sabato 19 settembre 2015

LA PRESA PER IL CULO !

Tranquilli cari amici, non mi riferisco a nessun macchingegno elettrico o meccanico che sia, magari di nuova invenzione e per l'immaginario collettivo, atto a profanarci il deretano. Potevo esordire con un titolo più frivolo e leggero, come per esempio: " La presa in giro", ma quello scelto è più carnale, più sensibile e induce maggiormente alla riflessione. 
Oggi il cambiamento culturale del popolo è palpabile anche con mano, merito senza alcun dubbio dell'istruzione diffusa e dei mezzi di informazione non solo cartacei. Non è più possibile, quindi, il racconto di favole intrise di trionfalismi ingiustificati, non è neanche più possibile raccontare ai bambini la storiella dell'asino che vola e di conseguenza evitare di raccogliere una sequenza rumorosa di pernacchie. Ma ancora esiste qualcuno, con l'orologio fermo al polso e il calendario chiuso appeso al muro, che insiste inebriato dall'essenza di un personalismo esasperato, nel percorrere la vecchia strada che è assodato non porta da nessuna parte.
Raccogliere i meriti di una maggiore presenza turistica, quando il felice fenomeno è diffuso in tutto il territorio nazionale, grazie sopratutto ad una in parte ritrovata fiducia economica, appare senza dubbio una convinzione trionfalistica e forse esagerata.
Approfittare della clemenza stagionale del Dio della pioggia (per alcuni) e di Dio (per gli altri), che hanno ognuno per la sua parte, evitato le torrenziali piogge intasanti degli scarichi a mare, per dichiarare che le acque marine sono finalmente pure, grazie agli interventi effettuati con amore e solerzia, in virtù del rispetto dell'ambiente che hanno in cuore, rappresenta l'imbarazzo maggiore per ogni commento.
Dimenticano e spesso le dimensioni reali dell'ambiente, che non vive solo di acqua piovana, ma comprendono le strade sporche, i parchi pieni di rifiuti e il verde abbandonato.
Questi atteggiamenti da propaganda politica, assumono nel tempo gli stessi effetti degli stupefacenti, inducono al delirio ed alle evitabili acquisizioni di meriti e del lavoro altrui.
Vorrei un giorno, non molto lontano, dilettarmi nella lettura di quanto sia stato programmato nel settore opere pubbliche, di quanto sia stato raccolto dai fondi pubblici banditi, perchè vi confesso, sono quasi stanco di vivere in una città che vive e opera di soli parcheggi a pagamento, di mercatini del cazzo e di cortei di sbandieratori.
Spero per voi, che molto presto possa gioire nel vedervi avvolti nelle fasce colorate, ad inaugurare una bella e VOSTRA opera pubblica. Quello certo, sarà un giorno MEMORABILE e non memoriale come qualcuno dichiara.
Forza sbrigatevi, altrimenti il memoriale delle vostre incapacità lo scriverà il popolo albense. (nm)

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