionano la crescita di questo Paese e producono stallo culturale, degrado sociale e stagnazione del benessere umano.

Dobbiamo iniziare a trovare quei elementi che sono prerogative proprie di ogni territorio, che non va certo considerato come una specie di terra di nessuno, come uno spazio vuoto, come Contrade prive di ogni esplicito riferimento a tradizioni e culture particolari. A ognuno va dato il giusto riconoscimento da riempire di contenuti positivi.

Spazi da riempire con soluzioni in grado di apportare riferimenti al dialogo e alla collaborazione, e rimuovere con cura ed attenzione la polvere della malafede umana, dell'ignoranza politica e del pregiudizio civico.
La comunità sa bene di ragionare con i corpi della politica. Non con la loro mente. E preferisce fondersi con le loro menti e ama ricevere risposte utili e convenienti. La politica che si maschera di convenzioni e convenienze sa bene che li depotenziano e li rendono inutili. Ma si consolano così. Beati loro !

Quando si arriva a questo punto, vi domando quali potrebbero essere i caratteri valoriali, le attitudini, i talenti, le qualità intrinseche, i tratti su cui puntare per una rinascita culturale ed umana del nostro paese ?

Quando sarà il momento, non venite a rompermi i coxxioni ! zac

lunedì 26 dicembre 2016

ASSOCIAZIONI ALBENSI

Comitato genitori A.A., pro loco città di Alba Adriatica, Alba amici, amici della contrada Basciani, alba tour, costa dei parchi, Rosa dei Venti, Alba tigli, pro loco Spiaggia d'argento, de finis onlus, insieme per villa Flajani, piccolo coro amadeus, Centro storico, Ariaa, l'associazione culturale Val vibrata-VV12, Coro Music Play di A.A., C.R.I., Istituto comprensivo di A.A., Volontari protezione civile A.A.”Lorenzo Cinì”, Alba Carnaval, Carnevale Estivo Alba Adriatica Circolo Nautico Alba Adriatica Associazione Sportiva Dilettantistica, Centro Culturale Il Sicomoro di Alba Adriatica, associazione culturale Etica di Alba Adriatica, Gruppo Umana Solidarieta' Guido Pulletti Onlus, Associazione culturale Spiaggia d’Argento, Amici della Traversata, Comitato Piazza del Popolo, Associazione Rotonda Nilo, O.B.A. Operatori Balneari A.A., Associazione Croce Bianca onlus, Associazione Culturale EL.CA.ZAN., Azione futura, Amici di zampa onlus, Compagnia teatrale “La porta girevole”, Rifugio Canalba A.N.T.A. Onlus, A.s.d. Beach Sport di Alba Adriatica, Anno Zero, Movimento per Alba, La Città Nel Cuore, Passione per Alba, Alba in Comune, Federazione Alba Dorata, Risveglio Albense, Associazione Nazionale Carabinieri - Sez. Tortoreto e Alba Adriatica TE.

Questo l’elenco, esatto per lo più per difetto, delle associazioni o similari che vagano dal sociale alla politica, dalla cultura allo sport, a promozione di quel tanto che madre natura ci ha regalato e a difesa di quel poco che resta dell’umana incoscienza e volgare dissennatezza.
Non dico nessuna eresia se affermo che oggi esercitare (in latino “exercitus”, del resto, significa sforzo, pratica, impegno) una delle due funzioni richiede responsabilità, progetto, rigore, disciplina, non certo l’odierno adagiarsi sui desiderata dei tanti pensieri deboli e imbelli che co-abitano nell’eden inverso.

Il vizio umano di ragionare ancora per divisioni sociali, senza interrogarsi sull’utilità di ciascuno di noi ed essere coscienti che impegnarsi non vale la pena, sono purtroppo arci-noti da tempo ed andrebbero tirati giù dagli scaffali polverosi, ridiscussi e ripensati quali ricchezze di estrema attualità. Ricchezze che rendono l’uomo libero e la vita un reale valore. zac


sabato 24 dicembre 2016

SERENO NATALE !

Il Presepe era morto e non sarebbe risorto dopo tre giorni. Me ne accorsi quando dovetti svuotare una casa piena di oggetti comprati in un passato nemmeno troppo remoto. Le cose vecchie non seducevano più, e fu così il requiem per il bene più durevole, prestigioso e amato, capace di resistere al tempo e ai traslochi e da lasciare agli eredi.

Il Presepe era morto come qualsiasi oggetto che racchiudeva al contempo memoria e valore, e capace di trasmettere un patrimonio spirituale, e non solo materiale, da una generazione all’altra.
Penso ai miei genitori. Non è colpa loro se ho lasciato lassù in soffitta quel piccolo e prezioso scenario della nascita di Gesù. Allora il mondo mi aveva sopraffatto e purtroppo ancora una volta non ne avevo compreso il valore ascetico e religioso.

Come si poteva respingere e relegare in soffitta una proposta di salvezza e condivisione ? Come si poteva preferire un albero di Natale inerte ad un Bambino raggiante ? Cosa poteva nascere da un tronco che la nascita del Figlio di Dio non poteva regalarci ?

Il tradizionale Presepe non era certo bello perché vecchio o antiquato, ma perché buono, perché capace di rendere buoni. Ed oggi ripenso al piccolo Gesù e alla Madonnina che non brillano più. Spero che non smettano mai di pregare per noi peccatori.
Adesso, che non li vediamo più nel Presepe, ne abbiamo veramente più bisogno.

SERENO NATALE agli amici di Risveglio Albense. Un abbraccio a quanti soffrono nel corpo e una preghiera a quelli che patiscono nell’anima. zac

mercoledì 21 dicembre 2016

VORREI LA LORO STESSA FEDE

Avevo pensato di andarmene a zonzo ancora per un po’ di tempo prima di rimettere la penna in mano (o meglio il dito sui tasti).

Ma poi, come sempre, quando proprio non lo pensi…
Ma sì, c’è sempre qualcuno che batte alla porta, si finge crema e fiore di quel rigore morale adagiato sui desiderata personali. Abita in quella parte d’universo considerata avanguardia culturale albense, ma ne rappresenta esattamente l’inverso.

Strepita e ironizza, schernisce e irride, lascia da parte i toni ecumenici e indossa l’abito talare del fustigatore dei vizi altrui: Rappresenta la visione melensa e distorta del sapere debole che abita nel pensiero erotizzato ai propri interessi.
Beato chi sa rifiutare e disprezzare.

Nell'arco di tempo che avvicina il voto comunale del 2018 avevo giurato a me stesso di non ritrovarmi incastrato in un susseguirsi critico di incontri e scontri, smentite e precisazioni, offese e recriminazioni, offerte e rifiuti.
Beato chi sa rifiutare e disprezzare. Vorrei la loro stessa fede.

Fila il direttissimo con i soldi del pavone, allunga la mano lo svaligiatore, teso è il freno del peppone, passa il turno delle prese per il culo, oscilla il vagone dell’acre malevolenza: Questo nostro Paese è stanco di tranvieri disattenti, di prezzolati sulla coda o di vescovi bugiardi. La gente rifiuta e si allontana quando riconosce i manipolatori, i difensori delle cause perse, i narcisisti, i banditori di vane crociate.
Vorrei la loro stessa fede, ma non so dove trovarla.

Non ho neppure il problema di aggiungere una sillaba, ma so a meraviglia ciò che vogliono. Loro pensano di aver preso il posto sul treno giusto, ma non capiscono che il treno marcia su un duplice binario, certo più difficile, ma più emotivo e passionale.


Se non so dove trovare la loro stessa fede, credo sia venuto il momento di aprire il cuore su un altro binario: Sono certo che mi troverà lei. zac

sabato 17 dicembre 2016

PULCINO PIO PIO

Pulcino Pio è "colui che onora gli amici"
Sappiamo che il famoso Pulcino Pio è un piccolo gallinaceo che, per ignote ragioni, ha utilizzato una sala radiofonica a suo habitat naturale, portando dietro anche il resto della fattoria.
Fin qui nulla di strano, ne abbiamo visti sempre tanti di gallinacci nei Mass media, e non parliamo di quelli che da anni bivaccano in Parlamento portandosi dietro un’accozzaglia di parenti e amici di dubbia onorabilità.
Di questo Pulcino Pio ricordiamo il tragico squeck sotto il trattore mentre attraversava la strada.

