Una poco più che trentenne donzelletta di Brindisi ha vinto l'U.S.Open,
uno dei più importanti e renumerati tornei di tennis. Questa la notizia.
E... il lecca-lecca primo ministro, i media tutti (scribacchini e reggitor di
microfoni) hanno strombazzato e scampanellato di orgoglio italiano, di
rinascita nazionale, di risoluzione della crisi e di remissione dei peccati.
Neppure avessimo conquistato Zurigo e la Svizzera tutta!
Bisogna sapere che la WTA (Womens Tennis Association) e la gemella
ATP (Association of Tennis Professionals) sono due organizzazioni nate
ormai più di quarant'anni orsono, al solo scopo di tutelare gli interessi
dei giocatori di tennis; e questi interessi sono prettamente di carattere
economico. Nel grande circolo, molto simile a quello della F.1, il profumo
più intenso lo emana il denaro: i costosi biglietti d'ingresso negli stadi,
le spese per i diritti delle dirette televisive, gli enormi interessi degli
sponsor... E inoltre gli atleti non curano nella maniera più assoluta gli
interessi delle nazioni nelle quali sono nati; ma i propri, uniti a quelli
della propria famiglia e a quelli dei propri collaboratori. Solo cazzi loro,
dunque; come lo sono per coloro, per esempio, che giocano e vincono
il superenalotto. Non sono pertanto rappresentativi di questo o quello
stato, come diversamente accade per la Coppa Davis. E il fatto che
solo in pochissimi abbonati abbiano potuto vedere la diretta televisiva,
dimostra ulteriormente la posizione d'élite che questo sport occupa.
Pertanto all'improprio emulo del Presidente che fu, agli scribacchini e
ai reggitor di microfoni, vorrei ricordare di dare a Cesare quello che è
di Cesare.
La donna alla quale hanno massacrato i genitori, il ciclista che si rompe
sulla buca di una strada gruviera, l'anziano abbandonato in una corsìa
d'ospedale, la signora (Lara mi perdonerà) che per impegni di lavoro
non ha neppure il tempo di fare i piatti, l'artigiano che s'ingegna per
ore e ore in cambio di poche monete, l'insegnante, il metalmeccanico,
l'umile pensionato, l'invalido, il cassintegrato, lo sfrattato, il disoccupato,
il derubato,... questi sono l'orgoglio italiano!
Il resto è destinato al pozzo di scarico. Tirate l'acqua, per favore!
(Sincope Pensante, 14 settembre 2015)
uno dei più importanti e renumerati tornei di tennis. Questa la notizia.
E... il lecca-lecca primo ministro, i media tutti (scribacchini e reggitor di
microfoni) hanno strombazzato e scampanellato di orgoglio italiano, di
rinascita nazionale, di risoluzione della crisi e di remissione dei peccati.
Neppure avessimo conquistato Zurigo e la Svizzera tutta!
Bisogna sapere che la WTA (Womens Tennis Association) e la gemella
ATP (Association of Tennis Professionals) sono due organizzazioni nate
ormai più di quarant'anni orsono, al solo scopo di tutelare gli interessi
dei giocatori di tennis; e questi interessi sono prettamente di carattere
economico. Nel grande circolo, molto simile a quello della F.1, il profumo
più intenso lo emana il denaro: i costosi biglietti d'ingresso negli stadi,
le spese per i diritti delle dirette televisive, gli enormi interessi degli
sponsor... E inoltre gli atleti non curano nella maniera più assoluta gli
interessi delle nazioni nelle quali sono nati; ma i propri, uniti a quelli
della propria famiglia e a quelli dei propri collaboratori. Solo cazzi loro,
dunque; come lo sono per coloro, per esempio, che giocano e vincono
il superenalotto. Non sono pertanto rappresentativi di questo o quello
stato, come diversamente accade per la Coppa Davis. E il fatto che
solo in pochissimi abbonati abbiano potuto vedere la diretta televisiva,
dimostra ulteriormente la posizione d'élite che questo sport occupa.
Pertanto all'improprio emulo del Presidente che fu, agli scribacchini e
ai reggitor di microfoni, vorrei ricordare di dare a Cesare quello che è
di Cesare.
La donna alla quale hanno massacrato i genitori, il ciclista che si rompe
sulla buca di una strada gruviera, l'anziano abbandonato in una corsìa
d'ospedale, la signora (Lara mi perdonerà) che per impegni di lavoro
non ha neppure il tempo di fare i piatti, l'artigiano che s'ingegna per
ore e ore in cambio di poche monete, l'insegnante, il metalmeccanico,
l'umile pensionato, l'invalido, il cassintegrato, lo sfrattato, il disoccupato,
il derubato,... questi sono l'orgoglio italiano!
Il resto è destinato al pozzo di scarico. Tirate l'acqua, per favore!
(Sincope Pensante, 14 settembre 2015)
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