lunedì 17 ottobre 2016

PREZZEMOLO POLITICO

Il fenomeno del trasformismo, come realtà intrinseca dell’identità politica albense, in genere si identifica con un blocco di pensiero che non concede contraddittorio. Tanto meno dispute o divergenze.

É una Entità che stabilisce i confini di ciò che è civile e democratico: recita con la saccenteria di un profeta, manifesta atteggiamenti presuntuosi dai contenuti spocchiosi, ma nella realtà rappresenta un’ulteriore stranezza della politica con un retrogusto quasi sempre amaro, per non dire marcio.
L’ambizione fa tabula rasa di ciò che c'era prima: per rinnegare un passato con un tasso ideologico alto si cerca solo lumi con un tasso alcolico molto alto per riaccendere una nuova fiamma; e per colmare vuoti in politica si demonizza il passato ma si conserva sempre in memoria un contenuto di lacune e carenze.

Per segnalare che sembrano tanti si raccolgono, ciascuno con la loro bella valigetta porta valori di voti, per negoziare strumenti di impegno futures e quote di rappresentanza o si radunano in gruppo per firmare regolamenti, accordi associativi e manifesti di reciproca intesa.

Esistono, per mera fortuna, persone e intelletti di qua e di là dell'oceano politico albense, pensieri e intenti di una diversità davvero bizzarra che merita un'attenzione particolare: invece di continuare a chiedere risposte a una politica sorda e sterile si insiste nel ricercare le soluzioni ai problemi locali.
Tutte cose vere, che vanno al cuore del problema. Prima fra tutte quelli dell’erosione e del depuratore.


Solo così facendo si possono fare due passi avanti e, soprattutto, sferrare un duro colpo al pessimismo collettivo e al menefreghismo che archivia il potere di questa Amministrazione comunale, che non sa come venirne a capo, e registra le spente velleità di una minoranza che messa insieme ha voce solo per beccarsi tra loro e di potersi esibire sui tavoli apparecchiati come prezzemolo della politica. Zac

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