lunedì 30 novembre 2015

SPETTACOLI E INVENZIONI

da Sincope Pensante, 26 novembre 2015
La morte, falce instancabile che taglia prima o poi tutti e tutto, sprigiona la vetta più alta del dolore.
Dinnanzi ad un cadavere, qualsivoglia cadavere, due in fondo sono le sensazioni che attanagliano la mente; ed esse si rincorrono, si confondono, si sovrappongono, scompaiono per subito riemergere inesorabilmente; la bocca dello stomaco si chiude, sale un nodo in gola, sgorga una lacrima...
La sensazione più devastante è l'angosciosa tristezza che genera dalla perdita di una persona cara; riguarda per lo più la cerchia dei parenti e degli amici: il mare dei ricordi insieme vissuti si infrange sullo scoglio che delimita il tempo, che marca i confini tra la vita e la morte.
L'altra, ed è quella che generalmente riguarda tutti, è la rinnovata coscienza della impotenza dell'essere umano, è l'eco della fragilità a tempo, è l'immagine di ossa e polvere a futura memoria.
In entrambi i casi però diventa necessario il silenzio, diversamente definito raccoglimento o preghiera. Il silenzio concilia la solitudine del proprio io di fronte alla morte, concilia l'ultimo abbraccio e l'ultimo saluto verso chi non vedremo più; il silenzio è il gesto doveroso che dobbiamo all'eterno silenzio di quel cadavere.
E dunque, cosa c'entrano le piazzate, le teste coronate, le televisioni, gli scribacchini, i papaveri d'alto borgo, i mullah, i rabbini, i patriarchi?...
Bisogna invero dire, per correttezza, che perlomeno i rappresentanti di Budda, di Baal, di Manitù, di Wakam, di Gamesh, del monte Olimpo e di tanti altri, non c'erano. In fondo si trattava di una semplice ragazza, tanto simile alle nostre figlie sorelle amiche, la quale, ad eccezione di parenti e amici, nessuno di noi conosceva e forse avrebbe mai conosciuto.
Ma... La ragazza veneziana è stata brutalmente assassinata, in circostanze e modalità drammatiche, da infami individui, figli di un'infame tribù,...
- ... IN TERRA STRANIERA. E siccome "i papaveri sono alti alti alti...", quale occasione migliore per rivendicare la giustezza del loro operato? Cosa volete che importino l'invasione territoriale ad oltranza, il denaro pubblico mai bastante ma sufficiente per i vitelli grassi da immolare ai naviganti, le mancate risorse per la sicurezza (una sorta di circolo vizioso: quanto più gentaglia importi tanto più sorveglianza occorre), e le risorse per le quotidiane necessità dei propri cittadini?
"Il nostro è un grande paese", riecheggia un giorno sì e un giorno pure.
E pazienza se in provincia di Catania, per i due coniugi brutalmente massacrati da un malvagio navigante, la presenza di papaveri sia stata pari a zero.
Venezia, volete mettere, è un'altra cosa.
E poi quella storia d'insieme, ricca di fascino, quasi un thriller, era certamente più arzigogolata della vicenda sicula.
Sentite. Per svariati giorni, all'indomani della carneficina parigina, non si addiveniva a capire che fine avesse fatto la sventurata. In un primo momento la si pensò ferita ma viva, ricoverata in qualche ospedale; poi, purtroppo, si capì che era morta, ma ancora da identificare; infine, ormai prossima agli onori degli altari, che fosse spirata tra le braccia del fidanzato. Un susseguirsi di inverosimili e contradditorie stronzate da indurre il padre, certamente addolorato e straziato, ad intervenire per mettere fine alla ridda di voci che stavano sfiorando il terreno della santità, e per chiarire come non fosse importante il modo in cui era morta la figlia: sola o tra le braccia di... Una carezza al ridicolo!
- ... IN NOME DI DIO. La maniera migliore per assolvere e nascondere la stoltezza, l'indole violenta, la sopraffazione, l'arroganza, l'interesse poco velatamente nascosto. E' una storia vecchia come il mondo quella di giustificare l'ingiustificabile con l'ausilio della volontà di Dio.
Anche in taluni casi di cronaca recente, l'imputato di turno si appella a visioni, a voci, a demoni e dei. Un comodo alibi. "Non è Dio che crea l'uomo, ma l'uomo che crea l'idea di Dio", sosteneva Ludwig Feuerbach.
E dunque, così sia.
La fetta più grande dell'ingerenza di questa torta "excusatio" spetta quasi sempre al Monoteista. Unico certamente, ma con diverse sfaccettature; come diversi sono i gruppi dei seguaci.
Jahweh-Dio-Allah sono la stessa identità. La stranezza sta nel fatto che questa identità sia nata in territori ben circoscritti (per lo più assolati e in gran parte costituiti da deserto), e poi diversamente modellata in base alle esigenze dei popoli che ivi abitavano.
E dunque, ci sono coloro che aspettano ancora il Messìa, coloro che sperano nella resurrezione della carne, e coloro che...
Basta così! Temo che ammazzino il gatto.
Faccio mia una frase di Arthur Schopenhauer: "Se ad un Dio si deve questo mondo, non ci terrei ad essere quel Dio: l'infelicità che vi regna mi strazierebbe il cuore".

Giornata contro la violenza sulle donne

Nelle controversie familiari il problema della violenza sulle donne assume oggigiorno una particolare importanza, non solo nello sforzo di contenere la portata dell’azione violenta, ma soprattutto nella capacità di tutti i componenti il nucleo familiare di assorbire e rifrangere la problematiche sociali e di saperle contenere nello spirito della comprensione umana e della consapevolezza dell’essere tutti peccatori.
Nella simbologia dei primi cristiani il pesce stilizzato, formato da due curve, veniva adoperato come segno di riconoscimento, l’appartenenza alla medesima comunità e la sicurezza di potersi fidare l'uno dell'altro. 
La parola “pesce” in greco antico viene tradotto in ἰχϑύς ed è l’acronimo di “'Ιησοῦς Χριστός Θεoῦ Υιός Σωτήρ” (letto in Iesùs Christòs Zheù UYiòs Sotèr) Gesù Cristo Figlio di Dio Onnipotente.
In questa giornata contro la violenza sulle donne Risveglio Albense augura a tutte le famiglie di essere σωτήρ, nella personale traduzione di “piena, completa, sazia” dei beni terreni, sociali e soteriologici della comune pazienza e giustificazione. 

AUGURI ! zac (Risveglio Albense)


LA SPERANZA E' SEMPRE LA PRIMA A MORIRE !

