martedì 25 ottobre 2016

ARISTOCRAZIA OPERAIA

Non si accettano illazioni e bugie su chi, negli anni in cui hanno governato, l’uno in Comune e l’altro in Provincia, hanno sempre lavorato per il bene degli albensi ed hanno risposto in maniera efficace ed efficiente ai nostri bisogni.
La lagna sulla gestione dei servizi e in particolare nel sociale la litania sulla copertura economica dei bisogni non è altro che un bieco e vile atto di propaganda elettorale contro quest’accoppiata che ha da sempre risposto con attenzione alle fasce più deboli della popolazione e ha tenuto conto delle esigenze umane di tutti i cittadini albensi.
Non sta al sottoscritto ricordare lo sforzo sostenuto dal Pavone nostrano nel rimanere a tutti i costi in bikini a difesa della nostra spiaggia quando a Pescara gli inabili sotto il sole di luglio scendevano da soli per le strade in segno di protesta. 
Gesto eroico da registrare negli annali.
Dal Cicarino, come specie pidiellina in estinzione, si rammenta il sostegno dato alla crocifissione di ben due maggioranze brandendo tesi che sono una l’opposto dell’altra e la resa al nemico truentino col pensiero e con la firma in calce. 
Privilegio da aristocrazia operaia.
Respingiamo pertanto all’aristocratico Pavone e all’operaio Cicarino ogni pietosa risposta. Non una parola di più, se no potrebbero strozzarsi tra di loro e perderemmo queste favolose nozze tra due gender politici diversi.
Sia fatta la volontà popolare con le porchette. AUGURI ! zac



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