lunedì 31 ottobre 2016

STRUMENTI ALTERNATIVI PER LA DIFESA DELLA COSTA

Per chi ha tempo e pazienza di informarsi sull’erosione della nostra costa, non ci vuole tanto a capire la necessità di smetterla a proporre soluzioni per nulla idonee e alquanto dannose.
Purtroppo, nel confronto tra le istituzioni e gli operatori del settore, si è deciso di continuare a farlo con soluzioni tampone (ripascimento morbido per 500 mila euro) e interventi limitati (pennelli in legno, anziché in massi sempre al costo dei 500 mila cocuzzi).
Tutti felici e contenti con la benedizione in regia dell’assessore Dino Pepe per la Regione Abruzzo e la spartizione della torta da un milione di euro.
Inutile dire che la risposta data non interviene in maniera appropriata e definitiva contro questa piaga che affligge la nostra costa e non evita il peggioramento e l’inevitabile declassamento della nostra spiaggia.
Senza un idoneo cambio di direzione e un valido piano programmatico nella gestione del problema, gli interventi saranno sempre dei fallimenti ed alla soluzione di un problema inevitabilmente se ne ripresenterà un altro.
Gli interventi tampone, slegati alla gestione del territorio, in primis alla salvaguardia dei fiumi e all’apporto di materiale sedimentoso necessario al ripascimento dell’arenile, servono a poco e si riflettono negativamente sulle spiagge confinanti.
Anche perché il ripascimento morbido è da paesi ricchi.

E noi non possiamo permetterci di buttare i soldi alla prima mareggiata. zac


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