giovedì 17 novembre 2016

SERVITORI, GIROVAGHI E DISPERATI

La campagna elettorale del 2018  sta vivendo in questo momento la sua fase pre-accattonaggio di supporters e di candidature, il minuto prima di dare il via alle operazioni di propaganda che, allo stesso modo del Cavallo di Troia, mira soltanto a deformare la percezione della realtà, a sostituire con falsi programmi le urgenze sociali, a falsificare le capacità di produrre lavoro e sicurezza nel territorio, a manipolare elettori con la fabbrica delle vuote promesse.
Per questo, già ora, si pensa a raccogliere il maggior numero di militanti, per poter contare sull’appoggio di attivisti che porti al momento del voto la propria lista al potere. Al potere appunto. Perché di questo si tratta.
Anche in un Comune come il nostro, non solo nelle metropoli, contano i clientelismi da foraggiare, il territorio da colorire a seconda del pranzo o dello spuntino, le attività da incanalare per dare ai furbi la ricchezza degli onesti, il mandato da oscurare, che i cittadini albensi avrebbero dato solo agli uomini di fede per governare questo nostro Paese.
Temo che  certe mode e abitudini contano ancora qualcosa e dipendono dal temperamento prepotente e aggressivo di certa gentaglia costretta a non apparire e a mettere un servitore in veste di Arlecchino.
Vedo già sbocciare, benché lontano dalla stagione primaverile, il paladino della “red class” o meglio il pio pio della “pink class” che girovaga in veste di fedele pastore.
Sull’altare dell’alternanza vedo vacillare la posizione, e peggiorare sempre più le sue possibilità, antagonista disperato che per emergere va in giro a battere pugni sui tavoli e persino con la spada in pugno per ottenere dagli alleati un maggiore impegno e uno sbiadito rispetto.

Non c’è santo che tenga. Né parole per dire. In attesa non resta altro che sfogliare le margherite e sperare in uomini migliori. zac

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