La verità non è sempre piacevole, ma quella è, singolare e unica, e quella dobbiamo accettare. Anche se il volere di Dio molte volte non combacia con quello dell’uomo. Noi, che assistiamo ai fatti umani, come quello di Mauro, soffriamo per l’amico che ha pescato la carta sfortunata e ci tormentiamo perché continuiamo a vivere con il suo ricordo.
Ma la vita continua ed occorre andare avanti, anche se la morte rimane impunita, la nostra anima senza il suo equilibrio e la ferita sempre aperta. Sappiamo che quando accadono simili fatti, ritenuti da noi ingiusti, anche il cielo ci guarda, ricolmo di vergogna. E ci consola sapere che tutti noi, a ogni giro della ruota, dobbiamo pescare una carta e compiere l’intero cerchio della vita affinché il dolore termini e ogni ferita sia guarita.
Lasceremo ad altri il testimone della nostra esistenza. Ad alcuni la benevolenza di chi eravamo, ad altri l’apertura del fardello di quel che non abbiamo voluto o saputo fare. Tutto quello che resterà della nostra esistenza sarà posto ai piedi del Cielo e a suo eterno giudizio.
Non resta altra speranza, da nessuna parte. Se non per chi vive e cerca di barcamenarsi in un mondo ormai svuotato di valori. Ma solo chi scorge la luce verde in fondo al tunnel merita di essere felice nell’aldilà e di riempire d’orgoglio i cuori dei figli.
Sappiamo che la nostra mente non sarà mai libera di spaziare come la mente di un Dio, ma niente e nessuno potrà vietarci di mirare in alto verso il Cielo e di averlo così vicino da non credere di poterlo afferrare. zac
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