sabato 26 settembre 2015

CON CHI FARE ?

Con un documento da noi condiviso apparso sulla bacheca di facebook, Alba Rinascita lancia un sasso nel panorama politico albense; un documento all'apparenza molto suggestivo nei propositi di questa comunità, ma nella realtà dei fatti il metodo seguito porta con sé difficoltose possibilità di manovra, che, tradotto, spesso finisce di ottenere scarso successo o di non garantire una felice conclusione. 
Tento di spiegare meglio il punto controverso, prendendo spunto da passate esperienze locali. Il fatto di iniziare con “CHE FARE?” lascia perplesso e apre un varco molto pericoloso ad intoppi e incomprensioni letali.
Mai così tanti uomini e donne nelle passate amministrative locali si sono candidati nelle liste e insieme a tanti altri, me compreso, hanno creduto in fare un’azione positiva ed hanno lottato per sostenere quella “MASSA CRITICA” di cittadini che avrebbero voluto finalmente cambiare la politica.
Eppure le cose non sono cambiate. Anzi sono peggiorate, se nel fondo dei ricordi mi rode ancora il pensiero di un Pavone che regala pacchi di pasta da mezzo chilo quanto basta ad incassare un voto per la sua lista o se rido amaro nel vedere tuttora sui giornali sempre la solita photoshoppata che ad Alba si fa bella agli occhi degli elettori di destra e nel contempo fa l’occhiolino in provincia a quelli di sinistra. 
Alla faccia sua ! (che a stento mi trattengo di pubblicare perché senz’altro poco appariscente senza photoshop)
Come si vede il sasso dei buoni propositi lanciato nella cloaca politica albense ha dato le briciole di una MISERIA UMANA senza ideali e di un VUOTO SOCIALE senza contenuti, perché altro e di meglio non c’era nella pattumiera civile che ha preferito premiare, a parere personale, la lista più porchettata e meno competente, la più forchettata e meno costruttiva.
La bassa qualità degli eletti dipende dal fatto che le persone di valore, consapevoli dei meccanismi di selezione, non perdono tempo con la politica e preferiscono starsene a casa ed investire il loro patrimonio di talento in altro modo, lontano dai rompicoglioni che cambiano il linguaggio, sputano sulla parola data, violano le regole, violentano la politica, tradiscono il cittadino.
Serve altro per cambiare la politica.
La ricerca delle energie positive del paese è il compito primario da svolgere per una comunità che si propone di cambiare la politica con gli uomini migliori pescati nel territorio, di immaginare una nuova visione della vita civile con i cuori di chi vuol fare e nei fatti di saperla realizzare sul territorio con la volontà e la forza d’animo di chi sa fare. 
Non c’è altra strada. 
Rabbrividisco al pensiero degli infiniti bla bla bla con i risultati veramente deprimenti del passato. Perché è chiaro che finché sceglieremo gli uomini con i metodi usurati dal tempo, le cose andranno così, con risultati sempre deprimenti.
La questione si propone oggi, col pensiero rivolto al domani, scegliendo ora e non agli ultimi istanti, promuovendo le risorse migliori nelle scelte dei programmi e sostenendoli al momento opportuno come promotori di vero rinnovamento nella vita politica e sociale di questo paese. Senza lacchè, servi e rompicoglioni tra i piedi
Ognuno con la propria faccia e possibilmente senza pacchi regalo, photoshop usurati e porchette varie. zac

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