Abbiamo smentito il famoso detto che prevedeva che la speranza fosse l'ultima a morire. I poteri forti e le corporazioni sono riusciti ancora una volta ad avere la meglio. Mi ha confessato Tonia Piccioni, durante un cordiale incontro, di essere rimasta sola e indifesa a sostenere l'utile applicazione della Tassa di Soggiorno.
Tutto è rimandato al futuro. 
Siamo alle porte dell'anno nuovo e non molto distanti da una nuova stagione turistica, i tempi quindi sono ristretti per effettuare una rivoluzione tematica a vantaggio degli interessi globali della comunità. Come disse il mitico Bartali è tutto da rifare, ma al contrario del campione delle due ruote, è difficile pronosticare quando lo rifaremo. 
Avevamo intuito da subito che l'impresa abbisognava di forza e coraggio e quando poi abbiamo risentito parlare di un centro talasso terapico, la nostra convinzione intuitiva ci ha fatto capire, che le forze e il coraggio erano scarse. Infatti la storiella delle acque fumanti e salutari in riva al mare, che puntualmente ci è stata raccontata ogni qualvolta è stata ritenuta valida alternativa alla tassazione delle presenze, come dire furbescamente diamoci alla talasso terapia, allunghiamo la stagione ed evitateci di confessare il numero dei turisti presenti nelle nostre camere, altro non era che il classico escamotage per parlare e discutere del sesso degli angeli e far dimenticare la tanto odiata tassa. Diamo atto al Sindaco di averci creduto e cercato di allargare la problematica anche fuori i confini albensi, impresa rivelatasi fallimentare e non proficua. 
Peccato, non ci rimane che sperare in un ritorno sulla terra, del grande Bartali. (nm)

-- Lettera aperta al Presidente della Repubblica --

PRESIDENTE, BATTA UN COLPO!
Caro Presidente, il richiamo alla cultura da lei auspicata a Napoli il
20 novembre 2015 mi ha riconciliato l'animo. Di Lei avevo un'opinabile
considerazione, ancorata, per lo più, alla Sua prima uscita semiufficiale
da Presidente nominato: la visita alle Fosse Ardeatine. E non per
spregio di coloro che lì videro la fine della propria esistenza, ma per
una sorta di un ulteriore tacito ufficiale avallo all'unidirezionale ed
univoca identità responsabile. La storia non è, non può essere una
opinione; e neppure, travisata, imposta come dogma.
E relativamente a quel tragico episodio, la storia racconta sia di
tedeschi che avevano minacciato rappresaglie sia di partigiani che
attentavano e poi fuggivano, sebbene coscienti della reazione teutonica.
Era il tempo della guerra; e l'arroganza degli occupanti, giusta
sbagliata inumana o diabolica, se non la si può giustificare, la si può
quantomeno capire. Di contro, la superficialità di taluni farfalloni, per
lo più vigliacchi ed opportunisti (lo conosciamo bene lo scellerato
progetto delle squadre comuniste), non me la faranno mai ingoiare.
Perchè, sia chiaro una volta per tutte, senza l'intervento alleato,
questi osannati "pum pum" nulla avrebbero potuto contro il potente
corazzato esercito tedesco.
C'è poi una seconda ragione, ad argomento della mia opinabile
considerazione, e consegue dal Suo persistente e fragoroso silenzio.
In talune circostanze pareva che Lei non ci fosse, non esistesse.
La crisi economica infinita, il suicidio di imprenditori esercenti
artigiani, l'invasione territoriale, il varo di leggi da Lei controfirmate
malgrado, ancora giudice costituzionale, avesse espresso
differenziazioni di contenuto. Ma tant'è.
E dunque, grazie per questo richiamo alla cultura. "La cultura rende
liberi", ha citato. Aggiungo: la cultura rende buoni, sapienti, creativi,
rispettosi della convivenza, riflessivi, pensanti,...
E a proposito della cultura, avrei alcuni quesiti da porLe.
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "il piattume
delle nostre televisioni?" Programmi al limite della decenza intellettuale,
propinati in prima serata; sempre più numerosi (strano a dirsi, ma in
un sistema concorrenziale, dove il tiranno di turno si chiama auditel,
l'uno copia dall'altro solo il peggio); sempre gli stessi, da anni (per
questi signori, il tempo pare essersi fermato, e non si accorgono che
in questo modo hanno congelato anche la fantasìa e la creatività);
sempre costantemente in replica (ed ecco chiarito, purtroppo, la
ragione della moltiplicazione dei canali). E poi, gli ebeti personaggi,
sempre gli stessi, superpagati e riveriti, onnipresenti, ora da una
parte ora dall'altra, in subordine alla retribuzione; e tante incapaci
ed inutili donzellette, delle quali, il più delle volte, non sai davvero
giustificare la presenza;... E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "le insipide
storie di tanti films", molti dei quali realizzati con l'ausilio di contributi
pubblici? Storie, il più delle volte, peggiori di quelle illustrate su carta
nei settimanali della gloriosa casa editrice Lancio; recitate da individui
che si chiamano attori e, ahinoi, recitano peggio dei bisonti che si
vedono nei westerns americani;... E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "il continuo
viavai" da una parte all'altra degli schieramenti di taluni papaveri
politici? Inganno elettorale, mistificazione, opportunismo, tradimento,
tornaconto, presenzialismo,... Il voltagabbana di turno non possiede
neanche la dignità di tornarsene a casa propria e lasciare il posto
al primo dei non eletti; anzi, il salto della quaglia lo premia (vergogna!)
magari con un ministero;... E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura quella
specie di "accozzaglia di suoni e di rumori" che in tanti, troppi, si
ostinano a chiamare musica? Le danze tribali del tempo che fu,
quando lo zombi di turno si agitava, artritico, al poliritmo di tamburi
e campanacci ed emetteva incomprensibili vocalismi, meritano fuor
di dubbio rispetto temporale ed etnologico. Noi abbiamo avuto
Vivaldi Rossini Verdi Puccini... Gli autori di <'O sole mio>, per citare
volutamente un brano che ha fatto e continua a fare il giro del mondo,
in originale o nelle molteplici variate interpretazioni, sono roba nostra;...
E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "il proliferare
di pubblicazioni", riviste o libri, ove si raccontano o si confessano
troiate corna e tradimenti? Non contengono un bel niente, non hanno
nulla da insegnare, neppure dall'aspetto formale della scrittura; ma
creano il personaggio. E quello (o quella) che ha il bagaglio più rigonfio
di puttanate del genere lavora in televisione, recita nei films, arriva
finanche in parlamento;... E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "il termine
populismo", dispensato quotidianamente, abusato e tanto di moda,
da chicchessìa? Non La tocca neanche un pò sentire 'offendere
sprezzare denigrare' il Suo popolo? Lei è il Presidente di tutti, mi pare...
E' questa la cultura?
Presidente, mi fermo. Mi scuso ancora per la frettolosa ed opinabile
considerazione. In vero, osservandoLa bene, non si possono non
notare la riservatezza, la bontà d'animo, l'onestà e pure, perchè
negarlo, una specie di velata tristezza: specchio di sensibilità e
residuo d'antica sofferenza. E... mi perdoni, ma avrei un'ultima
richiesta. Mancano pochi giorni al santo Natale. Vorrei per davvero
che si sostituisse a s.Giuseppe. Prenda Maria e il Bambino, dia una
spallata a baracche e burattini, e serri il catenaccio.
Presidente, batta un colpo! Ma che sia ridondante.
(Sincope Pensante, 22 novembre 2015)

