Sahra Wagenknecht, vice presidente della sinistra tedesca, al Parlamento Europeo, zittisce la Merkel:
Se vuole difendere la democrazia, signora Merkel, può impegnarsi a garantire che i Paesi europei siano finalmente governati dai loro governi eletti, e non dai mercati finanziari, non dall’ex banchiere d’affari Mario Draghi e, per favore, neanche da Lei, signora Merkel.
Se volete la democrazia, fermate i cosiddetti accordi di libero scambio, fermate il TTIP, (Transatlantic Trade and Investment Partnership) cioè un Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America, un trattato antidemocratico modellato da tecnici proni alle esigenze di grandi gruppi transnazionali, al servizio delle potenti lobby economiche e fuori da ogni controllo da parte degli Stati e quindi di noi cittadini. Un trattato assurdo, negoziato in segreto, le cui conseguenze ridurranno le elezioni democratiche a una mera farsa, e pertanto va bloccato il prima possibile.
Sarebbe una difesa dei valori europei ! Sarebbe una difesa della democrazia, abbandonare finalmente questi negoziati segreti su TTIP e accordi simili, stipulati dai soliti “tecnici” che “rubano” il potere alla politica!
Se desidera una Europa unita, smetta di umiliare gli altri Paesi e di imporre programmi che tolgono ogni prospettiva alle generazioni future. Smetta di cercare di imporre all’Europa le cosiddette riforme strutturali, che finiscono per accrescere soltanto le disuguaglianze e le fasce a basso salario ! Invece di dichiarare questa politica un successo da esportare, è giunto il momento – e tra l’altro proprio nell’interesse dell’Europa – di correggerla finalmente per non finire di soffocare i Paesi dell’unione monetaria.
La realtà è che sotto il protettorato della, ancora da Lei molto apprezzata, Troika (FMI, BCE e Commissione Europea), sulle cui attività criminali c’è l’eccellente documento del giornalista Harald Schumann, il debito, come esempio, quello italiano è ulteriormente aumentato e i miliardari italiani sono diventati ancora più ricchi.
Posso solo dire ai vostri amici: Sogni d’oro !
Se desidera ottenere indietro i nostri soldi, vada a chiederli a chi li ha intascati. E non sono pensionati o invalidi. Non sono operai o disoccupati. Né infermieri o agricoltori. Né artigiani o commercianti, ma le banche dei signorotti internazionali e degli imprenditori finanziari, i ceti possidenti e le classi privilegiate, i funzionari pubblici e i professionisti della politica.
Così adesso può aiutare il suo governo a recuperare i soldi.
Il minimo che ci si possa aspettare da Voi rappresentanti europei è un minimo di sensibilità nell’affrontare questo problema.
Devo dire che vedervi ridere è davvero triste.
In considerazione di ciò, trovo le vostre manifestazioni insolenti e irrispettose. E me ne vergogno.
So bene che la politica è guerra, e una guerra si combatte con tutti i mezzi e con mezzi diversi. Sì, è vero. Ma, solo se ci ricordiamo il passato e solo se ci rispettiamo l’un l’altro, solo allora potremo trovare la via del ritorno a una politica di buon vicinato all’interno dell’Europa.
Anche un asino può abbattere uno steccato, ma so bene che ci vuole un carpentiere esperto per costruirne uno buono. Peccato non averne uno in questo Parlamento.
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