Come dimenticare il dialettale detto "Lu pegg ve arret" che nella nostra madre lingua ci avverte che il peggio viene sempre dietro.
Eravamo infatti abituati da alcuni anni, leggendo i giornali locali, a vedere spesso pubblicata la foto del nostro Sindaco, che in testa o in coda agli articoli riguardanti la nostra collettività, ci ricordava che il nostro primo cittadino è senza dubbio una bella donna. Potevamo senza alcun dubbio renderci conto della cura riservata alla sua fluente e bionda capigliatura, sulla quale e senza remora alcuna ho sempre espresso il mio sincero compiacimento.
Da qualche tempo però, siamo costretti nonostante i nostri momentanei esperimenti di cecità, ad osservare con cadenza quasi asfissiante la foto di Gabriele Viviani, che oltre a non possedere una possente capigliatura, ha quei pochi peli sovrastanti il cervello rosso, orribilmente colorati di bianco.
Appurata l'inesistenza di una personale competizione estetica con il primo cittadino, la sua presenza continua sulle testate locali è senza alcun dubbio addebitabile a qualche giornalista locale fortemente impegnato in una produzione inflazionistica di pezzi scritti, convinzione questa scaturente da continue cavalcate gratuite da parte del Viviani su tutto ciò che gli appare all'orizzonte.
Anche l'oramai politicamente moribondo, Antonio Di Pietro esclamerebbe il fatidico "Che ci azzecca" innanzi alle continue iniziative del segretario del PD locale, che dimenticando le sue responsabilità politiche del passato, mette bocca su tutti e su tutto. Il suo ventaglio interventistico arieggia dai sensi unici (da lui voluti nel passato), al carnevale estivo, ai tormenti dei negozianti e alle frane delle strade.
Una ruspa impazzita oseremo definirlo, che avanza a pala spiegata senza lasciare spazio ad una riflessione sulle sue dirette responsabilità, ovviamente maturate nel corso della sua attività politica continua e senza soste.
Un uomo il Viviani che rappresenta la longevità perenne e una autoproclamazione di regnante senza soste, che fa rabbrividire anche Elisabetta d'Inghilterra.
Vogliamo sfogliare con serenità, da oggi in avanti, i giornali senza più imbatterci con le sue foto irritoccabili, rivogliamo la bella e bionda Tonia in prima pagina, se non altro per il rispetto dei nostri occhi, che da quando il mondo è mondo, rivendicano la loro parte. (nm)
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