“CINEMA E PSICHIATRIA”

Finale della manifestazione “CINEMA E PSICHIATRIA”
Domani mattina Venerdì 20 alle ore 10,30
Film solo per gli alunni dell’Istituto Comprensivo di Alba Adriatica in via Bafile (sopra i Vigili Urbani) :
“QUANDO SEI NATO NON PUOI PIÙ NASCONDERTI” è un film diretto da Marco Tullio Giordana che affronta il tema dell'immigrazione clandestina: dalla triste esperienza su una carretta del mare alla terribile condizione dei clandestini; dalle scene nei centri di accoglienza alla ferrea logica della legge e della burocrazia; dalla dantesca bolgia all'interno di un edificio abbandonato alla tragica realtà vissuta nella periferia milanese da un ragazzino alle soglie della pubertà. Aleggia quel fastidio rabbioso frutto di paure reali, difficili da liquidare solo con la volontà.
In serata alle ore 20,30 un bel FILM APERTO AL PUBBLICO.
“TI DO I MIEI OCCHI” è un film sulla violenza domestica affrontato con delicatezza e intelligenza da una regista donna con un occhio attento ai problemi della donna nei diversi ruoli di moglie, amante, madre e soprattutto come persona. Il marito sarebbe un buon marito se non manifestasse la sua gelosia nelle maniere più brutali anche in presenza del loro bimbo. Un tema scottante e purtroppo sempre attuale. Merita assolutamente di essere visto.

FIGLI & FIGLIASTRI !

Occupo questo spazio non come fondatore insieme all'amico Piero di Risveglio Albense, ma in qualità di Vice Presidente Regionale della Federazione Italiana Pallacanestro. 
Nel leggere la pagina locale del quotidiano "IL CENTRO" di questa mattina, ho appreso con soddisfazione che l'Amministrazione Comunale, ha messo a disposizione dello sport albense in generale e delle società sportive operanti sul territorio in particolare, la somma di euro 20.000. 
Pur apprezzando lo sforzo contributivo nei confronti di un settore sensibilmente utile per la sana crescita dei nostri giovani, non posso che esprimere la mia netta contrarietà ai metodi spartitori adottati. Lo SPORT è SPORT e al suo interno non esistono figli e figliastri e tanto meno i più bisognosi e i meno bisognosi. 
Per il sottoscritto il calcio, il basket, la pallavolo, il ciclismo e la bocciofila e altre ancora, sono discipline rispettabili e in egual misura utili alla crescita dei nostri giovani. Non comprendo pertanto, anche in considerazione che per assistere ad alcune prestazioni agonistiche si "Paga l'ingresso", come nella ripartizione dei fondi pubblici, una disciplina faccia la parte del leone, nel recepimento dei benefici finanziari.
Meco Antonio

“SARA’ UN PAESE”

“SARA’ UN PAESE” in cui i bambini sono la vera risorsa
Nel film “SARA’ UN PAESE” di Nicola Campiotti si racconta il viaggio di due fratelli alla scoperta dell’Italia di oggi, pregi e difetti connessi: ci sono le discariche a ridosso dei centri abitati; c’è la sicurezza sul lavoro sacrificata all’altare del dio Profitto; ci sono gli altri, che invadono le nostre spiagge e credono ad altre divinità; c’è la disoccupazione che riguarda un giovane su tre. E poi i beni comuni privatizzati, i governi che non tutelano i cittadini, l’ambiente umiliato e offeso.
Per fortuna ci sono anche i virtuosi e quelli coraggiosi che combattono il malaffare. C’è un’Europa possibile, costruita sui sogni dei giovani. E un potenziale di armonia per il Paese che sarà, se lo vogliamo tutti.
Con dolcezza e partecipazione, il film ci presenta un’Italia piena di possibilità in cui i bambini sono la vera risorsa e il vero motore trainante. Non sappiamo quando. Ma è un inno alla speranza e un invito a rimboccarsi le maniche affinché un’altra Italia sia possibile.
Domani mattina Giovedì 19 alle ore 10,30 nella Sala conferenze di Via Bafile in Alba Adriatica. Film per solo studenti.

IL GRUPPO !

Secondo le Teorie della percezione sociale, relative al tema della Social Cognition, esistono varie motivazioni in base alle quali si percepisce la propria appartenenza ad un gruppo. Non sono da trascurare, tra le motivazioni gli aspetti collegati alla vicinanza, alla somiglianza, alla identificazione generale e a quella sociale in particolare. 
Da tempo medito di farmene una ragione in primis e di darmi una risposta in seguito, sulle motivazioni che hanno favorito la nascita di gruppi e gruppetti all'interno della maggioranza, che amministra la nostra città. 
Confesso, che trovo molte difficoltà a venire a capo della soluzione, sull'ipotesi della vicinanza, escludendo a priori quella residenziale, non trovo le connessioni giuste considerando che alle spalle dei rispettivi consiglieri di maggioranza, non esiste una storia partitica e nemmeno politica e tanto meno una esperienza sociale ed umana condivisa. 
Siamo in poche crude parole di fronte ad una entità, trovatasi su comando e su scelta di terzi, intorno alla solita e croccante porchetta ad improvvisarsi come futuri fautori di una nuova classe dirigente. Il risultato è poco commentabile è rappresenta un BLUFF. 
Sorvoliamo sull'aspetto della somiglianza, per decenza tanto da non dover riferire che se per somiglianza intendiamo l'immobilismo completo, dobbiamo intenderla come una uguaglianza quasi totale. 
L'aspetto invece che coglie maggiormente la nostra attenzione, risiede tutto, sulla motivazione della identificazione, infatti l'appartenenza ad un gruppo distinto e diverso dagli altri, induce a far credere che si è diversi e che le proprie idee sono alternative a quelle degli altri e che quindi esiste un divario ideologico e operativo, che favorisce l'immaginario collettivo a credere che l'unità di vedute e l'impegno collettivo, sono letteralmente sprofondate nel mondo della vecchia politica, che ci avevano assicurato che con loro era finita per sempre. 
Siamo purtroppo di fronte ad una sorta di taroccaggio non riuscito, delle vecchie correnti democristiane, utilizzate ieri al contrario di oggi, per ottenere dai politici referenti, gli aiuti economici e finanziari utili alla crescita della collettività. 
Quello invece che oggi si avverte altro non è che una miserevole gara tra porta borse, magari di Gatti, di Morra, di Rasicci e di tanti altri PESCATORI SENZA RIPORTO. che mai nulla hanno fatto per il nostro paese. Se poi qualcuno pensa di aver trovato il Santo in Paradiso quale garante per le future ascese, si sta sbagliando e di molto, saranno solo i cittadini albensi a giudicare l'operato amministrativo e successivamente a scegliere il loro futuro. (nm).