Dell’amletico e certo famoso, anche se solo in ambito provinciale, e men che meno gallinaceo, benché ruspante politico piduino, di questo Pulcino Pio Pio tutto albense non posso certo dir male se decide di mettere la sua voce al servizio di questo Paese, che ha sempre preferito votare gli idioti e osannare le idiozie.

Annoto la sua diffusione alla popolarità specie negli ambienti di Villa Rosa, aiutata poi dalle figure di diversi Antipapi albensi, così chiamati per essere stati costretti a vendere la propria auto per un trattore di seconda mano.

Speriamo che si ricordi di guardare a destra e a sinistra la prossima volta per evitare di far la fine del piccolo Pulcino Pio.

Pulcino Pio Pio avvisato, mezzo salvato. zac


venerdì 16 dicembre 2016

QUESTIONE DI… UMANITÀ.

È tutta questione di…umanità.
Dal lato economico il Natale che si avvicina potrebbe non essere simile a una festa magra del recente passato, ma potrebbe diventare una disfatta di tipo esistenziale, di fronte ad un malessere che continua sempre più ad essere di tipo affettivo, relazionale, in pratica, umano.

Rimodulare il concetto di convivenza non è questione di sola economia o convenienza, essa riguarda invece la qualità di rapporto all’interno della famiglia e sentire la necessità di poter ricercare motivazioni e sintonie che migliorino il vivere della vita quotidiana.
La motivazione è solo umana

Non solo nella nostra comunità, ma anche in altri luoghi, sembra palese la necessità di ritornare a pensare all’Uomo, all’Uomo radicato nella civiltà occidentale, all’Uomo che rinasce nella fede cristiana, all’Uomo nella sua completezza umanistica, contro un degrado culturale che può funzionare per i signori del denaro, ma certo non funziona per gli esseri umani.
Specialmente in quelle teste di minchia dove la supremazia economica è diventata il nuovo dio di riferimento, con una totale perdita di fratellanza verso il prossimo.

Confesso che mi resta oltremodo difficile parlare di civiltà quando questa si presenta contaminata da egoismi e avidità che tengono nella povertà i meno abbienti.
Quella del Natale rappresenta un’occasione per fermarsi e guardare non solo dentro noi stessi, ma anche intorno per scoprire e venire incontro alle elementari esigenze e ai primari bisogni umani

Una revisione pacata dell’esistenza, nella quale il possesso delle cose non si confonda con il possesso della vita, penso sia necessaria. Anche perché la vita è un prestito, che dovremo restituire proprio quando vorremmo averla per sempre.

Se proprio vogliamo salvarci, come umanità. zac

giovedì 15 dicembre 2016

GIRONE DANTESCO

Quando un giornalista americano negli anni ‘70 coniò il termine “radical chic” intendeva massacrare la sinistra al caviale e stroncare i rivoluzionari da salotto. Era infatti un raffinato modo della società aristocratica bianca per vantare in America una superiorità intellettuale al selvaggio africano che si faceva ribelle.

Un modo che oggi ha poco di chic e di umano e molto di ferocia cagnesca in una giungla popolata da variegate comunità che convivono una accanto all’altra senza avere rapporti tra loro. Un’italica prassi dove “tutti odiano tutti”, rinchiusi in tribù primitive e clan arcaici che se ne fregano di tutto e di tutti.

Nella diversità culturale americana in realtà si annida uno spietato germe razzista dove spesso domina il richiamo del sangue. Ma, se c’è difficoltà di integrazione, almeno si intravedono orizzonti di convivenza pacifica. E se l’appartenenza all’etnia si fa solo ghetto, almeno il miraggio di un vivere più civile oscilla tra l’anelito di dorate speranze e cavernicoli ghetti in cui sfogare la rabbia del presente.

Nella Commedia parlamentare italiana ci troviamo in un girone dantesco che non prevede purgatori, si passa direttamente dal paradiso all’inferno. Non c’è proprio spazio per il sogno, ci si insozza della propria merda e si abbandona la speranza. E se nel ghetto tutto fa schifo, almeno è l’unico spazio dove si può contare ancora qualcosa.
Di fronte a questa varietà umana, spes
so avvilente e mortificante, noi ci distinguiamo per arrendevolezza in preda ad un tramonto psicofisico che campa solo di illusione. Siamo i soli che non abbiamo neppure un ghetto dove rifugiarci e che non sappiamo più ricorrere al sangue.


Almeno con quel poco che c’è rimasto. zac

martedì 13 dicembre 2016

LO SIAMO TUTTI !

Penso che il popolo italiano non stia solo invecchiando, ma peggio stia anche morendo.
Ovviamente qualcuno al di là delle Alpi se ne compiace.
Infatti, per abbreviare l’agonia, la Corte di Strasburgo esige dalle nazioni suddite una legge elettorale che consente al popolo, dopo aver perso da tempo la patria podestà, l’occasione di contare meno di un caxxo, di non poter più scegliere e di perdere anche numero e vitalità degli spermatozoi italici, già ai minimi storici.

Se, in sincerità, non vedo tanta difficoltà nel trovare un modello di legge elettorale che possa trasmettere bene il volere popolare e non quello dei tanti partiti, che trovano sempre complicato esporla a giudizio del popolo e poi arduo rifiutarne una paternità tutta oneri e nessun onore, a nessuno interessa o frega niente. Così sembra.
Ma al sottoscritto interessa e come ?!

Volevo votare un piccolo partito, ma lo sbarramento al 4 per cento faceva di tutto per impedirmelo. Volevo votare una persona in lista, ma l’assenza delle preferenze me lo vietava. Volevo votare un uomo, ma si pretendeva che il 50 per cento del mio voto fosse rosa. Volevo votare una personalità importante del mio territorio, ma non era in nessuna lista fatta dai partiti.

Sapevo che democrazia e libertà non sono sinonimi, ma non immaginavo che circa mille politici democratici lavoravano giorno e notte al solo scopo di vietarmi il voto e di impedire la manifestazione della mia volontà.

Eppure non sono persona così importante !
Ma l’attivismo parlamentare dei politici lo dimostra. Lo sono.

Siamo tutti importanti ! zac

SPIRITO NATALIZIO

Pian piano ci avviciniamo al 25 Dicembre, alla festività del Santo Natale, in tanti (per lo più mamme) occupati a decorare gli abeti con luci, addobbi e palline colorate, e in pochi (quasi sempre i papà) a preparare i presepi con il vischio, le renne, gli angeli, la musica, e i tre magi, per la gioia e l’allegria dei propri figli.
E, dato che non è sempre facile per ognuno indovinare il regalo più giusto per il Natale e accatastare sotto l’albero regali, omaggi, strenne ed auguri non sempre appropriati e ben accetti per ogni parente, familiare, amico e conoscente, quest’anno, invece di scambiare regali, preferisco venir meno alla Tradizione e mettere quel denaro nell’Opera di Dio.
Premesso che il Natale è sponsorizzato e mantenuto vivo da compagnie commerciali che mascherano la bellezza dello “spirito natalizio” che viene creato ogni anno, non per onorare il Gesù bambino, ma per vendere ogni tipo di merce, mi sembra follia pura i miliardi di euro spesi ogni anno in questo inutile commercio, mentre intorno vediamo la sofferenza umana, il motivo vero della venuta di Cristo.
Dal Vangelo di Matteo 15,26: Ma Egli rispose: Non è bene prendere il pan de’ figliuoli per buttarlo ai cagnolini.
Molte pagine sono state scritte sulla scelta del 25 dicembre come giorno della nascita di Gesù e pertanto non sappiamo con esattezza la data della nascita di Cristo. Anche se Dio certamente avrebbe potuto farcela sapere, Egli ha scelto di nasconderla agli occhi del mondo. 
Un motivo ci sarà !?

