domenica 19 giugno 2016

CHIAMATELI ''FRATELLI DI ROMA'' E NON PIU’ “FRATELLI D’ITALIA”

Già perché il partito della Meloni va bene solo nella capitale dove alle amministrative ha conquistato un buon 12,28%.
Nel resto dello Stivale i fratelli d’italia si fermano a percentuali misere, con numeri che oscillano tra l' 1 e il 3% :
A NAPOLI, con il deputato Marcello Taglialatela, si è fermato a un mesto 1,36%...
A SALERNO, pur puntando sull' ex presidente della Provincia, Antonio Iannone, ha racimolato un misero 1,54%...
A CASERTA, diciamo che è andato un po' meglio, ha ottenuto il 3,18%...
A BRINDISI, sebbene nel recente passato ha avuto un sindaco espressione della destra come Domenico Menniti, fa riflettere il dato negativo di un miserevole 1,69%...
Salendo verso il nord la musica non cambia.
A BOLOGNA, sotto le Due Torri il contributo in termini di voti dei Fratelli d' Italia alla candidata leghista non è dei più consistenti dato che è stato del 2,40%...
A MILANO, con in campo i big Ignazio La Russa e Riccardo De Corato, non è andato oltre il 2,42%...
A RAVENNA, stesso discorso. Il sostegno di Fdi alla lista si concretizza solo nella percentuale del 1,69%...
E a RIMINI ? Nella capitale del turismo romagnolo, nonostante potesse contare al suo interno sull' ex candidato sindaco Gioenzo Renzi che gode di un discreto consenso in città, il Fdi è arrivato solamente al 2,91%...
A TORINO è andata ancora peggio: appena l' 1,47% nella coalizione del candidato indicato dalla Lega Nord Alberto Morano.
A TRIESTE invece, in questo scenario, il 4,33% di Fdi nello schieramento di Roberto Dipiazza è un risultato da segnalare tra le performance positive.
Poca cosa, in verità.
Del resto, anche guardando in casa nostra, la prospettiva non è né bella per la destra, né confortante per il futuro del centrodestra.
Se si guarda poi alla leadership nello schieramento di destra, al netto delle divisioni e dei tempi che cambiano, si può immaginare, all' indomani delle amministrative, un migliore assetto nelle strutture dirigenziali per il prossimo futuro ? Possono piacere le faziosità, le divisioni, gli attriti e le incomprensioni ?
Lo stesso discorso vale se si guarda a come vanno le cose nel resto del Paese. Nei vari territori, regionali e comunali. Con i voltagabbana, gli opportunisti, le banderuole e i camaleonti, ovunque guardiamo, su ogni fronte più conveniente, su ogni scranno più comodo, su ogni incarico che conta, l’imbecillità regna sovrana e spegne impunemente la luce dei meriti e delle capacità.
Così vanno le cose, senza speranza alcuna. Godiamo nello stare tutti meglio al buio, con il frutto umano dei nostri ideali succhiato da una catena infinita di idioti al comando. Con dolore. Zac

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