Ci sentiamo talvolta, come dispiaciuti pescatori, che pur avendo scelto succose esche da buttare in acqua, notano uno strano disinteresse da parte dei pesci sulla prelibatezza del pascimentato.
Ci riferiamo ovviamente alla tematica della tassa di soggiorno, che dai celati rumori non è gradita a molti operatori alberghieri, cosa questa risaputa e preventivata. Fino a quando su questa soffice tassa (che ricordiamo fino alla noia interessa il solo turista pernottante) si fanno cadere errate convinzioni e si costruiscono inopportune barricate, il passo verso un nuovo futuro turistico sarà lento e incerto.
Qualcuno dimentica, insieme alla compagine di minoranza che sull'argomento tace, della diversità degli interessi generali della comunità.
Non è scritto da nessuna parte e l'evidenza lo sottolinea, che la stragrande maggioranza dei cittadini non vive di turismo e per questa semplice constatazione, nessuno può pretendere di dettare le regole di convivenza e porre gli interessi di uno specifico settore, sulla testa degli altri.
Per noi e fino a che peste non ci colga, la casalinga, il pensionato il giovane e il disoccupato, valgono nella stessa misura di un albergatore o di un balneatore.
Sbaglia quindi, chi pensa di usare un territorio e le risorse di tutti, al proprio servizio.
Ha il cervello fermo, chi non intuisce che il nostro modello turistico è usurato dal tempo, non servono più i trattenimenti triti e ritriti, le sbandierate confusionarie e i soliti arrivi degli sceicchi del cazzo.
Siamo di fronte ad una pagina sfogliata e risfogliata, è necessario passare ad una nuova fatta di opere pubbliche moderne, di strutture capaci di attirare un turismo più ricco e ripagante.
Solo una tassa con lo scopo di favorire entrate finalizzate, potrà permetterci il salto di qualità. Invitiamo gli operatori scettici a ragionare e convincersi, che tutti dobbiamo giocare la stessa partita, sullo stesso campo e con la stessa maglia, se pensiamo di far rivincere, come nel passato, la nostra Alba Adriatica.
L'opposizione insieme alla maggioranza, se ci sono, escano dal torpore.
Che possa prevalere, finalmente, l'interesse pubblico e non quello elettorale. (nm)
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