Evidentemente ogni giorno è buono per ricordare il Natale e rafforzare la causa della nascita di Gesù. zac

lunedì 5 dicembre 2016

E’ LA POLITICA CHE NON CAMBIA

Gli uomini cambiano. Pertanto i teologi, che vogliono cambiare le parole di Cristo perché negli ultimi anni, secondo loro, gli uomini sono cambiati, ed essendo cambiati non possono più capire il Cristo di sempre, e, non potendo più capire il Cristo di sempre, hanno necessità di un Cristo del momento, di un Cristo pupazzo che parla attraverso le parole di facoltosi teologi con in tasca una patente di cattolicità che per tanti equivale ad un patentino di credibilità ma in realtà esseri amanti di imperdonabili dogmi e complici di ingiustificate bestemmie contro lo Spirito Santo.
E’ consolante sapere quanto siano falsi e sporcaccioni questi personaggi con l’abito talare e il colletto a girocollo guarnito dalla croce pettorale in oro da esibire per le strade e le piazze come conforto al vizio della lussuria e per sentirsi meno soli nell’avido godimento.
Gli uomini cambiano, semmai non cambiano i teologi, ma questi non sono uomini, sono diavoli.
E’ la politica che non cambia. Ci siamo lamentati in questi ultimi tempi di non aver potuto decidere attraverso il voto il nostro destino. Finalmente ieri abbiamo avuto la possibilità di farlo, bocciando una riforma scritta da ignoranti e volutamente sostenuta da un Re liberticida come Napolitano, che, seduto in panchina, si ostina ancora a ispirare provvedimenti illiberali e a partorire riforme vessatorie, a progettare inciuci sulla nostra pelle e a organizzare agguati fiscali persecutori di cui noi cittadini siamo le vittime.
Non per niente questo ex-Re, dal brevetto comunista, che si era abituato a trattare Palazzo Chigi come una propria residenza e ad avere sempre le maestranze ai suoi ordini, si era persino spinto a dire: “Non esiste politica senza professionalità come non esiste mondo senza élite”.
Alla faccia della Democrazia e della Costituzione !
Gli uomini cambiano, ma, semmai la politica non cambia, sono i politici da cambiare, anche se questi non sono professionisti o élite, ma sono umani, semplici uomini e non diavoli o teste di caxxo. zac

UN “BRAVO A PUTIN”

Abituato sin da piccolo a convivere tra le mura di un collegio salesiano e portato pertanto a rapportarmi in compagnia e a confrontarmi con altri studenti e invero mai attratto dai rituali ludici della goliardia collegiale e poi più tardi dal nonnismo trasgressivo all’interno delle caserme, mi sono sempre limitato a trovare nelle amicizie il meglio, e tentare poi di imitare ed emulare pur con grandi difficoltà personali.
Ma il percorso, talvolta strano, della vita ha voluto che mio padre, fatto prigioniero dagli inglesi in Africa ed aver vissuto dopo l’otto settembre il tradimento di quanti il giorno prima si professavano fascisti, decise per questo diventarlo, anche se non lo era mai stato.
E per di più, nel suo girovagare da commerciante giù in Calabria, allora il destino volle farlo assistere ad un comizio di un certo Giorgio Almirante e la scintilla della fiamma tricolore, non trovando più argine che lo potesse contenere, travolse anche il sottoscritto, che già tra le mura del Delfico di Teramo nel triennio 1965/1968 si era sorbito le lezioni di Serpentini e del Prof. Di Poppa, nonché le paternali del vice preside Prof. Villani.
Alt. Questo per mostrare quanto bagaglio di nozioni e cultura dal portale di destra ho trasferito in soffitta da giovane e mai nascosto in pubblico né tantomeno per paura.
Tanto amore per nulla.
La fiamma spenta. Lo sfascio di un MSI al seguito di miserabili accattoni al soldo di un lordo pokemon di Arcore, oggi con molteplici piercing facciali, da costringermi per dispetto, schifo e disperazione in tempi non lontani a voltare a sinistra.
E allora se mi metto a urlare “Muoia Sansone con tutti i filistei”, è per dire “BRAVO a PUTIN” perché se lo merita.
Ed anche se urlo “Mai più agnellino con l’anello al naso”, è per dire anche “BRAVO a PUTIN” quando se lo merita.
Pertanto leggetevi pure il tradizionale messaggio alla nazione di Putin e, se lo ritenete gradito, mettete la spunta sul “mi piace”. Grazie. zac

REFERENDUM COSTITUZIONALE 2016

L’informazione corretta è premessa indispensabile per il voto consapevole dei cittadini
- Nel Vecchio Testamento il potere regale veniva chiamato giogo e per spezzarlo si muoveva l’Angelo del Signore.
Invece per mettere fine alle cazzate di Renzi
Oggi basta un semplice NO
- Nel Vangelo il potere imperiale veniva trattato con disprezzo. Gesù diceva di dare a Cesare quel che è di Cesare, ossia una sporca moneta, mica il cuore.
Alla truffa del taglio delle spese istituzionali
Ai cittadini basta dire NO
- Cristo disse di amare il prossimo come se stessi, ma non riuscì a digerire i mercanti e li scacciò dal Tempio, urlando: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera, ma voi ne fate una spelonca di ladri".
Siamo ancorati al gioco dei partiti, alle furbizie di governo, agli agnolotti dei 80 euro, ai cucù dei saltimbanchi, alla Cassazione servile, al blocco della burocrazia, ai lagnosi e inutili vaffanculo. Ma quando ci svegliamo?
Per mandare a casa i ladroni occorre votare NO
Quando i popoli non contano nulla basta una sola IDEA da trasmettere come una scossa elettrica per svegliarli dal torpore e dalla rassegnazione. zac

mercoledì 23 novembre 2016

VOLONTARIATO ONESTO

La raccolta fondi fa parte di una mossa animale che noi umani abbiamo imparato a fare alcuni anni fa: trattasi in genere di una forma di sostegno tesa a contenere gli effetti di un disagio economico, che sovente invece si rivela un’azione criminale sotto la coperta buonista di assicurare un aiuto sociale. 
Per fare in modo che queste iniziative di volontariato vengano proposte, occorre attivarle mostrando garanzia di particolare onestà e serietà, non solo formale, e condurla a termine a proprie spese e fatiche.
Non è semplice talora metterci la propria faccia e spesso per ottenere il sostegno sociale ed effetti benefici conviene ricercare collaborazione e aiuto a personale comunale e a vere associazioni di sincero volontariato.
E il risultato finale essere poi scaricato sul sito istituzionale.
Non c’è chi dona e chi riceve, non c’è chi dona poco e chi riceve tanto, ma uno scambio continuo di doni e aiuti che arricchiscono tutti.
Non vergogniamoci, condividiamo impegni ed esperienze tra di noi, ma facciamo volontariato alla luce del sole.
E non nascondiamo tutto nella borsa. zac

WORKING POOR OVVERO LAVORATORI POVERI

La solidarietà si accompagna quasi sempre a forme di povertà materiale e sociale, a privazione di pancia e a difficoltà psico-fisiche poco competitive, e pertanto non può essere qualcosa d’importanza secondaria e poi essere anche confinata nel recinto dell’indifferenza.
La precarietà merita sostegno perché oltre ad abbassare il salario produce miseria sotto l’aspetto quantitativo, nonché austerità che incide sul livello qualitativo della vita. E giorno dopo giorno si accumula e cresce ansietà e turbamento, e alla fine si finisce di cadere in un circolo di preoccupazione e disperazione senza più trovare una via d’uscita.
Ma c’è anche di peggio e più penoso: il calvario della disoccupazione che uccide. E non solo uccide, ma toglie ogni speranza, toglie la possibilità di immaginare il futuro e di fare sogni, e sulla soglia della povertà spegnersi ogni luce in fondo al tunnel delle aspettative umane.
Ci parlano di lavoro giusto e di posto fisso, di industria e di tecnologia, di produzione sostenibile e di consumo consapevole, di grande distribuzione e di prospettive futuristiche, ma nel frattempo ci costringono a subire le logiche criminali delle filiere e dei caporalati, i sistemi liberisti e i profitti padronali, i sistemi di sfruttamento delle ricchezze e quelli assurdi della grande distribuzione.
E in effetti i dati raccontano una realtà ben diversa: parlano di una disoccupazione giovanile che non studia, non lavora più e ha rinunciato a cercare un’occupazione, della diffusione di forme di contratto precarie e senza tutele, testimoniata dallo sfrenato utilizzo dei voucher e dal ritorno del lavoro “a cottimo”, dell’esorbitante numero di giovani che lasciano questo paese per cercare all’estero opportunità di lavoro.

