sabato 30 maggio 2015

I MOSCHETTIERI DI ALBA

Pensiamo tutti di essere più svelti degli altri, senza minimamente immaginare che gli altri pensano la stessa cosa di noi; a dimostrazione di ciò e anche per non cadere nel ridicolo, ci terrei a scoprire l’autore nascosto del volantino senza firma.
Beninteso non rivelerò il suo nome, ma lo capirete al volo seguendo questo mio breve ragionamento.
Nel post “Lu pulentò” si fa riferimento con ironia ad un’adunata di personaggi locali socialmente poco amichevoli tra loro e manco per cavolo compatibili politicamente, se nel gruppo le contrapposte gelosie e rivalse sono nell’excursus storico e politico di Alba le uniche perle che ci hanno rifilato queste anime avide, vuote e rissose.
Del resto cosa ne può venire fuori da un trio moschettiere formato alla carlona da Nucellese, Saccomandi e Rasicci, sotto il comando di Capocasa d'Albagnan, se non un bel pulentò ?
Ma, diavolo di un Zaccaria (diavolo beninteso di terza categoria!), sono le stesse entità grigie nominate nel post di Risveglio albense a farmi drizzare i capelli. Manca solo Passione per Alba. Ma devo riconoscere che un messaggio personale di Renato Pantoli sulla mia bacheca mi ha commosso e arciconvinto della sua estraneità (e gli chiedo scusa per i miei primi dubbi). Stessa certezza su Aramis Saccomandi, sempre cordiale nei contatti e mai meschino per certe cose. Su Athos Rasicci, di certo il più colpito dai miei strali e pertanto più sospettato, e sulla sua signorilità stavolta mi ci gioco entrambi le mani.
Chi rimane della bella compagnia se non il Porthos che più tiene al suo onore, ma che gioca spesso con tutto quello che gli capita tra le mani sia vicino che lontano e tratta tutti allo stesso modo confidando nei favori e nella buona stella. Molte volte si è visto passarla liscia con bugie a tutta andata, ma mille volte per certi misfatti mi ha lasciato proprio esterrefatto. Usa sempre metter piede sulle cose che non t’aspetti, poi d’un tratto scompare dal giro, ma lo ritrovi ad un’altra danza a far danni con un altro valzer. Di Fini è un vecchio amante e dei due non so dire chi più al proprio tornaconto ha pensato o più danno agli amici d’area ha arrecato.
Mistero doloroso non facile d’accettare, boccone amaro non facile da ingoiare per uno che lo ha servito, difeso e riverito senza nulla mai chiedere in cambio. E qui mi fermo. Lascio a lui di pensare quante cose potrei raccontare. Ma lui mi conosce e sa bene che non son losco come l’amico di ventura con cui s’incontra di nascosto. Ma lo stato di un rapporto d’amicizia, sciatto o profondo, leale o falso, lo si deduce dal mancato squillo di un cellulare che molti veri amici hanno usato per esprimere sincera vicinanza. E per questo uso l’indice per chi è abituato a lanciare il sasso e nasconde la mano.
Col guascone D’Albagnan troppi conti son sospesi, ma un tapiro glielo regalo giusto tanto per sapere se ha i requisiti psico-fisici idonei all’attività di vigile urbano in base al DLgs 626/94 e relativi esami del sangue sulla presenza di tossine mortali nelle vene oltre che nella testa. Ora vai pure a lagnarti dai tuoi colleghi, che tanto apprezzano le tue soffiate. Mi raccomando, continua a fare lo spione dalla cara mamma, perché ho guardato nel tuo cestino e ho scoperto quando sei... in ritardo. Per te non uso l’indice perché schiumi odio e non vali un ca..o. Sei un misero Giuda spericolato che si merita solo pedate. zac

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