E’ triste pensare che, in un mondo di finta socialità e offensiva parzialità, malaffare e malafede riescono purtroppo sempre a sopravvivere sia in una ristretta cerchia di delinquenti in cui non c’è perdono per chi sbaglia, ma catene per chi non soggiace, sia sotto l’ombrello associativo in cui l’equilibrio distorto porta spesso a chiudere gli occhi e a consegnare armi e bagagli a chi ha più forza nei numeri, sia soprattutto nel campo politico dove taluni consiglieri eletti nei vari Comuni diventano una sorta di bancomat di voti da portare in dote ai candidati regionali e nazionali.
E’ penoso vedere personaggi locali che si nascondono dietro la maschera dei buoni sentimenti per poi favorire di nascosto la cultura mentecatta di tanti politici o di fare accordi sottobanco per qualche gioco poco pulito ma molto conveniente.
Invero a nessuno è venuto voglia di tapparsi il naso per il fetore delle anime caprine che l'hanno prodotto, così come, a quanto pare, a nessuno è venuto in mente di far sentire la propria voce contro chi con la malafede di oggi continua a dividere e con il malaffare di domani continua a crescere e ingrassare.
E’ insomma una faccenda tra albensi doc. E non riesco proprio a capire che tipo di sedativo sia stato usato per zittire un ambiente consociativo quanto mai esigente, e tanto più trovare gli anticorpi necessari per arginare l’invasione aliena dei Gatti, dei Delfini e dei Topi, desaparecidos ormai con l’acqua alla gola e accattoni alla ricerca di piccoli feudi elettorali funzionali solo per ottenere reciproco vantaggio.
Pertanto inutile illudersi: la frantumazione nello scenario politico albense è per ora soltanto una zuppetta, a cui ognuno cerca di attingere per tenersi in vita. Ma temo che si stia rimescolando le carte e chi oggi si trova seduto al tavolo cerca di accaparrarsele tutte.
Temo che presto queste scosse dei rispettivi schieramenti d’appartenenza, motivati dal rispetto dei patti ai più sconosciuti, diventeranno un terremoto che sconvolgerà non solo l’attuale maggioranza, obbligandola ad una convivenza astiosa e litigiosa senza precedenti, e gli effetti si abbatteranno come meteoriti sul pianeta albense già oggi frantumato in una galassia di svariate associazioni e di piccoli e medi partiti.
Si rischia così di contaminare un elettorato già diviso nel recente passato in sette liste e oggi debilitato da delusioni amministrative, tradimenti e congiure fratricide.
Se le premesse sono queste, penso che ne vedremo delle belle. zac
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