Questa generazione di working poor non merita il muro dell’indifferenza, ma vale rispetto e la nostra piena solidarietà. Forza ragazzi ! zac

giovedì 17 novembre 2016

SERVITORI, GIROVAGHI E DISPERATI

La campagna elettorale del 2018  sta vivendo in questo momento la sua fase pre-accattonaggio di supporters e di candidature, il minuto prima di dare il via alle operazioni di propaganda che, allo stesso modo del Cavallo di Troia, mira soltanto a deformare la percezione della realtà, a sostituire con falsi programmi le urgenze sociali, a falsificare le capacità di produrre lavoro e sicurezza nel territorio, a manipolare elettori con la fabbrica delle vuote promesse.
Per questo, già ora, si pensa a raccogliere il maggior numero di militanti, per poter contare sull’appoggio di attivisti che porti al momento del voto la propria lista al potere. Al potere appunto. Perché di questo si tratta.
Anche in un Comune come il nostro, non solo nelle metropoli, contano i clientelismi da foraggiare, il territorio da colorire a seconda del pranzo o dello spuntino, le attività da incanalare per dare ai furbi la ricchezza degli onesti, il mandato da oscurare, che i cittadini albensi avrebbero dato solo agli uomini di fede per governare questo nostro Paese.
Temo che  certe mode e abitudini contano ancora qualcosa e dipendono dal temperamento prepotente e aggressivo di certa gentaglia costretta a non apparire e a mettere un servitore in veste di Arlecchino.
Vedo già sbocciare, benché lontano dalla stagione primaverile, il paladino della “red class” o meglio il pio pio della “pink class” che girovaga in veste di fedele pastore.
Sull’altare dell’alternanza vedo vacillare la posizione, e peggiorare sempre più le sue possibilità, antagonista disperato che per emergere va in giro a battere pugni sui tavoli e persino con la spada in pugno per ottenere dagli alleati un maggiore impegno e uno sbiadito rispetto.

Non c’è santo che tenga. Né parole per dire. In attesa non resta altro che sfogliare le margherite e sperare in uomini migliori. zac

sabato 12 novembre 2016

IL PROBLEMA, IN DEMOCRAZIA, È CONVINCERE GLI ALTRI

Come sempre cerco di accendere lumi sulla politica albense e di far capire agli amici di Facebook quelle varie stranezze che meritano una particolare attenzione, diventando anche antipatico per questo e spesso attaccato da cani rognosi con l’osso del potere, seppur marcio, ben fermo sul gozzo.
Ci vuole coraggio a testimonianza della verità. Invero lo sapevo da tempo. Come so che quelli che si schierano davvero dalla parte del bene popolare vengono evitati, derisi e prima o poi attaccati pure dai PiDocchiosi.
Accuso questa consorteria ingorda e corrotta, in cui la menzogna, l'ozio e la rapina trionfano impuniti e anzi venerati, alla faccia dei bisogni umani e sul dolore degli onesti.
E' per questo che spendo ogni mio pensiero, ogni mia parola e ogni mio sforzo, a debellare i disonesti e i prepotenti, che fanno della menzogna lo scudo alle proprie responsabilità e dell’autorità istituzionale lo specchio sacro per apparire custodi e paladini del benessere famigliare.
E talvolta mi chiedo: Chi c*zzo me lo fa fare !
Non li ho visti in faccia, ma dalla lettura dei giornali posso immaginare la scena davanti al giudice: Mesti, docili, evasivi, poco limpidi nel rispondere ad accuse cha vanno dal disastro ambientale all’epidemia colposa.
Dentro le frontiere segnate da un reticolo intellettivo deteriorato e poco lucido e in evidente apprensione a non commettere errori, ho solo visto germinare delusione tra i genitori dei bambini finiti in ospedale costituiti in parti civili.
Qui ho visto l'umanità che soffre. Fuori solo la menzogna e l’inganno.

E, in cuor mio, non c’è perdono per chi ci inganna. zac



venerdì 11 novembre 2016

POLITICA VIZIOSA E DI PARTE

Rispetto per le idee, gusto per ciò che è umanità. Insofferenza per chi ostenta boriosità, disprezzo per i lestofanti. Odio per l’oscurantismo e l’indifferenza.
Per usare un gergo automobilistico sul territorio albense, i mascalzoni e la vanità sono il freno, l’intelligenza e la comprensione sono l’acceleratore, il disinteresse e l’indolenza la frizione.
Moderata è solo quel poco di pazienza rimasta. Poi l’ingiustizia sociale col freno a mano tirato ha reso superflui anche i pedali.
E la parabola ancora oggi regge per far comprendere che in politica come nella vita sono necessari attesa e fiducia, sopportazione e speranza o, per dirla meglio, tanta calma e gesso.
Del resto il nostro è un Paese fermo o che gira a vuoto, con l'acceleratore a tavoletta e il freno a mano. Dinamico solo per una categoria protetta, ma abulico di fatto, praticamente fermo per tutte le altre.
Difficile e controversa la ripresa economica. E a dimostrazione di quanto grave sia il quadro economico albense è giunto il momento di esporre la carta topografica albense per meglio conoscere come sia stato distribuito sul territorio il denaro della cassa comunale.
Scegliete pure con calma l’epiteto tra gli insulti peggiori che ritenete di saper lanciare, ma il divario è tale che vanifica e neutralizza una politica viziosa e di parte di cui vergognarsi e da denunciare senza paura.
E’ ora di finirla di buttare tanti soldi per l’erosione e poi fare retromarcia sulla tassa di soggiorno. Il gesto non piace e non  giustifica il modo usato dalle varie associazioni di categoria per neutralizzare anche la politica.
Chi governa deve essere realista, avere senso della misura, dei limiti e dei confini. Deve sapere che la vita civica inspira ad est ed espira ad ovest, ha sistole e diastole, è andata e ritorno.
E allora, se non siete capaci di battervi e anche preferite calarvi le brache, o peggio non curate l’area urbana di questo Paese, suggerisco di buttatevi giù dal ponte.

Spiace, ma non ha senso conservarvi in vita... zac

giovedì 10 novembre 2016

PROTEGGERE LA LUCE DAL BUIO

Per non stare sempre sul ring a prendere pugni con le mani legate dietro la schiena, da semplice cittadino di Alba Adriatica penso mi sia permesso almeno tentare di mettere a nudo la verità dalla bugia, di proteggere la luce dal buio, di scoprire la certezza dall’oblio.
E di difenderla da chi finge di non ricordare e davanti a un giudice si affida ad una serie di “probabilmente”, “si pensava”, “sembrava”, e, come fosse colpito da demenza senile, di non saper dare una risposta precisa da dove proveniva la sofferenza cronica del depuratore ogni anno in Agosto, da lui stesso dichiarato.
E pertanto mi piace dare una mano, e nell’occasione ho i mezzi per farlo, a chi, a suo tempo nella veste di Sindaco, nelle sue mani aveva il destino di noi albensi e di chi godeva a fare bagni davanti alla nostra spiaggia nel mese d’Agosto del 2010.
Sul web ho rintracciato una denuncia di Giuliano Marsili sulla decisione, definita SCELLERATA e INOPPORTUNA, di far allacciare le fogne dei Centri Commerciali al nostro depuratore, definito da Lei stesso Sindaco “al limite della tolleranza e in sofferenza cronica”.
Come fa a non ricordarlo ?
Chi ha permesso l’allaccio ? Chi “ha deciso di rendere ancora più critico e instabile il suo funzionamento” ? Con quale criterio, e con quale accordo, si è arrivato a firmare l’autorizzazione all’allaccio della rete fognante dei Centri commerciali e della contrada Riomoro ?
C’è qualcosa da sapere ? o forse da tenere nascosto ?
E infatti tanti cittadini chiedono di conoscere le carte tenute sino ad oggi nascoste e di sapere se c’erano accordi sotto il banco.
Molti indizi portano a pensarlo.

Specie per la sua memoria troppo corta mostrata davanti al giudice. zac


mercoledì 9 novembre 2016

Il delirio...

