mercoledì 21 dicembre 2016

VORREI LA LORO STESSA FEDE

Avevo pensato di andarmene a zonzo ancora per un po’ di tempo prima di rimettere la penna in mano (o meglio il dito sui tasti).

Ma poi, come sempre, quando proprio non lo pensi…
Ma sì, c’è sempre qualcuno che batte alla porta, si finge crema e fiore di quel rigore morale adagiato sui desiderata personali. Abita in quella parte d’universo considerata avanguardia culturale albense, ma ne rappresenta esattamente l’inverso.

Strepita e ironizza, schernisce e irride, lascia da parte i toni ecumenici e indossa l’abito talare del fustigatore dei vizi altrui: Rappresenta la visione melensa e distorta del sapere debole che abita nel pensiero erotizzato ai propri interessi.
Beato chi sa rifiutare e disprezzare.

Nell'arco di tempo che avvicina il voto comunale del 2018 avevo giurato a me stesso di non ritrovarmi incastrato in un susseguirsi critico di incontri e scontri, smentite e precisazioni, offese e recriminazioni, offerte e rifiuti.
Beato chi sa rifiutare e disprezzare. Vorrei la loro stessa fede.

Fila il direttissimo con i soldi del pavone, allunga la mano lo svaligiatore, teso è il freno del peppone, passa il turno delle prese per il culo, oscilla il vagone dell’acre malevolenza: Questo nostro Paese è stanco di tranvieri disattenti, di prezzolati sulla coda o di vescovi bugiardi. La gente rifiuta e si allontana quando riconosce i manipolatori, i difensori delle cause perse, i narcisisti, i banditori di vane crociate.
Vorrei la loro stessa fede, ma non so dove trovarla.

Non ho neppure il problema di aggiungere una sillaba, ma so a meraviglia ciò che vogliono. Loro pensano di aver preso il posto sul treno giusto, ma non capiscono che il treno marcia su un duplice binario, certo più difficile, ma più emotivo e passionale.


Se non so dove trovare la loro stessa fede, credo sia venuto il momento di aprire il cuore su un altro binario: Sono certo che mi troverà lei. zac

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