“GLI ANNI IN TASCA”

“GLI ANNI IN TASCA”: passaggio dall’infanzia all’adolescenza
Ottima la scelta dei film che saranno proiettati nella Sala conferenze di Via Bafile in Alba Adriatica alle ore 10,30 nelle giornate di Mercoledì 18 / Giovedì 19 / Venerdì 20.
Alla visione dei tre film e al successivo dibattito, condotto da psichiatri esperti in ambito fisico, psicologico e sociologico, possono partecipare solo gli studenti delle scuole.
La partecipazione pubblica alla manifestazione è concessa solo per la serata finale di Venerdì 20 alle ore 20,30.
Nel film “GLI ANNI IN TASCA” di Francois Truffaut protagonisti sono alcuni ragazzini nel passaggio dall’infanzia all’adolescenza: una vita serena, vissuta tra storie piccole di periferia, fastidi e problemi, fermenti sessuali e tentazioni tipici dell'infanzia; fatti raccolti dal microcosmo della fanciullezza, dovuti all'egoismo che regna nella vita civica e in quella politica; drammi infantili causati dalle ingiustizie di certe famiglie, di certe situazioni, di certe arretratezze culturali; casi della vita estratti dalla quotidiana vita umana e sociale che non ignora la durezza della vita, l'incoscienza dei grandi, le ingiustizie della società, e peraltro sa anche scoprire e gustare ciò che è piacevole, bello, delicato, poetico e indurli a cercare in se stessi la speranza e la forza per la costruzione del proprio futuro.

VALLATA IN MOVIMENTO: VIBRATA 20.20

La Val Vibrata è viva e comincia a muoversi.
Nasce un movimento di uomini politici caratterizzati ed uniti dal legame col territorio vibratiano.
E' un ottimo segnale.
Che poi tra i capofila dell'associazione vi siano alcune delle migliori personalità espresse dalle amministrazioni del nostro territorio non può che essere una ulteriore garanzia sostenuta dalla serietà e dalla capacità già dimostrata nel raggiungere risultati utili alla collettività.
Chiunque metta sinceramente a disposizione le proprie risorse per il miglioramento delle condizioni del proprio territorio e dello standard di vita dei cittadini è sempre degno di plauso e di attenzione.
E' anche chiaro che la forza territoriale per divenire rappresentativa delle esigenze collettive dei luoghi dovrà ancora percorrere buona parte del viaggio appena iniziato ed incontrare proficuamente, al di là degli schieramenti, le diverse realtà meritorie presenti in Val Vibrata.
Amare la Val Vibrata vuol dire senza dubbio potersi concedere la libertà e la consapevolezza di agire per il bene delle genti al di sopra degli steccati della politica.
Auguri dunque alla neonata Associazione Vibrata 20.20... il viaggio iniziato è certamente stimolante ed auspichiamo possa dare i migliori frutti.
Alba Rinascita segue con attenzione!!
 condiviso da Alba Rinascita

lunedì 16 novembre 2015

L’OMBRA DELLA RAMAZZA SULLA SICUREZZA ALBENSE

Le perplessità espresse da Alba Rinascita e dal blog Risveglio Albense sulla gestione approssimativa e risibile del PD albense circa i temi della sicurezza pubblica, anziché produrre un dibattito o una replica circostanziata come meritavano, hanno invece generato soltanto la cialtroneria delle minacce di denuncia, delle telefonate dissuasive e dei tentativi di limitazione alla libertà di critica e di opinione. 
Torniamo quindi sull’argomento per fare ulterori riflessioni sulla reiterata superficialità già criticata nei giorni scorsi.
Diciamo intanto che la legge in Italia non concede alle Amministrazioni Comunali nessuno strumento concreto per gestire e risolvere direttamente i problemi di ordine pubblico e di criminalità.
Tali competenze infatti sono demandate alle Forze di Polizia dello Stato, alle Questure e alle Prefetture.
Invece è competenza fondamentale della Pubblica Amministrazione e della politica in generale quella di evidenziare le criticità alle Istituzioni competenti, avviando confronti periodici, aprendo ufficialmente tavoli di discussione al fine di pervenire ad una forma di collaborazione atta ad agevolare e semplificare, ove possibile, il lavoro delle forze dell’ordine.
Di questa serie di possibili iniziative e confronti istituzionali nel nostro paese non ne è apparsa negli ultimi anni neanche l’ombra.
Nulla di nulla.
Un vuoto cosmico nel quale beatamente galleggiano sia la maggioranza amministrativa sia i suoi più fedeli collaboratori del Partito Democratico ammorbati, dopo la cura Viviani, dal virus della deriva acritica verso destra.
A fronte del vuoto istituzionale sono nati invece ad Alba Adriatica diversi comitati di zona composti da cittadini che aspirano a “pulire” dal degrado, dall’abbandono e dalla microcriminalità dello spaccio l’area pubblica di propria frequentazione.
Il mondo amministrativo e politico è stato posto ancora una volta di fronte a diverse forme di protesta, tutte legittime, pienamente condivisibili e comprensibili anche se parzialmente rappresentative di un problema molto più ampio e generale.
La politica in questi casi ha il dovere di mantenere un atteggiamento alto, volto al coordinamento delle azioni da intraprendere ed all’individuazione di un percorso risolutivo valido per tutti i cittadini.
Abbiamo invece visto l’Amministrazione Comunale ed il Partito Democratico liquefarsi e colare in basso, abbandonare irresponsabilmente le proprie postazioni di lavoro all’interno delle istituzioni e compenetrare alcuni comitati civici, alcune associazioni di comodo alla ricerca di appetibili bacini elettorali da mungere.
Si è determinata una sorta di invasione e di indecente calca politica all’interno dei comitati civici e di contro un grave vuoto operativo nelle sedi istituzionali.
I risultati prodotti sono stati del tutto nulli e pari ad una castagnata tra amici.
Pochi mesi fa allo stesso modo la chiusura della sala d’aspetto della Stazione Ferroviaria nell’orario notturno venne rappresentata sulla stampa e sui social network come un evento cardine per il ripristino della sicurezza.
Le solite ridicole bufale che i cittadini non meritano.
Il degrado si è solo spostato di qualche metro.
I cittadini meritano risposte serie.
Molti anni or sono ad Alba Adriatica era consuetudine vedere le donne del paese ramazzare il pezzo di strada prospicente la propria abitazione spazzandolo dallo sporco e dalla polvere.
In assenza di un capillare servizio di pulizia urbana ogni famiglia cercava in questo modo di tenere in ordine lo spazio pubblico più vicino a sé senza preoccuparsi di ciò che avveniva nelle altre vie.
Oggi, dopo quasi cinquant’anni, a causa della vacuità di questa classe politica, siamo ridotti nuovamente nella medesima condizione di dover ramazzare e sgomberare dal degrado l'ingresso di casa.
E’ divenuta questa per il cittadino l’unica azione di difesa e di sensibilizzazione possibile.
Cari concittadini, è divenuto chiaro a tutti che con questo tipo di interlocutori dovremo necessariamente continuare a ramazzare a terra ancora per qualche tempo; ma per una volta anziché pulire la strada varrebbe la pena compiere un gesto simbolico e impugnare il manico dall’altra parte.
La ramazza infatti simbolicamente utilizzata oltre allo sporco potrebbe anche essere utile a sanificare il paese dalle ipocrisie e dalle menzogne della politica oltre che allenare i segretari divenuti esperti di sicurezza in una notte a camminare con la schiena dritta di fronte alle difficoltà dei cittadini.
Chiaramente per i giorni a seguire avremo necessariamente bisogno di individuare altri e migliori punti di riferimento.
Per il bene di tutti.
ALBA RINASCITA

