martedì 10 novembre 2015

DATEMI UN CAFFE'

Mi ero convinto che l'altra parte di me, Fibula Regis, ossia le piacevoli e amorevoli sensazioni da trascrivere sul pentagramma, occupassero in toto la mia quotidianità. Siamo in autunno; la stagione, unita alla primavera, che più amo. A chi mi chiede come stò, uso rispondere: come le foglie, caduche ma colorate. Sono vivo, dunque. E il prodigio della creazione si ripete. Scorrendo sui tasti del pianoforte, i miei pensieri, i miei desideri, le mie fantasie prendono corpo e anima; e diventano melodie. Nell'ultimo periodo sono nate 'Pensiero Caldo', scritta per... (scusate, ma sono fatti miei), 'Salsa Rosa', dedicata ad un'amica che non conosco ancora, e, ultima, 'Ancora Insieme', per il diciannovesimo compleanno di Picci, la mia siamese.
Ma... La catena degli accadimenti, la realtà lezzosa di certa cronaca, l'assurdo incomprensibile, punzecchiano continuamente, rompono l'alone della fantasia; e tornano prepotenti la raziocinante riflessione, la disapprovazione, la rivolta, il disgusto. Torna insomma l'altra faccia di me, Sincope Pensante. Vediamo, dunque.
- Un ragazzo ha massacrato la sua ex e ne ha fatto una perenne vegetativa, una specie di morta condannata a vivere. Lo scellerato agire ha inoltre costretto le di lei persone care a mutare radicalmente le proprie vite. I sogni, le speranze, i progetti, tante volte immaginati, ora sono nude e dolorose illusioni. Rimangono dolore rabbia frustrazione preoccupazione e paura del futuro; un futuro proiettato, amaro a dirsi, verso una sola meta: la morte. Ebbene a questo malsano individuo hanno inflitto solo sedici anni di carcere. Disgustoso!
- Nessuna prova, nessuna impronta documentabile, nessun riscontro di una sicura colpevolezza; un cadavere che purtroppo non parla, non racconta. Ma Michele Buoninconti ha una faccia da cazzo, è un maledetto terrone, bugiardo finanche e pure stupidino,... avranno pensato. Trent'anni di carcere e... chi se ne frega! D'altronde, i sondaggi, le opinioni dei soliti scribacchini e reggitor di microfoni, i "secondo me..." di una giustizia spettacolo che fa il paio solo con quella del Far West, hanno già urlato a squarciagola il proprio 'crucifige!' E al giudice di turno non rimane altro che un'elegante comparsa. Preoccupante!
- Dell'unanime imprimatur al mestiere di ladro da parte dei nostri politicanti, ho già detto il 10 ottobre scorso in 'Casella n. 7'. Tra le righe ho pure ipotizzato danni da diluvio universale per coloro che si fossero resi responsabili di drammatici incidenti nei confronti di questi nuovi occupanti. Quello che non ho detto, giacché per una mia lacuna non avevo previsto, è la giustificazione che una delle fini menti che ci governa ha sentito il bisogno di esternare. "Pensate", ha detto questo moderno santone, "ai genitori del ragazzo ucciso". Bene. Ai genitori ai nonni agli zii ai cugini di questo martire io, sì, ci voglio pensare. Ma è un pensiero che cela anche un poco velato rimprovero: che cazzo avete insegnato a questo farabutto? Avete sentito parlare, avete parlato qualche volta del settimo comandamento? Lo sapete che non si devono rompere i coglioni agli altri?... Ma ho un pensiero anche per il moderno santone dei miei stivali: caro signore, ci pensi, magari nel tempo libero, a coloro che vengono derubati malmenati ammazzati? Al signor Ermes, ultimo dramma, ci hai pensato? Credi di pensare abbastanza ai figli che perdono un genitore, quando non entrambi, per opera di ladri e assassini che si introducono negli altrui appartamenti coperti da un lasciapassare controfirmato anche da te? Stronzo! Sei come i partigiani: vigliacco e opportunista!
E ora, datemi un caffé; sono nervoso.

(Sincope Pensante, 10 novembre 2015)

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