Il delirio degli irriducibili che ora schiumano rabbia

L'ascesa del «gorilla» Trump scatena lo psicodramma della sinistra chic: una catastrofe peggio del terremoto
È in corso un vero dramma tra i democratici italiani dopo la tranvata clamorosa arrivata dagli Usa. Giornalisti liberal filo Pd, tifosi della Clinton, «esperti» di politica americana (col cuore a sinistra) che dopo aver twittato pronostici trionfali di vittoria e insulti al «gorilla» Trump sono spariti dai radar, generando profonda ansia tra i loro follower.
«Qualcuno ha notizie di Vittorio Zucconi?» si chiedono su Twitter, in attesa che il corrispondente di Repubblica dia segni di vita, dopo aver descritto per giorni il tycoon come un troglodita sessuomane («Hillary sa cosa sono i codici nucleari. L'altro pensa che siano numeri di telefono di modelle e starlet disponibili»). Compatibilmente col fuso orario, Zucconi poi riappare, afflitto per la discesa nel baratro degli Usa come tutti gli altri vedovi inconsolabili della stagione Obama. Tipo Beppe Severgnini, americanista (ma anche anglista) del Corriere traumatizzato dopo la valanga Trump. Consegnare a lui l'America, assicurava Severgnini, «è come affidare lo Space Shuttle a un gorilla», a nessuno verrebbe in mente. Tranne agli elettori americani. A questo punto, l'unica è pregare: «God bless America - twitta la penna brizzolata - Dio benedica l'America. E, già che c'è, butti un'occhiata a tutti noi...». Lapidario Carlo De Benedetti, l'imprenditore tessera numero uno del Pd: «Trump è un imbroglione, dice di valere due miliardi di dollari ma ne vale 200 milioni».
Dopo le magre figure fatte con la Brexit, ripetersi con le presidenziali Usa non è il massimo. Fortuna che almeno Gad Lerner ha un capro espiatorio cui attribuire la cantonata pubblicata sul suo sito alla vigilia del voto: «Dieci motivi per dormire ragionevolmente tranquilli e svegliarsi senza Trump». La profezia diventa virale sui social, che sbeffeggiano Lerner (nuovo acquisto della RaiTre a guida Bignardi), finché il giornalista è costretto a intervenire, scaricando la colpa sul giovane collaboratore («Di previsioni sbagliate ne ho collezionate parecchie - scrive a Dagospia - ma questa va invece attribuita al suo legittimo autore, bravo e in questo caso sfortunato: il mio amico Andrea Mollica»). In pieno shock, con sintomi evidenti, la deputata Pd Ileana Argentin che la spara grossa: «Questa elezione è una tragedia, non potevamo avere una notizia più brutta, dev'essere che il 2016 è un anno bisestile. Incredibile, una disgrazia dopo l'altra. Per me l'elezione di Trump è peggio del terremoto francamente» azzarda la parlamentare Pd, prima di affrettarsi a precisare - dopo le polemiche sul paragone col sisma - che «i terremotati sono nel mio cuore, non si può strumentalizzare quel che ho detto».
Effetti collaterali della vittoria di Trump sui nervi sensibili della sinistra italiana. Tradita ancora una volta dai sondaggi, pompati dai media amici. «Tiè, beccate sta sventagliata blu» (il blu è il colore dei Democratici Usa) ha twittato improvvidamente Filippo Sensi, portavoce del premier Renzi, davanti ai primi exit poll che sembravano confermare la mappa del voto favorevole alla Clinton. Tutto sbagliato. Mancava l'esperienza di Walter Veltroni, un altro democratico listato a lutto per Trump alla Casa Bianca. L'ex leader del Pd, sull'Unità, aveva consigliato prudenza: «I sondaggi ormai sono cinquine al lotto». Quel che è certo, spiegava Veltroni, è che la sua vittoria sarebbe una catastrofe planetaria: è «il candidato più estremista che sia mai apparso sulla scena delle elezioni americane», con lui si apre «una grave crisi delle sue istituzioni democratiche», tanto che Veltroni sente ormai chiaramente «scricchiolare la democrazia», nientemeno. La soluzione? Il renziano Fabrizio Rondolino, nell'attesa, individua il problema: «Il suffragio universale comincia a rappresentare un serio pericolo per la civiltà occidentale». Luciana Littizzetto, comica politicamente schierata e profumatamente retribuita dalla Rai, sente invece altri tipi di rumori, visto che pubblica - con la consueta eleganza - la foto di un gabinetto con il volto di Trump sul muro e un water al posto della bocca del tycoon: «Questo è quello che ci riserva il futuro, buongiorno un corno». Messaggio quantomeno più incisivo di quello di Laura Boldrini, che si dice «sorpresa per l'esito del voto negli Stati Uniti», ma da femminista ci tiene ad assicurare che «Hillary non è stata sconfitta perché donna ma perché percepita come espressione dell'establishment». Si consola invece, con una lettura originale, l'ex piddino Stefano Fassina, convinto che la vittoria di Trump è «la vittoria degli operai contro il neoliberismo». Convinto lui. Meglio così che inconsolabili.
da "il giornale"

sabato 5 novembre 2016

TEMA...

IL PAESE O LA CITTÀ IN CUI VIVI
Si chiama Arzano*. A Arzano sono tutti sporchi, non si lavano; le strade sono tutte sgarrupate, i palazzi vecchi e terremotati, c’è solo munnizzia e siringhe drogate ! Tommaso si butta nei bidoni della munnizzia, poi viene a scuola e ci porta i pirucchi**. A casa sua nessuno si lava. Cianno un cane tutto sporco che cammina per le stanze.
A Arzano non c’è niente di nuovo, è tutto vecchio. Non c’è verde, non ci sono fontanine, i palazzi se ne cadono fracidi.
A Arzano ci sono un sacco di vicoli, che li chiamano vie, ma sono vicoli, io me ne accorgo. C’è via Petrarca che è un vicolo, via Dante che è un vicolo, via Pascoli che è un vicolo. Sono tutti vicoli.
Quando viene la domenica mio padre dice che cazzo ci facciamo in questo paese fetente, andiamocene perlomeno a Napoli !
E così ci vestiamo e andiamo a Napoli. Andiamo al bosco di Capodimonte. Facciamo marenna ***!
Poi però quando torniamo stiamo un’altra volta a Arzano. Certi giovani fuori i bar stanno tutti spaparanzati: sono dei banditi ! Quelli si pensano che Arzano è tutta loro ! Io dico: e tenetevela pure questa città di vicoli e di munnizza !

*Arzano: Comune in Provincia di Napoli
** pirucchi: podocchi
***marenna: merenda

Un tema di bambino napoletano tratto da “io speriamo che me la cavo” a cura di Marcello D’Orta. Certo colorato, sgrammaticato, ma vitalissimo e travolgente il messaggio che scaturisce da questa piccola, straordinaria mente di bimbo.

Speriamo di farne tesoro tutti noi per il bene del nostro Paese. zac

venerdì 4 novembre 2016

Viva la pa-pa-pappa e abbassa la ca-ca-cacca

Una volta Rita Pavone cantava "Viva la pappa col pomodoro". A volte la si intonava per far capire al bambino che la pappa era buona e rendere soft e piacevole il compito di imboccarlo.
Ma i tempi sono cambiati ed oggi ognuno può cambiare le parole e dargli il significato che meglio crede.
Per alcuni, in verità pochi, significa prima di tutto alimentarsi con piacere e con gusto, e poi, nel rispetto e amore per gli animali domestici, calmare la fame del proprio cane possibilmente con cura e senso di responsabilità.
Mettere in pratica tutte queste piccole cose è alla portata di tutti e meno difficile di quanto sembri. Ma poi, sui bisognini giornalieri, il compito si fa più complesso da compiere e pertanto più difficile da cantare.
Affrontarlo in modo sostenibile, sia nel senso ambientale che culturale ed etico, significa infatti addentrarsi in un campo quanto mai ampio, in cui si mescolano cultura, abitudini, istinti, preferenze personali, buon senso (o sua assenza) e molto altro ancora.
Per tanti, e per non dire troppi, le passeggiate avvengono fuori casa ed i bisognini quasi mai raccolti vengono lasciati sui marciapiedi a rovinare la giornata di qualche sprovveduto e a rendere poco piacevole, attraente ed accogliente questo nostro Paese.
Spero prevalga il buon senso dei stimati cittadini albensi, il rispetto civile e decoroso verso gli altri  e la cura del nostro territorio.