Nous sommes avec Putin et non vìvre à Paris !

Quello successo a Parigi ci sconcerta e ci addolora, ripeteremo fino alla noia che non è giusto morire mentre si assiste ad una partita di calcio, mentre si mangia in un ristorante o si ascolta un concerto musicale. 
Non è nemmeno giusto che quattro balordi vestiti di nero in nome e per conto di Allah, imbraccino i mitragliatori e seminano la morte di innocenti. Come di consueto di fronte a tali episodi, rinascono i patriottismi perduti o dimenticati, si cantano gli inni si accendono i lumi e si spargono i fiori sul terreno di guerra. Nessuno però tra coloro che gestiscono le sorti del mondo, dopo aver sbandierato la commozione di circostanza e la solidarietà di stato, ha il benedetto coraggio di spiegarci come l'equilibrio del passato sia andato a farsi friggere. 
La storia di un Medio Oriente in defibrillazione, secondo un nostro modestissimo parere, prende vita dalla scomparsa del Colonnello Gheddafi, che pur con i suoi metodi non molto democratici, riusciva a tenere un controllo massiccio sulle tribù esistenti nella sua Libia, ed era comunque pur essendo un partner scomodo, un importante fornitore dell'oro nero all'occidente. 
Oggi la storia si ripete, tale e quale, nella Siria, dove l'imperialismo americano unitamente a quello ebraico, sta creando divisioni tra le religioni e gli uomini. 
Da qui si spiegano gli esodi e l'invasione dell'Europa. 
Nessuno però ci parla delle armi e della loro provienienza in mano agli uomini dell'Isis, nessuno ci parla degli Emirati che finanziano massicciamente i combattenti. Nessuno ci spiegherà mai l'immobilismo strumentale dei paesi occidentali, nei confronti di quattro esaltati, in mano ai padroni del petrolio. 
Dobbiamo riconoscere che se esiste qualcuno che si muove, questo altro non è che Vladimir Putin, che senza dubbio stimolato dalla forza e dal prestigio del ruolo ricoperto, ha il dovere di dimostrare che non è secondo a nessuno. 
A noi, politicamente distanti dallo Zar, la cosa ci aggrada e gli riconosciamo il merito di evitare un terzo conflitto mondiale. (nm)

ALEA ACTA EST

Siamo arrivati. Siamo al capolinea, ormai. E nulla è cambiato.
Il popolo non conta nulla, non ha mai contato qualcosa.
- SFRUTTATO. Come nella notte dei tempi, un maiale e mezzo dei due
che hai allevato devi darli al padrone;
- ZOTICO E MASSA (nel senso più spregiativo). Nell'incapacità cronica o,
meglio, per dirla tutta, connivente, di combattere la mafia o l'evasione,
siete tutti mafiosi o evasori, sino a prova contraria;
- CARNE DA MACELLO. Importare, pardon! accogliere gentaglia
proveniente da ovunque, è giusto ed umanitario, succeda quel che
succeda. L'importazione, come l'esportazione, è commercio, interessi,
fonte di guadagno. Se dovesse andar male, il padrone ha le guardie del
corpo e a te un "mi dispiace" la "solidarietà" il "lutto nazionale" una
"preghiera" le "chiacchiere inutili e di circostanza" di tromboni e baldracche,
non le negheranno mai;
- VITTIMA SACRIFICALE. Se ti sparano o ti puntano la canna di una pistola
sulla tempia, ti potrai difendere e non subirai ritorsioni dal padrone;
- POPULISTA (il termine più abusato dei tempi moderni). Non puoi parlare
dissentire proporre... E' compito del padrone, l'illuminato custode della
verità e della sapienza intellettiva. Solo in caso di malattia potrai concorrere
con un piccolo contributo, oggigiorno esteso anche al cosiddetto 'generico',
per livellare la spesa.
Questo è.
Anche l'ultimo foglio dell'Art.1 della Costituzione, dove taluni per sbaglio
scrissero che "la sovranità appartiene al popolo", ormai sbiadito e lacero,
cade a brandelli.
Alea acta est. Il dado è tratto.

(Sincope Pernsante, 14 novembre 2015)

FINALMENTE...UNA BELLA INIZIATIVA !

Invitiamo gli amici di Risveglio Albense ad assistere al film "Ti do i miei occhi" e al successivo dibattito sul tema del film proiettato venerdì 20 Novembre alle ore 20,30 nella Sala conferenze di Via Bafile in Alba Adriatica (sopra i Vigili Urbani).
La serata, aperta al pubblico con ingresso libero, concluderà una serie di manifestazioni dedicate agli studenti delle scuole con la proiezione di film e successivi interventi (stile timeforum).
Ringraziamo la Dott.ssa Ambra Foracappa, Assessore della Pari Opportunità, promotrice della splendida idea a favore dei giovani.


venerdì 13 novembre 2015

COME PRIMA E PEGGIO DI PRIMA !

