lunedì 30 novembre 2015

-- Lettera aperta al Presidente della Repubblica --

PRESIDENTE, BATTA UN COLPO!
Caro Presidente, il richiamo alla cultura da lei auspicata a Napoli il
20 novembre 2015 mi ha riconciliato l'animo. Di Lei avevo un'opinabile
considerazione, ancorata, per lo più, alla Sua prima uscita semiufficiale
da Presidente nominato: la visita alle Fosse Ardeatine. E non per
spregio di coloro che lì videro la fine della propria esistenza, ma per
una sorta di un ulteriore tacito ufficiale avallo all'unidirezionale ed
univoca identità responsabile. La storia non è, non può essere una
opinione; e neppure, travisata, imposta come dogma.
E relativamente a quel tragico episodio, la storia racconta sia di
tedeschi che avevano minacciato rappresaglie sia di partigiani che
attentavano e poi fuggivano, sebbene coscienti della reazione teutonica.
Era il tempo della guerra; e l'arroganza degli occupanti, giusta
sbagliata inumana o diabolica, se non la si può giustificare, la si può
quantomeno capire. Di contro, la superficialità di taluni farfalloni, per
lo più vigliacchi ed opportunisti (lo conosciamo bene lo scellerato
progetto delle squadre comuniste), non me la faranno mai ingoiare.
Perchè, sia chiaro una volta per tutte, senza l'intervento alleato,
questi osannati "pum pum" nulla avrebbero potuto contro il potente
corazzato esercito tedesco.
C'è poi una seconda ragione, ad argomento della mia opinabile
considerazione, e consegue dal Suo persistente e fragoroso silenzio.
In talune circostanze pareva che Lei non ci fosse, non esistesse.
La crisi economica infinita, il suicidio di imprenditori esercenti
artigiani, l'invasione territoriale, il varo di leggi da Lei controfirmate
malgrado, ancora giudice costituzionale, avesse espresso
differenziazioni di contenuto. Ma tant'è.
E dunque, grazie per questo richiamo alla cultura. "La cultura rende
liberi", ha citato. Aggiungo: la cultura rende buoni, sapienti, creativi,
rispettosi della convivenza, riflessivi, pensanti,...
E a proposito della cultura, avrei alcuni quesiti da porLe.
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "il piattume
delle nostre televisioni?" Programmi al limite della decenza intellettuale,
propinati in prima serata; sempre più numerosi (strano a dirsi, ma in
un sistema concorrenziale, dove il tiranno di turno si chiama auditel,
l'uno copia dall'altro solo il peggio); sempre gli stessi, da anni (per
questi signori, il tempo pare essersi fermato, e non si accorgono che
in questo modo hanno congelato anche la fantasìa e la creatività);
sempre costantemente in replica (ed ecco chiarito, purtroppo, la
ragione della moltiplicazione dei canali). E poi, gli ebeti personaggi,
sempre gli stessi, superpagati e riveriti, onnipresenti, ora da una
parte ora dall'altra, in subordine alla retribuzione; e tante incapaci
ed inutili donzellette, delle quali, il più delle volte, non sai davvero
giustificare la presenza;... E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "le insipide
storie di tanti films", molti dei quali realizzati con l'ausilio di contributi
pubblici? Storie, il più delle volte, peggiori di quelle illustrate su carta
nei settimanali della gloriosa casa editrice Lancio; recitate da individui
che si chiamano attori e, ahinoi, recitano peggio dei bisonti che si
vedono nei westerns americani;... E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "il continuo
viavai" da una parte all'altra degli schieramenti di taluni papaveri
politici? Inganno elettorale, mistificazione, opportunismo, tradimento,
tornaconto, presenzialismo,... Il voltagabbana di turno non possiede
neanche la dignità di tornarsene a casa propria e lasciare il posto
al primo dei non eletti; anzi, il salto della quaglia lo premia (vergogna!)
magari con un ministero;... E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura quella
specie di "accozzaglia di suoni e di rumori" che in tanti, troppi, si
ostinano a chiamare musica? Le danze tribali del tempo che fu,
quando lo zombi di turno si agitava, artritico, al poliritmo di tamburi
e campanacci ed emetteva incomprensibili vocalismi, meritano fuor
di dubbio rispetto temporale ed etnologico. Noi abbiamo avuto
Vivaldi Rossini Verdi Puccini... Gli autori di <'O sole mio>, per citare
volutamente un brano che ha fatto e continua a fare il giro del mondo,
in originale o nelle molteplici variate interpretazioni, sono roba nostra;...
E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "il proliferare
di pubblicazioni", riviste o libri, ove si raccontano o si confessano
troiate corna e tradimenti? Non contengono un bel niente, non hanno
nulla da insegnare, neppure dall'aspetto formale della scrittura; ma
creano il personaggio. E quello (o quella) che ha il bagaglio più rigonfio
di puttanate del genere lavora in televisione, recita nei films, arriva
finanche in parlamento;... E' questa la cultura?
- Ritiene responsabilmente che sia da considerarsi cultura "il termine
populismo", dispensato quotidianamente, abusato e tanto di moda,
da chicchessìa? Non La tocca neanche un pò sentire 'offendere
sprezzare denigrare' il Suo popolo? Lei è il Presidente di tutti, mi pare...
E' questa la cultura?
Presidente, mi fermo. Mi scuso ancora per la frettolosa ed opinabile
considerazione. In vero, osservandoLa bene, non si possono non
notare la riservatezza, la bontà d'animo, l'onestà e pure, perchè
negarlo, una specie di velata tristezza: specchio di sensibilità e
residuo d'antica sofferenza. E... mi perdoni, ma avrei un'ultima
richiesta. Mancano pochi giorni al santo Natale. Vorrei per davvero
che si sostituisse a s.Giuseppe. Prenda Maria e il Bambino, dia una
spallata a baracche e burattini, e serri il catenaccio.
Presidente, batta un colpo! Ma che sia ridondante.
(Sincope Pensante, 22 novembre 2015)

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