Impariamo a farlo tutti. Grazie. zac

MASTER PLAN INUTILE

Nel febbraio del 2010 la giunta Chiodi approvò un documento nominato Master Plan, diretto a favorire la ripresa produttiva della regione Abruzzo con un piano di interventi e strumenti finalizzati a rafforzare e valorizzare il territorio e offrire nuove opportunità di sviluppo, promuovendo le tante eccellenze naturali e culturali che caratterizzano il territorio abruzzese.
Parte integrante al documento, vennero individuati gli obiettivi prioritari, le modalità attuative e i relativi costi. 
La Giunta regionale del presidente Luciano D’Alfonso ha approvato la ricognizione definitiva degli interventi. 
Tra essi uno stanziamento di un milione di euro: 500mila al Comune di Alba A. per il ripascimento morbido e 500mila al Comune di Martinsicuro per i pennelli in legno.
Tutto a posto. Pace fatta. Stretta di mano. Auguri e Buone Feste a tutti, specie a chi incassa e si gode il malloppo per i lavori da fare, che uniti a quelli fatti negli ultimi 8 anni supera oramai i 100milioni di euro.
A nessuno frega niente ! 
Nemmeno  se il risultato di questi interventi è prossimo allo zero… e anche se da un punto di vista ambientale e sociale è pesantissimo e va pertanto abbandonato.
Da tempo cerchiamo di far comprendere a questa Amministrazione che l’origine dell’erosione parte dal molo prolungato sul fiume Tronto, che di fatto impedisce verso sud il rilascio dei sedimenti trasportati. 
Le barriere e i pennelli poi non hanno fatto altro che spostare l’erosione verso sud e quindi a raggiungere la nostra spiaggia.
Ora è inutile gridare.
La lunga lotta del popolo albense all’erosione è per il momento perduta e crediamo ci sia poco da fare.
Da membro di un popolo tradizionalmente imbelle e remissivo, per di più governato da chi ha poca voglia di farsi ascoltare, ammiro chi è capace di dare risposte decise e convinte, e mai compiacenti.

Ma ahimé ! 
E’ come parlare al vento a chi sa solo organizzarsi per morire in piedi. Non è vero, Signora Sindaco ? zac

lunedì 31 ottobre 2016

STRUMENTI ALTERNATIVI PER LA DIFESA DELLA COSTA

Per chi ha tempo e pazienza di informarsi sull’erosione della nostra costa, non ci vuole tanto a capire la necessità di smetterla a proporre soluzioni per nulla idonee e alquanto dannose.
Purtroppo, nel confronto tra le istituzioni e gli operatori del settore, si è deciso di continuare a farlo con soluzioni tampone (ripascimento morbido per 500 mila euro) e interventi limitati (pennelli in legno, anziché in massi sempre al costo dei 500 mila cocuzzi).
Tutti felici e contenti con la benedizione in regia dell’assessore Dino Pepe per la Regione Abruzzo e la spartizione della torta da un milione di euro.
Inutile dire che la risposta data non interviene in maniera appropriata e definitiva contro questa piaga che affligge la nostra costa e non evita il peggioramento e l’inevitabile declassamento della nostra spiaggia.
Senza un idoneo cambio di direzione e un valido piano programmatico nella gestione del problema, gli interventi saranno sempre dei fallimenti ed alla soluzione di un problema inevitabilmente se ne ripresenterà un altro.
Gli interventi tampone, slegati alla gestione del territorio, in primis alla salvaguardia dei fiumi e all’apporto di materiale sedimentoso necessario al ripascimento dell’arenile, servono a poco e si riflettono negativamente sulle spiagge confinanti.
Anche perché il ripascimento morbido è da paesi ricchi.

E noi non possiamo permetterci di buttare i soldi alla prima mareggiata. zac


venerdì 28 ottobre 2016

EROSIONE: capire il problema è vitale

Un tavolo tecnico sul tema dell’erosione sarà tra breve convocato con l’intervento di Regione, Dipartimento Opere Marittime, Comune di Alba Adriatica, Comune di Martinsicuro e Associazioni di categoria per definire le migliori soluzioni e progettualità e decidere gli interventi a tutela della costa.
Il problema vitale è capire quale strada imboccare:
- Se continuare con le scogliere rigide e i vituperati pennelli impermeabili (emerse o soffolte) di Villa Rosa (ma ci siamo abbastanza vicini).
- O ammettere il fallimento totale delle opere sino ad oggi usate a difesa della costa e rimuoverle tutte sino alla foce del Tronto.
Nella prima soluzione le scogliere emerse impermeabili creano accumulo di sabbia sottoflutto (fig. 1) ma creano anche erosione all’inizio e alla fine della loro disposizione, oltre che sovra flutto alle scogliere stesse.
Medesimo effetto creano i pennelli con accumulo sovra flutto ed erosione sotto flutto (fig. 2).
La soluzione usata a Villa Rosa, fatta con scogliere orizzontali alla costa e pennelli verticali, crea scompensi: sepoltura dell’arenile, effetto erosione indotta nei tratti arenili limitrofi, costi notevoli per salvaguardia opere, fenomeni di rip currents, ossia risucchi di corrente pericolosi anche per i nuotatori esperti, ri-stagnazione delle acque in calma ondosa.
La seconda soluzione spiace perché porta purtroppo alla morte di gran parte dell’arenile del Comune di Martinsicuro, ma salva la nostra spiaggia dall’erosione causata proprio dai lavori svolti negli anni nel loro territorio.
Dal Sindaco Tommolini con il prolungamento del molo sul fiume Tronto al Sindaco Malone con un ulteriore prolungamento del molo nord, iniziava il disastro della spiaggia di Villa Rosa e i primi effetti sulle spiaggia nord di Alba Adriatica.
La serie di interventi anti erosivi, rilevatisi poi inutili e dannosi, oltre a ingoiare l’arenile, ha già ingoiato anche 100 milioni di euro negli ultimi otto anni e continuerà ancora a farlo finché si continueranno a proporre soluzioni non idonee e poco funzionali.

DATEVI DA FARE ! ORA BASTA PERDERE TEMPO E DENARO ! zac



martedì 25 ottobre 2016

ARISTOCRAZIA OPERAIA

Non si accettano illazioni e bugie su chi, negli anni in cui hanno governato, l’uno in Comune e l’altro in Provincia, hanno sempre lavorato per il bene degli albensi ed hanno risposto in maniera efficace ed efficiente ai nostri bisogni.
La lagna sulla gestione dei servizi e in particolare nel sociale la litania sulla copertura economica dei bisogni non è altro che un bieco e vile atto di propaganda elettorale contro quest’accoppiata che ha da sempre risposto con attenzione alle fasce più deboli della popolazione e ha tenuto conto delle esigenze umane di tutti i cittadini albensi.
Non sta al sottoscritto ricordare lo sforzo sostenuto dal Pavone nostrano nel rimanere a tutti i costi in bikini a difesa della nostra spiaggia quando a Pescara gli inabili sotto il sole di luglio scendevano da soli per le strade in segno di protesta. 
Gesto eroico da registrare negli annali.
Dal Cicarino, come specie pidiellina in estinzione, si rammenta il sostegno dato alla crocifissione di ben due maggioranze brandendo tesi che sono una l’opposto dell’altra e la resa al nemico truentino col pensiero e con la firma in calce. 
Privilegio da aristocrazia operaia.
Respingiamo pertanto all’aristocratico Pavone e all’operaio Cicarino ogni pietosa risposta. Non una parola di più, se no potrebbero strozzarsi tra di loro e perderemmo queste favolose nozze tra due gender politici diversi.
Sia fatta la volontà popolare con le porchette. AUGURI ! zac



LITE IN FAMIGLIA SU FACEBOOK

Piero Piccioni Gabriele, a giudicare dalle ultime foto che hai postato di recente l'unica risposta che se ne può dedurre è l'ambiguità politica. E' vero che amplia l'elettorato e spesso ingloba gli incerti, ma ricordati che disorienta non poco coloro che hanno "diciamo" (alla D'Alema) idee politiche molto nette e chiare. Non me ne volere se ti punzecchio un po' ma lo faccio sempre a fin di bene (lo sai che ti voglio bene), per alimentare una discussione che ti possa essere di aiuto a orientarti. Per questo ti prego di non cancellare questa mia elementare riflessione. Ne frattempo che scrivo i "mi piace" crescono in modo inarrestabile. É la sinistra che li attira, la famosa simpatia di D'Alema o il tuo allontanamento dalle sirene della destra paesana?


