Abbiamo appena messo alle spalle la campagna elettorale americana e giù tutti ad esultare per il Presidente Obama e chi invece, come il sottoscritto, a guardare sotto il tavolino e più interessato a scoprire le tecniche di comunicazione, ad apprendere le teorie seguite dallo staff per disegnare strategie di pianificazione e tempistica, ad analizzare oggettivamente le variabili usate per risolvere problemi di immagine e di attività , ad essere razionali più che emotivi nell’applicare la disciplina organizzativa più adatta nel contesto competitivo, sociale, culturale, comunitario di riferimento.
Affiderò oggi a questo post il commento alla prima regola a cui un candidato deve affidarsi per avere un riscontro elettorale positivo e a cui deve attenersi in assoluto specie in un contesto di piccolo Comune come Alba Adriatica.
APPARTENENZA: Premesso che ognuno di noi ha un personale curriculum di vita ed un excursus politico di variegata provenienza, veramente quello che conta ad una comunità è l’appartenenza, beninteso nel senso di essere riconosciuto per come si è vissuto, ed essere accettato per come si è operato. Il lasciapassare obbligato non è la cittadinanza di per sé, ma la storia che ognuno si porta dietro è il passaporto da esibire, da far valere e di cui persino nella catarsi andare fiero.
Noi siamo storie. Ognuno di noi è portatore di storie. Avere coraggio di raccontarle, avere determinate esperienze da far valere, avere idee diverse da affermare, avere faccia tosta per imporle, non aver nessuna paura di rappresentarle con fermezza e di perseguirle con ostinazione e coraggio. Del resto sono storie di vita, buone e cattive che siano, che ricordano l’acre-dolce sapore umano del vivere in comunità e da voler condividere con chi nella comunità le medesime esperienze non riesce a sostenere e le stesse difficoltà non sa come affrontare.
Lo stesso facebook è lo strumento sotto gli occhi e l’esempio più lampante del fare comunità di storie, di esperienze, di idee e di stralci di vita personale da condividere con chi abbiamo fiducia e stima e da esprimere con chi in fondo al “mi piace” coglie un sentire comune. E anzi sotto la scorza di pelle dura talora accogliamo con piacere un riscontro avverso e dentro la cocciuta testa accettiamo persino pensieri diversi e vedute contrarie.
Desideri scoperti e voglie nascoste. Volontà di ragione e passioni di cuore. Sussulti della vita e misteri dell’anima. Schegge di rimpianti e aneliti di sogni. Palpiti desti e ardori sopiti.
Il tutto nel confessionale celestiale sotto forma di link, nel calderone di cottura del web sotto forma di arrosto, dentro la grande ragnatela a fare comunità con gli utenti di internet, a dare voce e sostanza ai contenuti multimediali, a ricercare browser di accesso a chiari programmi di visibilità e, come si dice in gergo nel navigare, a fruire di contenuti e di servizi impalpabili, ma che alla fine permette di raggiungere una bella fetta di società diafana e di fare rete, aggregazione di comunità, unione della collettività, gruppo d’intesa, focolare di società, insieme comunitario, associazione e partecipazione.
La prima regola dunque: APPARTENENZA
- Noi siamo storie. Siamo portatori di storie. Ognuno di noi lo è.
- Avere coraggio, faccia tosta, idee. Non avere paura di condividerle.
- Fare rete con tutte le persone di cui abbiamo fiducia per farle valere.
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