Siamo in pochi ad aver visto, magari legate tra loro da un elastico, 1.700 banconote da 100 euro. Un bel mazzetto senza alcun dubbio, se abbiamo poi la pazienza di contarle alla fine sbarreremo gli occhi nel constatare che gli euro sono 170.000.
Questa è la somma che i cittadini albensi per tramite di amministratori sbadati e incompetenti, hanno elargito ad una ditta TERAMANA, per rinnovare i cablaggi della rete informatica del comune. 
Il prezzo, quando si parla di ammodernamento e di miglioramento di una struttura al servizio del cittadino, solitamente non si discute. Ma nella nostra città, come oramai avviene da tempo, le cose girano nel verso sbagliato e pertanto discuterne è quasi un imperativo categorico. 
Dopo l'intervento tecnico, che ci risulta perorato dall'eminente Dr. Cugnini in arte super consulente valutativo su tutto e forse anche sul niente, l'apparato informatico comunale funziona come prima dell'intervento se non peggio di prima. Allo stato oltre al funzionamento dell'apparato all'insegna dell'andamento lento, si registrano lacune realizzative e collegamenti di fili e canaline alla rinfusa, difficoltà sulla rete stessa e la totale mancanza di un regolamento operativo.
Sarebbe quasi ora, che i nostri amministratori prestino una maggiore attenzione sulle spese effettuata con i soldi dei cittadini, che non vanno sperperati, per le gigantesche e inutili cazzate. (nm&zac)

SE CI RIPENSO, MI INCAZZO ANCORA DI PIU' ! SUCCEDE ANCHE A VOI ?

Mi riferisco al post di ieri " Per favore fai il serio ", non credo che la mia reazione sia strettamente legata all'età un tantino avanzata, ma da sempre, escluso il periodo in fasce, ho sempre reagito, con la sola violenza verbale e questo sia chiaro, quando mi sono trovato di fronte a coloro che pregano bene ma razzolano male o peggio di fronte a coloro che si ergono paladini di una politica seria, corretta e innovativa, che allo stato è tutta da inventare. 
Non posso accettare lezioni di politica da nessuno e tanto meno da coloro che minacciano ricorsi alla giustizia, per imporre il silenzio delle coscienze.
Chi usa un bene pubblico per propri tornaconti personali e di parte, ignorando che per farlo E' NECESSARIO RICHIEDERE LE OPPORTUNE AUTORIZZAZIONI, non legherà mai con il sottoscritto e non potrà mai pretendere il mio silenzio.
Chi è preposto ad amministrare il bene pubblico e usa i moderni mezzi di comunicazione, per scusarsi della loro assenza ai CONVIVI A BASE DI CASTAGNE, in luogo pubblico e senza autorizzazione, è complice indiretto di una irregolarità amministrativa, che loro stessi dovevano impedire.
Potrei chiedere e lo faccio adesso e puntualmente, di conoscere le ragioni e gli eventuali titoli, che consentono di occupare un sito immolato alla mancata cultura, come Villa Flaiani, per gli spuntini elettorali a mezzo di inviti a pochi riservati.
Potrei ancora chiedere e lo faccio, chi avrebbe disposto per l'occasione un apparato di vigilanza pagato con soldi pubblici ma destinati ad altri siti. Aspetto con ansia la denuncia promessa, che finalmente mi darà una nuova occasione per dire e scrivere. Con affetto ! (nm)

PER FAVORE FAI IL SERIO !

Caro Segretario,
L'invito che leggi nel titolo è perentorio, amichevole e proviene dal profondo del cuore. 
Se hai scelto di essere un mediatico imbonitore o peggio un profusore di consigli amministrativi, di strategie e quanto altro da apparire come un capo di governo parallelo o occulto, non puoi esimerti dalle critiche e dalle battute da parte di chi non la pensa nella tua stessa maniera. 
Quindi contattare per telefono o di persona gli amici di coloro che ben non ti scrivono, avvisandoli di possibili denunce in arrivo, dimostrano qualora vi fossero dubbi, che sei ancora legato idealmente a quelle forme di governo, che non tutelavano il diritto di parola. 
Per quanto ci riguarda le velate minacce ci fanno un baffo e lo stimolo a continuare sulla nostra strada è di giorno in giorno sempre più forte. Non riuscirai nemmeno, qualora lo pensassi, a cancellarci o ad oscurarci. 
Chi spesso ti scrive ridendoci sopra, ha la fortuna e il merito di possedere tra i propri ricordi, le cose positive fatte per la nostra città al contrario di tanti, compreso anche tu, che possono solo vantare tonnellate di chiacchiere. 
Impara in silenzio e togli il tuo peso incombrante dalle teste dei cittadini. (nm)

OLIO EXTRAVERGINE TAROCCATO

Truffavano la gente spacciando olio di oliva per extravergine. Ecco i nomi dei 7 primari marchi che da ora sarà meglio evitare!!

L’accusa è pesante: frode. Il pm Raffaele Guariniello accusa sette  case produttrici di olio di aver venduto olio vergine di oliva, spacciandolo per olio extravergine di oliva. La segnalazione era arrivata al pm da un periodico specializzato in informazione alimentare. A seguito della segnalazione si sono mobilitati i carabinieri del Nas che hanno scoperto, dopo […]
L’accusa è pesante: frode. Il pm Raffaele Guariniello accusa sette  case produttrici di olio di aver venduto olio vergine di oliva, spacciandolo per olio extravergine di oliva. La segnalazione era arrivata al pm da un periodico specializzato in informazione alimentare. A seguito della segnalazione si sono mobilitati i carabinieri del Nas che hanno scoperto, dopo aver prelevato dei campioni, che l’olio in questione era “taroccato”: venduto al costo di un olio di qualità eccellente in realtà era olio di categoria 2, cioè appunto, semplice olio vergine di oliva. Sette rappresentanti legali delle aziende coinvolte sono ora indagati. I marchi sotto inchiesta sono Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, Sasso, Primadonna (confezionato per Lidl) e Antica Badia (per Eurospin). Tutti prodotti in Toscana, Abruzzo e Liguria.

SANTONE, ESPERTO IN ORDINE PUBBLICO E CASTAGNAIO !