Gabriele Viviani Ahahah ..Piero vedrai ..vedrai ..che sorpresa ;)



lunedì 17 ottobre 2016

PREZZEMOLO POLITICO

Il fenomeno del trasformismo, come realtà intrinseca dell’identità politica albense, in genere si identifica con un blocco di pensiero che non concede contraddittorio. Tanto meno dispute o divergenze.

É una Entità che stabilisce i confini di ciò che è civile e democratico: recita con la saccenteria di un profeta, manifesta atteggiamenti presuntuosi dai contenuti spocchiosi, ma nella realtà rappresenta un’ulteriore stranezza della politica con un retrogusto quasi sempre amaro, per non dire marcio.
L’ambizione fa tabula rasa di ciò che c'era prima: per rinnegare un passato con un tasso ideologico alto si cerca solo lumi con un tasso alcolico molto alto per riaccendere una nuova fiamma; e per colmare vuoti in politica si demonizza il passato ma si conserva sempre in memoria un contenuto di lacune e carenze.

Per segnalare che sembrano tanti si raccolgono, ciascuno con la loro bella valigetta porta valori di voti, per negoziare strumenti di impegno futures e quote di rappresentanza o si radunano in gruppo per firmare regolamenti, accordi associativi e manifesti di reciproca intesa.

Esistono, per mera fortuna, persone e intelletti di qua e di là dell'oceano politico albense, pensieri e intenti di una diversità davvero bizzarra che merita un'attenzione particolare: invece di continuare a chiedere risposte a una politica sorda e sterile si insiste nel ricercare le soluzioni ai problemi locali.
Tutte cose vere, che vanno al cuore del problema. Prima fra tutte quelli dell’erosione e del depuratore.


Solo così facendo si possono fare due passi avanti e, soprattutto, sferrare un duro colpo al pessimismo collettivo e al menefreghismo che archivia il potere di questa Amministrazione comunale, che non sa come venirne a capo, e registra le spente velleità di una minoranza che messa insieme ha voce solo per beccarsi tra loro e di potersi esibire sui tavoli apparecchiati come prezzemolo della politica. Zac

giovedì 13 ottobre 2016

“A PENSAR MALE SI FA PECCATO, MA…”

I migliori tra i politici locali che si danno molte arie, ma nella realtà non ne hanno mai azzeccata una, la crema di quella torta di girovaghi che, senza alcuna ragione, pretendono di imporre la dittatura delle loro convenienze con l’autorità della loro fronte inutilmente ampia, sbagliano di molto se si nascondono dietro al pensiero debole o si affidano alla poca memoria dei cittadini albensi.
Il fior fiore delle avanguardie politiche, in procinto di armarsi e schierarsi alla presa della Bastiglia comunale, ostentano una superiorità immotivata, sbandierano tutti la corda del politicamente corretto senza merito, senso e comprensione, seguono l’onda insulsa e balorda tenuta in passato nella gestione dell’erosione e del depuratore, esattamente inversa ai compiti istituzionali di RESPONSABILITÀ nei confronti dei cittadini albensi.
Ho una certa età, sono uno qualunque, ma sono tuttora un cittadino di Alba Adriatica e non ho ancora fatto il mio tempo o raggiunto l’eclissi del rintronato e/o rimbecillito.
E allora torno di nuovo a richiedere a lor signori chi ha permesso al centro commerciale privato Val Vibrata e alla Contrada Riomoro del Comune di Colonnella l’allaccio al depuratore consortile di Alba A./Martinsicuro, sito lungo la Sp 259.
Chi lo ha deciso ? Chi ha messo nero su bianco la firma in calce al documento ?
Su coraggio ! Si faccia avanti. Qualcuno della Giunta Di Salvatore Abramo di Martinsicuro o della Giunta Giovannelli Franchino di Alba Adriatica sarà pure stato ! O no ?
Liberatemi dal pensiero cattivo che mi passa per la mente.

Sapete bene anche Voi il detto che “A pensar male si fa peccato, ma molto spesso ci si azzecca!” (primo roud) zac

martedì 11 ottobre 2016

LA GUERRA DELLE PAROLE

Nei giorni trascorsi sui giornali locali il chiacchiericcio delle alleanze in vista delle elezioni comunali ha lasciato il fianco scoperto a chi ha tirato fuori dagli scaffali polverosi della memoria il brevetto usato nel passato per amministrare la nostra comunità.
Sia ben chiaro: titolo valoriale di prospettiva che oggi serve studiare, per vedere come è stato usato ieri e utile a riconoscere i meriti e considerarli utili per il futuro.
Le fandonie, buone per cucinarci gli accordi sottobanco, servirci l’utopia della trasparenza e della collegialità e farci ingoiare il mito del dialogo con la base e il territorio, sono oramai considerate del tutto inutili.
Le panzane che raccontano sui giornali sono accreditate come morte. Così, assieme a loro, moriamo un po’anche tutti noi.
Sono noiosi, ripetitivi, vanitosi e dispensano prediche in controtendenza rispetto al sentire della gente comune. Da svariati anni sono in cattedra, cercano ancora di influenzare i cittadini albensi, per molto tempo hanno tenuto banco, studiando come farci fessi con mille associazioni, saltando come scimmie da un ramo politico all’altro, ma alla fine hanno combinato poco o nulla.
Lasciando in frantumi sul territorio albense l’esibizione scalcagnata di parole e comportamenti, senza riuscire a salvaguardare la sola ricchezza che abbiamo, il bene più prezioso: la spiaggia.

Se c'è qualcosa di prezioso da conservare, che per nostra fortuna ci viene regalato dal passato, se non amiamo la nostra tradizione, la nostra storia, se non coltiviamo il nostro passato, la nostra memoria, se non rispettiamo le cose che esistono, che madre natura ci ha regalato, le sole parole non bastano a combattere il rigor mortis della nostra Alba.

Basta far la guerra con le sole parole ! zac

venerdì 7 ottobre 2016

TANTA ROBA DA IMITARE

Nel postare sulla finestra di Risveglio Albense la lettera di ringraziamento al Sindaco Tonia Piccioni e all’intera Amministrazione comunale da parte del Presidente dell’Associazione Sportiva AVIS, Emilio Mignone, mi preme sottolineare il suo desiderio, più volte confessato, di rivolgere UN GRAZIE DI CUORE ai cittadini albensi, che hanno accolto e favorito lo svolgimento di questa manifestazione.

Al sottoscritto invece resta ben poco. 
Se non l’occasione per ricambiare con un forte abbraccio l’amico Emilio per l’impegno e la serietà, che gli vengono riconosciuti da larga parte dei cittadini Albensi. 
Il che è veramente tanta, ma tanta roba. Credimi. zac



TUTTI PER ALBA MA OGNUNO PER SÉ

Un incontro ravvicinato che gli esperti della politica locale non potevano certo immaginare. Infatti fino a ieri ci avevano raccontato un’altra storia: che i colori dei partiti definivano la distanza, la diversità, la discrepanza, il contrasto; definivano il proprio ruolo alternativo, di contrapposizione e di rottura; marcavano con forza le proprie idee culturali, optavano sempre per le scelte più estreme, incanalavano le politiche su vie contrapposte e programmi difficili da poter digerire.
Stavolta non si tratta di incontri all’insegna di porchette e fiaschette di vino, tipica e radicata tradizione per produrre fatiscenti accordi politici che finiscono sulle pagine dei giornali e sui social network con hashtag che fanno solo tendenza ironica e derisoria.
Il riferimento ai due buontemponi locali non è certo casuale. Del resto si tratta di politici allo sbando, che alzano insegne oramai spente e senza alcuna dignità e funzione per la rinascita di questo nostro Paese.
Lo sappiamo tutti. E lo sanno anche loro.
Ora scopriamo dai giornali che c’è qualcosa in più. Un ectoplasma avanza e si fa largo nel clima politico degli ultimi tempi. Man mano che setaccio i nomi, faccio fatica a pesarne la robustezza ideale e la resistenza politica.
Sebbene abbiano ormai raggiunto una medesima esperienza su polverosi catafalchi amministrativi, scopriamo, nella diversità delle liste, il marcato vizio di dare libero sfogo alla legge della giungla:
Colonnelli Nicolino - Capogruppo della Lista Alba in Comune
Falò Luca Maria – Capogruppo della Lista Obiettivo Alba
Cichetti Gabriella – Capogruppo della Lista Alba nel Cuore
Si direbbe “ Tutti per Alba ma ognuno per sé ”. Penso che le diversità e le difficoltà incrineranno i loro rapporti fino all'inevitabile resa dei conti.  

