venerdì 16 dicembre 2016

QUESTIONE DI… UMANITÀ.

È tutta questione di…umanità.
Dal lato economico il Natale che si avvicina potrebbe non essere simile a una festa magra del recente passato, ma potrebbe diventare una disfatta di tipo esistenziale, di fronte ad un malessere che continua sempre più ad essere di tipo affettivo, relazionale, in pratica, umano.

Rimodulare il concetto di convivenza non è questione di sola economia o convenienza, essa riguarda invece la qualità di rapporto all’interno della famiglia e sentire la necessità di poter ricercare motivazioni e sintonie che migliorino il vivere della vita quotidiana.
La motivazione è solo umana

Non solo nella nostra comunità, ma anche in altri luoghi, sembra palese la necessità di ritornare a pensare all’Uomo, all’Uomo radicato nella civiltà occidentale, all’Uomo che rinasce nella fede cristiana, all’Uomo nella sua completezza umanistica, contro un degrado culturale che può funzionare per i signori del denaro, ma certo non funziona per gli esseri umani.
Specialmente in quelle teste di minchia dove la supremazia economica è diventata il nuovo dio di riferimento, con una totale perdita di fratellanza verso il prossimo.

Confesso che mi resta oltremodo difficile parlare di civiltà quando questa si presenta contaminata da egoismi e avidità che tengono nella povertà i meno abbienti.
Quella del Natale rappresenta un’occasione per fermarsi e guardare non solo dentro noi stessi, ma anche intorno per scoprire e venire incontro alle elementari esigenze e ai primari bisogni umani

Una revisione pacata dell’esistenza, nella quale il possesso delle cose non si confonda con il possesso della vita, penso sia necessaria. Anche perché la vita è un prestito, che dovremo restituire proprio quando vorremmo averla per sempre.

Se proprio vogliamo salvarci, come umanità. zac

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