L'espressione massima di un uomo perfetto. che se non c'era bisognava inventarlo. Per fortuna di molti e per il piacere di pochissimi, esiste, e manco a farlo apposta nonostante le latitudini e gli italici spazi è qui da noi. 
Tesse la tela in quantità industriale, tanto che Penelope e un qualsiasi ragno rabbrividiscono di fronte a questa costante e giornaliera produzione manifatturiera. Sogna e sposta da nord a sud e viceversa, i poliziotti della stradale, come un abile giocatore di risiko fa con i carrarmatini e in fine innaffiando i secchi giardini di Villa Flaiani, con il rosso novello fresco di fermentazione, organizza una castagnata a base di grandi marroni, senza ritenere opportuno chiedere le normali autorizzazioni amministrative, per l'uso di un luogo pubblico. 
Oramai è in piena estasi, tanto da essere già alla ricerca di possibili candidati, per la sua prossima lista.

martedì 10 novembre 2015

DATEMI UN CAFFE'

Mi ero convinto che l'altra parte di me, Fibula Regis, ossia le piacevoli e amorevoli sensazioni da trascrivere sul pentagramma, occupassero in toto la mia quotidianità. Siamo in autunno; la stagione, unita alla primavera, che più amo. A chi mi chiede come stò, uso rispondere: come le foglie, caduche ma colorate. Sono vivo, dunque. E il prodigio della creazione si ripete. Scorrendo sui tasti del pianoforte, i miei pensieri, i miei desideri, le mie fantasie prendono corpo e anima; e diventano melodie. Nell'ultimo periodo sono nate 'Pensiero Caldo', scritta per... (scusate, ma sono fatti miei), 'Salsa Rosa', dedicata ad un'amica che non conosco ancora, e, ultima, 'Ancora Insieme', per il diciannovesimo compleanno di Picci, la mia siamese.
Ma... La catena degli accadimenti, la realtà lezzosa di certa cronaca, l'assurdo incomprensibile, punzecchiano continuamente, rompono l'alone della fantasia; e tornano prepotenti la raziocinante riflessione, la disapprovazione, la rivolta, il disgusto. Torna insomma l'altra faccia di me, Sincope Pensante. Vediamo, dunque.
- Un ragazzo ha massacrato la sua ex e ne ha fatto una perenne vegetativa, una specie di morta condannata a vivere. Lo scellerato agire ha inoltre costretto le di lei persone care a mutare radicalmente le proprie vite. I sogni, le speranze, i progetti, tante volte immaginati, ora sono nude e dolorose illusioni. Rimangono dolore rabbia frustrazione preoccupazione e paura del futuro; un futuro proiettato, amaro a dirsi, verso una sola meta: la morte. Ebbene a questo malsano individuo hanno inflitto solo sedici anni di carcere. Disgustoso!
- Nessuna prova, nessuna impronta documentabile, nessun riscontro di una sicura colpevolezza; un cadavere che purtroppo non parla, non racconta. Ma Michele Buoninconti ha una faccia da cazzo, è un maledetto terrone, bugiardo finanche e pure stupidino,... avranno pensato. Trent'anni di carcere e... chi se ne frega! D'altronde, i sondaggi, le opinioni dei soliti scribacchini e reggitor di microfoni, i "secondo me..." di una giustizia spettacolo che fa il paio solo con quella del Far West, hanno già urlato a squarciagola il proprio 'crucifige!' E al giudice di turno non rimane altro che un'elegante comparsa. Preoccupante!
- Dell'unanime imprimatur al mestiere di ladro da parte dei nostri politicanti, ho già detto il 10 ottobre scorso in 'Casella n. 7'. Tra le righe ho pure ipotizzato danni da diluvio universale per coloro che si fossero resi responsabili di drammatici incidenti nei confronti di questi nuovi occupanti. Quello che non ho detto, giacché per una mia lacuna non avevo previsto, è la giustificazione che una delle fini menti che ci governa ha sentito il bisogno di esternare. "Pensate", ha detto questo moderno santone, "ai genitori del ragazzo ucciso". Bene. Ai genitori ai nonni agli zii ai cugini di questo martire io, sì, ci voglio pensare. Ma è un pensiero che cela anche un poco velato rimprovero: che cazzo avete insegnato a questo farabutto? Avete sentito parlare, avete parlato qualche volta del settimo comandamento? Lo sapete che non si devono rompere i coglioni agli altri?... Ma ho un pensiero anche per il moderno santone dei miei stivali: caro signore, ci pensi, magari nel tempo libero, a coloro che vengono derubati malmenati ammazzati? Al signor Ermes, ultimo dramma, ci hai pensato? Credi di pensare abbastanza ai figli che perdono un genitore, quando non entrambi, per opera di ladri e assassini che si introducono negli altrui appartamenti coperti da un lasciapassare controfirmato anche da te? Stronzo! Sei come i partigiani: vigliacco e opportunista!
E ora, datemi un caffé; sono nervoso.

(Sincope Pensante, 10 novembre 2015)

giovedì 5 novembre 2015

Al politico e amico Gabriele Viviani

Avrei preferito godere lo spettacolo di farlo di persona, ma ho deciso di scrivere la sceneggiatura, oscurata dalle cronache, sulla finestra di Risveglio Albense, dove tutto viene scritto in riga sul Web e niente rimane nel segreto dei desideri personali, che mi auguro continuino in futuro a godere del reciproco rispetto.
Le critiche rivolte alla Sua persona sono rivolte alla casacca politica di Segretario locale del Pd e di Assessore nella passata Amministrazione comunale, che il sottoscritto ritiene certo decorosa per l’impegno personale profuso, ampiamente riconosciuto in più occasione, ma altrettanto deludente nell’insieme di una maggioranza affetta da patologie personalistiche e ossessioni nepotistiche.
Non mi atrofizzo qui sulle tante verità oscurate dell’Amministrazione Giovannelli, ma, girandomi i zebedei sul cavallo dei pantaloni e ritrovandomi fra le mani la documentazione protocollata, la voglia pazza di mostrarne il contenuto, sui quali la Corte dei Conti potrebbe divertirsi ad indagare, tapperebbe la bocca a quanti pensano di aver vissuto una stagione politica di equità e di umanità.
E dato che qui ora non si tratta rivangare il passato, ma di capire il presente e annusare l’aria che tira nel prossimo futuro, è impegno preso da Risveglio Albense sin dalla nascita e compito a casa scritto su questa finestra di Facebook, informare gli albensi di ciò che si legifera nelle deserte aule di Palazzo, nelle ovattate stanze del potere politico e nel segreto confessionale di avidi Pavoni e di oscure consorterie…
Possiamo parlarne dove riteniamo più utile ? O no ?
E, se ai banditi, ai saltimbanchi e alle forze oscure sarà concesso di tessere tranquillamente la tela dentro e fuori dal contesto civile e pertanto riteniamo che per il futuro non c'è da stare tranquilli, e se anche i fatti dicono che il presente è frutto di una serie di azioni per confondere ed inquinare la volontà popolare, di alterare e manipolare le speranze di una comunità, manovre di volponi per i quali non proviamo alcuna compassione…
Dobbiamo chiedere il permesso a qualcuno ? E a chi ?
Sino a quando daremo fastidio, capiremo di stare nel giusto. E gli 835 amici che hanno apprezzato l’ultimo post “Alla faccia della prima casa !” ci spingono ad andare avanti. Evidentemente sapere quanto ci costa farla finita e riposare in pace sull’ultimo letto non è proprio una cosa da poco.
Non è forse un bella azione sociale da parte di Risveglio Albense ?
Ecco perché siamo nati. Ecco perché molti devono ancora a lungo sopportarci. E tanti riconoscere che sì siamo delle rogne, ma certo non carogne. Lo condividi ? Spero di sì. Un abbraccio. zac

ALLA FACCIA DELLA PRIMA CASA !