E non tutti ne usciranno vivi. zac

martedì 4 ottobre 2016

PATTO SCELLERATO


A BRACCETTO DEL COMPARE

Non c'è nulla di più sgradito e di più fastidioso nel vedere sul quotidiano “Il Centro” la foto di due noti signori sbicchierare in dolce compagnia con le facce sbronze di chi non si scompone per tutte le figuracce accumulate da amministratori nel recente passato.
Che avvilimento cronico ! Che scoramento ! Che angoscia !
A distanza di due anni per le votazioni comunali, già ora, apparecchiando il tavolo delle aspettative per le votazioni del 2018, l'augurio da porgere era quello che “TANTA POCHEZZA” restasse nel passato, e non tornasse a palesarsi nei mesi a venire.
Purtroppo l’enorme carro funebre dei due palafrenieri corre in direzione opposta e non intende lasciare questa nostra piccola città portando via con sé il contenitore delle somme tragedie umane e quello delle somme farse sociali.
Che desolazione ! Che tristezza ! Che buio !
Un tempo passato, e in verità oggi svanito nel nulla, si usava scrivere sul meglio in arrivo, si sperava con tutta l'anima di vedere nella gestione del Comune il funerale della politica, il crollo dell'ultimo mattone di un muro di convivenza in malefatte e imbrogli a tutti i livelli, di non patire inoltre un maremoto di retorica bugiarda dietro cui ama spesso nascondersi il  Pavone locale pur di restare a galla. A qualsiasi costo. E con qualunque formula e artificio.

Le nuvole, quasi a voler incupire l’atmosfera e appesantirla di grigio, già coprono il cielo della nostra città. Ma noi di Risveglio Albense siamo qui attenti, pronti a smascherare le sbornie degli inciuci nella speranza di non vedere più il Pavone gironzolare sbronzo per la città a braccetto del suo amato compare. zac


Ricorso bis contro il nuovo depuratore

Da "Il Centro"

sabato 1 ottobre 2016

SCAMBIO DI RUOLO

Il “Pavone” tira fuori dal cilindro il mago "Cicarì".
Non è gossip politico, ma semplice cronaca locale.
Già al tempo dell’ultimo e “movimentato” Congresso del Pd Albense per l’elezione del Segretario locale si erano osservate strane figure agli ordini di un noto Pavone locale, soldataglia sottopagata pronta a mettersi al suo servizio ed anche aiutare nei suoi giochetti elettorali l’amico in difficoltà.
L’incarico di andare a prendere i nuovi tesserati, nascosti dentro il cilindro magico del diabolico mago e farli votare, servì a sconfiggere gli avversari all’interno del Pd e soprattutto a stabilire un contatto e una premessa di amoroso rapporto per il futuro.
Vallo a disprezzare il Pavone !? Cosa deve inventarsi per accoppiarsi !?
Se lo guardate mentre avanza vanitoso, fa la ruota, cammina impettito, si volta sfacciatamente per controllarsi il didietro, e capirete perfettamente come si è guadagnato la reputazione e l’amore del più insopportabile dei nemici in politica.
Se in natura il pavone ha un harem di 4-5 femmine con covata in grado di seguirlo, in politica è diverso, non potendo certo contare sui Pulcini locali o sulle oche al seguito della sua poca e sterile personalità narcisista.
La sua capacità di volare alto è usata come metodo di fuga per passare da un partito all’altro con la goffaggine che gli è propria in politica nel fare le prove davanti allo specchio.
Il suo modo di essere, il suo modo di fare, i suoi sforzi da mago non sono affatto convincenti. E’ tutta fatica sprecata. Non servirà per conquistare questo Paese e non avrà alcun impatto sul suo futuro.

Sarà soltanto un granello grigio nelle sabbie del tempo. Prosit. zac


lunedì 26 settembre 2016

DI CHI LA VERA RESPONSABILITÀ ?

Andando a rovistare sulle pagine dei quotidiani locali e sui siti internet e nondimeno spremendo bene le meningi nell’aprire la valigia dei ricordi, posso oggi dire di aver assistito di persona, passando lì davanti all’outlet, alla rimozione del depuratore del centro commerciale Val Vibrata.
A distanza di tempo mi chiedo: chi lo ha deciso ?
Come è stata possibile la rimozione del depuratore del centro commerciale Val Vibrata, costruito a fronte di un preciso impegno assunto con apposito “Accordo di Programma” e sostituito con un parcheggio, a servizio di un operatore commerciale, mentre le loro acque nere sono state fatte convergere sul depuratore pubblico e consortile di Alba Adriatica/Martinsicuro, sito lungo la Sp 259 ?
Con quali poteri e come è stata possibile la rimozione del piccolo impianto esistente, realizzato a servizio di un centro commerciale privato e della Contrada Riomoro del Comune di Colonnella, e accollarsi nuovi ulteriori oneri per il trattamento acque che invece è passato dal privato al pubblico ?
Chi ha cancellato e buttato alle ortiche l’Accordo di Programma ? Chi ha sottoscritto nero su bianco questo cambiamento ? Di chi la vera responsabilità ?
La domanda la rivolgo al Sindaco di Colonnella Leandro Pollastrelli, al Sindaco di Martinsicuro Abramo Di Salvatore e ,dulcis in fundo, all’ex Sindaco di Alba Adriatica Franchino Giovannelli.

Chissà ? Forse qualcuno risponderà !? Di certo non a me. zac

domenica 25 settembre 2016

CHI PAGA ?

Finito il contenzioso che condanna il Comune di Martinsicuro a pagare una somma di oltre 800.000,00 euro agli eredi della famiglia Flajani per l’esproprio nel 1998 di un terreno poi utilizzato per ampliare il depuratore consortile di Alba Adriatica / Martinsicuro.
Il Comune aveva vinto il primo grado nel 2006, ma i Flajani decisero a fine 2007 di fare ricorso in Appello. La sentenza di secondo grado ha però ribaltato le sorti e ha dato ragione alla famiglia Flajani che dovrà essere risarcita di 557 mila euro più gli interessi legali a decorrere dal 2004, per una somma complessiva di 813 mila euro.
Dove sarà reperita questa somma ?
Di certo il ricorso in Cassazione condanna il Comune di Martinsicuro a pagare per aver espropriato aree site all’interno del suo territorio, ma…il depuratore, nato per supportare solo una popolazione di 35.000 abitanti, serve utenze collegate al 70 % dal Comune di Alba Adriatica e al 30 % dal Comune di Martinsicuro.
Pensate che il nostro Comune ne esca indenne ?
Per dare una logica risposta è necessario richiamare l’attenzione sulla prevalenza degli allacci, autorizzati allo scarico e pertanto sotto questo aspetto temo che siano tenute dal vicino Comune in debito conto nel risarcimento.
Questo dovrebbe far meditare su possibili scenari che si potrebbero verificare. Ancor più preoccupanti per il silenzio tombale creato intorno a questa vicenda.
A presto. Da Risveglio Albense ne sentirete ancora delle belle. zac

lunedì 19 settembre 2016

Dedicato alle vittime del terremoto

Durante il suo concerto nel New Jersey, Bruce Springsteen ha dedicato 'My city of ruins' alle vittime del terremoto che ha colpito il Centro Italia.

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=RnkJa6HdgJw