Mancava solo lui, adesso il cerchio può definirsi chiuso.
Parla e scrive come se fosse seduto nell'aula consiliare. Dimentica di appartenere, secondo una logica discutibile, astratta ma corrente, ad una classe politica in procinto di raggiungere il paradiso, senza il pass necessario appeso al collo, che gli consente di varcare il portone di ingresso del celestiale mondo, dove i sensi riposeranno a lungo.
Nemmeno un finto atto di dolore, come ultimo tentativo per infilarsi alla pari di un portoghese, nell'uscio riservato ai redenti certi. Al contrario ci va giù pesante come se avesse titolo ad avere anche il resto su un pagamento scontato e di favore per una presenza leggera che nessun segno ha lasciato nell'immaginario collettivo.
Gli tocca e ripetutamente sfruttare un tentativo di furto di galline, per assurgersi a paladino della giustizia e coprire per lungo tempo gli spazi vuoti dei fogli dedicati alla cronaca, si autopromuove inventore di un mediatico coinvolgimento popolare, come toccasana per il ripristino della legalità a largo raggio, scopre solo oggi, che l'eventuale alienazione dei beni pubblici in disuso, possa rappresentare un giusto atto e una premessa per l'ammodernamento necessario del futuro civico.
Oramai dilaga senza alcun freno, verso una anticipata campagna elettorale evitando di spiegarsi e di spiegarci, che tutto quello che per lui è auspicabile e mancante, rappresenta il buco nero di una epoca politica, che lo vedeva interprete e ostinatamente presente nelle stanze del governo cittadino.
Accorgersi solo ora, che nel nostro territorio avvengono i furti, gli omicidi, le scuole sono cadenti e abbandonate, dimostra una scellerata distanza tra l'impegno personale e la realtà e una notevole predisposizione al populismo sfrenato.
Se questa è la politica, di una rinnovata e democratica sinistra, possiamo sin da ora, farne a meno !
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