Ieri ho avuto la sorpresa di scoprire che l'ultima casa (il loculo cimiteriale) costa molto e la forma di pagamento non tiene assolutamente conto delle realtà finanziarie di molti cittadini. 
Per i loculi sistemati in basso il costo è di euro 3.400 per i restanti sistemati in alto la somma da sborsare è di 2.600 euro. 
Tengo subito a precisare che l'attuale amministrazione comunale ha ereditato questo infame listino prezzi, tengo però a sottolineare, che chi amministra oggi non si è accorto che si poteva fare meglio e quindi apportare le modifiche necessarie. Infatti fermo restando il costo un pò eccessivo, non riesco a comprendere le motivazioni e le eventuali giustificazioni, per la mancanza totale del sistema di rateizzazione, che se attuabile consente ai posteri del povero defunto, di far fronte all'improvviso esborso con maggiore tranquillità e senza dover ricorrere ai costosi prestiti bancari.
La procedura attualmente in vigore prevede che i famigliari dell'estinto, all'atto della richiesta del loculo disponibile si presentino innanzi al funzionario comunale, muniti di ricevuta del bonifico effettuato e con le immancabili marche da bollo. 
Considerando che molto probabilmente e al momento il defunto stia raggiungendo il paradiso o meglio il regno dei buoni, mi è difficile comprendere come contrariamente il regno dei cattivi, in arte EQUITALIA, consente ai propri debitori di rateizzare la somma da sborsare, anche in 84 rate. 
Spero che la nostra bella e buona Tonia Piccioni, voglia comprendere e correggere per l'onore della socialità e dell'equità, la stortura vigente. (nm)


lunedì 2 novembre 2015

ABBIAMO ANCHE IL SANTONE !

Mancava solo lui, adesso il cerchio può definirsi chiuso. 
Parla e scrive come se fosse seduto nell'aula consiliare. Dimentica di appartenere, secondo una logica discutibile, astratta ma corrente, ad una classe politica in procinto di raggiungere il paradiso, senza il pass necessario appeso al collo, che gli consente di varcare il portone di ingresso del celestiale mondo, dove i sensi riposeranno a lungo. 
Nemmeno un finto atto di dolore, come ultimo tentativo per infilarsi alla pari di un portoghese, nell'uscio riservato ai redenti certi. Al contrario ci va giù pesante come se avesse titolo ad avere anche il resto su un pagamento scontato e di favore per una presenza leggera che nessun segno ha lasciato nell'immaginario collettivo. 
Gli tocca e ripetutamente sfruttare un tentativo di furto di galline, per assurgersi a paladino della giustizia e coprire per lungo tempo gli spazi vuoti dei fogli dedicati alla cronaca, si autopromuove inventore di un mediatico coinvolgimento popolare, come toccasana per il ripristino della legalità a largo raggio, scopre solo oggi, che l'eventuale alienazione dei beni pubblici in disuso, possa rappresentare un giusto atto e una premessa per l'ammodernamento necessario del futuro civico. 
Oramai dilaga senza alcun freno, verso una anticipata campagna elettorale evitando di spiegarsi e di spiegarci, che tutto quello che per lui è auspicabile e mancante, rappresenta il buco nero di una epoca politica, che lo vedeva interprete e ostinatamente presente nelle stanze del governo cittadino. 
Accorgersi solo ora, che nel nostro territorio avvengono i furti, gli omicidi, le scuole sono cadenti e abbandonate, dimostra una scellerata distanza tra l'impegno personale e la realtà e una notevole predisposizione al populismo sfrenato. 
Se questa è la politica, di una rinnovata e democratica sinistra, possiamo sin da ora, farne a meno !

ACCORDI PRO DOMO SUA

E’ triste pensare che, in un mondo di finta socialità e offensiva parzialità, malaffare e malafede riescono purtroppo sempre a sopravvivere sia in una ristretta cerchia di delinquenti in cui non c’è perdono per chi sbaglia, ma catene per chi non soggiace, sia sotto l’ombrello associativo in cui l’equilibrio distorto porta spesso a chiudere gli occhi e a consegnare armi e bagagli a chi ha più forza nei numeri, sia soprattutto nel campo politico dove taluni consiglieri eletti nei vari Comuni diventano una sorta di bancomat di voti da portare in dote ai candidati regionali e nazionali.
E’ penoso vedere personaggi locali che si nascondono dietro la maschera dei buoni sentimenti per poi favorire di nascosto la cultura mentecatta di tanti politici o di fare accordi sottobanco per qualche gioco poco pulito ma molto conveniente.
Invero a nessuno è venuto voglia di tapparsi il naso per il fetore delle anime caprine che l'hanno prodotto, così come, a quanto pare, a nessuno è venuto in mente di far sentire la propria voce contro chi con la malafede di oggi continua a dividere e con il malaffare di domani continua a crescere e ingrassare.
E’ insomma una faccenda tra albensi doc. E non riesco proprio a capire che tipo di sedativo sia stato usato per zittire un ambiente consociativo quanto mai esigente, e tanto più trovare gli anticorpi necessari per arginare l’invasione aliena dei Gatti, dei Delfini e dei Topi, desaparecidos ormai con l’acqua alla gola e accattoni alla ricerca di piccoli feudi elettorali funzionali solo per ottenere reciproco vantaggio.
Pertanto inutile illudersi: la frantumazione nello scenario politico albense è per ora soltanto una zuppetta, a cui ognuno cerca di attingere per tenersi in vita. Ma temo che si stia rimescolando le carte e chi oggi si trova seduto al tavolo cerca di accaparrarsele tutte.
Temo che presto queste scosse dei rispettivi schieramenti d’appartenenza, motivati dal rispetto dei patti ai più sconosciuti, diventeranno un terremoto che sconvolgerà non solo l’attuale maggioranza, obbligandola ad una convivenza astiosa e litigiosa senza precedenti, e gli effetti si abbatteranno come meteoriti sul pianeta albense già oggi frantumato in una galassia di svariate associazioni e di piccoli e medi partiti.
Si rischia così di contaminare un elettorato già diviso nel recente passato in sette liste e oggi debilitato da delusioni amministrative, tradimenti e congiure fratricide.
Se le premesse sono queste, penso che ne vedremo delle belle. zac